di Gigi Cogo
Mio figlio ha 8 anni e mi chiede spessissimo di poter utilizzare YouTube. Ovviamente non gli e lo nego affatto, ma cerco di assisterlo nella “navigazione”.
Fra l’altro, il piccolo tamarro, ha anche pubblicato (sempre assistito) delle piccole opere di collage fotografico, delle interviste a papà e dei filmini relativi alle sue festicciole.

Ora la riflessione mi porta a considerare diverse forme di repressione, diseducazione e/o incentivazione:
a) i parental control
b) gli aggregatori mediati come TotLol
c) i servizi che incentivano i kinder UGC (c’è lo zampino di Mario Bellina, ex-Versionebeta)
Qual’è il format migliore?






L’attenzione che si dedica ai figli, al di là di ogni “marchingegno” a cui non ho mai creduto. Mi pare si molto più importante fare le cose insieme a loro e insegnare loro COME usare certi strumenti in modo responsabile. Le limitazioni, i controlli parentali, ecc. mi sembrano tanto modi utili a scaricarsi dalle responsabilità.
secondo me ottieni che apprenda i giusti comportamenti solo se gli stai dietro e gli spieghi, i controlli di solito sono una buona scusa per “far eil contrario” e trovare scappatoie e trucchetti per aggirare. Il piccolo tamarro nativo digitale presto ai trucchetti ci arriva, come tutti i ragazzini. Invece è il caso di stargli dietro e spiegargli cosa è bene e cosa è male. Come si usano e perchè. Poi farà le sue scelte. Ma non avrà motivo di aggirare i controlli, al massimo sperimenterà…
Tanto presto ne saprà più di te. La battaglia coi controlli è persa in partenza