Un bellissimo articolo del NYT analizza la trasformazione social-mediale delle nuove trentenni. Un esercito di blogger riunite al Bloggy Boot Camp per discutere su come far evolvere e conoscere la propria professionalità ed il brand personale. Non più amatoriali scrapbookers ma vere e proprie professioniste che ora sono contese anche dalle grandi multinazionali, pronte ad accaparrarsele come opinion leaders. Un articolo pieno di ottimismo, lontano dai luoghi comuni, una speranza per l’economia immateriale. Anche quella delle mamme e delle casalinghe digitali. Tweet
Archive for marzo, 2010:
Che palle!
So che andare controcorrente attira antipatie, ma che ci volete fare. Sopportatemi. Oggi ho avuto modo di ascoltare lo streaming da Montecitorio di “Internet e libertà“. Vabbè, altri vi diranno che è stato bello, esaltante, si è parlato di libertà, di democrazia, di nuova economia immateriale, ecc. ecc. C’erano i guru e i politici, nonchè un sacco di blogger incravattati. Per me è stata una grande delusione. Grandissima. Tutte cose già sentite, già cantate troppe volte, vecchie, ammuffite, che sanno di rincorsa agli americani e alla loro capacità di creare. Nulla di innovativo, di dirompente, di spettacolare. Solo Nicola, ad un certo punto via Twitter si pronuncia: Il convegno rimane molto sul teorico e sull’astratto: parliamo di #opendata per favore!
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Conversazioni sulla democrazia partecipata
…da non confondersi con quella partecipata. Ieri, allo IUAV (Corso di Informatica e Disegno Digitale) ho conversato con gli studenti sugli scenari possibili di partecipazione attiva alla vita democratica e alla governance pubblica. Maurizio ha pubblicato i podcast. Nel primo intervento c’è la parte filosofica e divulgativa, nel secondo l’interazione (Q&A) con gli studenti. Enjoy Tweet
Woodstock
Segnalo un mio contributo per la rivista eGov. E’ a disposizione anche in pdf del cartaceo. Enjoy Oltre ogni format, verso una Woodstock dell’innovazione Tweet
Market place delle buone pratiche
Ieri, nel segnalare il marketplace di Google, ripensavo al modello Obama, o meglio al modello Kundra di cui argomentavo anche in un recente post sull’Open Government. Pensavo che un marketplace attraente, dovrebbe far suoi dei modelli ormai consolidati e, fra questi, soprattutto quelli che riescono a ridurre contemporaneamente l’impatto economico e il time-to-market. Questo, nella declinazione eGov, diventa un must e consiglia a coloro che sono chiamati a governare la cosa pubblica, di rifarsi alle esperienze che provengono dal basso e di governarle con le risorse già disponibili. Risorse strumentali (hardware e software) e risorse gestionali (patriminio delle competenze umane). Per fare ciò è necessario che l’istituzione pubblica (nel suo insieme fatto di amministratori e funzionari) osservi costantemente e con
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L’ennesimo marketplace
Questa volta è Google che per le sue Apps, apre il marketplace. C’è già una nutrita truppa di competitori. Tweet
Nomination
Ricevo oggi una email e, a causa della mia ignoranza abissale sul tema, di primo acchito ho pensato fosse uno spam. Invece trattasi della candidatura per il premio: LA CITTA’ DEI CITTADINI! Il comitato mi conferma che la mia candidatura (in competizione con altre 5) è relativa al tema: “….un alto riconoscimento che sarà attribuito ad una personalità che si sia particolarmente distinta nello sviluppo di progetti che mirano a favorire la comunicazione tra Istituzioni e cittadini, e in particolare nell’erogazione di servizi tramite le nuove tecnologie web…” Che dire, sono lusingato e, davvero, non so chi ringraziare per la candidatura. Tweet
Open government
Lo spunto di questo post deriva direttamente da uno studio che sto conducendo sul tema dell’eGovernment e sulle buone pratiche di Gov 2.0 a livello planetario. Volevo riempirMI un vuoto che wikipedia non colma, in quanto non esiste una versione italiana dell’approfondimento sull’ Open Government. Inoltre, anche googlando come un mandrillo, ho trovato poco materiale divulgativo in lingua italica :-( Enjoy La dottrina dell’Open Government è imperniata su un concetto molto semplice: Tutte le attività dei governi e delle amministrazioni dello stato devono essere aperte e disponibili per favorire azioni efficaci e garantire un controllo pubblico sull’ operato. Nella sua declinazione più ampia la dottrina dell’Open Government si oppone alla ragione di stato e alle considerazioni di sicurezza nazionale, che tendono a legittimare il segreto di
