Archivio per la categoria creatività
Vivere l’esperienza
Scritto da gigicogo in conoscenza, creatività, cultura, innovazione il 3 marzo 2010
La scorsa settimana ho avuto il piacere di fare una lunga chiaccherata con Lorenzo Cinotti ideatore, assieme a Laura Scarpa, di Venezia da Vivere e CEO di FNV.
Il tema era molto vasto e l’obiettivo quello di trovare nuovi spunti, e alcune sinergie fra di noi, per dare un connotato più creativio ai temi del prossimo Veneziacamp. Ma non solo.

Lorenzo mi ha illustrato diversi progetti a cui sta lavorando, non ultimo quello di RialtoVenezia che proprio oggi viene lanciato sul web.
Durante l’amabile chiaccherata Lorenzo mi ha illuminato su alcuni aspetti che, nella mia ignoranza, rappresentavano più delle suggestioni che non delle azioni sulle quali impegnarsi. Mi ha fatto riflettere su un concetto che ora mi turba, in quanto ahimè, sempre trascurato e che vorrei trovare il modo di recuperare: “vivere l’esperienza“.
Preparate i pop corn, perchè la disgressione è un po’ lunga :-)
Abbiamo affrontato il tema dell’innovazione da diversi punti di vista, concordando che l’esaltazione tecnologica poco incide sulla crescita. Abbiamo sviscerato diversi aspetti concordando inoltre che la cultura resta un tema centrale, da coltivare, da studiare, da trasmettere. Stavo già affrontando questi temi nel mio “trattarello” che dovrebbe veder la luce a fine mese e quindi mi son trovato particolarmente recettivo.
Una cosa cosa ho capito: non serve solo evangelizzare, dimostrare con esempi che una dinamica, un progetto, un servizio, anche un prodotto, sono buoni e utili alla crescita personale e collettiva. Bisogna far vivere l’esperienza!
Su questo tema, ahimè, avevo dedicato poco tempo e scarsa passione. Ma ora capisco perfettamente che si tratta di una carenza che devo colmare. Quando mi trovo in aula, ad un convegno o semplicemente ad una riunione dove credo che le mie arti persuasive siano sufficienti, spesso mi rammarico per lo scarso risultato. Ora ho capito. Devo coinvolgere!
Lorenzo mi ha portato, ovviamente, anche sul terreno dello “story telling” e della sua declinazione markettara. La cosa mi ha intrigato al punto da proporne l’utilizzo in ambito di alcuni progetti che sto seguendo.
Tornando al progetto RialtoVenezia, che oggi è finalmente disponibile sul web, mi hanno intrigato due temi in particolare: la concertazione e il branding. Non in quanto temi incomprensibili ma in quanto temi spesso ignorati dalla pubblica amministrazione.
RialtoVeneza è un progetto voluto dal Comune di Venezia (Assessorato alle Attività Produttive del Comune di Venezia) e per questo il tema di concertazione (che entra a pieno titolo nel tema più ampio dell’Democracy) mi sorprende favorevolmente. Come mi sorprende il tema del branding che finalmente trova la sua giusta collocazione nel web.
E’ il web, infatti il miglior ambito per la diffusione di eccellenza, cultura, tradizione, arte, ricercatezza e qualità della vita.
Enioy
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Webeconoscenza un sito web carico di Iodio
Scritto da Salvatore Valerio in Autoreferenza, Società, comunicazione, conoscenza, creatività, cultura, democrazia, governo, informazione, persone, politica, social media, socialsfera il 7 gennaio 2010
Di Salvatore Valerio
È di questi giorni la campagna pubblica contro lo Iodio. Contro le fabbriche dello Iodio. Contro tutti quelli che fanno uso di Iodio. Gli assuntori di Iodio. I diffusori di Iodio. I fabbricatori di Iodio.
Dicendo che, lo Iodio fa male. Che l’assunzione, la divulgazione, la fabbricazione di Iodio fa male al re, fa male a ricco e al cardinale.
