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Archive for the ‘edemocracy’ Category:


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Reality sociale

In questi giorni sto completando la mia terza opera editoriale sui sistemi di democrazia partecipata e sul governo 2.0 Nel mentre scrivo, provo anche a simulare possibili scenari che, grazie al web sociale, tenderebbero ad affermarsi. Un piccolo esperimento si basa su un azione vera (alla Fixmystreet tanto per capirsi) tesa a segnalare a un amministrazione pubblica un particolare caso di inefficienza: http://bikemestre.blogspot.com Su queste azioni sto provando a innestare una qualsiasi meccanica di interazione (via email, telefono, twitter, facebook, ecc.) ma mi accorgo che gli amministratori e i politici, sono del tutto assenti e impreparati, nonchè colpevoli di disattenzione totale. A tutti i livelli, anche fra quelli che si proclamano già partiti della rete: i grillini per capirsi. Oggi ho

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La Città digitale: nuove infrastrutture e Governo 2.0

Lo scorso anno un gruppo di cittadini di Crema ha dato vita ad un percorso di partecipazione e di impegno civico, partendo dalla qualità e dagli stili di vita delle persone, con l’obiettivo di rendere i cittadini consapevoli che le scelte operate assieme, attraverso il dialogo ed il confronto, possono realmente cambiare il modo di vivere di una comunità:  www.cremacambia.it Un percorso che mi vede impegnato venerdì prossimo in un format interattivo del tipo ”confronto/laboratorio”. Da parte mia, cercherò di portare all’attenzione qualche caso concreto, ovvero esempi di amministrazione “virtuosa” messa in campo nel nostro paese o altrove. Dopodichè si aprirà lo spazio al dibattito e al confronto. Se passate da quelle parti …… Tweet

 
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Civic commons

E’ indubbio, come più volte argomentato su questo spazio, che la rinnovata spinta alla partecipazione, favorita dalla fidelizzazione dei cittadini con i social media e facilitata dalle dinamiche di uno user empowerment sempre più evidente, tende ormai a rafforzare sempre più il senso di cittadinanza democratica che trova al sua massima espressione sui palinsesti digitali e, in particolar modo, sul web. La capacità di includere queste forme di partecipazione e di consapevolezza democratica in un contesto di governance condivisa che spesso è stato definito GOVERNO 2.0, non può prescindere dalla lungimiranza dei decisori che sono chiamati in varie forme a governare la cosa pubblica. Aprire il governo a forme di condivisione durante la gestione della delega, richiede uno sforzo incredibile da

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Con il culo per terra

Circa un mesetto fa mi trovavo a viaggiare su un treno nel tratto Firenze-Bologna e, a pochi chilometri dall’arrivo nel capoluogo emiliano-romagnolo, questo treno intercity prima ha rallentato e poi si è fermato per circa 40 minuti fuori dalla stazione. Quell’episodio, come molti altri del genere, ha portato inevitabilmente all’incazzatura, alla protesta, alla solidarietà fra le persone e all’indignazione, ecc. In 40 minuti, in uno stretto e affollato corridoio, ho conosciuto molti studenti che volevano tornare a casa, altri che non vedevano il fidanzato da una settimana, altri che semplicemente volevano tornare in famiglia e dunque prendere le coincidenze che, da Bologna, li avrebbero portati a Torino, Pescara, Venezia, ecc. Erano quasi le 21 e 30 e ormai stavamo tutti

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Digital Literacy

Pizzicato da Marco che chiedeva un mio parere, torno sull’argomento dell’alfabetizzazione digitale provando a immaginare l’evoluzione del nostro (ahimè rimpianto) non è mai troppo tardi all’inglese. Ed è ovvio che si torni a parlare della BBC: http://www.bbc.co.uk/connect/campaigns/first_click_clips.shtml Non è fantascienza, da loro è proprio così, e fa parte del programma Connect. Ma si sa, siamo un paese telecratico e lo strumento televisivo serve a distrarre e, forse, a distruggere per sempre. p.s.: se proprio siste tentati di vedere le trasmissioni BBC, scrivete queste magiche paroline su Google: “UK PROXY WATCH BBC” :-) Tweet

