Archivio per la categoria edemocracy
Piazza Ferretto o Bryant Park?
Scritto da gigicogo in edemocracy, innovazione il 16 marzo 2010
Ieri sera sono stato all’incontro promosso dalla Fondazione Pellicani. E’ stata un occasione per stare con tanti amici e, oltre ad ascoltare le visioni dei vari relatori, partecipare al dibattito.
Il tema del Wi-Fi libero è stato, secondo me, inopportunamente distorto da alcuni ragazzi che hanno criticato le azioni della municipalità. Una municipalità che ha commesso diversi errori nella gestione di questo mandato (chi non ne commette governando?) ma sul tema della Cittadinanza Digitale e dell’impegno sull’infrastruttura di rete, secondo me, non è seconda a nessuno in Italia.
Rispondendo anche al post di Michele, ho semplicemente messo in evidenza un paradosso relativo allo status di cittadino digitale, e quindi riporto anche qui il commento, in copia:
“Michele, mi ha colpito anche un altro aspetto di chi ha posto delle critiche e provo a spiegarmi.
Le critiche sono giuste, sono il sale del contradittorio e sono ancora più utili quando circonstanziate e basate su un fondamento.
Uno dei ragazzi ha chiesto che oltre al Wi-Fi pubblico e gratuito, la municipalità mettesse a disposizione anche dei tavolini, delle seggiole e delle prese di corrente per caricare il portatile.
Ora, credo che nelle suggestioni di ognuno di noi queste aspettative siano il desiderio di un mondo migliore e, forse anche possibile.
Mi rimane un dubbio. In una città che sta facendo tantissimo per offrire, prima in Italia, queste commodities e queste opportunità, sembra che il seme della partecipazione democratica ancora non abbia attecchito.
Mi spiego meglio. Il ragazzo ha detto: “sono un cittadino digitale” (chissà se ha mai riflettuto su questo termine) voglio il wi-fi, lo voglio in biblioteca, lo voglio in piazza, voglio il tavolino, voglio la sedia dove sedermi, voglio la corrente per ricaricare il laptop ma, non ha mai detto cosa lui è disposto a dare.
Cittadino digitale significa avere, ma soprattutto dare e partecipare.
p.s. permettimi di linkare questa foto fatta da me a Bryant Park, dove i newyorkesi si siedono per terra o sulle panchine del parco per attingere al wi-fi. Guarda un po’ chi glie lo da!
Forse bisognerebbe rifletterci un po’ su! Prima di rivendicare solo diritti!”
Le mie riflessioni su Bryant Park, sono ancora li, e son passati tre anni!
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Conversazioni sulla democrazia partecipata
Scritto da gigicogo in Autoreferenza, My Life, edemocracy il 11 marzo 2010
…da non confondersi con quella partecipata.
Ieri, allo IUAV (Corso di Informatica e Disegno Digitale) ho conversato con gli studenti sugli scenari possibili di partecipazione attiva alla vita democratica e alla governance pubblica.
Maurizio ha pubblicato i podcast.
Nel primo intervento c’è la parte filosofica e divulgativa, nel secondo l’interazione (Q&A) con gli studenti.
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Chiaccherata sulla democrazia partecipata
Scritto da gigicogo in Autoreferenza, eGovernment, edemocracy il 9 marzo 2010
Domani, su invito di Maurizio, faccio una chiaccherata con gli studenti dello IUAV.
Pensavo di farmi accompagnare da queste slides.
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Chiudo bottega
Scritto da gigicogo in eGovernment, edemocracy il 4 marzo 2010
Stavo preparando delle slides per una lezione allo IUAV sul tema eDemocracy & ePartecipation e, ravanando fra i vari materiali e la linkografia raccolta, mi imbatto in questi:
http://www.tweetcommons.com/house
Dopo averlo visto, e consultato il documento su Scribd, posso anche chiudere bottega per sempre.
A dire il vero ho sempre avuto una passione per il Canada e quest’anno volevo farci un giretto partendo dalla Nova Scotia.
Penso che potrei anche stabilirmici per sempre.
Come dire: Oh my Gov!
Twitter and the House of Commons
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eDemocracy per la piena realizzazione della cittadinanza digitale
Scritto da gigicogo in eGovernment, edemocracy il 3 marzo 2010
Parlare di eDemocracy in Italia rischia spesso di diventare uno sterile esercizio didattico.
Non tanto in riferimento al tema della partecipazione o alle iniziative spontanee e gestite in autonomia da gruppi, comitati, associazioni, ecc.
Piuttosto, in riferimento alla capacità delle istituzioni di offrire direttamente strumenti di democrazia elettronica ai cittadini.
Il tema è caldissimo in tutto il mondo e spesso viene confuso con quello dell’eGovernment (ovvero la capacità delle pubbliche amministrazioni di offrire servizi di burocrazia digitale).
E’ anche vero che non tutte le istituzioni hanno compiti che si prestano alla partecipazione diretta. Spesso, esse devono rispondere a esigenze precise, riferite a servizi puntuali.
Un organo legislativo come il Consiglio Regionale del Veneto è il luogo ideale dove sviluppare un rapporto partecipato e chi ha colto questa opportunità e l’ha resa caso di successo, ha il plauso di tutti gli osservatori del settore. Compreso il bloggante.
Già ho raccontato del progetto Terzo Veneto e delle varie iniziative a supporto. Mi trovo ora a segnalare l’opera divulgativa che è stata pubblicata recentemente sotto il coordinamento dell’amico Luca De Pietro.
Il libro ripercorre le fase del progetto Terzo Veneto e ne favorisce la comprensione e la divulgazione di questo percorso con alcune analisi sulla ePartecipation (Cangemi) e sull’eDemocracy in Italia e nel mondo (De Cindio).
