Di Salvatore Valerio

Salve amici, in questi giorni ho avuto l’occasione e il tempo di leggere Eretici digitali di Russo e Zambardino.
Con gli “eretici” c’ho sempre avuto a che fare, fin dai tempi della versione 1.0 di webeconoscenza con il mitico Clifford Stoll . Gli eretici, i bastiancontrari, i maverick, cioè quelle persone che scelgono di non seguire la corrente, suscitano in me un naturale sentimento di identificazione e simpatia.
Nel titolo di questo post ho scritto che, questo è un libro importante. Per quel migliaio di amici – 1395 RSS nel momento in cui scrivo – che sono interessati al mondo digitale, questo libro è importante e dovrebbero leggerlo perché con le loro dieci tesi, gli autori, mettono in luce quelle parti della rete in cui si muove l’informazione che, sono spesso oggetto dei post di questo sito e, che non sono immediatamente riconoscibili.
Il libro è stato pubblicato oltre che nel tradizionale formato cartaceo anche in formato digitale sul sito www.ereticidigitali.it.




















Salvatore, giuro che lo leggerò :-)
parola di govane marmotta?
scherzi a parte
sul sito http://www.ereticidigitali.it
puoi trovare già pubblicate le prime quatto tesi
il volume e la qualità dei dati, informazioni
che in queste tesi vengono esposte
sono di grande interesse
viene ad esempio spiegato il meccanismo di finanziamento e in parte il funzionamento di google
che non è cosa da poco
i lati oscuri dei motori di ricerca come google o yahoo
il fatto che a mio parere bisognerebbe avere dei motori di ricerca indipendenti
bisognerebbe cominciare a pensare di realizzare a livello europeo un motore di ricerca così come si è pensato un sistema gps europeo
comunque gli spunti di riflessione che questo libro stimola sono veramente tanti
non è un caso che sul sito ereticidigitali.it si sia aperta una discussione
:-)))
(Lucio Dalla)
Eretici Digitali mi sembra sia frutto di una Cultura Digitale (cultura del virtuale) che parla solo a se stessa.
Mi chiedo: come mai nessuno parla del Dogmatismo Analogico che ha prodotto un Dogmatismo Digitale, incapace di dialogare con una Cultura Analogica (cultura del reale)?
spiegati luì
:-)))
ah salvatò
quest’anno vado per i settanta .. e mi defilo;
mico m’illudo ancora di potermi spiegare.
Comunque:
chiamo “dogmatismo analogico” quella fase evolutiva dell’ICT che ha prodotto l’informatica di consumo e i sistemi operativi proprietari con un’invasione, nel campo informatico, della cultura industriale della catena di montaggio e della produzione gestita per compartimenti stagni; per il dogmatismo analogico dei dirigenti dell’Olivetti non è stato possibile fare altre strategia che quella di diventare follower di Microsoft;l’eresia analogica di affermare che i processi di standardizzazione funzionale dei sistemi aperti avrebbero richiesto la partecipazione degli utenti è stata condannata dall’inquisizione industriale, con la benedizione della Commissione Europea; il giornalismo manco s’è accorto di queste cose;il fallimento delle strategie (analogiche) industriali ha lasciato campo libero al dogmatismo digitale; gli eretici digitali saranno condannati dall’inquisizione mediatica, con la benedizione del popolo del web. AMEN
non temere, sei abbastanza chiaro
hai anche tu visto i pericoli
ora dà uno sguardo all’altro lato del grafico
quello che parla delle opportunità
mio nonno piantò un ulivo
e non ne mangiò mai i frutti
mentre io li sto mangiando tutt’ora
:-)))
anch'io, nonno dei miei nipotini,
pianto qualcosa,
lo sto piantando da tempo,
anche se non si capisce cos'è,
perché i suoi frutti saranno fatti di
conoscenza
e l'albero della conoscenza
può riconoscerlo solo
chi partecipa a piantarlo
;-)
allora stai piantando bene
:-)))
vedi forse qualche eretico “digilogico”
… o se preferisci “anatale” …
che pianta insieme a me?
eh?
:-(