 
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Il pesce puzza sempre dalla testa

C’è un dibattito anche in rete, attorno al tema: “senso civico o delazione?” sollevato dall’adozione di una dinamica “social”, da parte del sindaco di Bari Michele Emiliano. Chi legge questo blog, sa come la penso e sull’ opportunità di utilizzare sistemi di “social tagging” e di “social evaluation” (vedi progetto MiaPA) anche nell’ambito pubblico, mi sono già espresso con un articolo su Nova. Riassumo velocemente, attingendo a una mia frase su FF, il mio approccio a questo tema delicato che diventa fondante per capire tutto il paradigma dell’ePartecipation e la differenza fra dileggio e senso civico: “I gradi più alti li controlliamo noi, non nascondiamoci, se vogliamo lo possiamo fare, così come Report, insegna. Perchè ci manca il coraggio? Perchè

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L’apoteosi del crowdsourcing

Basta seguire la politica di casa nostra per tafaziarsi ed intristirsi. Abbiamo creato una classe politica che ha perso ogni contatto con la gente e che ormai è convinta di poter risolvere quello che ormai è irrisolvibile e, per di più, senza accettare consigli da nessuno. Alcuni mesi fa raccontavo di come il neo eletto Cameron chiedesse aiuto a tutti i dipendenti pubblici per risolvere la crisi. Oggi mi tafazio ancor di più e mi rammarico di non vivere in USA: http://challenge.gov/ Già, l’ennesima scommessa di Obama passa per l’eDemocracy e per la partecipazione. E davvero significativa e piena di suggestione è la frase del solito Kundra: “…We need all hands on deck..” che annuncia l’apertura del portale. Mannaggia a

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Open Transit, Open Data

Sarà perchè gli esempi sui sistemi di trasporto mi vengono facili e negli ultimi interventi ai convegni o negli articoli pubblicati su riviste, ho abbondato sul tema. Sarà perchè sono fresco di MTA, nonchè della T di Boston. Sarà che mi viene così facile intuire che questo è il campo di applicazione più immediato, ……come già argomentato. Detto questo, il video che vi propongo è estremamente esaustivo sul tema e davvero ben strutturato….se avete tempo di goderlo tutto! A Case for Open Data in Transit from Streetfilms on Vimeo. Tweet

 
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A tutti i dipendenti pubblici

Spesso mi dilungo nell’analizzare e poi descrivere le differenze fra noi (italiani deleganti) e loro (anglosassoni partecipanti). E’ una lotta impari. L’ultimo esempio viene da Cameron che, per ridurre la spesa della Pubblica Amministrazione, chiede suggerimenti ai dipendenti. “….Don’t hold back. Be innovative, be radical, challenge the way things are done. If you think you can make things better for less money don’t just complain to your colleagues about it – tell us about it so we can make it happen… “ Ascoltate bene quello che dice, chiudete gli occhi, respirate profondamente e fate finta di non vivere in Italia. Tweet

 
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Ripensare lo Stato leggero

L’Open Data è ormai una corrente di pensiero sostenuta da tante azioni concrete che contribuiscono, finalmente, ad elevare questa filosofia allo status di “strategia” vera e propria! E’ passato poco più di un anno da quando, quel 21 Maggio 2009, riportavo su questo blog la notizia di Data.gov e, alcuni giorni fa (esattamente a un anno di distanza), leggendo il blog della White House, ho cercato di dare una prima chiave di lettura, economica, sull’effetto dei principi voluti da Obama e declinati da Vivek Kundra. In questo lungo anno, le iniziative a sostegno delle strategie di Gov 2 sono state tantissime, a cominciare dalla famosissima US Open government directive (dicembre 2009) per proseguire con il britannico Putting the Frontline First

