Ci sono momenti nei quali non riesci più a stare con le mani in mano.
Certo, manca la passione, l’azzardo, l’impeto dei vent’anni ma, non riesci più a rimanere passivo.
E’ quasi settembre e fra un po’ dovremo assistere inermi all’ennesimo scontro tra poteri repubblicani. Da un lato il paladino della libertà (la sua) che propone 5 punti di programma che servono solo a lui e alla sua cricca per sopravvivere, dall’altra un opposizione ormai logora, all’angolo, incapace di un qualsiasi sussulto.
Cosa dobbiamo aspettarci ancora? Credo manchi poco, ma il sultano metterà mano anche al diritto di famiglia pur di non pagarsi il divorzio, metterà mano al sistema sanitario pur di approvare una legge sulla sua clonazione, metterà mano al sistema dell’istruzione per riscrivere la storia (la sua)…e via così. L’opposizione vera è ormai quella interna allo schieramento di governo. Credo sia comunque un bene, ma il nostro paese ha bisogno di una vera opposizione di sinistra, come avviene dappertutto, in Francia, in Gran Bretagna, in Germania, negli USA, dove c’è un alternanza seria, costruttiva, dove i programmi sono davvero alternativi, ridisegnano e rimodulano uno stato in senso moderno e pensano al progresso del sistema. Destra e sinistra non sono due schemi ideologici fini a se stessi, sono una visione diversa della società.
E, in certi momenti della storia, hanno ragione di esprimersi entrambi con utili azioni di governo. Non mi interessano le derive ideologiche, fascismo, comunismo, appartengono al passato e sono richiami strumentali che gli ultrà dei due schieramenti sfruttano meschinamente quando sono a corto di idee e di contenuti da proporre. La sinistra è utile come contrappeso forte all’azione di governo della destra quando quest’ultima è legittimata a governare ed è altrettanto ovvio il contrario. Punto. Delegittimare l’avversario non ha senso. Non riconoscerne le strategie e le qualità tattiche è un idiozia.
Diverso è denunciarne il vuoto programmatico e la scarsa incidenza dell’azione di governo quando questa è palese ma, questa denuncia, va fatta fuori dal recinto ideologico, con grande senso di responsabilità e con dimostrabile efficacia dei programmi alternativi, che di volta in volta, si dovranno proporre. Ecco, alla sinistra manca proprio quest’ultima capacità e lo si evince dalle lettere che in questi giorni arrivano ai giornali da leader ormai stanchi e affannati alla rincorsa di un contenuto spendibile, appetibile, vincente ma, soprattutto, comprensibile per il popolo di sinistra ormai smarrito.
Ne ho scritto in questi giorni di Vendola e di Veltroni e ieri ho ricevuto da Nicola l’invito ad esprimermi sulla sua proposta, dettata anche dalla lettura dell’ultima lettere di Bersani a Repubblica. E’ scontato che sui contenuti proposti da Nicola non nutra alcun dubbio, d’altronde siamo compagni di merende su qual fronte e stiamo spingendo per un adozione dell’Open Goverment a tutti i livelli.
Detto ciò vorrei capire meglio la struttura del progetto, ovvero, dove andiamo a parare con la lettera? Sono gli interlocutori in grado di capirne i contenuti e, soprattutto, riconosciamo negli interlocutori una rappresentanza per le nostre visioni e proposte di un nuovo progetto paese? L’altro giorno proponevo un solo punto di programma fra i 10 da proporre agli italiani per proporre un cambio di governo.
Il mio era semplice e motivato, e lo ripropongo:
a) I partiti non partecipano al sistema delle nomine (ovviamente da elaborare con una declaratoria ad hoc) Potrei riassumere il pensiero di Nicola in un altro punto:
b) Trasparenza della pubblica amministrazione per un rilancio dell’economia (ovviamente da elaborare con una declaratoria ad hoc)
Quindi siamo a due, e gli altri 8?
