Dopo aver letto questo post, qualcuno potrebbe pensare: “Ma non sei mai contento?” E forse ha ragione. Ma, purtroppo, più passano gli anni più certe convinzioni si consolidano.
Perchè la macchina pubblica è maledettamente complessa e impenetrabile?
Gran parte dei meccanismi perversi (che poi si esprimono in leggi e regolamenti) sono figli della lobby politico/industriale. Quando si attiva un iter (parola odiosa) che non ha pari nel mondo reale, spesso lo si accompagna con procedure che richiedono:
- istituzione di struttura (ennesimo Ente, Agenzia, Autority, Commissione, ecc. con Dirigenza spesso prelevata dal privato….amico del ?)
- organizzazione della struttura in sedi e uffici (costruttori, palazzinari, affittuari fatevi avanti!)
- assunzione di personale (quasi sempre a progetto o in outsourcing in modo che ne benefici qualcuno….amico di ?)
- procedura informatica (con aziende sempre pronte a complicarla al massimo o a riscriverla da capo, alla faccia del riuso!)
- dotazioni mobiliari e tecnologiche (con diverse aziende pronte a beneficiarne)
- modulistica, libri, manuali, e altre forme cartacee (ahimè la PA è fra i maggior produttori di inutile carta)
- campagna di comunicazione e marketing (data in mano ad agenzie e studi professionali)
- ecc.
Ma torniamo a noi. L’operazione di Brunetta è dettata da buonsenso ma è viziata all’origine perchè il 90% delle cose che il cittadino non capisce potrebbero essere facilemnte cancellate.
E allora via, istituiamo qualcosa di nuovo che si sovrappone all’esistente.
Lo so, il mio è un discorso stucchevole e naif, ma a cosa servono gli URP? Oddio qui centinaia di professionisti potrebbero tacciarmi di ignoranza e presunzione, ma secondo me la stessa idea di URP è una dichiarazione di sconfitta e di incapacità funzionale.
L’operazione di Brunetta è dettata da una strategia seria e probabilmente vincente:
a) ti dimostro che i dipendenti sono fannulloni
b) ti dimostro che sono amico dei cittadini
c) ti dimostro che, senza dirlo, aiuto le solite lobby
e chi non lo voterebbe? Fa del bene a tutti no?
Ale!
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D’altronde il costo attuale di tutti gli urp italiani non è insignificante. La stima è di circa un miliardo. Che, dunque, va messa a profitto. Solo all’Inps la spesa è di circa cento milioni,quasi 40 mila le telefonate. Il network Linea Amica, il numero verde 803.001, inizialmente dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17) è un progetto messo in piedi a risorse date pari a circa 4/5 milioni euro, ma l’auspicio è, se avrà successo, che si possa mettere qualche risorsa nella prossima Finanziaria. |























Fantastico post da incorniciare.
Purtroppo, nell’opinione comune della gente, gli unici che lavorano sono gli “imprenditori” con il gessato, il gel e l’auricolare bluethoot.
Magari capiscono un cazzo del lavoro per cui son qualificati, ma sono “politically correct” e quindi ben visti dal nostro ministro eroe e dai suoi amici politici
mmmm … posso essere d’accordo che si tratti solo di cosmesi … però, secondo me c’è un però.
L’idea di introdurre un “meta” URP che possa veicolare le richieste e fornire al cittadino un primo livello di risposta non è male.
Mi piacerebbe che questo servizio mi aiutasse a trovare le informazioni adeguate e magari fare da collante tra tutti i siti ed i documenti della PA sparsi nel web. Ogni volta che ho bisogno di avere dei dettagli o documenti riguardanti una qualche procedura pubblica mi vengono i capelli dritti.
Un servizio che faccia da FAQ su tutta la PA avrebbe un buon successo.
Sono andato sul sito LineaAmica e mi sono cascate le braccia … domanda del cittadino (vero o falsa non lo so) : Come faccio a conoscere i limiti di velocità su strada?
mmm .. bene … mi aspettavo qualche link al sito della Polizia stradale oppure una classificazione delle strade … ed invece, la risposta è : “I limiti di velocità sono stabiliti sulla base della classificazione amministrativa delle strade e della categoria del veicolo.”
Quindi ? dove trovo la classificazione amministrativa delle strade ?
Che peccato.
Insomma a me l’idea piace ma sembra soffrire dei soliti problemi di comunicazione della PA italiana.
@MassimoGrassi,
sono parzialmente dacocrdo con te.
Nel senso che sarebbe corretto offrire un servizio che aiuti a districarsi (come dici tu), ma sarebbe l’ennesimo livello di mediazione assurdo.
La semplificazine non si fa moltiplicando i contact center, le faq e i siti (troppiiiiiiii, vogliamo dire troppi siti nella pa una volta pert tutte?)
La semplificazione si fa ABOLENDO pratiche e processi che servono solo alla PA per reggersi ma non servono al cittadino.
Grazie del contributo