mi piacerebbe ci trovassimo già in queste condizioni!

Loro, gli americani, dopo la direttiva del 2009, sono partiti come dei treni e ora già iniziano a tirar le somme sugli effetti indotti dalla circolazione dei dati pubblici in formato aperto.
Noi, cominceremo a parlarne e a confrontarci a Maggio.
Intanto seguirò i lavori di Washington via twitter: #TCAMP2010. Con un po’ di invidia.




















Gigi, anche noi sono anni che parliamo di dati pubblici in formato aperto… a volte ascoltati, a volte meno, ma sono almeno 5 anni! E anche noi abbiamo una direttiva, il Codice dell'Amministrazione Digitale (dal 2005… siamo arrivati prima noi), che all'articolo 68 comma 2 obbliga la PA a rappresentare dati e documenti in almeno un formato aperto! Lo stesso Decreto all'articolo 68 comma 3 definisce il formato aperto come formato "reso pubblico e documentato esaustivamente"…
Il problema è che in Italia si fanno le leggi (e ne abbiamo di bellissime) ma sono disattese, soprattutto dalla PA!
Gli italiani hanno bisogno di sanzioni in caso di non rispetto delle normative, senza sanzioni le norme nel nostro paese non funzionano… ahinoi!
Ci vediamo a Maggio, veniteci a trovare, non ve ne pentirete :)
Già, e questo è penoso. Il senso civico, la modernità, le opportunità competitive per tutti indotte dalla trasparenza, hanno bisogno di norme e di sanzioni. Terribile.
Opportunità competitive indotte dalla trasparenza? Non capisco…
Il bisogno di norme non mi disturba, mi disturbano parecchio invece il bisogno di sanzioni e il fatto che, pur sapendolo, il legislatore non le metta :(
Se i dati vengono concessi a tutti senza dover pagare il pizzo ai mediatori, cittadini e aziende potrebbero trattarli come vogliono e costruire, sugli stessi, applicazioni. Si apre un mercato nuovo, immateriale e dalle grandi prospettive competitive. Ok, ti mando il link alla realtà inglese: http://data.london.gov.uk/
Bye
Capito, grazie Gigi! Buon fine settimana!