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Archive for the ‘facebook’ Category:


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Il passato del faccialibro

Che una parte della nostra vita (sociale?) ormai appartenga al faccialibro è abbastanza vero e incontrovertibile. Anche se, come affermano i creatori di: http://archivedbook.com/ “… There is no rule and everything looks pretty arbitrary. For instance, wall messages can go up to 2005 and links to 2007, but statuses posted before June 2009 aren’t apparently available anymore. Also, some specific privacy settings might also affect the results.” Dunque, volendo fare un tuffo nel passato alla ricerca di link, foto o messaggi di status, si può fare in modo intuitivo. L’uso? Io sono andato in profondità per curare un po’ la reputazione….vedi mai che quella poca rimasta :-) Nel caso volessimo letteralmente SCARICARE sul nostro computer tutto quello che abbiamo fatto

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Continuare a condividere da Google Reader ai social

Google Reader cambia, per decisione di Google. Cambia la grafica, Google Reader viene praticamente unito a Google+, spariscono i contatti e quindi le loro risorse condivise, sparisce il bottoncino Share/condividi, rimane solo il +1, spariscono i Google Shared, molte funzioni sociali di Google Reader vengono eliminate. Da social diventa a-social, in pratica. Si, avete capito bene. Lo strumento che fino a poco fa ci permetteva di aggregare gli RSS di quello che ci interessava leggere e poi condividere le risorse interessanti con i nostri contatti su Google reader stesso oppure inviandole anche sui nostri social network con un solo clic sull’icona Share, perde tutto questo. Google Reader ritira la possibilità di following, friending, shared link. Rimane l’aggregazione degli RSS, si

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Chi autorizza cosa?

Diciamo subito che non è una cosa bella, ma nemmeno terribile se pensiamo a Facebook come un luogo di cazzeggio. Se invece ci vogliamo industriare in una presenza istituzionale, di marketing, di comunicazione e/o comunque applicativa, il discorso cambia. Facebook è un infrastruttura IT (anzi ICT) sulla quale si poggiano altre applicazioni per sfruttarne le grandi doti di provisioning degli utenti, di gestione dell’accounting e di federazione di contenuti e applicazioni…quasi una SOA (ok, ho detto la bestemmia). Ora l’approccio alle autorizzazioni applicative può anche essere gestito, lavorando di cesello e dedicandoci molto tempo ma, perchè alcune autorizzazioni non sono revocabili? Che potere negoziale abbiamo con questi provider applicativi e, soprattutto con Facebook? Il quesito mi assilla perchè si mette a rischio anche

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Non lo fa nessuno

Published on 11 marzo 2011 by in facebook, My Life

Riccardo, 11 anni:”Dai Papà, mettimi Facebook!“ No, Riccardo, ci son delle regole chiare “Ma ce l’hanno tutti i miei compagni, loro hanno taroccato la data di nascita“ Riccardo, è importante rispettare le regole “Ma non lo fa nessuno“ SILENZIO Tweet

 
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You need to get off facebook

Published on 7 marzo 2011 by in facebook

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Cambio avatar

C’è in corso un mezzo delirio collettivo sul faccialibro: «Dal 15 al 20 novembre cambia la foto del tuo profilo di Facebook con quella di un eroe dei cartoni animati della tua infanzia e invita i tuoi amici a fare lo stesso… lo scopo? Per una settimana non vedremo una sola faccia “vera” su Facebook ma un’invasione di ricordi d’infanzia…» Vabbè, tralascio considerazioni e sentimenti. Dicono sia partito tutto da qui: http://www.facebook.com/event.php?eid=172238492803625 Se dovessi dar di matto anch’io, forse dovrei riesumare il mitico Gustavo. I giovani, spero, mi perdoneranno per questo. D’altronde son cresciuto senza Pixar, Dreamworks e nemmeno i manga. Non c’era chiasso nei colori, non c’era ritmo…..però Gustavo aveva un messaggio profondo. Tanto profondo da conservarlo per sempre indelebile

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Ma, qualche idea nuova?

