Son strane guerre quelle dei produttori di software e di servizi web.
Leggendo i feed arretrati della settimana, son venuto a conoscenza di un operazione di pubblicità comparativa da parte di Microsoft nei confronti di Google (ma non solo).
Il tema è quello del cloud computing, o meglio del software as a service, che impegna i due colossi ormai da diversi anni.
Su questo blog ho analizzato spesso le due piattaforme “on the cloud” di Microsoft e Google, propendendo di volta in volta verso l’una o l’altra in base alle nuove funzionalità, alle integrazioni con altri servizi e all’usabilità.
Microsoft un po’ mi sorprende per la capacità di evolvere in fretta da venditore di software in scatola a possibile protagonista del software as a service (o meglio plus service). Ma non solo, anche la sua mutazione verso il nuovo modello “software in pay per use”, mi intriga.
Leggo inoltre di accordi con Apple per l’utilizzo di Bing. Apprezzo da anni lo sforzo produttivo di Office per Mac (che uso regolarmente), ma non capisco l’inibizione a Safari per il suo Office Live.

Forse sarà un tacito accordo con Apple per non erodere quote a MobilMe?











