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Il crepuscolo dei valori e degli idoli

Published on 10 agosto 2009 by in religione

Donminzoni Il crepuscolo dei valori e degli idoli

don Minzoni

Non sono un fan di Benedetto XVI, ma la sua esternazione di ieri mi pone seri interrogativi.

C’è una linea sottile che lega due passaggi fondamentali del suo discorso e che apre il campo a diverse interpretazioni.

E’ indubbio che oggi i cristiani sono sempre più scossi e basiti di fronte al decadimento dei valori universali. Non solo di fronte ai valori riconducibili al messaggio di Cristo, sia chiaro. Essi sono basiti di fronte al crepuscolo di valori che attraversano le ideologie, le forme di società e le tradizioni più rappresentative del genere umano.

Ma la prima parte del monito di Benedetto XVI, sembra prendere ad esempio (almeno questa è la mia modesta interpretazione) i momenti più bui dei secoli recenti per porli come monito: “I lager nazisti, come ogni campo di sterminio, possono essere considerati simboli estremi del male, dell’inferno che si apre sulla terra quando l’uomo dimentica Dio e a Lui si sostituisce, usurpandogli il diritto di decidere che cosa è bene e che cosa è male, di dare la vita e la morte“.

Il collegamento alla seconda parte sembra indicare la strada sbagliata, il vicolo cieco in cui ci siamo infilati inseguendo falsi miti. Il pontefice invita a “riflettere sulle profonde divergenze che esistono tra l’umanesimo ateo e l’umanesimo cristiano. Un’antitesi che attraversa tutta quanta la storia, ma che alla fine del secondo millennio, con il nichilismo contemporaneo, è giunta ad un punto cruciale, come grandi letterati e pensatori hanno percepito, e come gli avvenimenti hanno ampiamente dimostrato“.

Questa forma estrema di nichilismo sembra riferirsi all negazione della verità e dell’apparenza, riferita a valori che non possono essere sostenuti oltre l’essere contingente. La vita e l’esistenza rappresentano un momento “transitorio” che esalta valori temporanei e che spesso non sopravvivono alla morte e alla distruzione a cui tutti siamo destinati.
Certo, chi educa le anime e non i corpi ha il compito di indicari valori che vanno al di là del momento “transitorio” della nostra esistenza fugace. Ma dovrebbe dedicare la sua attenzione anche ai valori terreni di riferimento, sui quali si cotruisce l’etica terrena.

Ma allora, perchè la Chiesa e le sue massime gerarchie (nel corso della storia recente) hanno commesso l’errore di sostenere o di non condannare regimi totalitari basati sull’esaltazione della IO, dell’idolo momentaneo, dell’esaltatore dei non-valori?

Il monito di ieri potrebbe essere (ma qui la mia riflessione rasenta la speranza) un timido inizio di presa di distanza da chi predica ideologie “che esaltano la libertà quale unico principio dell’uomo“, e vorrebbero trasformare “l’uomo in un dio, che fa dell’arbitrarietà il proprio sistema di comportamento“. Forse le tante lettere che in questi giorni sono arrivate a Famiglia Cristiana e Avvenire, hanno aperto uno spiraglio di ripensamento perchè alcuni valori non sono negoziabili. MAI!

Ma qui si ferma la speranza, perchè i fatti (sino ad oggi) dimostrano che il pericolo di svuotare le chiese è ancora un pericolo minore rispetto a quello di svuotare le casse. Ma resto comunque attento ad osservare quanti vescovi saranno ancora disposti ad osservare indifferenti la probaile deriva totalitaria. Chissà, se c’è ancora quella sottile differenza con le altre religioni monoteiste. Quella che in ambito cristiano privilegia la devozione verso i martiri, piuttosto che gli ayatollah.

 
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