Prima di chiederti……

Leggendo, stamane, il post di Luca De Biase mi è tornata in mente la famosissima frase di Kennedy: “Non chiederti cosa il paese può fare per te, ma chiediti invece cosa puoi fare tu per il tuo paese“.

In effetti anche dall’articolo di Riotta, a cui fa riferimento Luca, si evince che il paradigma non è del tutto compiuto.
Mi spiego meglio. Sono ormai 6 anni che il web sociale ha mosso i primi passi (anche se a dire il vero è sempre stato un web pronto ad evolvere in forma relazionale) eppure la percezione (almeno del sottoscritto) è che non si sia attuata la vera rivoluzione tanto auspicata.

Si, le persone sono tornate ad essere protagoniste ma solo perchè hanno cavalcato gli strumenti tecnologici. Non credo che l’inizio del nuovo secolo verrà ricordato come un nuovo umanesimo (e qui mi contraddico rispetto ad analisi precedenti) ma piuttosto come un secolo di grandi contraddizioni. La spinta ad acculturamenti di massa ha ottenuto più benefici con Alessandro e Carlo Magno o con Filippo II, tanto per citarne alcuni. Insomma, hanno fatto più loro del web attuale, e in forma top down!

E’ vero, le persone possono fare molto per il web e forse è quello che i grandi player si aspettano. Ma il web cosa fa per le persone? Gli cambia la vita in meglio?
Qui sorgono i miei dubbi. Vedo un uso “strumentale” del mezzo e dei nuovi servizi sociali. Certo, molti fra noi che si dilettano ad abitare la rete percepiscono dei valori: partecipazione, dialogo, relazione, opportunità, scambio, conoscenza diffusa, ecc. Ma quanti siamo? Intendo i consapevoli!

Gli altri usano il mezzo. Il fatto che un telefonino o una macchina fotografica abbiano il pulsante “share” o “publish” non significa che la vita è cambiata in meglio. Significa che ci sono ora nuovi strumenti per fare cose in modo diverso.

E’ la complessità che mi preoccupa. L’instabilità del palcoscenico dei servizi del web sociale. E i pochi cambiamenti epocali indotti.

Tornando all’utilità, vedo ancora pochi benefici dai servizi on-line e questo mi preoccupa. Non basta saper usare i servizi del web sociale per arricchirsi di conoscenza. E’ necessario sfruttare i servizi di business per aumentare il benessere. Oggi, escluso l’home banking, un po’ di ecommerce e il sistema di booking legato ai viaggi e ai trasporti, non vedo grandi benefici per la vita di tutti i giorni.

web2

E, inoltre, dell’analisi di Riotta e Lanier non condivido nemmeno il pericolo della deriva inutile, caciarosa e sottoculturale.
Infatti il mio commento a quel post è stato:

“Riportare sulla rete i valori della ragione, della saggezza e della buona volontà”….. La rete è lo specchio del mondo reale, non è un enclave libera e autonoma. Forse certi valori dovrebbero essere riportati sulla nuda terra e disseminati fra i suoi abitanti. Tutto il resto è solo una sorta di facilitazione indotta dalle macchine.

Ecco, in sintesi vedo il web sociale come lo specchio di una società ancora in crisi. Dal punto di vista etico e politico. Le speranze legate alla partecipazione di massa (eDemocracy in primis) e alla cultura digitale diffusa (…..non completata) mi portano a pensare che il web non ha creato benefici per tutti, e quindi non è stato una rivoluzione epocale ma soltanto un momento di evoluzione tecnologica, naturale, obbligata e forse non definitiva.

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5 Responses to “Prima di chiederti……”

  1. catepol scrive:

    Ma quanti siamo? Intendo i consapevoli…

    Hai detto tutto, in questa frase.

  2. galatea72 scrive:

    Ma non è che, semplicemente, dalla rete tutti si aspettino un po’ troppo? Il telefono ha cambiato la vita delle persone (quello a muro, prima ancora del cellulare), e la radio, e la tv. Migliorata o peggiorata, a seconda delle situazioni e dei punti di vista. Così internet. Sono mezzi che abbiamo inventato per semplificarci la vita e che hanno aperto nuove strade ( e, inevitambilmente, ne hanno chiuso altre). Non possiamo aspettarci da loro che abbiano funzione salvifica. Sono cose, e come tali vanno usate.

  3. gigicogo scrive:

    Galatea penso che avere aspettative sia lecito perchè, per lo meno noi abitanti del web, ci spendiamo parecchio. Per lo meno come tempo e impegno dedicati.
    Sul resto è vero, basta usare bene gli strumenti che man mano evolvono, senza dargli troppa enfasi.

    • Luigi Bertuzzi scrive:

      Gigi,
      se questo tuo post fosse un abbozzo (stub) revisionabile e se tu avessi chiesto di collaborare con te alla sua revisione …
      ti proporrei di rivedere la frase

      le persone possono fare molto per il web e forse è quello che i grandi player si aspettano. Ma il web cosa fa per le persone? Gli cambia la vita in meglio?

      Mi ha dato l’idea di farci sopra uno stub di testo a proposito di impegno e di inserirla nella cartella PLWT (Pro Loco Web Territorio) .. appena ci riesco …
      Per ora quella cartella la tengo su Google Docs.
      Ai documenti della cartella si accede tramite la locandina A-M-A-T-O-R-I-A-L-E dedicata .. da un tacito accordo fra un sedicenne e un settantenne .. all’idea di un’interfaccia (come per ora la chiamo io) W2WAI.
      Per collaborare a fare evolvere gli stub su può chiedere l’invito a prolocwt[chiocciola]gmail.com ..

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