Sabato scorso ho letto questo post di Digital Inspiration con un certo distacco, condividendolo su GReader ma pensando che, in fondo, c’è molta fuffa in quello che ci ostiniamo a chiamare web 2.0.

Questo web evoluto (web 2.0 è ormai demodè) è il prodotto obbligato e condizionato soprattutto da tre fattori:
a) la disponibilità di infrastrutture digitali sempre più veloci e sempre più capillari;
b) il continuo abbassamento dei prezzi delle tecnologie consumer;
c) la massificazione culturale delle dinamiche indotte dalle tecnologie.
Detto ciò, le start-up che si sono affacciate all’ICT in questi ultimi anni non potevano che essere start-up web 2. E i loro progetti orientati al web di massa o, per dirla con termini socialemnte più corretti, “web delle persone”.
Ora, che le persone tecnologicamente più capaci tendano a relazionarsi sempre di più sul web è naturale, ma non è assolutamente naturale che diversifichino le scelte. Infatti, il post di Digital Inspiration evidenza una naturale propensione del mercato nel convergere su poche e durature applicazioni (o servizi web) davvero killer.
Quante sono? Quante ne resteranno?