Ora il tema che mi piacerebbe svolgere in forma partecipativa, come piace a Nicola, è quello di una stesura del programma fuori dallo schema del PD, partito nel quale non mi riconosco. Troppo ambizioso? Proviamoci.
Ieri, dopo aver sentito le parole di Marchionne e prima di Tremonti, ho capito una cosa. Agli italiani stanno sterilizzando il cervello, proviamo a farli ragionare su qualcosa che non sia tattica e strategia politica come propongono i dinosauri del PD? Proviamo a sottoporre dei contenuti da portare alle primarie. Dei candidati, ormai, fega più niente o quasi, al popolo della sinistra, tanto, son tutti destinati alla sconfitta.
Ad maiora.




















Twitter Trackbacks…
…
Si, l'idea mi piace e in più di qualche occasione e luogo (linkedin e Facebook) ho provato a lanciare alcuni piccoli test per capire la volontà (almeno dei miei contatti) di essere "propositivi" nella costruzione di una nuova agenda politica. I risultati ahimè sono stati deludenti.
Facebook: alla domanda esplicita su Facebook "Sareste disposti a mettervi in gioco per un nuovo progetto politico per cambiare il paese?" ho ricevuto solo 3 adesioni.
Su linkedin ho lanciato una discussione per una riforma del processo di recruitment per cui, oggi, il candidato molto spesso non ha alcuna informazione sulla azienda che sta facendo selezione. Ho chiesto a HR e Professionisti se sarebbe fattibile una riforma per garantire maggiore trasparenza nelle selezioni. Risposte/Commenti: 0.
Sicuramente sarà dovuto al mio non essere nessuno – anche se queste sono questioni che dovrebbero esulare dalla popolarità -, tuttavia trovo alquanto sconfortante la totale mancanza di responsabilità e di senso partecipativo alla vita della COSA PUBBLICA.
Addirittura, sempre su Italian Business Network, qualcuno diceva di non parlare di politica ma solo di lavoro…
Questo per dirti, Gigi, che mi trovi completamente d'accordo sull'idea. Ma i riscontri che sto avendo non danno molta speranza.
Quello che possiamo fare è iniziare noi che in qualche modo ci lamentiamo ma qualche tentativo lo facciamo, nella speranza che lo spirito di emulazione riesca a coinvolgere anche chi, oggi, pare (e spero sia solo una impressione) trascurare la faccenda…
Simone non demordere, mettiamo il terzo punto e vediamo che succede …vedi mai. La rincorsa va presa per tempo, IMHO
No no, non demordo… i miei stimoli continuo a darli! Batti, Batti e Batti prima o poi il muro cade :-))
Terzo Punto
c) non possono essere candidate persone condannate anche se in primo. reintegrabili solo dopo assoluzione in via definitiva
Scuola e formazione? Revisione complessiva del sistema scolastico che oggi è un colabrodo?
Per esempio aumento dell'orario scolastico complessivo, con pomeriggi in cui magari le scuole vengono tenute aperte per offrire servizi alle famiglie di lavoratori che rientrano alle 7 di sera? :-)
E siamo a tre punti.
Mentre Bersani parla ancora di STRATEGIE
Gigi, io farei un programma di soli due punti, anzi tre:
* trasparenza
* coinvolgimento
* merito
Con questi tre punti si affrontano molte cose :-)
Bene, e adesso, scendi in campo o no? :-D
il primo punto l’ho già sentito una ventina d’anni fà
quando per le ASL hanno inventato la figura del magnager.
in questa maniera quelli che erano “direttori” sono diventati manager.
hanno cambiato la targhetta sulla porta. :-)))
ma in realtàil controllo dei politici sui manager è diventato più stringente -la vicenda del signore di Ceppaloni insegna -.
