Hc e social web

Domani partecipo a una tavola rotonda sul tema dell’ eCare (o forse Health Care?).

Il tema affidato alla regia di Michele, è il seguente:

E-care 2.0: quale è il punto di vista della rete?

Rapidità di accesso, disponibilità immediata di approfondimenti tematici e possibilità di link alle fonti sono vantaggi indiscutibili del web dei quali il cittadino-paziente può oggi fruire agevolmente. I social media, quali i blog e i social network, apportano un ulteriore aiuto tramite lo scambio on-line di esperienze e la condivisione di problemi comuni all’interno di gruppi di appartenenza tematici. Esiste però, il rovescio della medaglia rappresentato dall’ amplificazione dell’ansia che si ingenera nel paziente incapace di valutare con obiettività le tante informazioni delle quali entra in possesso. La qualità delle fonti, inoltre, è un aspetto da non sottovalutare. In questa sessione pomeridiana si affronta anche il tema dell’integrazione dei social network con un sistema sanità digitale, a partire dai vantaggi per i pazienti e per le strutture stesse.

Su temi relativi a questo contesto ho scritto spesso anche qui sul blog, e vorrei oggi preparare la chiaccherata di domani con alcune considerazioni e un po’ di link utili (quindi mi scuso anticipatamente per la lunghezza del post).

Inanzitutto mi piacerebbe soffermarmi sul tema del “metterci la faccia”, con una piccola escursione verso gli orizzonti della “reputazione”. Il tema proposto dagli organizzatori enfatizza, infatti, un opportunità derivata dal web: “……possibilità di link alle fontiLa qualità delle fonti, inoltre, è un aspetto da non sottovalutare….”

Bene, partiamo da un paio di considerazioni. Dalla prospettiva più orientata al tema dell’eDemocracy, è chiaro che in campo salutare/medicale sarebbe opportuno interagire con i cittadini attraverso canali “certificati” e quindi assolutamente inseriti nel contesto più ampio dell’eGovernment. Quindi, armati di un qualsiasi elemento “solido” o “impalpabile” di identità digitale,

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poter interagire senza ulteriori mediazioni, con le varie strutture (medici di base, farmacie, centri polifunzionali, ospedali, case di cura, ecc.) per ricevere servizi di vario tipo (prenotazioni, ricette, graduatorie, consigli, accesso a responsi, accesso ad archivi storici come le cartelle cliniche, ecc.).

Tutto ciò, purtroppo, stenta a decollare perchè i problemi sono spesso imputabili alla solita logica perversa che porta quasi tutti questi organismi preposti a disegnare i servizi digitali, trasportando sul web le demenziali procedure che attualmente insistono sul cartaceo e sul pellegrinaggio analogico (quante code e bigliettini “taglia code” dovremo sopportare ancora?).

Detto ciò rimane aperto il campo della proposta che gli organizzatori del convegno condensano in questa affermazione: “….I social media, quali i blog e i social network, apportano un ulteriore aiuto tramite lo scambio on-line di esperienze e la condivisione di problemi comuni all’interno di gruppi di appartenenza tematici…”.

Per dare valore a questa parte abitata del web sociale, è necessario che gli attori stessi del panorama sanitario nazionale entrino nell’ordine di idee di “esporsi” al web sociale e di accettare le sue dinamiche. D’altra parte anche gli assistiti devono capire che la democrazia digitale non è solo un diritto spesso accampato nei confronti di una sola parte ma, sempre di più, è un dovere di partecipazione.

Su questo paradigma può aiutarci l’esperienza virtuosa di alcuni operatori che ci hanno messo “la faccia” e non si sono limitati a gestire solamanete i processi all’interno delle loro stutture. Quest’ultimi hanno dimostrato che si può fare Health Care mettendosi in gioco al di là della professionalità, aggiungendo dunque la passione ed esponendo l la propria reputazione alle dinamiche del web che, spesso, sono spietate.

Quindi…..ve lo vedete un direttore di ospedale (che già di suo è un campione di trasparenza), aprire un blog e interagire con gli assistiti?

O un accademico della medicina ricercare l’interazione per i propri studi e per le proprie azioni?

Come lo immaginereste un servizio di “social networking” che riesca a dare valore alle esperienze dei vari centri per raggiungere l’obiettivo della “qualità” nell’erogazione dei servizi?

Moving beyond measurement and reporting, colleagues across hospitals are networking and sharing “best practices”, tools, and resources. They are working to continuously improve care for all patients and move our state forward in our collective quality and safety efforts.
blog it

Ma anche dal lato dell’assistito (paziente), come li vedreste i nostri concittadini associati in un esperienza di condivisione di tutte le loro insicurezze e preoccupazioni per fare lobby attiva contro la malsanità?

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Through our Helpline, correspondence and research we learn from patients the that are of concern and work towards improving the healthcare we all receive.

blog it

Oppure la condivisione di visioni, problemi e iniziative in un blog collettivo, come la vedreste?

The Health Care Blog (THCB) has acquired a reputation as one of the most respected independent voices in the healthcare industry. The Wall Street Journal calls us “among the most widely read insider publications in the field. Web MD calls us “a free-wheeling discussion of the latest healthcare developments.”

blog it

Quindi, dare e avere, come principio di reciproca e costante interazione per partecipare alla “costruzione”, condivisa, di un sistema sanitario migliore.

Per rispondere efficacemente ai bisogni, non serve sempre un’ entità “certificata”. Il web sociale (o web 2) insegna che spesso l’autorevolezza e la passione sono bastanti.  Quindi bisogna cominciare a metterci faccia e passione anche nel nostro paese. Solo così l’emersione dei talenti e il riconoscimento del merito potrà dare una dignità e, magari, un giusto compenso a chi su questi temi ci sta mettendo l’anima.

Inoltre, nelle dinamiche del web sociale, viene sempre data enfasi all’ascolto. Senza ascolto non c’è interazione. Forse, tutti questi blog, questi social network nel campo dell’HealtCare stanno a significare che abbiamo bisogno di essere ASCOLTATI e non solo AUSCULTATI!

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Il resto dei link li trovate navigando fra i blogroll di quelli che vi ho elencato.
Keep in touch!

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