Mentre il cazzeggio sull’articolo del Corriere di oggi prosegue il suo delirio sullo stream di Friendfeed, grazie a Roberto e agli amici del Corriere (Macri Puricelli e Federico Palomba) abbiamo organizzato un mini talk su questo tema e sulla provocazione, indotta.
Questo tema è anche la conseguenza diretta e logica del laboratorio di idee che si è tenuto, sempre qui a Venezia, a inizio settimana.
Insomma è il narcisismo dei blogger contaminante anche per i giornalisti di carta o, assieme ai giornali, possimo bruciare anche i giornalisti che si stanno avvicinando alle dinamiche del web sociale?



#1 di catepol il 25 ottobre 2009 - 21:36
Sto leggendo velocemente la “polemica” blogosferica a valle dell’articolo del Corriere (ero in viaggio mentre tutto ciò avveniva). Che dire? @gigi tu mi conosci: dentro e fuori la blogosfera (nel senso anche e soprattutto nella vita reale) Caterina è sempre la stessa persona. La giornalista, pur parlando non solo di me, ma anche di te, di fata, di vincio ecc. ha messo il titolo cattura attenzione. Io non ho mai sfidato nessuno. Non è una guerra uomini/donne. Solo che lo stereotipo, sui giornali, informatica (qualunque cosa ad essa correlata, blog compresi) = uomo esiste. Lei era stupita della presenza femminile al barcamp. Lei ha detto non pensavo ci fossero tante donne blogger…
Lato personale: è OVVIAMENTE una gran soddisfazione essere apparsa nel mainstream così.
Lato blogosferico: sappiate che chi non risica, non rosica. A chi rosica del perchè io (son la prima a dire ci son tanti altri e altre meglio)…chiedo: “Perchè no?”
Il candidato/a rosicante scriva le sue considerazioni e me le sottoponga. Le critiche le accetto come le ho sempre accettate.
Scrivere e occuparmi di tutto quello che mi va di occuparmi, non smetto.
Prezzemolare sui social network per esplorarne dinamiche e potenzialità sociali, non smetto nemmeno.
Non chiuderò nemmeno gli account per troppa esposizione, come hanno fatto in molti…
Un grazie enorme invece a te, per l’ospitalità e perchè tu, Andrea, Roberto ecc. avete organizzato una manifestazione articolata e complessa, ma riuscitissima.
#2 di andrea.casadei il 26 ottobre 2009 - 15:58
c’è un filo che unisce la carta stampata alla rete (e che salta via la televisione) ed è la discussione partecipata. Nella televisione viene sacrificata sull’altare dell’immediatezza spicciola del linguaggio mediatico televisivo in modo sia unidirezionale sia senza sedimento della memoria. infatti, passa solo ciò che viene ritenuto necessario a rafforzare l’idea chi monta il pezzo spesso senza render conto di un’opinione che essendo onomatopeica è più subliminale di quanto si sia soliti pensare.
con la televisione la capacità di interrelazione diviene così sempre più atrofizzata, dove i cittadini sono adulati ma non ascoltati, e dove ogni ragionamento razionale viene messo sotto scacco dalla retorica della comunicazione di consumo.
Nella carta stampata il valore della sedimentazione è dato ancor oggi dal concetto di rassegna stampa cosa che non ha analogie nella blogsfera (quanti di voi si fidano ad esempio del riassunto settimanale di friendfeeds?) e non può averle nella televisione.
ma finire sulla carta non è solo un modo per fissare una memoria ma anche prendere contatto con un mondo affine a quello della blogsfera ( i lettori dei giornali) ma non necessariamente vicino alla rete, insomma farsi accettare dal fratello grande, snobbando il grande fratello…
ha ragione weinberger siamo in mezzo ad una rivoluzione, consiglio la lettura di al gore “assalto alla ragione” e per il resto come dice #bloggernazionale la gnocca paga sempre e c’è un suo perchè…