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Cittadinanza digitale 2.0

Giovedì prossimo (3 Luglio Giugno 2010), alle ore 15.00, il bloggante terrà uno speech presso l’Università IUAV di Venezia (Mappa) cittadinanza digitale 2.0 Tweet

 
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Indice

A grande richiesta (nei commenti al precedente annuncio), pubblico l’indice del libro in uscita a giorni: Prefazione di Mario Dal Co, Consigliere per l’Innovazione del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’innovazione pag. 5 Premessa pag. 7 Introduzione pag. 8 Cap. 1 – La rivoluzione tecnologica pag. 11 1.1. Il millennio digitale pag. 11 1.2. La complessità pag. 15 1.3. L’innovazione pag. 17 1.4. Il fattore abilitante pag. 19 1.5. Le reti sociali pag. 24 1.6. 6 gradi di separazione pag. 28 1.7. Il web sociale a supporto della democrazia partecipata pag. 31 Cap.2 – E’ sempre una questione di cultura? pag. 41 2.1. Il filo logico pag. 41 2.2. Le origini pag. 43 2.3. Un nuovo umanesimo pag. 52 2.4. Il web 2.0 pag. 55 Cap. 3

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Democrazia digitale

Wikimedia Maurizio mi segnala gli elaborati degli studenti dello IUAV inerenti la chiacherata con me e Michele. Alcuni sembrano davvero persuasi nel “fare”. Che ci sia una speranza per la nostra democrazia malata? Tweet

 
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Piazza Ferretto o Bryant Park?

Ieri sera sono stato all’incontro promosso dalla Fondazione Pellicani. E’ stata un occasione per stare con tanti amici e, oltre ad ascoltare le visioni dei vari relatori, partecipare al dibattito. Il tema del Wi-Fi libero è stato, secondo me, inopportunamente distorto da alcuni ragazzi che hanno criticato le azioni della municipalità. Una municipalità che ha commesso diversi errori nella gestione di questo mandato (chi non ne commette governando?) ma sul tema della Cittadinanza Digitale e dell’impegno sull’infrastruttura di rete, secondo me, non è seconda a nessuno in Italia. Rispondendo anche al post di Michele, ho semplicemente messo in evidenza un paradosso relativo allo status di cittadino digitale, e quindi riporto anche qui il commento, in copia: “Michele, mi ha colpito

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Conversazioni sulla democrazia partecipata

…da non confondersi con quella partecipata. Ieri, allo IUAV (Corso di Informatica e Disegno Digitale) ho conversato con gli studenti sugli scenari possibili di partecipazione attiva alla vita democratica e alla governance pubblica. Maurizio ha pubblicato i podcast. Nel primo intervento c’è la parte filosofica e divulgativa, nel secondo l’interazione (Q&A) con gli studenti. Enjoy Tweet

 
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Chiaccherata sulla democrazia partecipata

Domani, su invito di Maurizio, faccio una chiaccherata con gli studenti dello IUAV. Pensavo di farmi accompagnare da queste slides. Chiaccherata sulla democrazia partecipata View more presentations from Gianluigi Cogo. Tweet

 
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Chiudo bottega

Stavo preparando delle slides per una lezione allo IUAV sul tema eDemocracy & ePartecipation e, ravanando fra i vari materiali e la linkografia raccolta, mi imbatto in questi: http://www.tweetcommons.com/house http://politwitter.ca/ Dopo averlo visto, e consultato il documento su Scribd, posso anche chiudere bottega per sempre. A dire il vero ho sempre avuto una passione per il Canada e quest’anno volevo farci un giretto partendo dalla Nova Scotia. Penso che potrei anche stabilirmici per sempre. Come dire: Oh my Gov! Twitter and the House of Commons Tweet

 
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