Il prossimo 3 Aprile parteciperò a una tavola rotonda in occasione di Euro PA, incentrata su un tema davvero tosto: “LA INTERNET DEGLI OGGETTI IN UNA SOCIETA’ TELECONNESSA”.
E’ un tema intrigante, che apre prospettive e occasioni interessanti specialmente in un momento di crisi, dove l’innovazione potrebbe diventare un motore importante per il rilancio dell’economia e permettere anche alla Pubblica Amministrazione di ridisegnarsi in modo più snello ed efficiente.
“The Internet of Things” (l’internet degli oggetti) viene definita già nel 1999 dall’Auto-Id Center presso il M.I.T. (Massachusetts Institute of Technology). Il progetto originario cerca di indicare gli scenari più idonei per sfruttare al massimo tecnologie ormai mature, come il wireless e l’Rfid al fine di utilizzarle in ambiti industriali, ma anche domestici, come nel caso delle Appliance domestiche e di tutta la domotica.
Specialmente l’Rfid (radio frequency identification), tecnologia basata su piccoli chip che prendono il nome di “etichette”, è considerata la killer technology che dovrebbe permettere agli oggetti di scambiarsi dati e informazioni senza bisogno delle azioni dell’uomo.
Ma c’è un altro scenario interessante che si apre: quello dell’autoapprendimento. In pratica gli oggetti potrebbero autoinstallarsi e autoconfigurarsi per stabilire le loro relazioni all’interno di in un ecosistema intelligente. In questo modo sparirebbero quasi del tutto le attività di configurazione e gestione dei sistemi complessi che sarebbero in grado di gestirsi da soli e di aiutarsi reciprocamente nelle varie configurazioni necessarie all’evoluzione e all’implementazione.
Nella tavola rotonda di Aprile, proposta e coordinata da Claudio Forghieri, proveremo a sognare ad occhi aperti un mondo tecnologico più umanizzato ma dovremo fare i conti con nuove problematiche come le nuove dimensioni per la privacy e il controllo del dato personale o la necessità di una nuova strategia per il cablaggio del territorio, ma anche il maggiore controllo dell’inquinamento dell’etere, ecc.
Essendo il focus indirizzato alle opportunità per la pubblica amministrazione, è chiaro che il mio contributo critico e visionario, si concentrerà sulla capacità degli enti governativi di aprire la mente e disintermediare il rapporto con i cittadini/utenti, consentendo agli stessi di fornire (sotto tutela e con ampia discrezionalità e controllo) i loro dati agli oggetti che dovranno semplificare loro la vita di tutti i giorni.
Oggi non riesco a immaginare un rapporto di fiducia fra cittadino e istituzione. Per poter ricevere servizi “intelligenti” è necessario fornire dati personali a piene mani, utili per essere qualificati, tracciati e interpretati. Fantascienza?
Non credo. Se il servizio è buono, sicuro e veloce, io son disposto a offrire molti dati del mio profilo, ma se il servizio è scadente e sfrutta i miei dati per appiattirmi a livello di consumatore, allora no.
Ecco perchè ho insistito che al tavolo ci fosse anche Ernesto, con il quale dibattiamo di questi paradigmi futuri, tenendo bene i piedi per terra.
Approfondimenti:
La prossima internet degli oggetti











