L’onda anomala


Mi ero promesso di non scrivere nulla su Wave per il semplice fatto che mi sento troppo “digital immigrant” per esprimere un giudizio non condizionato dalle esperienze precedenti in rete.

E questo, forse, è il primo scoglio da superare nell’approcciarsi a Wave. Non è un Forum, non è una Chat, non è un sistema di mail, non è un sistema di ……..

Insomma diciamo che consolida e cambia radicalmente i pilastri di una ancora giovane categoria di strumenti, quella della “real time collaboration“. O almeno così credo. Vediamo subito dove l’onda si infrange:

  • Manca una localizzazione del Help center
  • Il Forum di supporto (in inglese) è ancora poco abitato
  • Il video ufficiale è davvero minimalista
  • Il primo impatto è devastante perchè senza contatti con cui collaborare è del tutto inutile

Quindi? Dr. Wave (un simpatico buffo personaggio che sembra uscito da un film di Mel Brooks) definisce Wave: “NEW TOOL FOR REAL TIME COMMUNICATION AND COLLABORATION” (Un nuovo strumento per comunicare e collaborare), e ne elenca i campi di applicazione più naturali:

  • Discutere
  • Lavorare
  • Comunicare

con colleghi e amici in un ambiente “condiviso”. Quindi l’essenza stessa della collaborazione in rete. E qui entra decisamente in concorrenza con molti sistemi industriali e non (Sharepoint e Al Fresco tanto per indicarne un paio) ma, con la fondamentale differenza e peculiarità di presentarsi come servizio di cloud computing. Dunque gestito on the cloud senza installazioni presso la propria server farm.
E qui altre considerazioni sono d’obbligo per immaginare uno scenario Enterprise aziendale. Infatti, Wave si predispone come un qualcosa che non è più confinabile come semplice servizio di Google on the cloud, ma come architettura federabile grazie alla quale le aziende potranno configurare un proprio ecosistema Wave ed eventualmente interconnetterlo con altri.

 Londa anomala

Ma andiamo con ordine e vediamo i presupposti di base per poterci trarre il massimo dei benefici: Innanzi tutto popolare la lista dei contatti (senza contatti Wave è inutile).

contatti wave

Per fare ciò, è sufficiente aggiungere il nome del contatto (di solito nomeutente@googlewave.com) e poi utilizzare la solita modalità di popolare i contatti sfogliando fra i contatti dei propri contatti (come su twitter, FB o FF tanto per capirsi). Non ho ancora capito perchè non @gmail.com….ma in calce a questo post, forse, ho fatto la quadra :-)

E questa è solamente la modalità “sociale”. Wave si predispone (e forse si preconfigura) anche per creare “cluster chiusi” su progetti o attività. Quindi comunità chiuse con contatti riservati. Leggendo le prime discussioni dentro Wave, infatti, molti dei miei contatti stanno decisamente evitando di usare Wave come un clone di Friendfeed. Non avrebbe alcun senso. Altri, più talebani, stanno dichiarando di volerlo usare SOLO per lavoro e non per cazzeggio. Il tempo dirà……, ovviamente, quale sarà il campo di applicazione più gettonato.

Il cuore di Wave, è il Wave stesso. Un Wave può essere definito un progetto, una discussione, un work-space, un applicazione, ecc. Insomma un punto di partenza dove iniziare la collaborazione.

Il bello del Wave è che il concetto di “real time collaboration” si evince subito dalla modalità sincrona che è percebile con la diretta visione della battitura delle parole. In pratica si vede la composizione delle frasi e dei concetti mentre il nostro contatto le sta digitando.

Nelle Wave (o nei Wave, fate voi …) si possono aggiungere dei gadget. Piccole applicazioni di Google che permettono di ampliare le funzioni collaborative con delle mini procedure precompilate o con dei mash-up.

gadget

Sinora le ho inserite sfogliando la directory di Google e copiandone la url con l’estensione “.xml” dentro la box di Wave. Un po’ tortuoso, ma sembra funzionare solo per alcune, e ancora non ne ho capito il perchè. Spero che in seguito i gadgets applicativi vengano resi disponibili da di dentro al Wave, attraverso un sistema di ricerca degno di questo nome.

Un altra funzione intrigante è il Drag&Drop delle immagini dentro i Wave. In pratica le immagini si buttano letteralmente dentro la discussione.

La forza di Google sta nel suo DNA naturale: La ricerca. Quindi ogni wave è indicizzato, è ricercabile è conservabile. Questo, per ora sembra un po’ sottovalutato, ma se pensiamo a quante volte nella gestione di un progetto ci siamo accorti che ciò che è stato detto poi non è stato fatto, ecco che avere tutte le discussioni, le applicazioni, i brainstorming e le comunicazioni fra i protagonisti gestite, archiviate e ricercabili, apre uno scenario nuovo.

Intanto crescono i gruppi autonomi (Oooops i WAVE) di sostegno, aiuto e diffusione allo strumento, nell’ottica della collaborazione, ovviamente:

Impressioni a caldo. Innovativo, curioso, intrigante, complesso (non complicato). La scommessa sta tutta sulla capacità di persuadere che le comunicazioni sono sempre più sincrone. Un giorno scrissi che anche la email (nella sua versione push) presuppone un adattamento alla fruizione e gestione sincrona. Ecco Wave mi sembra partire da questo concetto per portare un nuovo paradigma nella collaborazione e nella gestione dei progetti. Si fa tutto in modalità sincrona e non si perde traccia di nulla. Ci pensa Google.

Estensioni applicative e interoperabilità:

Capitolo nuovo e intrigante. Come per i gadget è auspicabile che Wave interoperi con tutti i servizi della prima generazione del cloud? Oppure è auspicabile che diventi un ecosistema autoconsistente e chiuso nel suo paradigma di riferimento?

Lo scopriremo solo vivendo :-)

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  1. #1 di Sergio il 14 ottobre 2009 - 16:42

    fai conto che mentre leggevo il tuo posto continuavo a doppiocliccare per poter fare un reply paragrafo per paragrafo.

    Ti suggerirei un esperimento se ti va: incolla il post in una wave (naturalmente pubblica) e proviamo a vedere come si mischiano commenti e editing.

    • #2 di gigicogo il 14 ottobre 2009 - 18:00

      Sergio ho provato……ma ero con l’eeePC e chiavetta dati. Prova a vedere che cosa ne è uscito. Ho aggiunto solo te, perchè pulsante per rendere pubblica la Wave il browser me lo mangia, ma deve essere un problema di connettività :-(

      • #3 di Sergio il 15 ottobre 2009 - 00:23

        l’ho sistemato un po’ e l’ho reso pubblico. Ho scritto anche una sorta di Post nel Post.

        Commentare punto per punto è una cosa che ho sempre voluto: dai tempi dei newsgroup :-)

  2. #4 di Andrea Bichiri il 16 ottobre 2009 - 19:11

    Secondo te Wave potrebbe scardinare il predominio di facebook? o almeno convincere qualcuno a traslocare?

(non verrà pubblicata)