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Grazie a Bertolaso
Le agenzie hanno appena battuto la notizia della liberazione dei traghetti intrappolati nel Mar Baltico.

Le popolazioni nordiche ringraziano Bertolaso per il pronto intervento!
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Italians in holiday
Scritto da Salvatore Valerio in Senza categoria, cazzeggio, conoscenza, creatività, estate, idiozie, politica internazionale, presentazioni, vacanze il 2 gennaio 2010
Di Salvatore Valerio
Cari amici, quest’oggi voglio allietarvi raccontandovi una storiella che ha per protagonisti una famiglia di vacanzieri italiani, un episodio che, potrebbe o… non potrebbe essere realmente avvenuto quest’estate in Scozia. Per ovvi motivi di riservatezza chiameremo il capofamiglia Gigi, la consorte Moglie e il figlio Riccardino.
Scenario: Mattino ore 08:30, strade della scozia. Direzione sud. La scritta, sull’edificio rialzato ad un piano di un bel blu elettrico. INTERNET POINT.
Gigi: Eccolo qui, era proprio come ci hanno indicato. Che fortuna, il parcheggio è libero.
Scesi dall’auto gigi, la moglie e riccardino entravano appostandosi sulle prime postazioni libere.
Mentre moglie e riccardino sbrigavano le loro cose Gigi si estraniava dal mondo analogico precipitando in un gorgo di pagine web.
Dopo una mezzora scarsa moglie e riccardo avendo sbrigato le loro poche faccende digitali si alzavano dalle postazioni e dicevano: gigi noi abbiamo terminato, vorremmo arrivare in orario ad Aberdeen per fare un giro in città e pranzare con tutto comodo.
Gigi, con lo sguardo rivolto allo schermo, semicatatonico, rispondendo come se quelle voci fossero lontane, lontanissime, alla fine di un lungo tunnel, rispose: uhmm! Si…, certo…. Voi avviatevi … spedisco queste paia di mail … pago! E vi raggiungo!
…un paio di ere glaciali dopo, gigi, al sentire per l’ennesima volta il suono di un clakson dal parcheggio prima ovattato poi…, sempre più vicino si disipnotizzava. Le pupille da completamente dilatate cominciavano a mettere a fuoco l’ambiente. Volgendo lo sguardo in basso a destra sullo schermo. Le 10:30. Un pensiero lieve e dolce “Ah! Come passa il tempo. Sembra che siano passati solo 5 minuti da quando sono entrato qui.”. CLIC! LE DIECIETRENTA! Clic! Uno sbattere di palpebre. Un aumento repentino della pressione sanguigna. Un reboot improvviso delle le funzioni cerebrali. “MIO DIO, GIA’ LE DIECI E TRENTA!” è tardissimo. Chi la sente mia moglie!
Gigi si precipita alla cassa passando un po’ scortesemente davanti nella fila e ad uno scozzese in kilt, una specie di frigorifero con braccia e gambe nerborute che, borbottava qualcosa sulla maleducazione dei turisti italiani.
Gigi: Sorry! But it’s late. My wife. Gigi pagato il servizio, usciva dalla porta e ringraziando il cielo scozzese che, anche in alta estate non dimenticava mai di far cadere la caratteristica pioggia scozzese, si infilava il cappuccio del suo giaccone da tifoso del Milan. Così bardato correva verso l’auto che aveva i vetri leggermente appannati.
Entrato come un fulmine dalla portiera destra dell’auto (in Inghilterra si tiene la sinistra mentre il posto di guida è a destra) e…, mettendo la mano sinistra sulla coscia della moglie, accarezzandola con vigore, dandole una gagliarda strizzata all’interno coscia – da maschio padrone – le diceva “allora cara, visto che non ci ho messo molto!”
In quello stesso momento lo scozzese, il nerboruto scozzese in kilt, quello che sembrava un frigorifero con braccia e gambe, tutto paonazzo, sta fissando gigi dalla porta dell’internet point con una espressione profondissimamente incazzata.
Ricambiando lo sguardo, gigi non riusciva a capire perché quel tipo sembrava avercela con lui. In fondo, che sarà stato mai. Si! Gli sono passato davanti ma…, ma che vuole questo!
Mentre gigi sta facendo questo pensiero. La persona di cui continua a massaggiare l’interno coscia aspirando profondissimamente l’aria, si scosta da gigi con uno sguardo di terrorizzato imbarazzo. Gigi che fino a quel momento non aveva ancora guardato in volto la donna. Senza proferire parola si tolse con la mano destra il cappuccio dalla testa e girandosi a sinistra la guardò dal basso verso l’alto, sgranando gli occhi la guardò bene. Formulando i seguenti pensieri “Chi diavolo era quella donna e…, che ci faceva nella mia auto. E…, perché questa tipa si sta facendo massaggiare la coscia da me?”.