Questo sito web invece vuole farsi portabandiera dello Iodio. Lo Iodio è un micronutriente importantissimo per la buona salute del nostro organismo.
L’organismo umano utilizza lo Iodio per la sintesi degli ormoni tiroidei, la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4) due ormoni che sono messaggeri biologici importantissimi per regolare il metabolismo corporeo.
La carenza di iodio diminuisce la funzionalità tiroidea e può causare cretinismo, ritardi nella crescita (nel feto e nei bambini) e gozzo (negli adulti). Un deficit di iodio in età adulta è responsabile anche di sintomi come svogliatezza, stanchezza cronica e calvizie precoce.
Chi Iodia, vive/ chi Iodia, ama.
Prendete più iodio/ Lo iodio fa bene/ lo iodio conviene/ a tutte le età
Prendete più iodio/ prodotto italiano/ rimedio sovrano/ di tutte le età/
Prendete più io…/ prendete più io…./ prendete più iodio!
Questa è una campagna pubblicità & progresso di Webeconoscenza.net a favore dello Iodio.
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Italians in holiday
Scritto da Salvatore Valerio in Senza categoria, cazzeggio, conoscenza, creatività, estate, idiozie, politica internazionale, presentazioni, vacanze il 2 gennaio 2010
Di Salvatore Valerio
Cari amici, quest’oggi voglio allietarvi raccontandovi una storiella che ha per protagonisti una famiglia di vacanzieri italiani, un episodio che, potrebbe o… non potrebbe essere realmente avvenuto quest’estate in Scozia. Per ovvi motivi di riservatezza chiameremo il capofamiglia Gigi, la consorte Moglie e il figlio Riccardino.
Scenario: Mattino ore 08:30, strade della scozia. Direzione sud. La scritta, sull’edificio rialzato ad un piano di un bel blu elettrico. INTERNET POINT.
Gigi: Eccolo qui, era proprio come ci hanno indicato. Che fortuna, il parcheggio è libero.
Scesi dall’auto gigi, la moglie e riccardino entravano appostandosi sulle prime postazioni libere.
Mentre moglie e riccardino sbrigavano le loro cose Gigi si estraniava dal mondo analogico precipitando in un gorgo di pagine web.
Dopo una mezzora scarsa moglie e riccardo avendo sbrigato le loro poche faccende digitali si alzavano dalle postazioni e dicevano: gigi noi abbiamo terminato, vorremmo arrivare in orario ad Aberdeen per fare un giro in città e pranzare con tutto comodo.
Gigi, con lo sguardo rivolto allo schermo, semicatatonico, rispondendo come se quelle voci fossero lontane, lontanissime, alla fine di un lungo tunnel, rispose: uhmm! Si…, certo…. Voi avviatevi … spedisco queste paia di mail … pago! E vi raggiungo!
…un paio di ere glaciali dopo, gigi, al sentire per l’ennesima volta il suono di un clakson dal parcheggio prima ovattato poi…, sempre più vicino si disipnotizzava. Le pupille da completamente dilatate cominciavano a mettere a fuoco l’ambiente. Volgendo lo sguardo in basso a destra sullo schermo. Le 10:30. Un pensiero lieve e dolce “Ah! Come passa il tempo. Sembra che siano passati solo 5 minuti da quando sono entrato qui.”. CLIC! LE DIECIETRENTA! Clic! Uno sbattere di palpebre. Un aumento repentino della pressione sanguigna. Un reboot improvviso delle le funzioni cerebrali. “MIO DIO, GIA’ LE DIECI E TRENTA!” è tardissimo. Chi la sente mia moglie!
Gigi si precipita alla cassa passando un po’ scortesemente davanti nella fila e ad uno scozzese in kilt, una specie di frigorifero con braccia e gambe nerborute che, borbottava qualcosa sulla maleducazione dei turisti italiani.
