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Archive for the ‘cultura’ Category:


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Decrescita a chilometro zero

Succede che abbiamo deciso di liberarci anche della caffettiera elettrica. E non sarà l’ultimo gingillo inutile che verrà soppresso, piuttosto che regalato o riciclato. Abbiamo iniziato dalla seconda macchina, e da quel giorno proviamo a proseguire sulla strada della decrescita consapevole. Succede allora che dobbiamo riesumare le vecchie caffettiere, ben tre che in casa erano rimaste nascoste in qualche angolo della cucina e che ora son pronte a rientrare in servizio, da riserviste esperte. Succede che, ovviamente, le guarnizioni e i filtri son da cambiare perchè compromessi dopo anni di mancato utilizzo. Succede che andiamo in un centro specializzato in ricambi e quello che vediamo è un paradiso di macchinette inutili e ingombranti. La prima osservazione riguarda le capsule del

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Ti spiego il futuro dell’umanità con i Lego

di catepol “It’s very clear that we have enough human resources, enough capital, enough possibility to make a good world. Let’s do it. Because it’s possible.” [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=P8gHT3Xgz9A[/youtube] Un video di Hans Rosling per il progetto Ericcson “2020 Shaping Ideas” nel quale a 20 global thinkers si chiede di condividere le loro previsioni e visioni per il futuro dell’umanità e del mondo. Giocando con i Lego, nel video, Hans Rosling spiega come sarà la crescita della popolazione mondiale al 2050. “Abbiamo le risorse umane e il capitale necessario per fare di questo mondo un mondo migliore. Facciamolo. E’ possibile!” Tweet

 
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Il paese della cultura

Published on 6 marzo 2010 by in conoscenza, cultura

6 Marzo a Roma. Mancavano 4 (quattro) minuti alla fine dell’esecuzione: http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=93633&sez=ITALIA Tweet

 
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Vivere l’esperienza

La scorsa settimana ho avuto il piacere di fare una lunga chiaccherata con Lorenzo Cinotti ideatore, assieme a Laura Scarpa, di Venezia da Vivere e CEO di FNV. Il tema era molto vasto e l’obiettivo quello di trovare nuovi spunti, e alcune sinergie fra di noi, per dare un connotato più creativio ai temi del prossimo Veneziacamp. Ma non solo. Lorenzo mi ha illustrato diversi progetti a cui sta lavorando, non ultimo quello di RialtoVenezia che proprio oggi viene lanciato sul web. Durante l’amabile chiaccherata Lorenzo mi ha illuminato su alcuni aspetti che, nella mia ignoranza, rappresentavano più delle suggestioni che non delle azioni sulle quali impegnarsi. Mi ha fatto riflettere su un concetto che ora mi turba, in quanto

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Gran premio Giustizia Sociale

Di Salvatore Valerio Cari amici, questo post è un post particolare. Con questo vorrei aprire una sottoscrizione per dare un premio a due persone particolari. Particolarmente meritevoli. Il Gran premio Giustizia Sociale. Queste persone sono il vicepresidente della regione lombardia, Assessore all’istruzione, Formazione e Lavoro Gianni Rossoni e il Presidente della regione lombardia  Roberto Formigoni. Qualcuno tra voi amici starà dicendo ecco…, Salvatore Valerio è veramente impazzito adesso! Ma come si fa a dare un premio del genere a questi…, questi…, questi due. Cosa hanno fatto questi due uomini politici per meritarsi un tale premio. Non è che Salvatore Valerio sta cercando di fare dell’ironia? Della facile ironia? Del sarcasmo? Del facile sarcasmo? Beh! Che questo sia facile o difficile

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Hacker republic

di Salvatore Valerio  Oggi vorrei presentarvi un libro ed un personaggio. Il libro in questione è hacker republic e il personaggio è fabio ghioni.   Fabio ghioni è un riconosciuto esperto di sicurezza informatica, qualcuno direbbe un hacker. Hacker  republic è il suo terzo libro. Il primo libro di cui è stato coautore è “ombre asimmetriche”. Un libro diventato cult nel campo della sicurezza informatica. Ho ragione di ritenere che, anche Hacker republic diventerà tale. Questo libro nasce dall’incontro che l’autore, fabio ghioni, ha fatto con lisbeth salander. Personaggio di fantasia inventato da stieg larsoon nella celebre trilogia millennium.  La grande diffusione delle azioni compiute da lisbeth salander, vengono minuziosamente analizzate al fine di capire cosa succede effettivamente nella realtà

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Webeconoscenza un sito web carico di Iodio

