Archivio per la categoria comunicazione
Messaggi subliminali
Scritto da gigicogo in comunicazione il 23 febbraio 2010
Certo che a Repubblica sanno bene come sfruttare la comunicazione subliminale :-)

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Esplorando orizzonti sconosciuti
Scritto da gigicogo in comunicazione il 12 febbraio 2010
Certo che ad ogni tornata elettorale c’è sempre qualche new entry che cerca di esplorare orizzonti sconosciuti della comunicazione, con delle autentiche genialate.
Vista oggi su un autobus di Mestre
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Webeconoscenza un sito web carico di Iodio
Scritto da Salvatore Valerio in Autoreferenza, Società, comunicazione, conoscenza, creatività, cultura, democrazia, governo, informazione, persone, politica, social media, socialsfera il 7 gennaio 2010
Di Salvatore Valerio
È di questi giorni la campagna pubblica contro lo Iodio. Contro le fabbriche dello Iodio. Contro tutti quelli che fanno uso di Iodio. Gli assuntori di Iodio. I diffusori di Iodio. I fabbricatori di Iodio.
Dicendo che, lo Iodio fa male. Che l’assunzione, la divulgazione, la fabbricazione di Iodio fa male al re, fa male a ricco e al cardinale.
Questo sito web invece vuole farsi portabandiera dello Iodio. Lo Iodio è un micronutriente importantissimo per la buona salute del nostro organismo.
L’organismo umano utilizza lo Iodio per la sintesi degli ormoni tiroidei, la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4) due ormoni che sono messaggeri biologici importantissimi per regolare il metabolismo corporeo.
La carenza di iodio diminuisce la funzionalità tiroidea e può causare cretinismo, ritardi nella crescita (nel feto e nei bambini) e gozzo (negli adulti). Un deficit di iodio in età adulta è responsabile anche di sintomi come svogliatezza, stanchezza cronica e calvizie precoce.
Chi Iodia, vive/ chi Iodia, ama.
Prendete più iodio/ Lo iodio fa bene/ lo iodio conviene/ a tutte le età
Prendete più iodio/ prodotto italiano/ rimedio sovrano/ di tutte le età/
Prendete più io…/ prendete più io…./ prendete più iodio!
Questa è una campagna pubblicità & progresso di Webeconoscenza.net a favore dello Iodio.
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Eretici digitali un libro importante, una discussione aperta
Scritto da Salvatore Valerio in comunicazione, conoscenza, conversazioni, cultura, democrazia, e-learning, eGovernment, ebook, edemocracy, educazione, giornali, google, informazione, internet, knowledge, web 2.0 il 30 dicembre 2009
Di Salvatore Valerio

Salve amici, in questi giorni ho avuto l’occasione e il tempo di leggere Eretici digitali di Russo e Zambardino.
Con gli “eretici” c’ho sempre avuto a che fare, fin dai tempi della versione 1.0 di webeconoscenza con il mitico Clifford Stoll . Gli eretici, i bastiancontrari, i maverick, cioè quelle persone che scelgono di non seguire la corrente, suscitano in me un naturale sentimento di identificazione e simpatia.
Nel titolo di questo post ho scritto che, questo è un libro importante. Per quel migliaio di amici – 1395 RSS nel momento in cui scrivo – che sono interessati al mondo digitale, questo libro è importante e dovrebbero leggerlo perché con le loro dieci tesi, gli autori, mettono in luce quelle parti della rete in cui si muove l’informazione che, sono spesso oggetto dei post di questo sito e, che non sono immediatamente riconoscibili.
Il libro è stato pubblicato oltre che nel tradizionale formato cartaceo anche in formato digitale sul sito www.ereticidigitali.it.
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Bella notizia a Nord Est
Scritto da gigicogo in comunicazione, giornali, innovazione, web 2.0 il 9 novembre 2009
“el Gazetin” non è mai mancato a casa nostra. Per mio padre era un rito e oggi mia madre continua la tradizione.
Io lo leggo un po’ più spesso grazie all’edizione on-line che ho salutato positivamente sin dalla sua nascita.
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Oggi apprendo, con grande gioia, che la gestione dell’on-line, farà capo a una carissima persona: appassionata, competente e ostinata quanto basta per rendere questo gioiellino ancora più utile.
Non so se oggi avrà avuto il tempo di leggere il post e i commenti di PierLuca che sembrano caduti a fagiolo.
Da parte mia gli rinnovo gli auguri già fatti sul suo blog e l’invito ad accettare le stesse provocazioni che abbiamo affrontato con gli amici del Corriere.it.
Un grosso in bocca al lupo Carlo!
Carlo
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Quale formaggio scelgo? Aggregatori di social network e cose così…
Scritto da catepol in comunicazione, conversazioni, facebook, friendfeed, lifestream, reti sociali, social media, social network, socialsfera, twitter il 6 giugno 2009
Grandioso il paragone di Techcrunch, quasi meglio del mio “Ci son più social network che stelle in cielo“.