X simone – terzo punto – il fatto è che in italia il sistema giudiziario non è più fatto di soli 3 livelli – leggiti toghe rotte- . ce ne sono almeno 5 se non di più.
un buon punto programmatico sarebbe quello di fare un sistema giudiziario con solo tre livelli di giudizio. sarebbe già tanto.
concedere l’appello a tutti ma arrivare in cassazione solo se ci sono delle novità rilevanti, non sarebbe male.
avere, nei processi, solo attenuanti “motivate” e non quelle “generiche” sarebbe per me un buon passo avanti.
non ho ancora capito come mai al signor previti sono state concesse le attenuanti generiche, come fosse stato uno – un avvocato conoscitore della legge – che non sapeva quello che faceva.
X galatea : la scuola pubblica italiana nonostante i proclami sul merito e la efficienza la stanno distruggendo. quando la cosiddetta riforma gelmini sarà completata ci saranno molte scuole chiuse, ci saranno aule con 32 alunni, ci saranno alunni disabili senza insegnanti di sostegno, ci saranno laboratori senza computer nuovi e moderni, senza assistenti tecnici, ci sarà meno vigilanza e meno pulizia perchè non ci sarà chi la farà.
ci sarà, questo si, un test valido per tutti con votazione uniforme per tutta italia. ma, mi pare di ricordare che gli altri paesi europei che già l’hanno – il test – non hanno speso la stessa cifra che spenderà il nostro.
Davvero interessante l’articolo “Con le mani in mano”.
Mi piace l’idea di promuovere una qualche forma di rispetto per chi è “legittimato a governare”. Basta col dire “dimissioni” già dal giorno successivo alla tal tornata elettorale.
Occorre, per chi è dall’altra parte, impegno e attenzione nel fare una attenta azione di controllo ed una di concreta e comprensibile programmazione e proposta alternativa.
Chi governa, secondo me, ha diritto e dovere di attuare i programmi che ha proposto.
Chi si pone in alternativa ha il diritto e dovere di argomentare sulle scelte che non condivide e proporre soluzioni alternative.
Non voglio fare un discorso “politico”; quanto detto vale per tutti.
Detto ciò mi piace molto pensare ad una possibile classe politica saggia che sia capace di mettersi (TUTTI) attorno ad un tavolo e lavorare affichè alcune “riforme” e strategie fondamentali (fiscalità, giustizia, scuola, federalismo, sanità, per es.) trovino una base concorde e condivisa, con compromessi accettabili e che hanno il fine ultimo del bene comune, per evitare che ogni volta che vada a governare la fazione opposta debba ricominciare da capo.
Ad oggi così non è, e chissà ancora per quanto.
Ho la continua sensazione che tutti ci si lamenti di tutto e che, di contro, ogni tentativo di cambiare (qualsiasi cambiamento o riforma) comporti una grande levata di scudi con proteste, scioperi e commenti catastrofistici difficili da capire. Mi viene da pensare, per esempio, che in Francia le classi con più di 30 alunni ci sono da sempre. Non dico che vada bene, ma neanchè posso portarlo ad argomento per criticare una riforma. Penso che ci vorrebbe più analisi, attenzione, conoscenza e assenza di pregiudizio.
Possibile che il governante di turno sbagli tutto?
Possibile che non ne azzecchi una?
Possibile che TUTTI quelli che stanno dalla sua parte condividano e non abbiano critiche da fare?
Possibile che TUTTI quelli che stanno dalla parte avversa non condividano nulla e debbano demolire ogni cosa?
Ma con questo andazzo, da tifosi di calcio, dove si va a parare?
Italiani: un popolo troppo strano (viaggio molto).
Le eccezioni esistono.
È per quanto detto che invece ho trovato in queste pagine e in questo continuo confrontarsi alcuni piacevolissimi (per me) esempi di sobrietà e desiderio sincero di crescita e di proposta. Avanti così.
Mi scuso per essermi dilungato o se sono “fuori argomento”. In tal caso prendetelo come puro e semplice “sfogo”.
Sulle eccezioni che, oggi, non sono la regola, dobbiamo credere e puntare