Di Salvatore Valerio È di questi giorni la campagna pubblica contro lo Iodio. Contro le fabbriche dello Iodio. Contro tutti quelli che fanno uso di Iodio. Gli assuntori di Iodio. I diffusori di Iodio. I fabbricatori di Iodio. Dicendo che, lo Iodio fa male. Che l’assunzione, la divulgazione, la fabbricazione  di Iodio fa male al re, fa male a ricco e al cardinale. Questo sito web invece vuole farsi portabandiera dello Iodio. Lo Iodio è un micronutriente importantissimo per la buona salute del nostro organismo. L’organismo umano utilizza lo Iodio per la sintesi degli ormoni tiroidei, la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4) due ormoni che sono messaggeri biologici importantissimi per regolare il metabolismo corporeo. La carenza di iodio diminuisce

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Eretici digitali un libro importante, una discussione aperta

Di Salvatore Valerio Salve amici, in questi giorni ho avuto l’occasione e il tempo di leggere Eretici digitali di Russo e Zambardino.   Con gli “eretici” c’ho sempre avuto a che fare, fin dai tempi della versione 1.0 di webeconoscenza con il mitico Clifford Stoll  . Gli eretici, i bastiancontrari, i maverick, cioè quelle persone che scelgono di non seguire la corrente, suscitano in me un naturale sentimento di identificazione e simpatia. Nel titolo di questo post ho scritto che, questo è un libro importante. Per quel migliaio di amici – 1395 RSS nel momento in cui scrivo – che sono interessati al mondo digitale, questo libro è importante e dovrebbero leggerlo perché con le loro dieci tesi, gli autori, mettono

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La Saggezza Convenzionale

di Salvatore Valerio Quest’oggi parliamo di saggezza convenzionale. A coniare l’espressione “saggezza convenzionale” fu il coltissimo economista statunitense di origine canadese John Kenneth Galbraith. Che è possibile conoscere in italiano a questo link e in inglese a questo ben più ricco link. Quando questo economista creò questo termine, non lo intese certo come un complimento. “Si tende ad associare la verità alla convenienza”, scriveva, “ossia con quanto non disturba il proprio interesse, il proprio benessere o il proprio comodo. Viene inoltre tenuto in grande considerazione tutto ciò che contribuisce all’autostima. Comportamenti economici e sociali”, proseguiva Galbraith, “sono complessi e comprenderne la natura è mentalmente estenuante. Ecco perché restiamo abbarbicati alle idee che meno rimettono in discussione le nostre convinzioni.” La

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Quantità e qualità dell’informazione

Published on 1 febbraio 2009 by in cultura, giornali

Leggevo il post di Gino e riflettevo su alcuni paradigmi. Non tanto quelli tecnologici (sinceramente le tendenze mi intrigano, ma se sia meglio scrivere su feisbuc, FF o sul proprio blog non lo considero importante). Mi interessa di più la “funzione” di noi digital writer di questo nuovo millennio. Non voglio tornare sulla questione blogger e giornalisti ma, piuttosto, sulle dinamiche che portano ognuno di noi a diventare un “citizen journalist” in erba. Cosa rimane della circolazione liquida e ossessiva delle informazioni su web? Si può affermare che il valore di queste informazioni possa essere paragonabile a quello della tradizionale narrativa? Ecco, su queste elucubrazioni vi sparo un pistolotto che avevo in bozza e che un articolo del prof. Longo

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Migliori di chi ci governa!

Non sono mai stato tenero con Veltroni e la sua retorica, molto spesso, essa nasconde troppo bene le evidenti debolezze del Partito Democratico. Per essere “migliori di chi ci governa”, il Partito Democratico deve azzardare una vera DISCONTINUITA’ gestionale. Deve cambiare classe dirigente e fare in modo che le nuove generazioni possano portare dentro la sinistra le idee di modernismo e di innovazione sostenibile. Purtroppo, negli ultimi anni, specialmente la parte più estrema della sinistra è stata quanto di più conservatore si sia visto in Italia. Nel discorso pronunciato al Circo Massimo, c’è ancora tanta retorica facilitata dalla palese incapacità del governo Berlusconi di traghettarci verso un modernismo di idee, di capacità e di regole. Apprezzo invece, e appoggio in

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Il ritardo digitale non è nel Paese ma nei manager

Digitalizzare la pubblica amministrazione è inutile. Bisogna puntare a una rivoluzione culturale. http://webeconoscenza.blogspot.com/ Tweet

 
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Talebani convinti

E’ da prima delle ferie che tenevo in bozza il clip di Zamardino. Poi, seguendo gli stimoli e la coda lunga generata dall’articolo di Atlantic, le elucubrazioni su questo blog si sono spostate sul senso generale di “cultura approssimativa” che il web partecipativo di seconda generazione tende ad affermare e stimolare. Tanto rumore, poco valore. Potrebbe essere uno slogan che mi sono inventato al momento ma in cui spesso mi trovo a riflettere. Fra l’altro, sarebbe interessante su questi temi seguire la discussione generata da Leo su Codice Internet. Purtroppo l’estate ha bruciato la coda………… Ma torniamo all’articolo di Zambardino che pone alcuni quesiti e sostiene alcune timide tesi sugli attori protagonisti di questo clima post-culturale. Intravedo una velata critica

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