Dopo i diversi contributi di questi giorni sul tema della trasparenza, dell’Open Government e dell’Open Data, segnalo che è in linea il programma di Emma Bonino per il governo della Regione Lazio.
La parte relativa alla trasparenza e alla partecipazione (pagine 7 , 8 e 9) ha la mia adesione incondizionata. E c’è anche un perchè :-)
Trasparenza
Emma Bonino intende proseguire e ampliare il progetto “Trasparenza totale” secondo le linee guida stilate dal gruppo di lavoro dell’Università di Milano presieduto da Pietro Ichino e traducendolo in legge regionale.
Per aumentare la responsabilità del governo, promuovere una partecipazione informata dei cittadini e creare nuove opportunità economiche, sotto la presidenza di Emma Bonino, ogni agenzia dell’amministrazione regionale sarà obbligata a rendere disponibili su internet tutti i dati pubblici in suo possesso in formato aperto, a partire dalla creazione di un’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati.
Questi dati sono infatti raccolti a spese del pubblico e riguardano attività finanziate con le tasse, ma sono stati finora inaccessibili al comune cittadino.
Esempi di dati pubblici sono: i rimborsi delle spese dei consiglieri regionali, i beneficiari di contratti pubblici, i dati sull’inquinamento ambientale, le liste di attesa per gli asili comunali, gli stipendi e i curricula dei funzionari pubblici, dei dirigenti sanitari, i bilanci, i contratti con privati per la fornitura di servizi.
Negli ultimi anni alcune delle amministrazioni più innovative del mondo, sia di destra che di sinistra, come il Governo Usa (http://www.whitehouse.gov/open), il Comune di Londra (http://data.london.gov.uk/) e quello di San Francisco (http://datasf.org/), hanno messo a disposizione su internet, attraverso apposite direttive, tutti i dati pubblici in loro possesso, attraverso il principio dei “dati aperti”.
Secondo questo principio, che la Regione Lazio farà proprio, tutti i dati in possesso dell’amministrazione regionale saranno da intendersi come “pubblici”, eccetto quando dimostrate ragioni di riservatezza o sicurezza saranno opposte alla loro pubblicazione. Tutti i dati pubblici saranno rilasciati in formato aperto, ovvero messi a disposizione dei cittadini su internet con queste caratteristiche:
• Completi: Tutti i dati pubblici saranno resi disponibili. I dati pubblici sono tutti i dati eccetto quelli che sono soggetti e valide restrizioni di riservatezza e sicurezza;
• Primari: I dati saranno raccolti alla fonte, con il massimo livello possibile di dettaglio, non in forme aggregate o modificate;
• Tempestivi: I dati sono resi pubblici tanto velocemente quanto è necessario per preservarne il valore.
• Accessibili: I dati saranno disponibili al più ampio numero di utenti per la più ampia varietà di scopi;
• Leggibili dai computer: I dati saranno strutturati per consentire di essere processati in modo automatico;
• Non discriminatori: I dati saranno disponibili a chiunque, senza necessità di registrazione;
• Non proprietari: I dati saranno disponibili in un formato sul quale nessuna entità ha esclusivo controllo;
• Liberi: L’uso e il riuso dei dati non dovrà essere soggetto ad alcuna restrizione derivante da copyright o brevetto.
Diritti digitali del cittadino
Emma Bonino intende porre il problema della legalità anche rispetto ai servizi che tutti noi possiamo pretendere: informare il cittadino dei suoi diritti e offrirgli gli strumenti per “esigerli” ed esprimersi sui servizi a cui lui ha accesso è lo strumento chiave per “imporre” innovazione alla Pubblica Amministrazione e renderla strumentale alla qualità dei servizi resi nonchè alla vita degli utenti del settore pubblico.
Un miglioramento dei servizi può essere data proprio dalla amministrazione regionale operando su due fronti:
1. legislativo, in modo da rendere ancora più efficaci gli strumenti normativi in materia;
2. amministrativo, predisponendo un meccanismo di monitoraggio e verifica dell’efficacia delle politiche di innovazione decise.
In particolare l’iniziativa legislativa e il monitoraggio saranno indirizzati a consentire:
• Diritto all’uso delle tecnologie, in tutte le comunicazioni con la pubblica amministrazione: le amministrazioni non potranno più obbligare i privati a recarsi presso gli uffici a richiedere informazioni, ottenere e depositare documenti;
• Diritto al procedimento amministrativo informatico: le amministrazioni dovranno informare dell’avvio dei procedimento, consentire l’accesso ai documenti relativi e dare la possibilità di depositarli, tutto per via telematica;
• Diritto all’effettuazione dei pagamenti con modalità informatiche, dai bolli ai servizi a pagamento;
• Diritto alla comunicazione mediante posta elettronica certificata: l’amministrazione dovranno consentire la possibilità di scegliere un indirizzo di posta elettronica quale proprio domicilio;
• Diritto alla qualità dei servizi: l’amministrazione dovrà monitorare la soddisfazione degli utenti attraverso meccanismi che consentano loro di esprimere giudizi sul livello del servizio;
• Alfabetizzazione informatica: per evitare che la digitalizzazione costituisca una discriminazione tra i soggetti che sanno utilizzare questi strumenti e sono in grado di accedervi e coloro che, per diversi motivi (collocazione geografica, grado di istruzione, possibilità economiche), non hanno tale possibilità.
Partecipazione
Una delle azioni strutturali necessarie per aumentare la responsabilità della Pubblica Amministrazione nei confronti dei cittadini, ridurre la corruzione, e riformare il sistema politico è una grande opera per la costruzione di moderne ed efficienti “infrastrutture civiche” per valorizzare il ruolo dei cittadini, che si accompagni all’impegno per migliorare le infrastrutture dei trasporti, industriali e tecnologiche.
Questo approccio trova un saldo riferimento nel principio di sussidiarietà stabilito dalla Costituzione, secondo il quale: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà” (art. 118, ultimo comma).
La Presidenza di Emma Bonino rifiuterà un’interpretazione in negativo di questo principio, secondo la quale laddove i privati si attivano, il pubblico deve ritrarsi. La responsabilità dei soggetti pubblici non può venir meno non solo per assolvere al loro compito di garantire i diritti civili e sociali, ma perché l’essenza della sussidiarietà consiste nell’essere la piattaforma costituzionale su cui è possibile costruire un’alleanza fra cittadini attivi e amministrazioni locali, per prendersi congiuntamente cura dei beni comuni e dell’interesse pubblico.




















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