Gigi: Sorry! But it’s late. My wife. Gigi pagato il servizio, usciva dalla porta e ringraziando il cielo scozzese che, anche in alta estate non dimenticava mai di far cadere la caratteristica pioggia scozzese, si infilava il cappuccio del suo giaccone da tifoso del Milan. Così bardato correva verso l’auto che aveva i vetri leggermente appannati.
Entrato come un fulmine dalla portiera destra dell’auto (in Inghilterra si tiene la sinistra mentre il posto di guida è a destra) e…, mettendo la mano sinistra sulla coscia della moglie, accarezzandola con vigore, dandole una gagliarda strizzata all’interno coscia – da maschio padrone – le diceva “allora cara, visto che non ci ho messo molto!”
In quello stesso momento lo scozzese, il nerboruto scozzese in kilt, quello che sembrava un frigorifero con braccia e gambe, tutto paonazzo, sta fissando gigi dalla porta dell’internet point con una espressione profondissimamente incazzata.
Ricambiando lo sguardo, gigi non riusciva a capire perché quel tipo sembrava avercela con lui. In fondo, che sarà stato mai. Si! Gli sono passato davanti ma…, ma che vuole questo!
Mentre gigi sta facendo questo pensiero. La persona di cui continua a massaggiare l’interno coscia aspirando profondissimamente l’aria, si scosta da gigi con uno sguardo di terrorizzato imbarazzo. Gigi che fino a quel momento non aveva ancora guardato in volto la donna. Senza proferire parola si tolse con la mano destra il cappuccio dalla testa e girandosi a sinistra la guardò dal basso verso l’alto, sgranando gli occhi la guardò bene. Formulando i seguenti pensieri “Chi diavolo era quella donna e…, che ci faceva nella mia auto. E…, perché questa tipa si sta facendo massaggiare la coscia da me?”.
- Chiaramente non è la moglie di gigi -
Qualche metro più in là, in un auto del tutto simile a quella con cui gigi è arrivato, la moglie e il figlio riccardino, guardano…, guardano senza comprendere perché invece di entrare nella sua auto gigi si è scapicollato entrando nell’auto di quella donna.
Istanti di silenzio. Gigi guarda la donna…, la donna guarda gigi…, il frigorifero incazzato in kilt guarda tutti e due. Gigi guarda a destra e vede sua moglie e riccardino seduti dentro un’auto uguale alla sua. “Ma…, non capisco cosa stanno facendo là”. Gigi tutto assorto guarda davanti a sè lo scozzese incazzato. La donna guarda gigi ricambiata poi, volge lo sguardo alla mano sinistra che stava ancora massaggiando la coscia. Gigi guarda anche lui la sua mano poi, ritira fulmineamente la mano, come se, fosse rimasto scottato.
Il frigorifero scozzese incazzato, sempre tenendo gli occhi su di gigi – che non sà come vergognarsi – si avvicina a grandi passi all’auto. Si ferma a due metri dall’auto. Guardando da fuori il parabrezza volge nervosamente e interrogativamente lo sguardo a gigi e alla donna.
La moglie di gigi e il figlio hanno capito che qualcosa non và. Anzi hanno capito che…, mò ci scappano le mazzate. Lo scozzese è grande e grosso e si avvicina al lato del guidatore. I suoi occhi azzurro chiari lanciavano dardi fiammeggianti. Il suo collo già imponente si gonfia di vene. Mentre gigi dal metro e 90 che è, per l’imbarazzo, si sente alto un metro e venti. Sussurrando un “sorry. Mm… mistake. Big mistake!”.
Apre la porta dell’auto e sempre scusandosi con le mani aperte in segno di resa comincia a gesticolare. Indica la moglie che, nel frattempo allarmata ha aperto la portiera dell’auto e messo il piede sinistro a terra.