Mark Zuckerberg tenta di persuaderci che il nuovo giocattolino sul faccialibro non è un nuovo sistema di posta elettronica alternativo a Gmail. Lui è convinto che tutto sia sincrono e che la posta elettronica, così come la conosciamo, sia ormai superata. Vabbè, bella scoperta. Son più di dieci anni che con il Blackberry si fa chat via mail no? Ok, non è da tutti, lui deve convincere quelli che rispondono alle mail dopo una settimana, quelli che durante il weekend non rispondono mai, quelli che ignorano, quelli che …..solo l’SMS è sincrono………Per tutti questi, ora c’è la SOCIAL INBOX! E anche qui ci risiamo. Un pochino ci aveva provato Google, mescolando le carte e i servizi. Poi è apparso Google

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E tu che utente Faccialibro sei?

Post di catepol Alcune tipologie di utenti Facebook in questo video in spagnolo (ma comprensibilissimo). Facebook ha cambiato la vita veramente a tutti, notare l’età media degli utenti del filmato.   C’è l’utente Pragmatico…capace di annunciare la morte del marito in tempo reale su Facebook. C’è l’utente Ossessionato il cui obiettivo è avere quanti più amici possibile. Per ottenerli si inventa account di parenti defunti e diventa amico anche di Beethoven e Mario Bros. Altra tipologia di utente Facebook: quello che ti deve raccontare la sua vita minuto per minuto. Son le 7.30 e sto cagando. Son le 7.31 e ho finito di cagare… Ultima tipologia di utente Facebook nel video: l’Imprudente. Colui che mette tutte le foto su Facebook, soprattutto

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Internet è morta. Facebook indagato.

Post di catepol. Guido Scorza (intervistato da Byoblu) ci spiega un paio di cosette su Facebook, privacy e chi decide se i nostri contenuti siano degni o meno di stare sul Faccialibro ecc. Tutto riassumibile nel mio “Facebook dà, Facebook toglie” o anche “Quello che metti su Facebook non è tuo ma è di Facebook”. Buona visione. Il tuo Facebook non è esattamente il tuo Facebook. I contenuti che gli affidi non sono più tuoi. Hai voglia a protestare perchè ti hanno segato il profilo o chiuso una pagina. Buona visione. Tweet

 
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La visibilità su Facebook dipende dalla socialità

La visibilità su Facebook è una questione di socialità, interazione e conversazione con i propri contatti e fan, non di numeri. E’ questione di socialsfera e di come la gestiamo. Volendo spiegarlo come se avessimo tutti 5 anni:  il compagno delle elementari che mi ha chiesto l’amicizia e che ho aggiunto come contatto perchè non lo vedo mai in bacheca? Può essere che abbia una vita banale e non aggiorni mai il suo status? Poi vado sulla sua bacheca e scopro che non è così. Se non abbiamo mai interagito in qualche modo dopo la richiesta/approvazione di amicizia non vedremo i nostri reciproci aggiornamenti (a meno che non abbiamo entrambi meno di 250 tra amici e pagine a cui siamo iscritti).

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Geolocalizzativillo!!!

Post originale di catepol. Geolocalizzazione anche da Facebook, lanciata stanotte. Si tratta della nuova funzionalità basata sulla geolocalizzazione chiamata Places (Luoghi, in Italiano) Si accede o dalla Facebook application for iPhone oppure da questo link touch.facebook.com (se il browser del telefonino supporta HTML 5 e geolocalizzazione). Prima di cominciare a geolocalizzarvi ovunque leggete almeno le FAQ sulla funzione Luoghi di Facebook e andate a rivedere le impostazioni sulla privacy per controllare i tag e chi può vedere i check in (di default solo gli amici, ma possiamo cambiare e decidere a chi far vedere). Con Places possiamo inserire automaticamente sul nostro status, quando lo aggiorniamo, anche le informazioni riguardanti il dove siamo in quel momento, geolocalizzato dal nostro telefonino. Tutto ciò finisce sulla bacheca, quindi sul