Borat che ha necessità di capire se tutto è “Cheese” come si fa a scegliere. Noi che tra Twitter, Friendfeed, Facebook, Meemi ecc. abbiamo necessità di capire cosa utilizzare, come utilizzarlo e soprattutto come aggregare tutta questa digital life e questo lifestreaming che produciamo in giro?
Ogni giorno nascono come funghi startup e servizi 2.0 e nuove applicazioni, siano esse per desktop, da utilizzare via Web e/o sui nostri stratosferici telefonini di ultimissima generazione. Tutte che si propongono di diventare la nostra porta di accesso principale al digital streaming nostro e dei nostri contatti. Io ebbi necessità di fare il disegnino, disegnino che dovrei pure aggiornare perchè col passare del tempo son cambiate le dinamiche del mio lifestreaming, in parte.
Ma quanta gente conosciamo a parte noi che ha veramente necessità di gestire account multipli e diversificati mediante una applicazione di terze parti che raggruppi insieme, che aggreghi in uno, tutti i nostri social network?
Solo per Twitter esistono tante di quelle applicazioni che ne ho perso anche il conto (questo post infatti andrebbe aggiornato prima o poi) eppure Twitter dalla pagina web rimane il modo migliore di Twittare alla faccia delle varie, seppur ottime, dozzine di applicazioni come TweetDeck, Twhirl / Seesmic Desktop, PeopleBrowsr, Sobees, Streamy, Tweetie, Nambu, TwitterBerry, e chi più ne ha più ne metta.
Io ad esempio uso la webpage di Twitter con l’accorgimento di PowerTwitter o il Twittergadget da Gmail
E Friendfeed? Alla fine il modo migliore per utilizzarlo è la web page (e le notifiche mail a cui si può rispondere direttamente).
Per non parlare delle svariate applicazioni che oramai permettono di utilizzare contemporaneamente, inviando messaggi sincronizzati da una parte all’altra tra FriendFeed, Facebook e Twitter. E tutti i sedicenti “social media strategist and expert” che esaltano le lodi degli account multipli e dei migliori aggregatori che possano offrire la “best-user-experience-known-to-mankind”, la miglior esperienza utente possibile per aggiornare dappertutto il proprio status.
It’s the ultimate social networking service aggregator update management tool, baby!
Ehy, baby, sappi che questo è il miglior servizio al mondo per l’aggiornamento dello status aggregato su tutti i servizi in modo che tu possa seguire ed interagire coi tuoi amici di facebook, twitter, friendfeed, meemi, e anche quelli su marte che utilizzano quel social network strano…tutto in questo meraviglioso nuovo cazzabubolo social che non puoi non avere, non installare, non provare ecc.
Arifaccio la domanda di Techcrunch a voi miei lettori :
Ma quanta gente conosciamo a parte noi che ha veramente necessità di gestire account multipli e diversificati mediante una applicazione di terze parti che raggruppi insieme, che aggreghi in uno, tutti i nostri social network?
Quanta gente ha davvero necessità di tutto ciò? Non si rischia con gli aggregatori di social network di fare solo più rumore, perdere solo più tempo, distrarsi troppo su cose meno importanti per la smania di seguire il flusso di tutto e di tutti (spesso e volentieri ripetuto e rilanciato ovunque, in maniera automatica)?
Quale formaggio scegliere tra gli aggregatori di social network? In un prossimo post vi spiego quale formaggio ho scelto io.
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Automobilista in..ca..to con URP digitale Bologna
Scritto da Luigi Bertuzzi in comunicazione, user experience il 19 maggio 2009
La presenza Web di un Ufficio Relazioni con il Pubblico potrebbe essere un nuovo tormentone per la serie Automobilista Incazzato – dell’ottimo Gioele Dix?
17 Marzo – figlio in arrivo da Madrid – deve andare a Bologna in serata con la mia macchina; lo avverto dell’esistenza di ZTL (Zona Traffico Limitato) e controllo orari sul Web:

Messaggio URP Digitale: Dopo le 20 si entra in ZTL (se non leggi "schede" .. i cacchi son tuoi e il comune cucca 92 €)
18 Maggio – un verbale di accertamento di violazione – con tanto di foto targa della Punto scaricabile da sito Web dedicato – m’informa che: alle 23:42 del 17 Marzo la Punto è transitata per il Varco 18 di Sirio/Rita (Via Ugo Bassi) senza accorgersi .. – davanti a una strada deserta, data l’ora – in assenza di segnaletica tipo divieto di transito o senso unico o corsia preferenziale – forte dell’informazione di un “papi all’antica ma .. più per il digitale che per le 18enni” … dell’esistenza di una (micro) Zona T in cui NON SI ENTRA dalle zero alle ventiquattro.