Gigi continua a scusarsi “Sorry. I… Misunderstundment. I am a tourist. – indicando la sua auto – My family…. We are Italians” poi indicando la donna nell’auto dello scozzese si allontana avvicinandosi alla propria vettura, tranne che per la presenza all’interno della moglie e del figlio, in tutto e per tutto identica all’altra auto.
In quello stesso momento, nel parcheggio entra un’auto della polizia scozzese dando un singolo colpo di sirena per farsi notare. Si ferma tra le due auto facendo da barriera tra lo scozzese e gigi.
Gigi sta lì imbambolato pensando “Di male in peggio! Ci voleva pure la polizia. Chissà in che casino mi sono andato a cacciare. Oggi mi arrestano!”.
L’agente di sinistra nella vettura, senza neppure scendere dalla macchina con parole secche ordina allo scozzese di salire in macchina e di allontanarsi. Lo scozzese, scocciato, torvo in volto, lestamente sale in macchina e si allontana.
Gigi volendo intavolare un colloquio con l’agente alla guida comincia con “goodmorning. Sir. I’m”.
L’agente alla guida “shut!!… You!…. Now!… Into your car! Quick!”
Gigi facendosi nelle spalle e con una vocina “but…, we are italians! We are tourist! We are innocent! It was only a misunderstand!”.
L’agente alla guida “Lo sò. Lo sò. Voi italians dite sempre così!”.
Gigi: “Ma come? Lei parla italiano?!?”
L’agente alla guida facendo il saluto con la mano destra tesa “agente della polizia scozzese giggino esposito”.
“uè… uagliò _ rivolgendosi a gigi e alla moglie – pùr ccà c’amma fà canosce. Èh!
sempe a ffà burdell…. Tse! …ITALIANS!”.
e…, sgommando se ne andò lasciando basiti gli astanti che dopo qualche istante sono scoppiati in una gran risata.
P.S. tutto quello che narrato in questo post è VERO. Tranne…, l’Inizio, la Fine e… quel che c’è nel mezzo. :-)))
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Sfruttamento
Scritto da gigicogo in Blog, blogger, conoscenza, creatività il 30 giugno 2009
Rileggendo il pezzo di PierLuca mi è tornato prepotentemente all’attenzione un tema che volevo dibattere alcuni mesi fa. Lo sfruttamento del blogger da parte del mainstream.
La frase di PierLuca, riferita alla campagna 10 domande di Repubblica: “….coinvolti solo per essere sfruttati come amplificatori del messaggio del quotidiano senza coinvolgimento e riconoscimento alcuno……”, riapre un tema che parte da lontano.
Già ai tempi della massima attenzione all’ormai agonizzante BB, scrissi che rilanciare (linkando e citando) gli articoli del mainstream, era un pratica diffusa che manifestava la sterilità di argomentazioni da parte della blogopalla.
Sia chiaro, faccio autocritica diretta, in quanto non riesco (e credo non riuscirò mai) a distaccarmi dalla lettura dei quotidiani on-line e dalla citazione (chi mi legge sa quanto ami Clipmarks). Ma invito (e mi autoimpongo) di ricercare qualcosa che vada al di là delle argomentazioni attorno a un tema determinato dall’attenzione, dallo stile e dalla diffusione propria del mainstream.
Adoro chi è immune a tutto ciò, io no. Ma rilevo che è davvero difficile scatenare conversazioni dalla coda lunga senza dover per forza citare o prendere spunto dal mainstream.
Più azzardata e interessante è la divagazione (ma direi considerazione da ripensare e rileggere) di PierLuca sullo “sfruttamento”. Io stesso, alcuni giorni, fa quando vidi il famigerato badge, fui portatore di cattivi pensieri.
Già Netmonitor mi sembra un gran marchettone che, in accordo con i reduci ostinati di BB, riesce a portare un po’ di traffico e di godimento ai blogger citati (l’ho riscontrato personalemnte prima dell’epurazione), ma come risultato primario amplifica e marketta l’opera editoriale di Repubblica. Punto!
