di Claudio Marino Oggi fa molto “trendy”, come ricordava di recente il tenutario di questo blog, parlare di Facebook, di comunicazione digitale, di web 2.0 senza avere né esperienza né competenza sull’argomento. La comunicazione su questi ambiti, quando si svolge all’esterno di essi, spesso è mediata, generalizzante, basata su cognizioni, convinzioni, culture o preconcetti nati e sviluppati in altri contesti e che, proprio per questo, non possono attagliarsi a questo nuovo ambiente. Ogni venti o trent’anni, assistiamo (o siamo protagonisti) di una rivoluzione nel mondo della comunicazione, a cui seguono sterili (e spesso fallaci) previsioni sulla direzione che i nuovi media intraprenderanno. E’ successo anche cinquant’anni fa, quando la TV entrò prepotentemente nella vita degli italiani. E insieme alla TV
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