- Chiaramente non è la moglie di gigi -
Qualche metro più in là, in un auto del tutto simile a quella con cui gigi è arrivato, la moglie e il figlio riccardino, guardano…, guardano senza comprendere perché invece di entrare nella sua auto gigi si è scapicollato entrando nell’auto di quella donna.
Istanti di silenzio. Gigi guarda la donna…, la donna guarda gigi…, il frigorifero incazzato in kilt guarda tutti e due. Gigi guarda a destra e vede sua moglie e riccardino seduti dentro un’auto uguale alla sua. “Ma…, non capisco cosa stanno facendo là”. Gigi tutto assorto guarda davanti a sè lo scozzese incazzato. La donna guarda gigi ricambiata poi, volge lo sguardo alla mano sinistra che stava ancora massaggiando la coscia. Gigi guarda anche lui la sua mano poi, ritira fulmineamente la mano, come se, fosse rimasto scottato.
Il frigorifero scozzese incazzato, sempre tenendo gli occhi su di gigi – che non sà come vergognarsi – si avvicina a grandi passi all’auto. Si ferma a due metri dall’auto. Guardando da fuori il parabrezza volge nervosamente e interrogativamente lo sguardo a gigi e alla donna.
La moglie di gigi e il figlio hanno capito che qualcosa non và. Anzi hanno capito che…, mò ci scappano le mazzate. Lo scozzese è grande e grosso e si avvicina al lato del guidatore. I suoi occhi azzurro chiari lanciavano dardi fiammeggianti. Il suo collo già imponente si gonfia di vene. Mentre gigi dal metro e 90 che è, per l’imbarazzo, si sente alto un metro e venti. Sussurrando un “sorry. Mm… mistake. Big mistake!”.
Apre la porta dell’auto e sempre scusandosi con le mani aperte in segno di resa comincia a gesticolare. Indica la moglie che, nel frattempo allarmata ha aperto la portiera dell’auto e messo il piede sinistro a terra.
Gigi continua a scusarsi “Sorry. I… Misunderstundment. I am a tourist. – indicando la sua auto – My family…. We are Italians” poi indicando la donna nell’auto dello scozzese si allontana avvicinandosi alla propria vettura, tranne che per la presenza all’interno della moglie e del figlio, in tutto e per tutto identica all’altra auto.
In quello stesso momento, nel parcheggio entra un’auto della polizia scozzese dando un singolo colpo di sirena per farsi notare. Si ferma tra le due auto facendo da barriera tra lo scozzese e gigi.
Gigi sta lì imbambolato pensando “Di male in peggio! Ci voleva pure la polizia. Chissà in che casino mi sono andato a cacciare. Oggi mi arrestano!”.
L’agente di sinistra nella vettura, senza neppure scendere dalla macchina con parole secche ordina allo scozzese di salire in macchina e di allontanarsi. Lo scozzese, scocciato, torvo in volto, lestamente sale in macchina e si allontana.
Gigi volendo intavolare un colloquio con l’agente alla guida comincia con “goodmorning. Sir. I’m”.
L’agente alla guida “shut!!… You!…. Now!… Into your car! Quick!”
Gigi facendosi nelle spalle e con una vocina “but…, we are italians! We are tourist! We are innocent! It was only a misunderstand!”.
L’agente alla guida “Lo sò. Lo sò. Voi italians dite sempre così!”.
Gigi: “Ma come? Lei parla italiano?!?”
L’agente alla guida facendo il saluto con la mano destra tesa “agente della polizia scozzese giggino esposito”.
“uè… uagliò _ rivolgendosi a gigi e alla moglie – pùr ccà c’amma fà canosce. Èh!
sempe a ffà burdell…. Tse! …ITALIANS!”.
e…, sgommando se ne andò lasciando basiti gli astanti che dopo qualche istante sono scoppiati in una gran risata.
P.S. tutto quello che narrato in questo post è VERO. Tranne…, l’Inizio, la Fine e… quel che c’è nel mezzo. :-)))
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Sarà anche il caldo
In questi giorni c’è ben poco da leggere sul web. Con questo caldo anche i blogger si riposano sotto l’ombrellone.
Ieri sera mi sono imbattuto su un aggregatore americano e in particolare su questa foto. Sembra vera. Sarà vera? E’ l’estratto di un quotidiano. Sarà cazzeggio? Bho!
La notizia è terribilmente comica…..e forse associabile al caldo estivo.









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