L’originalità e la percezione di visioni e argomentazioni dalla coda lunga è una qualità rara, ma andrebbe coltivata con ostinazione (basta leggere a tal proposito le ottime motivazioni sul blog di Marco).
La ricerca di hub forti (blogger influenti o mainstream) non è una prassi vincente per proporre le proprie argomentazioni. Di solito riesce ad aumentare l’esposizione dell’autore nei palinsesti sociali solo nei primi mesi, ma poi determina un logoramento e una disaffezione pericolosa. Su questo dobbiamo ripensarci spesso. I nostri lettori sono ANCHE i blogger, non SOLO i blogger.
Come dice Marco, con passione e ostinazione, è il lettore che dobbiamo curare. Chi arriva dai motori di ricerca, chi arriva con il passa parola, chi frequentiamo in ambiti istituzionali (convegni, manifestazioni, studi) e al quale passimo l’indirizzo del blog come biglietto da visita, è il primo obiettivo della nostra passione.
My two cents, sull’argomento.
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Bonvi
Scritto da admin in creatività, idiozie il 10 dicembre 2008
Di Salvatore Valerio
Il 10 dicembre 1995 moriva in un incidente d’auto Franco Fortunato Gilberto Augusto Bonvicini, noto ai più con lo pseudonimo di Bonvi (N. a Parma il 31 marzo 1941 – M. Bologna il 10 dicembre 1995).
Disegnatore di fumetti, personaggio sempre sopra le righe. Alla sua morte si sono scatenati tutti gli elementi della natura; tuoni, fulmini, grandine, neve. Una vera e propria Ira di Dio. Tutta Bologna bloccata. C’è stato chi ha detto di afere fisto delle falkirie che folando tra le nubi tra tuoni und fulmini portafano in cielo un kameraden biondo und divisa dell’afrika korps.
Inventore di tanti personaggi da Salomone pirata pacioccone a Nic Carter, Patsy, Ten e Stanislao Moulinsky, Cattivik ecc. e sopra tutti, il suo lavoro più riuscito, le intramontabili Sturmtruppen. Ben 5865 piacevoli, anarchiche, irriverenti, sarcastiche, satiriche, dissacranti, grottesche, tragicomiche striscie.
Anche se, di questo autore sono noti al grande pubblico i suoi personaggi a fumetti, quello che in particolare voglio segnalare è quel grande capolavoro della letteratura mondiale “Ultime lettere delle Sturmtruppen, Milano, Editoriale Corno 1978”.
CAPOLAVORO LETTERARIO. No, non mi sento in imbarazzo nel dichiararlo ad alta voce. Di solito questo titolo di apprezzamento nelle lettere non viene dato a libri umoristici e satirici. Ma questa…, questa opera prima è Grande quanto misconosciuta.
Questo straordinario libro, costruito secondo la tecnica del romanzo epistolare è organizzato in lettere scritte da soldati delle Sturmtruppen. La narrazione procede attraverso il susseguirsi delle lettere scritte dai personaggi.
In queste lettere tutti i personaggi, tratteggiati con precisa tipizzazione e rara chiarezza, compongono un affresco umano della guerra. Della vita e della morte. Della fame e della sete. Del sesso e dell’amore. Della gelosia e della indifferenza. Della bellezza della vita civile e dell’assurdità di quella militare. Della natura e della tecnica. Della praticità e dell’ideale. Della solitudine e del calore che dà la compagnia.
In questo libro è racchiusa tutta la vita. In questo libro, vengono raccontati tutti gli aspetti della vita.
C’è il contadino che viene strappato dal suo campo, dalle sue preoccupazioni riguardanti il campo, l’avena, la segale, la vacca e la moglie. La moglie e la vacca. La vacca… della moglie.
