Noto, negli ultimi giorni, un certo fermento sul tema della next tv! Google e Apple, infatti, stanno per immettere sul mercato due alternative alla attuale televisione e, ovviamente, riescono a scatenare i blogger e le riviste di settore che si rincorrono nell’immaginare il nuovo che avanza come qualcosa di travolgente. Ok, rewind! Sarà proprio così? La televisione (sia essa analogica o digitale) è un prodotto, un servizio, un format lento a cambiare e che, ancor oggi, rappresenta il terminale principale dell’informazione per immagini.

E’, inoltre, uno dei simboli più riconoscibili di passività. L’utenza che la predilige difficilmente è sfiorata dalle dinamiche interattive e/o partecipative. La rete, e il web in particolare, hanno spinto la ricerca di altri modelli (IP TV, WEB TV, NET TV, MEDIACENTER, e chi più ne ha più ne metta), senza dimenticare che il DTT, in teoria, dovrebbe essere uno strumento interattivo. Alzi la mano chi lo usa per questo scopo! Ora, immaginare la sostituzione, di un elemento passivo con nuovi elementi nati ed evoluti grazie a paradigmi relazionali, partecipativi è una scommessa non da poco ma tant’è, ci stan provando tutti. I produttori di hardware che inseriscono schede di rete, firmware e social widget nelle nuove produzioni, i brodcaster che spostano alcune forniture sul web in modalità on-demand e/o pay per view, le telco che grazie alla capillarità della rete da loro gestita, offrono improbabili box mediacenter. E’ possibile dunque l’ibridazione? E’ auspicabile? C’è un mercato per questi ibridi? Secondo Google e Apple, sicuramente si e, si presume, che ci siano anche spazi disponibili per un ulteriore raccolta pubblicitaria. Motivo principe della loro discesa in campo. 
Purtroppo, l’auspicata interattività viene ancora una volta sacrificata a scapito dell’emulazione della vecchia tv (film, concerti, notiziari, ecc.) che verranno offerta attraverso una nuova canalizzazione, il web. Non mi sembra una grande novità, in quanto questo sistema di ibridazione è già disponibile utilizzando una delle tante piattaforme software a disposizione. Io consiglio Boxee, per provare l’ebrezza del nuovo canale con l’aggiunta di molti elementi di ibridazione web sociale (vagonate di widget e apps). Resto dunque con l’amaro in bocca perchè l’adesione totale ai paradigmi partecipativi l’avrei immaginata con un format diverso che fosse in grado di combinare la visione con il “gruppo d’ascolto”, facilitato quest’ultimo dall’interazione sociale attraverso Twitter, Facebook o una semplice chat. Un modello simile a un Livestream allargato alla visione di eventi tradizionali (film, concerti, eventi sportivi). Ve li immaginate i mondiali visti in modalità collegiale o un bel talk show con due “gruppi d’ascolto” organizzati? Ecco, questa per me è la vera NEXT TV. Ma ancora non c’è! 
Anche perchè, diciamolo, il web non ha bisogno della tv per sopravvivere, mentre la tv senza il web, prima o poi è destinata a morire.











