E’ da prima delle ferie che tenevo in bozza il clip di Zamardino. Poi, seguendo gli stimoli e la coda lunga generata dall’articolo di Atlantic, le elucubrazioni su questo blog si sono spostate sul senso generale di “cultura approssimativa” che il web partecipativo di seconda generazione tende ad affermare e stimolare.
Tanto rumore, poco valore. Potrebbe essere uno slogan che mi sono inventato al momento ma in cui spesso mi trovo a riflettere. Fra l’altro, sarebbe interessante su questi temi seguire la discussione generata da Leo su Codice Internet. Purtroppo l’estate ha bruciato la coda…………
Ma torniamo all’articolo di Zambardino che pone alcuni quesiti e sostiene alcune timide tesi sugli attori protagonisti di questo clima post-culturale.
Intravedo una velata critica agli abitanti della rete che, di fatto, sembrano sordi e complici, rispetto agli ormai palesi obiettivi di Big G.
Dalle conseguenze ma, soprattutto dai comportamenti relativi alla vicenda Microsoft/Yahoo, appare ancora una scarsa propensione, degli abitanti stessi, a fare ammenda sul credito incondizionato concesso a Google in questi ultimi anni.
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Gli abitanti più “talebani” considerano ancora Microsoft come EVIL, nonostante il palese cambio di rotta in senso “sociale” che, a Redmond, hanno ormai intrapreso da anni. E non ci son santi e non ci sono momenti di ascolto. Solo Google è social o vuol presentarsi come social?
Infatti, qualsiasi rendita di posizione, qualsiasi sconfinamento, qualsiasi perdita di identità, di ambito, di senso cognitivo, di differenza fra valore e rumore non viene considerata un pericolo. Perchè?
E’ vero, anche Bill Gates voleva partecipare a questo business. Lo voleva fare con gli utenti di Yahoo. Voleva usare i “partecipanti” (massa di utenti attivi sul web) come potenziali consumatori. Come sta facendo Google da quando è nata. Ma alla fine non ci è riuscito o, il prezzo era troppo alto.
Ma almeno i competitori sarebbero stati due. Ora, il pericolo che si avverte è che uno solo sarà il padrone del web e potrà condizionare i suoi utenti. Se vorranno farsi condizionare!……….Ma questo dipende molto dall’intelligenza e dalla capacità delle persone di seperare i dubbi dalle certezze.





















Alla fine ci troveremo a tifare Microsoft; ma questo ormai io lo so da tempo. Ma in realtà dovremmo tifare per l’intelligenza dei navigatori. Si tratta solo di risvegliargliela…
considerando che conosco tantissima gente al di fuori degli abitanti della rete che conosciamo entrambi, persone reali, che usano comunque internet, intendo…considerando che questa gente usa il messenger MSN…(e ci fa le stesse cose che facciamo noi con il web 2.0 eh)…io dico si evviva google…ma anche quella è rete
Penso di rientrare nella tua classica definizione di “talebano”, ma lo considero un complimento. :D
Detto questo, Microsoft si è dimostrata il male da tanti punti di VISTA e non bastano quatro crocchette ai suoi cagnolini per convincermi del contrario. No, decisamente non bastano.
Google, dal canto suo, è partita con il piede giusto ma mi spaventa. La differenza è che i suoi servizi funzionano bene, ed è una differenza non da poco.
No, Google non è il bene e probabilmente si rivelerà essere peggio di Microsoft, ma ho la palla di cristallo in manutenzione e non saprei fare una previsione attendibile.
Quello che posso dire con certezza, però, è che mi sarebbe molto più difficile rinunciare a Google che a Microsoft (si, anche sul lavoro): questo è senza dubbio il fatto che mi spaventa di più.