C’è lo studente che, irretito dal suo professore si arruola falsificando i documenti, diventa il perfetto soldato, poi salta in aria su un campo minato rimanendo gravemente mutilato. Giace in un letto di ospedale distrutto più nello spirito che nel corpo perché non ha potuto raggiungere il suo sogno. Agognava la bella morte baciato dal sole durante l’attacco in un campo di grano all’alba.
C’è il figlio di papà che, lamentandosi in caserma con un tizio quivi incontrato, non molto alto ma… dotato di una certa qual’autorità, per la scarsa igiene ivi riscontrata, riceverà da questi, ferme rassicurazioni sul fatto che “d’ora in poi non avrebbe mai più dovuto preoccuparsi dell’igiene”. Questo fatidico incontro avrebbe schiuso al giovane milite gli orizzonti di una missione di vita…. Nettare le latrine.
C’è l’ingenuo soldato che si innamora della prostituta e che diventa folle di gelosia.
C’è il soldato affamato in trincea che, non si fa abbrutire dall’egoismo e non rinuncia, una volta trovato il modo di sfamarsi, di essere solidale con i commilitoni. Condividendo con generosità tutto quello che riesce a procurarsi. In trincea, tra la disperazione e le malattie, in mezzo a tanti cadaveri non gli manca mai… la carne. In particolare, quella ben frollata.
C’è l’ufficiale masochista ed omosessuale che si getta nudo sul filo spinato.
C’è lo scaltro, cinico e disincantato contrabbandiere che, nella guerra troverà mille occasioni per fare affari fino al momento in cui, gli toccherà di combattere e diventare un eroe.
C’è la sentinella, abbandonata in un avamposto che, per avere rapporti con il resto del mondo (il postino) si spedisce le lettere da solo. Finirà per innamorarsi del postino.
Insomma, si è capito che considero questo un bel libro. Un libro che ritengo fondamentale nella crescita umana. Un libro che consiglio a chiunque.
Se sono stato abbastanza convincente ed ho stimoltato la vostra curiosità devo purtroppo avvertirvi che, l’editoriale corno è fallita da tempo. Se trovate qualche copia, sicuramente è perché come il sottoscritto, siete un abituale frequentatore dei mercatini dell’usato, oppure perché avete provato a chiedere con successo nella vostra biblioteca pubblica preferita. Stanno facendo ristampe delle striscie delle Sturmtruppen. Spero al più presto anche del libro. Io, dal mio canto, mi tengo strette le mie due rare copie originali con ancora la sovraccopertina.
Vi lascio con l’inno “Marcia delle Sturmtruppen – Strumpete Und N’Dranghete (1980)
Sturm-truppen, Sturm-Sturm-truppen,
Sturm-truppen, Sturm-truppen, ja!
Sturm-truppen, Sturm-Sturm-truppen,
Sturm-truppen, Sturm-truppen!
Dalla kasetta in trincea poppoppò
anke se fiene diarrea
respirando in apnea
per non tratire nostra idea
In der bunker! Fuss! Achtung!
Chi? Io?…
Dentro in der kakken marciamo poppoppò
ma il ciofedì ci puliamo
poi in battaglionen partiamo
Sturm-truppen, Sturm-Sturm-truppen,
Sturm-truppen, Sturm-truppen, ja!
Sturm-truppen, Sturm-sturm-truppen,
Sturm-truppen, Sturm-truppen, ja!
E allor si va alla guerra a battagliar
ja, verboten il tempo di amar
e Lili Marleen lasciar
resta il tempo di krepar
E allor si va alla guerra a battagliar
e mai più poter tornar
ke frekatura!…
Sturm-truppen, Sturm-Sturm-truppen,
Sturm-truppen, Sturm-truppen, ja!
Sturm-truppen, Sturm-sturm-truppen,
Sturm-truppen, Sturm-truppen, ja!
Pensando a mamma ke aspetta poppoppò,
dentro in der kleine kasetta,
tu corri supito in fretta
a caricare il tuo fucil!
Asseghnazionen für volontarien! Tu!
