Vita di merda!


Venerdi scorso mi sono intrattenuto un paio di ore (troppo poche) con genitori e insegnanti di una scuola media di Padova. Il tema era……genericamente la rete e l’approccio sociale, educativo ed etico con i figli. Putroppo ho avuto poco tempo perchè alle 23.00 dovevo essere alla notte bianca!

La platea era variegata e le esperienze portate ad esempio dai convenuti, le più diverse e divergenti.

Quando ho insistito sull’approccio “curioso” al digitale, più di qualcuno mi ha detto di aver poco tempo da dedicare a queste tematiche.

Quando abbiamo affrontato il tema del web sociale e delle relazioni, io stesso ho ammesso che ci vuole tanto tempo da dedicare a questo nuovo modello.

Quando, con delle piccole dimostrazioni, ho suggerito alcuni piccoli movimenti del mouse per difendere la propria privacy su Facebook, più di qualcuno mi ha detto di avere poco tempo per analizzare queste sfumature.

Un genitore, che sembrava abbastanza geek e usava diversi social media, ha guardato con curiosità alla personalizzazione degli stessi in funzione di una possibile protezione dei dati personali……..sicurezza, ecc. Con lui abbiamo persino affrontato il tema della lettura dei disclaimer ma poi tutti hanno convenuto che c’è poco tempo per leggere anche questi.

bimbo_ele[1]

Non da meno il tema dell’accompagnamento dei figli durante la navigazione sul web. E chi ha tempo per seguirli? ……..diceva sconsolata una mamma.

Quando ho illustrato il contesto dei servizi di “parental control” anche qui c’è stato un richiamo al poco tempo a disposizione per capirli, settarli e gestirli. Meglio inibire l’uso del web diceva un genitore.

E’ ovvio che per distinguere il buono dal cattivo, l’utile dall’inutile, il pericoloso dal sicuro, ci vuole tempo ho insistito io. Tempo da dedicare ai nostri figli!

Mi son un po’ azzardato a descrivere la funzione dei nativi nei confronti della società digitale e alla loro propensione naturale a muoversi come “technology steward” nel prenderci per mano e persuaderci a usare gli strumenti e i servizi digitali ma, diceva un altra mamma, ci vorrebbe più tempo da dedicare ai figli. Già!

Un altro convenuto ha tagliato corto, ha detto che lui proibisce quasi tutto, compreso il cellulare perchè costa troppo di connessione e ……poi è dovuto andare via prima della fine, perchè aveva poco tempo!

E’ proprio una vita di merda, che ne pensate?

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  1. #1 di catepol il 9 dicembre 2009 - 13:24

    Ci vuole tempo, giusto.
    Ma qui la questione non è “tempo” per internet e le tecnologie.
    Qui la questione è “tempo per i figli”
    Ecco il nodo è questo. E lo dico da insegnante.
    I genitori non hanno TEMPO per seguire i figli.
    In generale.
    Pensano di risolvere tutto vietando? Ma che bravi! Appena usciti di casa non solo fanno tutto ciò che è vietato (cellulari e internet sono abbondantemente scroccabili agli amici, ne basta uno che abbia un telefonino di ultima generazione, tra gli amici…e tutti ad usarli. Io i ragazzi li vedo…ogni mattina. Fanno così).
    Dicevo, non solo fanno tutto ciò che è vietato, ma anche peggio. Non solo fanno tutto ciò che i genitori “non hanno tempo” di conoscere per poter valutare insieme a loro “il bene o il male”, educativamente parlando. Non solo…fanno anche peggio.
    A che serve tutto ciò?

    Mi ha messo una tristezza questo post, @gigi.
    Anche i miei non avevano tempo quando ero piccola. Eppure alle mie domande rispondevano. Anche quando non sapevano che rispondere. Si cercava insieme la risposta….

    • #2 di gigicogo il 9 dicembre 2009 - 13:28

      Vietare, vietare, vietare. Sembra più comodo di “accompagnare”. Vita di merda!
      Il mondo digitale non è diverso da quello reale. E’ basato sulla chimica delle relazioni giuste. Delle domande e delle risposte. E del fare ASSIEME!

  2. #3 di capobecchino il 9 dicembre 2009 - 13:46

    che quei genitori hanno “poco tempo” per il loro futuro, i loro figlioletti … triste … davvero triste …

  3. #4 di Vincio il 9 dicembre 2009 - 13:48

    il poco tempo è la scusa di superficie che si trova quando non si vuol fare una cosa o si ha la pigrizia di voler organizzare il proprio tempo per farla.