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Fannulloni

Vabbè la metto sul goliardico/provocatorio (anche se non ho mai nascosto, su questo blog, le critiche all’utilizzo prettamente “ludico” dei social network, nel bel paese). Sapevo di grandi numeri a livello di telefonia mobile e, se non sbaglio, a livello di sms (dove siamo fra i primi al mondo). Ora si aggiunge anche il faccialibro! Ma non abbiamo proprio un c…. da fare? Fossimo primi in altre classifiche più importanti: corruzione, informazione, competitività, ecc., sarei molto più orgoglioso! Tweet

 
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Condanna esemplare per un troll

Insozzare un pagina di Facebook con materiale ingiurioso, pornografico e oltraggioso, può costare una condanna esemplare. Una troll australiana di 22 anni è stata condannata a tre mesi di reclusione, al pagamento di 3000 dollari di multa e al divieto a frequentare i social network. A monito futuro…… Tweet

 
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Facebook versione sobria ed istituzionale

Published on 5 maggio 2010 by in facebook

Hai voglia a persuadere le organizzazioni a usare Facebook come alternativa alle applicazioni End2End. Stavo preparando un “evento” sul faccialibro……….beh, fate un po’ voi! Tweet

 
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Facebook is evil

Prima lo è stato Microsoft, poi Google e adesso? Che sia davvero Facebook il diavolo travestito da persuasore tecnologico? Delle mie perplessità sui bottoni e sullo sconfinamento, ho già scritto due righe ieri su questo blog. Oggi ho letto tantissimi articoli tecnici, tutti protesi a spiegare come riempirsi di bottoni e di like. Pochi hanno argomentato su temi laterali che presto diventeranno caldissimi: Luca si è raccomandato che le “alternative” possano continuare a svilupparsi, Matteo, ha intravisto un occasione storica per la diffusione del web semantico e c’è persino chi ha definito il giocattolo di Mark Zuckerberg un perfetto sistema di controllo globale. Negli USA, Facebook è anche un prodotto nazionale che paga le tasse e garantisce posti di lavoro.

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La sindrome del bottone

Son tempi duri per i link! Molto duri. Sabato ho ascoltato con interesse lo speech, e il successivo Q&A, di Mr. Jimbo mentre gran parte della chiaccherata scivolava via sulle tecnologie e sul potere delle connessioni. Già, il potere delle connessioni. In questi giorni sembra che la teoria dei sei gradi di separazione sia tornata in auge come non mai. Sembra che, come conseguenza ai nuovi scenari annunciati da Zuckerberg, la smania da bottone pervada la socialsfera come non mai. Perchè? Quale lo scopo! Allargare le relazioni attraverso nuove connessioni. What else? Ma è poi così importante o, riferito ovviamente al piccolo contesto della blogosfera, è meglio concentrarsi sui contenuti? Marco Freccero lo dice sempre nei suoi post, la qualità del

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Pagine per comunità

Da queste parti abbiamo analizzato spessissimo il fenomeno delle fan page. Il bloggante ne ha descritto gli usi possibili per i marchi, le aziende, le organizzazioni pubbliche, nonchè l’opportunità  per chi detiene un blog, di usarle come canale, megafono, amplificatore delle propie attività e del proprio personal branding. Non è comunque facile, per l’utenza di Facebook, districarsi fra i meandri e i significati di profilo, fanpage, activity, group, vanity, ecc. E ora la situazione si complica con l’introduzione delle “community pages“. L’intento di Facebook, però, è abbastanza chiaro e risponde ad esigenze interne di controllo, e di contrasto, alle comunità non ufficiali che imperversano dentro il più grande social network del mondo. Il fenomeno delle “unofficial pages” e dei “fake”

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