Si parla spesso di processi di inclusione, di alfabetizzazione digitale e altre amenità che dovrebbero diminuire il solco che si sta scavando fra le generazioni.
Non è colpa delle tecnologie, come sempre è colpa dell’uomo e della gestione dei processi che, sempre meno, si basano sul buon senso e sulla razio.

Succede che per la mia mamma anziana e sola, ho acquistato un cellulare semplificato. Tanto per capirsi un oggetto simile a quelli nell’immagine qui sopra. E succede che ,da quando è uscita dall’ospedale, non ho più avuto bisogno di chiamarla. Oggi non trovandola a casa al fisso, riprovo a chiamarla al cellulare e la Tim mi dice che quest’ultimo è “irraggiungibile o spento”. Ovviamente mi preoccupo e la raggiungo e, per fortuna, va tutto bene.
Riprovo a richiamare con il cellulare semplificato a pochi passi da me, e niente da fare. A quel punto prendo al scheda SIM e la metto sul mio telefonino per capire. Ed è a quel punto che scopro l’arcano, perchè ci sono una decina di SMS non letti e, fra questi, quelli automatici che avvertivano della scadenza annuale automatica causata dalla mancata ricarica.
Il problema è che questi cellulari semplificati non hanno il display e un anziano, comunque, non saprebbe che farsene della messaggistica. Certo direte, gli e lo devi gestire tu.
Infatti, chiamo TIM, chiedo la riattivazione del numero e, nel mentre parlo con l’operatrice, mi avventuro in un paio di richieste al limite dell’assurdo tecnologico: “scusi ma non si potrebbe deviare la messaggistica SMS sul mio numero personale?”……..apriti cielo! No, regole, protocolly, privacy e madonne varie. “Scusi ma una soluzione…..”. Niente da fare.
E vabbè, starò più attento, mi segnerò su un calendario la scadenza annuale e sarò pronto a fare una ricarica a vuoto perchè, ovviamente, è un cellulare di assoluta emergenza e pressochè dedicato alla ricezione.
Torno a casa, apro il sito della TIM per fare la ricarica e, visto che è passato un anno e la mia memoria latita, faccio la password recovery. Indovinate dove mi hanno mandato la password? Ovviamente via SMS sul cellulare di mia madre!
Ottima cosa l’automazione dei processi, specialmente quando vanno in loop!











