Dopo il mio articolo di giovedì scorso su Nova, sono stato contattato da una vecchia conoscenza che avevo lasciato giovane neo-laureato a Messina (con una tesi sull’eGovernment di cui ero co-relatore) alcuni anni fa. Questa premessa spero sgombri il campo da ogni ipotesi di spudorata marketta su quello di cui mi appresto ad argomentare. Il tema è quello della gestione partecipata degli ambienti urbani, che ho trattato diverse volte e che continuo a ritenere il cavallo di troia per una corretta applicazione del governo partecipato della cosa pubblica. Nell’articolo su Nova mi ero sbilanciato a favore di iniziative ibride che potessero avvalersi della forza propulsiva e delle dinamiche del social web ma che si basassero su una governance pubblica, preferibilmente comunale.
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