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Al loop al loop

Oggi vi tedierò ancora su Buzz.

Le considerazioni di questo post sono relative alle dinamiche degli abitanti della rete. Guardano più all’affermazione di modalità condivise fra gli early adopters che non ad un osservazione più generale sulla bontà degli strumenti e dei servizi per le organizzazioni (che tratterò più avanti). Quindi ce la suoniamo e ce la cantiamo fra di noi, per capirci fra quelli che fanno un uso quotidiano degli RSS e cercano di ricavare il massimo dall’interoperabilità fra i servizi del social web.

Del Lifestream, questo fenomeno che ci attanaglia e ci eleva lo status di “partecipante” ai livelli massimi, ho parlato spesso, al punto di postare anche un item su wikipedia: Socialsfera!

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immagine di David Armano

Detto questo provo a definire un contesto che mi permetta di centralizzare i flussi, controllare le sorgenti, orchestrare le relazioni e, ovviamente, evitare il loop.

Da cosa partire? Cosa mettere al centro? Se stessi come hub o le sorgenti a cui si attinge? O entrambi? Direi entrambi!

Quindi, i due punti di partenza sono inevitabilmente il proprio “public profile” su Google: http://www.google.com/profiles/gigi.cogo (dite la verità, da quanto non lo controllavate?) e i contenuti condivisi nell’aggregatore di Rss: http://www.google.com/reader/shared/gigi.cogo . In pratica definisco chi sono e cosa leggo. Che per molti nella socialsfera corrisponde un po’ al detto “sono quello che leggo“. Ma a dir la verità, io sono anche quello che scrivo, per cui centrale diventa anche l’emittente primaria delle mie elucubrazioni: il blog.

Certo, qui la situazione si complica perchè da più parti si tende a sottolineare che le conversazioni “trasversali” nei sistemi di Lifestreaming tendono a svuotare le aree commenti dei blog. Io non sarei così talebano, anche perchè esistono diversi servizi che permettono di gestire i commenti attraverso un costante monitoraggio delle fonti blog e delle discussioni che ruotano sulle stesse. Cito Backtype oppure Intensedebate, solo per citarne alcuni.

Quindi per evitare il loop si tratta di fare ordine alle proprie idee e capire come indirizzare il flusso. Per quanto mi riguarda punterei proprio su Buzz in considerazione del fatto che la social search di Google privilegia sicuramente questa sorgente sia per le persone: http://www.google.com/s2/search/social che per i contenuti: http://www.google.com/s2/search/social#socialcontent.

Quindi si tratta di gestire con un certo ordine le sorgenti da inserire fra i propri “siti collegati” al profilo di Google.

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Ponderare bene se sia davvero il caso di far convergere in questo aggregatore anche gli altri flussi (Twitter e Friendfeed fra tutti), scegliere il tipo di presenza: pubblica nel caso si intenda socializzare globalmente e far conoscere le proprie opere, i propri pensieri e le proprie relazioni, privata nel caso si scelga di moderare la presenza, renderla meno chiassosa e magari chiusa su alcuni cluster professionali o famigliari.

Certo, sempre contestualizzando l’ambito degli abitanti attivi della rete ed early adopters per antonomasia, va detto che ora non siamo più una sparuta avanguardia. Su Gmail c’è il resto del mondo che ci guarda, quindi la presenza pubblica va valutata molto seriamente.

Di Facebook che ne pensate? Io credo che porterà Friendfeed (dopo un anno quasi di sperimentazione dall’acquisizione del 2009) fin dentro la piattaforma madre, altrimenti rischia un calo rilevante.

Tecnicamente Buzz mi piace, apre un mondo di opportunità, non si distacca dai principi che hanno reso famosi i sitemi a 140 caratteri, ma li porta in contesti più ampi e più futuribili, lasciando agli utenti un ampia scelta di come gestire il proprio flusso e le proprie fonti. E non è poco.

Certo, Big G fa sempre più paura, la nostra wonder wheel è solo una rappresentazione di quello che LUI ci raffigura. Sta a noi lavorare di cesello. La partecipazione sul social web è fatica. Ma anche tanta attenzione.

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Ora, sarebbe il caso di capire come il post che state leggendo verrà commentato? Buzz ancora non prevede delle API di collegamento all’area commenti del blog, ma credo si tratti di aspettare poco :-) Intanto ecco il mio feed, fatene buon uso: feed://buzz.googleapis.com/feeds/gigi.cogo/public/posted

 
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10 Comments  comments 

10 Responses

  1. Gigi, io non uso gmail e quindi non penso userò mai Buzz. Detto questo ci sono degli aspetti che a parer mio andrebbero considerati. Nonostante la bellezza che tanti trovano nel servizio…http://www.businessinsider.com/warning-google-buzz-has-a-huge-privacy-flaw-2010-2

  2. Vedo dall’immagine che hai aggiunto sia FriendFeed che altri servizi (probabilmente già su FF). In questo modo però non crei doppioni su Google Buzz (GB)?

    • @Alfb, dipende. Se ad esempio FF è già un hub che aggrega le sorgenti (rss o api) di altri servizi sociali, allora basta collegare Buzz senza replicare l’aggregazione anche li dentro. Quindi la tua osservazione è giusta. Ad esempio Twitter sta SOLO dentro a FF che poi lo riposta su Buzz

      • Ok, Twitter però lo vedo aggiunto, sempre nella tua immagine, anche come servizio di GB. Quindi il tuo Twitter dovebbe fare

        Twitter -> FriendFeed -> Google Buzz

        e

        Twitter -> Google Buzz

        creando così il doppione. O no?

        Io ho risolto, per così dire, ragionando solo su FF, che mi pare sia l’unico che gestisce la tua persona come autore nei blog multiautore, e poi mi trascino qua e là per i vari servizi il feed complessivo di FF, o direttamente o in alcuni casi passando per Twitterfeed.

        In ogni caso io sui social network non ci scrivo, faccio solo aggregazioni (e commenti), quindi ho solo problemi in una direzione del flusso

        • Si, hai perfettamente ragione. Mi stavo concentrando sul capire prima che sul fare, ma ho già levato Twitter da Buzz e ho anche levato Buzz da FF, per evitare i loop. Ieri sera avevo organizzato tutto un po’ alla carlona, senza riflettere. Cosa che sto facendo oggi grazie anche ai tanti consigli e alla lettura dei comportamenti altrui.

          • Capito. In effetti un buon modo può essere quello di mettere tutto e poi limare, anche perché a volte si scoprono delle micro-cose non previste, righe aggiunte e cose così

            (sono curioso di vedere quanto verrà stretta la finestra in questa risposta di risposta ecc.)

          • Si, infatti, è molto buffa questa nidificazione :-)

  3. [...] la sbornia da Buzz dei giorni scorsi mi son fermato a riflettere. La socialità digitale ha un prezzo alto e non credo [...]

  4. [...] i soliti Twitter/Friendfeed/facebook/Tumblr/Flickr/Youtube ecc. ecc. ecc. come su Buzz o su altro (occhio sempre occhio al loop), o torniamo a quello che dicevo: abbiamo proprio bisogno di replicare il flusso [...]