Visto il periodaccio di pioggia, anche sabato scorso mi son rimesso a riordinare le foto dell’ultimo viaggio. Impresa ardua, ma ce la posso fare :-)
Ed è così, in un momento di poca creatività e di scarsa interazione col blog, che butto giù alla rinfusa ulteriori pensieri, ricordi ed emozioni di questo Luglio americano.
Newport è stupenda. Una sorpresa che ci è rimasta nel cuore. Le atmosfere da Grande Gatsby sono tutt’ora intatte. L’America’s Cup dovrebbero proibire di svolgerla altrove. La clam chowder sarà anche pesante ma è sublime.
Da Plymouth a Cape Cod, è stato un lento immergersi nelle atmosfere della colonizzazione, dei moti indipendentisti, dell’evoluzione kennedyana di questa propaggine d’Europa semplicemente copia/incollata dall’altra parte dell’Atlantico.
E poi la cultura. Due delle più prestigiose università (città universitarie) come Cambridge e New Haven, rispettivamente cresciute attorno ad Harward e Yale, che hanno forgiato scienziati, letterati e presidenti degli USA. Città orgogliose dei propri studenti e dell’importanza e della consapevolezza di fare cultura. Forse per questo sono università aperte, che puoi visitare ma anche vivere come componente mai disunita dal resto del tessuto urbano e sociale.
E poi Boston e il North End. Uno spaccato di Italia vera non come quella “bufala” per turisti di Little Italy a NYC. Negozi di alimentari con i nostri prodotti, ristoranti di ogni regione italiana e bar, tanti bar dove gli emigranti ancora parlano i dialetti originari.
Mi manca già un po’ il New England :-(






















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