Come più volte sostenuto su questo blog, il tema della libertà dei dati è importante quanto (se non addirittura maggiore) l’infrastruttura, la neutralità, ecc.
Il tema dell’Open Data sta appassionando molti soggetti e, i più lungimiranti, hanno già percepito l’importanza di questo nuovo scenario per l’economia immateriale.
La disponibilità di dati pubblici, aperti, riusabili, ecc. aumenterà la competitività di quelle aziende che riusciranno a dare il giusto valore ai vari dati aggregati, miscelati e presentati nelle varie forme.
Google vuol essere della partita e presenta alcuni strumenti nei suoi Labs: http://www.google.com/publicdata/home
Enjoy






Quelli resi disponibili da Google però sono piuttosto datati, così come la fonte gratuita a cui attinge.
Se in futuro questo contenitore, che a detta della stessa Google al momento rimane un esperimento, metterà a disposizione dati più freschi (da parte di G o degli utenti che uploaderanno i loro), potremo parlare di reale apertura, anche perché lo strumento qualche pur semplice elaborazione la consente.
Non escludo che al momento sia stata volutamente esclusa la funzione di export, per non spaventare chi si accingerà a caricare i propri contenuti (leggi anche: paura che qualcun altro riusi i dati)
Roberto sul tema più generale dell’Open Data, rispondo a breve con un post divulgativo.
Su Google credo che dovrà aderire ai parametri fondanti della presentazione dei dati in modalità grezza (RAW).