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Portable Ubuntu for Windows

Published on 6 aprile 2009 by in innovazione

A me sto cazzabubbolo un po’ intriga.

Non è per tutti, e da tutti, installare gestori di macchine virtuali o doppie partizioni oppure utilizzare Live CD (che poi van lenti e non si salvano i dati, ecc…..)

Insomma ho provato Portable Ubuntu (for Windows) sul PC di mio figlio, così ci gioca un po’ e magari anche si intriga pure lui col pinguino, l’Open Source, il free software e si fa una cultura…… e non si sa mai che da grande diventi laico e non talebano.

portableubuntuscreenshomw0 Portable Ubuntu for Windows

Un po’ inchioda la macchina, va detto, ma poi ha la sua logica. Che io, più polemico e gnè, gnè, gnè di mio figlio, stento a comprendere. A che serve?

 
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3 Comments  comments 

3 Responses

  1. Se vuoi un figlio laico, gli lasci il disco non partizionato, un CD di Ubuntu vicino al lettore e la documentazione minima per l’installazione. Lo dico seriamente :-P

  2. @Matteo, infatti, ci sto pensando seriamente anch’io.
    Ma non capisco l’utilità di “annegare” Ubuntu dentro un sistema operativo windows come fa “Portable Ubuntu”. Secondo me è una strategia sbagliata. Ubuntu è una distro stabile e performante.
    Insomma che bisogno c’è di annegare le performance applicative dei tool di Ubuntu su Windows? Se proprio si vogliono provare le qualità dei vari software a corredo, per quasi tutti ci son le versioni per WIN o il LIve CD!
    Bah!

  3. Infatti è una cosa che non comprendo: se proprio uno non vuole fare danni, installerà una macchina virtuale (penso che l’installazione di virtualbox è alla portata di tutti, perlomeno tutti quelli che vogliono fare prove di questo tipo).