A Maggio mi ponevo dei dubbi. E nel contempo l’Italia aveva altro da fare.
Oggi, ero in aula e diversi discenti continuavano ad essere dubbiosi proprio su questo tema! Infatti, in Italia abbiamo altro a cui pensare.
Proprio oggi, Tim Berners-Lee in persona, ha lanciato la versione britannica di Data.gov!
Mentre in Italia la Pubblica Amministrazione è ancora convinta di essere proprietaria dei dati e non, come nel resto del mondo, un mero gestore!

I dati della PA sono un valore, per le imprese, per i cittadini, per le applicazioni, per i servizi…..
Ok, allora, visto che son fresco fresco di aula, vi sparo qui una cosuccia che avevo preparato…..: Ecco se la trovate dentro un programma elettorale :-)
La filiosofia dell’ “Open Data” è relativamente recente e nasce più dalla consapevolezza e dalla razio, che non da certezze normative. Nel caso dei dati pubblici, in particolare, non è molta la legislazione in materia (Sez. I art.50 del Codice dell’Amministrazione digitale, 7 Marzo 2005) e quindi ci si riferisce quasi esclusivamente a pensieri e filosofie come quella dell’Open Source, dell’Open Access e dell’Open Government.Una delle motivazioni di base che sostengono questo movimento di pensiero è la contrapposizione a un modello basato sul concetto di proprietà. Oggi lo Stato (in tutte le sue componenti locali e centrali) si comporta da “proprietario” piuttosto che da “gestore” dei dati pubblici.
Questa esclusività permette ad alcuni mediatori (di solito agenzie concessionarie o esclusive o categorie e corporazioni) di trarre dei vantaggi economici dalla fruizione ed all’arricchimento dei dati pubblici primari. I cittadini, invece, continuano a combattere dentro una giungla burocratica senza ottenere i servizi per cui hanno già pagato e spessissimo costretti a pagare nuovamente questi mediatori per avere accesso alle informazioni pubbliche.
Offrire i dati dei pubblici registri agli intermediari garantisce il perpetuarsi di rendite da posizioni e lobby vere e proprie: motorizzazione, agenzia delle entrate, catasto, ecc.Il ruolo chiave sta dunque nella DISPONIBILITA’, ma anche in altri principi ( http://wiki.opengovdata.org/index.php?title=OpenDataPrinciples) ben esposti dal gruppo di lavoro americano sull’Open Government: http://www.opengovdata.org/
Come mutuare questi principi anche in Italia?
Applicando principi federali “dal basso”. Ogni Comune, ogni Provincia, ogni Regione che colleziona dati pubblici può scegliere come renderli “disponibili” ai cittadini in quanto ha già ricevuto una delega dallo Stato in questo senso. Non serve una legge nazionale.
Se il seme di questa nuova apertura mentale, filosofica e democratica attecchirà in forma federale allora anche lo Stato centrale non potrà esimersi dal mettere in disponibilità i dati che sta gestendo e rompere, finalmente, le rendite indotte a favore dei mediatori.






grazie gigi!
è una notizia esplosiva
un fatto importantissimo
è un vero peccato che l’informazione che perviene dalla perfida albione
e in genere dai paesi esteri
consista in fatti curiosi e scemenze
che riguarda carlo, camilla, i cagnolini della regina. la moglie di sarkò
e amenità varie.
:-)))
già …….
in Italia in compenso ci preoccupiamo di pubblicare i tassi di assenza e presenza del personale :-)
L.S.
Abbiamo ben presenti le priorità, allora :-)
[...] computing. Questo percorso/filosofia, è ora nella fase di contaminazione più spinta. Vedasi UK e Finlandia, fra i primi a muoversi nella stessa direzione di [...]