Sono molti gli spunti che possono aiutare chi opera nel Public Sector a muoversi con più sicurezza verso i nuovi paradigmi che ormai sono prossimi: Open Government, Open data, Gov. 2.0. Tutti temi che sembrano irragiungibili se, come unico parametro, usiamo la distanza geografica che ci separa dai paese anglosassoni. Con una capillare opera di acculturamento e di persuasione degli operatori del settore forse, anche in Italia si potrà esclamare: Oh My Gov!
p.s.: ho aggiunto il libro, alla collezione ForumPA di Anobii!
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Gran premio Giustizia Sociale
Scritto da Salvatore Valerio in PA, berlusconi, blogger, conoscenza, cultura, democrazia, edemocracy, educazione, governo, persone, politica, rai il 20 febbraio 2010
Di Salvatore Valerio
Cari amici, questo post è un post particolare. Con questo vorrei aprire una sottoscrizione per dare un premio a due persone particolari. Particolarmente meritevoli. Il Gran premio Giustizia Sociale. Queste persone sono il vicepresidente della regione lombardia, Assessore all’istruzione, Formazione e Lavoro Gianni Rossoni e il Presidente della regione lombardia Roberto Formigoni.
Qualcuno tra voi amici starà dicendo ecco…, Salvatore Valerio è veramente impazzito adesso!
Ma come si fa a dare un premio del genere a questi…, questi…, questi due.
Cosa hanno fatto questi due uomini politici per meritarsi un tale premio.
Non è che Salvatore Valerio sta cercando di fare dell’ironia? Della facile ironia? Del sarcasmo? Del facile sarcasmo?
Beh! Che questo sia facile o difficile io pubblico questo post perché intendo biasimare il comportamento ingiusto di questi due uomini politici. Queste due persone hanno tradito il principio di eguaglianza e se ne sono fatti un vanto.
Domenica 14 febbraio, ho assistito con estrema attenzione ad una trasmissione televisiva su rai tre, presa diretta “la scuola fallita”. Meraviglia della tecnologia per chi se la fosse persa ed intendesse farsene una idea personale è possibile rivederla a questo indirizzo .
Guardare la trasmissione e, rivederla nei giorni successivi mi ha fatto arrabbiare. Vedere un ragazzino disabile sulla carrozzella che staziona a scuola perché non ha l’insegnante di sostegno. Vedere dei bambini che devono stare in aula con il piumino addosso perché non c’è riscaldamento. Vedere tante, tante, tante situazioni che sono un indecente scandalo mi hanno reso furente di rabbia. venivano tutte giustificate con il fatto che mancano i soldi per la scuola.
Ma più di tutto, mi ha fatto arrabbiare vedere il vicepresidente della regione lombardia, Assessore all’istruzione, Formazione e Lavoro Gianni Rossoni che rivendica con forza l’elargizione da parte della regione lombardia di 51 milioni di euro l’anno a favore della scuola privata.
Ma come…, la scuola pubblica non ha neppure i soldi per la carta igienica e si danno tutti questi soldi a privati che volendo se la possono comperare d’oro zecchino.
Nell’assordante silenzio generale solo luciano muhlbauer ha protestato per questa situazione, realizzando un rapporto dove viene svelato il meccanismo di finanziamento fortemente sperequato a favore delle scuole private.
La lettura di questo rapporto, permette a tutti, di farsi un’idea precisa del perché queste due persone meritino il Gran premio Giustizia Sociale.
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Palermo si muove
Scritto da gigicogo in eGovernment, edemocracy il 10 febbraio 2010
Nelle ultime ore sto notando un certo fermento sui temi dell’Amministrare 2.0. saranno le imminenti elezioni, sarà che è uscito il libro di Michele e che l’amico Andrea ha scritto un post davvero interessante, sarà che tutti noi di Innovatoripa notiamo diversi movimenti tellurici in corso che tendono a cambiare radicalmente la Pubblica Amministrazione.
Sarà che ieri ho tenuto una lezione a un gruppo di pubblici dipendenti siciliani che mi chiedevano: Come fare?
La strada è lunga e tortuosa e ci vuole coraggio, disubbidienza e grande capacità nell’emulare le buone pratiche.
Durante le lezioni faccio un lungo escursus sui vari strumenti di eDemocracy disponibili e provo a immaginare come un amministrazione possa trarre vantaggi dall’emulare le dinamiche del web partecipato associato alla democrazia elettronica. Mentre elucubro e provo a enfatizzare queste logiche, mi faccio accompagnare da alcune slides e da una linkografia in continua evoluzione.
Oggi ho aggiunto le slide e il link di Mobilitapalermo: http://www.mobilitapalermo.org/mobpa/ un altro servizio di eDemocracy che ben si presta come esempio alle teorie che cerco di diffondere. Ecco, per gli amici siciliani (e non solo) provo a insistere nel confutare questa tesi: c’è del buono nel web sociale e nella declinazione più prossima al paradigma dell’eDemocracy. Basterebbe che le istituzioni intercettassero questi servizi nati dal basso e provassero a farli diventare modelli per l’erogazione dei servizi di eGov. Quello 2.0, ovviamente!
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Demotopia
Scritto da gigicogo in eGovernment, edemocracy il 15 gennaio 2010
Avevo in canna un post sull’eDemocracy che riprendesse in forma più organica ciò che ho detto qui!
Ma, in questi giorni, sono un po’ off-line per la scadenza di alcuni progetti importanti. Quindi delay :-(
Trovo comunque il tempo per condividere la bella intervista a Claudio De Donatis sull’educazione alla partecipazione e il video-portfolio segnalatomi dagli amici di Demotopia.
Enjoy






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