La zona è tanto “micro” che per esserne edotti via Web ci si deve disturbare fino a cliccare sull’ultima parola dell’informativa URP Digitale .. oppure .. bisogna aver voglia – a mezzanotte – in un centro città deserto – di mettersi a leggere messaggi testuali che – anche se luminosi – somigliano per niente a una segnaletica stradale.
Tornando all’URP Digitale – che di questi tempi dovrebbe essere una Hot Topic – ho controllato “l’esperto risponde”: non è previsto che ci si possa sentire vittime di una trappola informativa, dovuta alla qualità del sito web.
Ho cliccato su contatti e ho esposto il caso, ipotizzando di presentare Ricorso per i sopra citati motivi.
Naturalmente mi aspetto un ringraziamento per aver segnalato il problema, permettendo all’URP digitale di adeguarsi alle aspettative dell’utente; in cambio, per rimuovere la mia impressione di essere stato preso in trappola, mi faranno senz’altro cancellare la multa.
Voi che dite? M’illudo di parlare a un URP 3.0 .. vero?
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IL MENEFREGHISMO CHE CI FREGA
Scritto da Luigi Bertuzzi in comunicazione, user experience il 17 maggio 2009
Titolo: visto 36 anni fa in Costiera Amalfitana – scritto su un cassonetto – ma ancora quasi ignorato sul Web e largamente snobbato dagli OTTIMISTI
Post: motivato dalla lettura di un Tweet di Stexbell e dal video con audio italiano The Machine is Us, via Webeconoscenza qui e qui
OBIETTIVO:
CONTRIBUIRE alla descrizione di un CASE STUDY per il Barcamp Intercultur@2009, cioè alla ..
descrizione di una situazione o di un problema reale che contenga sufficienti informazioni
per consentire ai partecipanti di formulare delle ipotesi o trovare una soluzione al problema.
Può essere il punto di partenza per attività individuali o di gruppo,
per formulare delle ipotesi o prospettare una soluzione al problema.
(FORSE) Abbiamo fatto la Macchina (Computer) a immagine e somiglianza di come (NOI) vorremmo essere.
Macchine diverse dialogano e interoperano, anche quando parlano lingue diverse, negoziando un protocollo comunicativo comune, oppure attraverso un’Interfaccia (Gateway).
L’evoluzione della Macchina, in termini di prestazioni comunicative, sta raggiungendo il livello 3.0.
E NOI, Persone, in termini comunicativi, a che livello siamo?
Da giovani, all’Università, siamo Persone 0.0 (senza voce in capitolo).
All’ingresso nel mondo del lavoro diventiamo, e per lo più restiamo, Persone 1.0 (portatrici del pensiero del Capo, cioè? … gestori del nostro Sistema Paese?).
La maturità professionale ci può permettere, se siamo fortunati, di diventare Persone 2.0, cioè ..
- CAPACI di collaborare e di fare lavoro di gruppo .. ma ..
- INCAPACI di superare limiti compartimentali, presenti non solo negli ambienti in cui lavoriamo ma, quasi automaticamente, anche in noi stessi
(i miei esempi? la defunta “industria informatica europea dei Sistemi Aperti”; le inconcludenti “azioni comunitarie avviate a fine anni ‘80 per una Società dell’Informazione e della Conoscenza”; noi stessi .. come ci siamo in/evoluti durante i miei personalissimi 40 anni di Laurea)
Solo nella terza età .. “possiamo dire tutto quello che vogliamo” …, come ho sentito affermare Andrea Camilleri (qui le sue significative pagine Web su Stato e Linguaggio).
Dicendo quello che vogliamo - anche se fuori dal coro - potremmo sperare - forse in extremis - di ..
- stimolare comportamenti rivolti a “ripartire da quello che resta” .. fonte un Mauro Corona sentito in TV
- far capire che il futuro si nutre di una consapevolezza chiara del passato (fonte: Marc Augé, Antropologo)
Qualcuno se la sentirebbe di discutere (NON DI … “FARCI UNA PRESENTAZIONE” .. QUANDO MAI?) cose DI QUESTO TIPO al Barcamp Intercultur@2009?
Chi vuole contribuire a dare un senso – a livello comunicativo – all’espressione essere una Persona 3.0 … o a trovarne altre .. di espressioni .. che rendano meglio l’idea (interculturale IMHO) qui esposta al meglio delle mie capacità? Qualcuno offre di più?
Forse, se volessimo mai arrivare ad essere migliori delle Macchine, dovremmo realizzare un’Interfaccia 3.0, cioè un Presentation Gateway .. cioè un … MahnahMahnah!
(la questione non è .. cosa è un MahnahMahnah? .. la questione è: “frega qualcosa a qualcuno?” ..)





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