Home » conoscenza » L’altra faccia del terremoto
formats

L’altra faccia del terremoto

Published on 27 aprile 2009 by in conoscenza

La mente di: “Terremoto: dove gli altri non arrivano” è Monique, una 40enne emililiana con un’entusiasmo sconfinato, che ha deciso di mettersi in moto non appena ha avuto notizie della tragedia abruzzese.

Monique è’ partita in autonomia dopo essersi accordata con Miss Kappa, che l’ha ospitata nel campo improvvisato dove vive con altre persone, in un podere agricolo nel paese di Arischia (a nord de L’Aquila).

roulotte miskappa Laltra faccia del terremoto

Miss Kappa è diventata molto nota come vittima del sisma che le ha portato via la casa, ed è stata forse l’unica (o una delle poche) blogger che si è adoperata per dare le notizie “dal di dentro“.

Monique si è arruolata con i volontari di Legambiente con i quali sta iniziando ad operare in questi giorni. Lei, infatti, è partita soprattutto per aiutare (avendo anche il brevetto di primo soccorso) e, solo in un secondo momento ha condiviso con Marta l’idea di aprire un blog sull’esperienza che stava vivendo.

Marta, invece, è la geek girl (una precaria che lavora nell’ufficio del bloggante) che si è occupata di aprire il blog, preparare i feed (oggi invece di andare a pranzo leggeva la mia guida di Feedburner :-) ), spiegarle l’uso di twitter, e gestire la parte operativa sul lato internet, anche perchè Monique, nonostante sia partita armata di Blackberry e Macbook con chiavetta internet USB, sta sgobbando parecchio e non ha naturalmente il tempo di seguire come si deve i social network.

Marta è più “smanettona” e quindi aiuta, raccolgiendo i suoi aggiornamenti, i racconti, le foto che Monique le manda, ecc. Insieme fanno la catena, la filiera web 2 che raccoglie gli UGC che il mainstream non pubblicherebbe mai.

Ma perchè fanno questo?

Fin dall’inizio ci sono state voci molto insistenti di fatti non raccontati, di carenze non esposte, di morti non conteggiati. La gente ne potrebbe sapere di più…

Monique sta girando i luoghi colpiti, sta parlando con persone di vario tipo (dai cittadini ai politici), sta aiutando e vedendo con i suoi occhi e con l’obiettivo della macchina fotografica…… possiamo definirlo citizen journalism? Forse si!

Di certo, dai commenti che stanno arrivando sul blog (che nella sola giornata di oggi ha totalizzato qualcosa come 3300 visite) si vede che la gente ha voglia di sapere ciò che i giornali non raccontano. Anche fra i terremotati si percepisce molta sfiducia nell’informazione ufficiale.

………”Siamo stati anche nella tendopoli di Spogna, che vedete nella foto sottostante. La Protezione Civile è arrivata pochi giorni fa, ha ribaltato dal camion 10 tende per 80 persone e se ne è andata. I volontari del Meet Up di Napoli di Beppe Grillo hanno montato le tende e i 6 wc chimici, e poi sono stati cazziati, dopo una settimana, per aver montato le tende troppo vicine ai wc. Nessuno gli ha spiegato nulla, nessuno li ha aiutati e se non ci fossero stati loro la popolazione di Spogna, in larga parte composta da anziani, non avrebbe potuto montare nulla. Al campo inoltre, da qualche giorno, sono arrivate altre 60 persone… in parte dormono in tenda e molti in macchina. Al campo di Spogna la cucina da campo, gestita dall’Esercito, la stanno montando ora. Fin ad oggi sono andati avanti con un pasto al giorno che andavano a prendersi in un campo vicino. Non ci sono docce… da oggi saremo tra loro per cercare di portare un po’ di aiuto…..”

Ho scritto questo post perchè Marta è una 25enne precaria con tanta voglia di far bene che, per ora, lavora nel mio ufficio e tra poco dovrà pensare nuovamente a cercarsi un lavoro!

 
 Share on Facebook Share on Twitter Share on Reddit Share on LinkedIn
1 Comment  comments