Durante le lezioni su social media e web 2 che sto portando avanti da alcuni mesi per il progetto Linea Amica, mi trovo spesso a dover semplificare (anche per questioni di tempo) tutta la parte relativa ai modelli evolutivi, ai paradigmi e alla storia del web 1 e web 2.

Pensavo che è troppo semplice dire: web 1 =” leggere” e web 2 = “leggere e scrivere” perchè chi arriva solo ora sul web non capirebbe.
Negli ultimi tempi stavo analizzando atteggiamenti e propensioni, anche dialogando con i discenti che portano alcune esperienze loro e dei loro figli “digital native”.
Direi che un atteggiamento interessante da studiare nella sua evoluzione è quello relativo alla ricerca.
Ai tempi del web 1 si accedeva alla rete per cercare “qualcosa”. Ai tempi del web 2 si accede alla rete per cercare “qualcuno”.
Ok, troppo banale :-(




















“perchè chi arriva solo ora sul web non copirabbe.” chevvuordì??? :P
Caterina, non conoscono il prima. Tutto qui. Quindi perchè dovrebbe interessargli come eravamo?
Secondo me anche se non interessa, il prima, va comunque e sempre detto, per far capire l’evoluzione.
È un po’ come dire non la studiamo storia tanto viviamo il presente, anzi ci interessa solo il futuro.
Ma forse se capiamo da dove veniamo riusciamo anche a capire cosa stiamo facendo e dove vogliamo andare.
Sempre secondo me, eh!
MAX
Della serie: la tradizione e la memoria si tramanderanno sempre secondo la formula i più vecchi insegnano ai più giovani? Ho qualche remora.
Non ho detto che i più vecchi insegnano ai più giovani. Ho detto che la storia, e la potrebbe insegnare anche Nicola Greco, per dire un giovane, in questo caso del web e dei socialcosi va fatta imparare perché da quello che eravamo potremmo trovare ispirazione per essere quello che saremo.
La storia in questo caso non la fa l’anziano ma gli anni di esperienza. Se un giovane di 20 sono 10 anni che naviga per il web ha molta più esperienza di mio babbo che naviga facendo zapping in tv.
concordo
E’ possibile che il tatto debba essere relegato alla sola funzione di martellare su una tastiera o agire sulla rotellina del mouse?
Al tempo del web 3 si accederà alla rete per “toccare” qualcuna/o/osa che hai cercato ai tempi del web 2 dopo che ai tempi del web 1 hai imparato a cercare qualcosa;-))
Michele sei già alla internet degli oggetti evoluti. Miii come corri :-)
A proposito di
…
io accedo alla rete per cercare "qualcuno che faccia qualcosa con me".
A questo punto ci sono arrivato perché, quando iniziai a usare il computer, cercavo di fare qualcosa confrontandomi con una macchina che mi dava delle risposte. In base a quelle risposte la mia capacità di "fare qualcosa" evolveva.
Oggi della macchina non ho più bisogno.
Oggi, per fare evolvere qualcosa che voglio fare, ho bisogno delle risposte di qualche altra persona.
Ho detto in un altro modo le stesse cose che dico in un blog, per vedere se (parlando in computerese) "si compilano", se "si caricano" e se "girano".
Se a quasi 70 anni devo fare queste considerazioni qualcuno deve essere incappato in qualche errore di programmazione.
Se l'avessi fatto solo io potrei rallegrarmene.
Aspetto che qualcuno me lo dimostri.
Luigi io cerco di semplificare e tu complichi :-) Non è detto che ampliare le relazioni significhi ampliare il valore. Almeno in assoluto!
Ma una cosa è certa: tra te e me ci vuole un'interfaccia .. perché ormai il mio cervello non si digitalizza più (per fortuna) !! :-)))
[...] Chiudiamo con una citazione di Gigi Cogo, altro blogger nonchè web architect della Regione Veneto: [...]
Lunedì farò piccolo intervento su web e social media all’ Associazione Italiana Persone Down nell’ambito dell’ ONP AWARD..e citerò la tua semplificazione:)
Ottimo, avanzi da bere :-)
Gigi,
secondo me non ha senso proprio parlare di web 1 e web 2. Io credo si debba semplicemente parlare di web…
In questo modo, oltre che semplificarti la vita di docente :), parleresti di qualcosa che e’ stato, che c’e’ e ci sara’ sempre [lasciami dire] in termini di essenza: il web e’ connessione. Punto!
Tra pensieri, parole e tutto il resto.
Accidentalmente, poi, viene fuori che tutto questo e’ (anche nel senso di “e’ stato” e “sara’”) connessione tra persone!
Spero di non aver banalizzato io adesso…
OMG, il post è di un mese fa :-)
Scherzi a parte. Il tutto è uscito fuori durante una lezione dove si poneva volutamente enfasi al concetto per cercare, in un certo senso, di rappresentare due momenti evolutivi della rete.
Nelle mie disgressioni, infatti, parlo sempre di normale evoluzione e di cultura digitale in costate crescita.
Ovvio che al centro di tutto ci sono le connessioni, ma con il cosidetto web 2 si da molta importanza agli snodi!
Bye
E’ vero Gigi, me ne sono reso conto solo dopo aver pubblicato il commento :) Il post l’ho “recuperato” grazie a Luigi!
Poi, siccome mi sembrava venuto bene l’ho lasciato :)
Marco,
Re: il web e’ connessione. Punto!
il web è connessione potenzialmente creativa. Banale?
No, non è banale.
Ma, se mi permetti, la creatività non è implicita nella connessione.
La creatività è un dono che non tutti hanno e che pochi sanno esaltare grazie alle opportunità date dai mezzi abilitanti. La rete, ad esempio.
Credo di averlo permesso di dirlo – in generale – con “potenzialmente”.
I mezzi abilitanti si accompagnano – purtroppo – a pratiche d’uso che limitano, piuttosto che esaltare, il numero e il tipo di persone coinvolgibili in intenti creativi.