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Public Data powered by Google
Come più volte sostenuto su questo blog, il tema della libertà dei dati è importante quanto (se non addirittura maggiore) l’infrastruttura, la neutralità, ecc. Il tema dell’Open Data sta appassionando molti soggetti e, i più lungimiranti, hanno già percepito l’importanza di questo nuovo scenario per l’economia immateriale. La disponibilità di dati pubblici, aperti, riusabili, ecc. aumenterà la competitività di quelle aziende che riusciranno a dare il giusto valore ai vari dati aggregati, miscelati e presentati nelle varie forme. Google vuol essere della partita e presenta alcuni strumenti nei suoi Labs: http://www.google.com/publicdata/home Enjoy Tweet
Non pervenuta
Continua la mia ricerca sull’utilizzo, BUONO, di Twitter nelle istituzioni. Oggi ho individuato un Directory molto esteso che aggrega risorse riferibili alla globalità del pianeta. Ovviamente Italia…….. non pervenuta! Un po’ perchè non sappiamo presidiare questi canali e, credo, sarebbe corretto fare delle azioni di push e non solo di pull! Mannaggia a me e alla fissa dei DOVERI! Un po’ perchè, come abbiamo visto, non intriga a sufficienza i nostri politici. Tweet
Chiaccherata sulla democrazia partecipata
Domani, su invito di Maurizio, faccio una chiaccherata con gli studenti dello IUAV. Pensavo di farmi accompagnare da queste slides. Chiaccherata sulla democrazia partecipata View more presentations from Gianluigi Cogo. Tweet
Chiude Neapolis
Non era una trasmissione scientifica, bensì di divulgazione tecnologica. E non era una cosa da poco in un paese ormai condannato ad esaltare l’ignoranza e la mediocrità come meriti. Mio figlio di 10 anni la guardava spesso prima di fare i compiti e, quando pensava ci fosse qualcosa che mi interessasse, mi telefonava al lavoro :-( Neapolis chiude. Peccato! p.s. per quello che può servire, cè anche un gruppo di sostegno su Facebook. Tweet
100 Mb per meno di 75 Euro al mese
E’ la cifra che gli americani potrebbero sostenere per utilizzare a casa (si, avete letto bene, a casa!) l’alta velocità. L’analisi di cNet mette in evidenza la propensione di alcuni carrier a sostenere questa evoluzione cruciale per il passaggio alla VERA alta velocità, quella che potrebbe entrare davvero in competizione con i brodcaster tradizionali. Va rilevato che, mentre in Europa quasi tutte le azioni legate alla diffusione della Banda Larga sono più o meno legate al sistema degli aiuti di Stato, negli USA la sostenibilità è dettata solo dalla capacità dei carrier di farsi pagare questo servizio con contenuti di qualità. Paghereste questa cifra? Tweet
Autorevolezza
Oggi lurkavo, su Friendfeed, un paio di discussioni sulla home page odierna del Corriere della Sera on-line, che vedete qui sotto. Fra i commentatori ci sono, come è ovvio che sia in questi social network, anche esperti del settore, uomini di comunicazione, di marketing, ecc. Quasi tutti gridano allo scandalo! La cosa mi sorprende un po’, e denota l’ennesimo paradosso. Chi si nutre di innovazione tecnologica dovrebbe lasciarsi trapassare dalle nuove dinamiche, specialmente se aderenti ai must del web sociale e dell’economia immateriale. Insomma è un BUZZ! Mi spiego meglio. Come è possibile che da più parti si continui a dire che il mainstream deve cambiare e farsi avvolgere dagli strumenti e dai servizi (nonchè dai paradigmi) del web 2 e
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8 Marzo
Mamma, moglie, figlia, amica…….donna. ……………………………Auguri! Tweet
Migliorare la salute con la trasparenza
Il dibattito sulla riforma sanitaria, negli USA, non è mai stato così intenso come in questi ultimi anni. Il presidente Obama aveva fatto della riforma sanitaria un obiettivo primario della sua azione di governo e ora, nonostante mille difficoltà e molti (troppi) compromessi, la sta trascinando a forza verso l’approvazione. Durante il mio costante monitoraggio delle eccellenze di eDemocracy, mi sono imbattuto in un bel progetto, che ha tratto impulso da questa situazione: CountyHealthRankings.org Sviluppato da Forum One, ha l’obbiettivo ambizioso di fotografare e analizzare i dati provenienti dalle contee dei 50 stati americani, con dei precisi indicatori basati su parametri oggettivi: fattori di benessere (ad esempio, la qualità dell’aria, l’accesso a cibi sani, istruzione); conseguenze per la salute (ad
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