Volontarien?
Chi? Io?…
Kvando all’assalten scattiamo, poppoppò,
in poki poi ritorniamo,
kvesto è il destino ke abbiamo!
Sturm-truppen, Sturm-Sturm-truppen,
Sturm-truppen, Sturm-truppen, ja!
Sturm-truppen, Sturm-sturm-truppen,
Sturm-truppen, Sturm-truppen, ja!
Sturm-truppen, Sturm-Sturm-truppen,
Sturm-truppen, Sturm-truppen, ja!
Sturm-truppen, Sturm-sturm-truppen,
Sturm-truppen, Sturm-truppen, ja!
E allor si va alla guerra a battagliar,
ja, verboten ricordar
(Chi? Io?)
E Lili Marleen lasciar
resta il tempo di krepar!
E allor si va alla guerra a battagliar
e mai più poter tornar,
ke frekatura…!
Sturm-truppen, Sturm-Sturm-truppen,
Sturm-truppen, Sturm-truppen, ja!
Sturm-truppen, Sturm-sturm-truppen,
Sturm-truppen, Sturm-truppen, ja!
Sturm-truppen, Sturm-Sturm-truppen,
Sturm-truppen, Sturm-truppen, ja!
Sturm-truppen, Sturm-sturm-truppen,
Sturm-truppen, Sturm-truppen, ja!
Sturmtruppen!
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Chi mi solleva dalla mediocrità?
Scritto da admin in Autoreferenza, My Life, conoscenza, creatività il 16 settembre 2008
So fare due cose, forse tre, e nemmeno tanto bene. Ogni volta che approfondisco un tema mi accorgo, ahimè, di quanto sono mediocre ed ignorante.
Fra le doti (che non mi aiutano) ho la curiosità e un po’ di logorrea che alla lunga infastidisce.
Di poche cose ho certezza. La prima è che non basterebbero 100 vite in fila per apprendere solo lo stretto necessario per poter argomentare con competenza.
Un altra certezza è quella di vivere in un momento storico di forte innovazione che, purtroppo, non riesce ad esprimere un valore culturale nemmeno paragonabile a quelli del passato.
Ringrazio Marco per avermi dato l’occasione di argomentare su concetti come questi. Purtroppo la creatività è una capacità rara, rarissima e non basta frequentare il web e i suoi dintorni per ergersi automaticamente a guru, genietto o eccellenza.
Già avevo affrontato l’argomento seguendo la conversazione di Leo attorno ad alcune affermazioni di Maurizio Decina e, con i distinguo e le contestualizzazioni dovute, mi trovavo daccordo su un affermazione:…parafrasando tale Andrew Keen, afferma testualmente: “”milioni di scimmie esuberanti stanno creando una foresta digitale senza fine di mediocrità“”.
E questo è un po’ il panorama che vedo. Un deserto culturale alimentato da pseudo genietti che hanno un solo vantaggio. Sanno usare gli strumenti digitali meglio di altri. Ma questo non li autorizza ad ergersi a “creativi”, “guru” o “genietti della lampada” solo perchè hanno un vantaggio digitale che sfruttano grazie alla destrezza o a un talento allenato spendendo molto tempo sulla rete.
Ed è un paradosso che non ha spiegazioni plausibili. Perchè proprio ora che c’è il mezzo disponibile non emerge il valore?
Io ho bisogno di ricevere. Come ho detto in premessa so fare poche cose, quindi non riesco a dare. Ho bisogno di ricevere e purtroppo ricevo solo “rumore” e “ridondanza”. Parole ripetute all’infinito. Concetti tecnologici che non portano alla crescita ma solo all’adeguamento.
Manca il creativo. Davvero non lo vedo in giro. Datemi un Petrarca, datemi un Caravaggio datemi un Rossini o anche un lontano cugino che dia un senso a questo umanesimo digitale.
Non basta fare il blogger.






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