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Sfruttamento

Rileggendo il pezzo di PierLuca mi è tornato prepotentemente all’attenzione un tema che volevo dibattere alcuni mesi fa. Lo sfruttamento del blogger da parte del mainstream.

La frase di PierLuca, riferita alla campagna 10 domande di Repubblica: “….coinvolti solo per essere sfruttati come amplificatori del messaggio del quotidiano senza coinvolgimento e riconoscimento alcuno……”, riapre un tema che parte da lontano.

Già ai tempi della massima attenzione all’ormai agonizzante BB, scrissi che rilanciare (linkando e citando) gli articoli del mainstream, era un pratica diffusa che manifestava la sterilità di argomentazioni da parte della blogopalla.

Sia chiaro, faccio autocritica diretta, in quanto non riesco (e credo non riuscirò mai) a distaccarmi dalla lettura dei quotidiani on-line e dalla citazione (chi mi legge sa quanto ami Clipmarks). Ma invito (e mi autoimpongo) di ricercare qualcosa che vada al di là delle argomentazioni attorno a un tema determinato dall’attenzione, dallo stile e dalla diffusione propria del mainstream.

Adoro chi è immune a tutto ciò, io no. Ma rilevo che è davvero difficile scatenare conversazioni dalla coda lunga senza dover per forza citare o prendere spunto dal mainstream.

Più azzardata e interessante è la divagazione (ma direi considerazione da ripensare e rileggere) di PierLuca sullo “sfruttamento”. Io stesso, alcuni giorni, fa quando vidi il famigerato badge, fui portatore di cattivi pensieri.

Già Netmonitor mi sembra un gran marchettone che, in accordo con i reduci ostinati di BB, riesce a portare un po’ di traffico e di godimento ai blogger citati (l’ho riscontrato personalemnte prima dell’epurazione), ma come risultato primario amplifica e marketta l’opera editoriale di Repubblica. Punto!

L’originalità e la percezione di visioni e argomentazioni dalla coda lunga è una qualità rara, ma andrebbe coltivata con ostinazione (basta leggere a tal proposito le ottime motivazioni sul blog di Marco).

La ricerca di hub forti (blogger influenti o mainstream) non è una prassi vincente per proporre le proprie argomentazioni. Di solito riesce ad aumentare l’esposizione dell’autore nei palinsesti sociali solo nei primi mesi, ma poi determina un logoramento e una disaffezione pericolosa. Su questo dobbiamo ripensarci spesso. I nostri lettori sono ANCHE i blogger, non SOLO i blogger.

Come dice Marco, con passione e ostinazione, è il lettore che dobbiamo curare. Chi arriva dai motori di ricerca, chi arriva con il passa parola, chi frequentiamo in ambiti istituzionali (convegni, manifestazioni, studi) e al quale passimo l’indirizzo del blog come biglietto da visita, è il primo obiettivo della nostra passione.

My two cents, sull’argomento.

 
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7 Comments  comments 

7 Responses

  1. Ottimo spunto. Aggiungo solo (ma è evidente), che il problema (non solo dei blogger italiani), non è che non possono fare a meno del mainstream. Ma che spesso non sono in grado di proporre una lettura differente e/o alternativa a fatti e eventi. E credo sia dovuto a mancanza di testa, di cultura. Se sei abituato al gregge, quindi non a pensare ma a riportare, il tuo destino è segnato: non interesserai a nessuno.

  2. [...] Il livello di fiducia dei lettori nei media crolla quando i giornalisti pubblicano notizie sui gruppi sociali, aree e modalità che evidentemente non comprendono. [...]

  3. [...] condivisibile) ma che non sono disposto a markettare. Per capire il perchè leggete questo mio post….se ne avete voglia :-) Inoltre non mi piace perchè è anticlericale fazioso. Pensa che per [...]

  4. Post molto interessante. Mi sono occupato anche io della questione e sono arrivato alla conclusione che i blog possono fungere al più da cassa di risonanza delle informazioni mainstream, da commentatore e analizzatore capace anche di grandi interventi, ma non è e non può essere una fonte autonoma di informazione. Se ti interessa il mio post è questo: http://manublog.org/2009/mass-media/il-modello-di…

    Un saluto

  5. @Marco sull'originalità sono asolutamente daccordo con te. Purtroppo non sempre è possibile perchè non è tutto "citizen journalism" o "blogging". Le agenzie hanno in mano le notizie più fresche e quindi noi rincorriamo.
    Sugli editoriali, però, direi che non c'è storia. E' molto più appassionante leggere un "blogger appassionato" che non un vecchio babbione di giornalista prostrato all'editore di turno.
    @Manu, l'ho letto e vedo che anche tu poni l'accento sui "mezzi". In effetti non abbiamo agenzie di riferimento se non il notro tam-tam sulla rete, sul quale bisogna far attenzione. Resta tutto da scoprire l'impatto del "citizen journalism" che, come fenomeno, è appena iniziato.
    Keep in touch

  6. [...] mono direzionale. In meno di un quarto dei casi si citano i blog/blogger che però vengono usati in oltre due terzi dei casi come fonte informativa. Anche twitter, che come sopra riportato, [...]

  7. [...] anche in ambito giornalistico, di fatto, ha rappresentato prevalentemente un processo di espropriazione sociale dei contenuti espressi, il sorgere di iniziative sperimentali tese [...]