    Non ho tempo = Sono pigro

  4. #5 di Monique il 9 dicembre 2009 - 13:59

    penso che al mondo c’è un sacco di gente che non dovrebbe fare dei figli.
    penso che, dal momento che decidi di farli devi sapere che dovranno essere, per semrpe, il tuo primo pensiero e la tua priorità.
    penso che il mondo è pieno di teste di cazzo…

  5. #6 di JustB il 9 dicembre 2009 - 14:04

    Che tristezza :(
    Credo che se si ha la volontà di farla una cosa, il tempo lo si trova sempre. Mia madre mi aiutava a fare i compiti mentre lavava i piatti, per dire :S
    Il problema di fondo credo sia un egoismo latente che si sta impadronendo della maggior parte della società: la vera risposta, secondo me, è “Non ho tempo per te” :(

  6. #7 di Michele Perone il 9 dicembre 2009 - 14:41

    Cosa hanno detto quando hai dovuto lasciarli perché avevi un impegno alle 23? Beato te che che hai tanto tempo!!

  7. #8 di gigicogo il 9 dicembre 2009 - 14:43

    Michele, secondo me il tempo è fondamentalmente una scelta, più o meno consapevole, di priorità. Tutto il resto è accademia e luoghi comuni.

  8. #9 di Michele Perone il 9 dicembre 2009 - 14:46

    Gigi, sei trooooppo avanti col tempo. Leggo ora (13:45) che mi avrai risposto alle 14:43. Che è ’sta storia del profilo su iTunes non cliccabile?

  9. #11 di duhangst il 9 dicembre 2009 - 14:59

    Credo che avere poco tempo per i figli, che serva per guidarli sul web o in qualsiasi altra esperienza, la dice lunga sul fatto che essere genitori volenti o nolenti è diventato molto più complicato.. Ma se non ascoltiamo i nostri figli come speriamo di passargli i valori che vorremmo che avessero?

  10. #12 di Andrea Bichiri il 10 dicembre 2009 - 14:17

    Ti porto il mio esempio. Quando ho iniziato ad usare il web avevo 14-15 anni. ma erano altri tempi. Devo dire che ci si autoregolamentava. I genitori non ne capivano nulla. Ora invece timidamente tentano di comprendere il mezzo e i suoi pericoli/opportunità. Però si arrendono alla prima difficoltà ,adducendo la scusa del poco tempo a disposizione.

    La deriva che noto nei figli di alcuni conoscenti è la delega educativa che si lascia a tv, playstation, internet etc… cioè a 6 anni già play, 7-8 anni cellulare e 9-10 ipod e internet..ore e ore al dì senza più dialogo, confronto, comunicazione. Lo scenario è davvero cupo.

  11. #14 di Laura S. il 15 dicembre 2009 - 00:02

    bella e triste riflessione Gigi!
    poco tempo e poche parole..
    come rappresentante di classe della scuola media che frequenta mio figlio, ho aperto un google-doc, per stimolare la partecipazione, la condivisione delle scelte e proposte e la divulgazione delle informazioni: orari, progetti, compiti, proposte, lagnanze, link, sondaggi ecc.
    Per testare la presenza abbiamo chiesto ai genitori che al primo accesso lasciassero un segnale nome, cognome nel file, denominato “ chek-in” : Su 50 circa 20 sono entrati nel sito, e hanno lasciato un commento favorevole e qualcuno entusiasta, e regolarmente vi accedono ,
    Degli altri 30, (15 coppie), alcuni non hanno il p.c., altri si rifiutano di venirne a contatto, qualcuno mi ha espressamente chiesto di essere informato per telefono, perché non gradisce il p.c., o non ha tempo
    Attivi e collaborativi siamo un po’ pochini, ma l’idea è stata buona perché le informazioni corrono veloci, e nessuno potrà dire, io non lo sapevo…

    • #15 di gigicogo il 15 dicembre 2009 - 10:55

      Laura, come sempre diamo colpa allo Stato se il paese non è predisposto all’innovazione! Sigh!
      Comunque bella iniziativa “dal basso”……aspettando la scuola, il ministero, lo stato l’unione europea e la federazione delle galassie unite :-)

(non verrà pubblicata)