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Letterine

Published on 1 dicembre 2009 by in conoscenza

lupi Letterine

Ho meditato un paio di giorni sulla lettera di Celli e non nascondo che, di primo acchito, molte considerazioni mi sono apparse condivisibili anche se, secondo la mia modesta opinione, non sfiorano il nocciolo del problema.

Celli porta a sostegno della tesi un paio di esempi-scempi economico/politici, un insalata di luoghi comuni (tronisti, veline, ecc.) e ovviamente un invito filantropico/paternalista (…il paese non ti merita). Troppo vago e troppo scontato caro Celli.

Quello che non hai detto è che la generazione dei manager oggi insediati nelle stanze dei bottoni, è in gran parte figlia di un paradosso riconducibile (in buona parte) a un movimento che doveva migliorare le prospettive future e invece le ha soffocate: il 68!

Gran parte dei manager più conservatori e più attaccati alla “cadrega” sono quelli che nel ’68 inneggiavano al ricambio generazionale. Sigh!

Oggi, molti padri sono colpevoli di ingordigia e di prepotenza. L’ingordigia del doppio e triplo lavoro, la prepotenza dei tanti incarichi di potere.
Quanti sono quelli che contemporaneamente sono amministratori di società, docenti universitari, giornalisti, uomini politici e professionisti in proprio? Dove sta scritto che se un professionista ha una buona e certificata competenza la deve usare in tutti gli ambiti a discapito di altri pari?

E questi sono alcuni fra gli esempi più lampanti di padri che fottono i figli.

Nel mio piccolo vedo tutti i mesi colleghi che vanno in pensione e subito vengono richiamati come consulenti dallo stesso datore di lavoro. Questo non vuol dire fottere figli e nipoti? Perchè tanta ingordigia? Perchè di questo caro Celli, non fai menzione? Quanti professori della Luiss sono consulenti per aziende, ministeri e magari per la RAI o per l’Alitalia?

Il secondo fattore importante è dato dalla forbice stipendiale. Oggi diversi manager percepiscono stipendi assurdi non riconducibili a nessuna legge etica, mentre al resto dei collaboratori dell’azienda resta da spartire il minimo salariale che è il più basso dell’Europa Occidentale. E anche questo non è forse fottere i propri figli?

Certo, anch’io dico spesso ai miei tre figli che all’estero ci sono più opportunità, ma questo automaticamente fa di me un perdente, perchè se non fossi un codardo, ci sarei andato io per primo.

 
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9 Comments  comments 

9 Responses

  1. Io son stata fortunata…mio padre si è prodigato per farci lavorare subito, ognuno per le sue competenze. Ma non per raccomandazione, solo come stimolo a fare, fare, fare. Per noi. Per la nostra autonomia. Per staccare il cordone ombelicale. Per il nostro futuro. Ovunque esso fosse. Cominciando a rimboccarci le maniche nel posto dove eravamo o dove la vita ci portava. A non aver timore, a fare sacrifici perchè poi le soddisfazioni professionali sarebbero arrivate.

    Concordo con te, Gigi. Tanti padri accaparrano tutto, non lasciano spazi. Fottono i figli. Anche nel senso di “Tanto ci pensa papi” E i figli di questi papi hanno magari i soldi di famiglia, ma non l’autonomia di fare qualcosa da soli.

    L’estero è una delle possibilità. No, non sei codardo IMHO. Hai costruito qualcosa per te e per la tua famiglia. E per come ti conosco, lo hai fatto anche bene.

    L’estero. Ci andrei anche domani. Poi resto. Il discorso di Celli è condivisibile ma troppo, troppo scontato.

    • Caterina sono esperienze simili. Anche il mio mi ha incitato a lavorare a 13 anni, quando i figli di papà andavano al mare, io vendevo gondole ai turisti. Ed ero in seconda media. Ho imparato che la “posizione” si conquista, non si “pretende”, mettendo in conto anche le schifezze e gli schifosi con cui ci si dovrà confrontare.

  2. Gigi, come ex-studente LUISS ti dico che li non si preparano uomini di sapere ma lecchini del potere.. Gente che al primo anno fondava fantomatiche “associazioni di studi giuridici” o che appariva alle spalle di De Mita nei collegamenti post-elettorali da Piazz del Gesù.. In parole povere quelli che nella scena finale de “l’attimo fuggente” sono rimasti seduti, gente collusa e marcia nel DNA, del resto i nostri docenti erano politici di primo piano o professori “prestati alla politica” posso citare Giovanni Galloni, Giuseppe Consolo, Nino Andreatta, Andrea Monorchio, Antonio Martino.. Quindi non c’è da stupirsi se il sistema stagna e che molti dei miei compagni di università facciano oggi parte di quel sistema a cui Celli si riferisce.. La LUISS è nata per garantire la continuità del potere allevando piccoli mostri per farli diventare dinosauri a loro volta.. Ho sbagliato tutto, sarebbe stato meglio un Politecnico di Torino, magari adesso ero un genio del Wireless e connettevo il mondo..

  3. grande, grandissimo gigi…

    come sempre per altro…

  4. Salvatore Valerio

    gondole ai turisti?!?
    ti limitavi alle cose trasportabili eh!
    :-)))
    ai turisti, hai mai provato con qualcosa di più grande, di più monumentale
    come faceva totò in tototruffa62
    tipo vendere piazza san marco
    :-)))

    http://www.youtube.com/watch?v=ghu-E6PUUDk

  5. Catello

    Bella risposta, ci tenevo a dirtelo.