Archivio per la categoria facebook
Sotto attacco
Chi mi conosce sa che uso Facebook in una modalità poco interattiva. Direi quasi monodirezionale.
Non credo di essere snob in questo, perchè la mia social life si svolge altrove, senza segreti.
Ora, non pretendo che tutti si adeguino, che mi mandino un messaggio di accompagnamento (cosa assai gradita) prima di chiedermi l’amicizia. Ma che piombino russe, bielorusse e moldave come fosse un Orkut qualsiasi, proprio non mi va giù.

Qualcuno sa indicarmi la modalità per non farsi trovare fra i suggerimenti di amicizia?
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Illusione democratica
Intendiamoci, non mi sono mai illuso che i verdi prati del web potessero essere pascolati solo da persone per bene. Intendiamoci, non mi sono mai illuso che la ragione stia da una sola parte, quella di grida più forte o quella che ha le chiavi della stanza dei bottoni.
Oggi, guru o guretti della prima e dell’ultima ora sono li a contorcersi le budella perchè il problema non è più di testa, ma è decisamente di pancia.

Stamani ho letto un po’ di deliri. E mi spiace constatare che provengono sempre da quelli del “blogroll stretto” come i giornalisti/blogger, quella sporca trentina che continua a giocare con la rete come fosse ancora il patrimonio di pochi eletti che possono dire: “Io c’ero, le ho scritte io le regole, o le non regole. Io sono la Netiquette. Noi sappiamo chi sta attaccando la NetNeutrality”.
Ho letto che anche dietro a questa infamia, volendo fare un esercizio acrobatico, ci sarebbero gli armigeri del sultano (troll), che così giustificherebbero le nuove leggi repressive in discussione al parlamento.
Ho letto che, comunque sia, per quanto grave, per quanto ignobile, la libertà non si tocca. Il territorio del web è verde, e queste sono solo delle piccole “boasse di vacche” al pascolo che hanno sconfinato.
Ho letto di guru e guretti che pensano ancora di poter influenzare la rete per chiederne un codice etico. Un codice al quale, poi, gli “utonti” grezzi ed ignoranti, dovranno adeguarsi.
La rete ora è davvero globale. Se prima era un territorio per intellettualoidi frustrati, ora è lo specchio totale del bene e del male.
E ogni uomo che abbia del sale in zucca sa benissimo che il male non può essere MAI giustificato.
Update: http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1695961
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Facebook OUT: su Ibridamenti la narrazione collettiva esce dal social network
Scritto da catepol in facebook, ibridamenti il 7 luglio 2009
Massimo Giuliani, Ibridamenti, Facebook, una sperimentazione: una narrazione collettiva. Dentro e fuori i social network. Il flusso dei messaggi scorre continuo, occorre a volte canalizzare e veicolare. Raccontare insieme attingendo dalle singole voci per raccontare collettivo, condividere, diffondere, mettere insieme pezzi di informazione o semplicemente sensazioni trasmesse su uno stesso tema in maniera frastagliata e liquida. Ma discontinua. Come mettere insieme tanti pezzi di puzzle e far venir fuori il collettivo.
La prima puntata di OUT Facebook era stata dedicata alle elezioni europee 2009: Di Status in status: le elezioni versione Facebook . La seconda sul prima e dopo terremoto.
Possiamo collaborare alla narrazione collettiva segnalando status su Facebook pubblicati nel periodo precedente e successivo al terremoto sugli account Facebook di Ibridamenti ( http://facebook.com/ibridamenti ) o di Massimo Giuliani ( http://www.facebook.com/massimogiuliani). E’ importante che siano indicate con precisione la data e l’ora, come potete vedere nel post Di Status in Status: il terremoto versione Facebook .
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Squatting e celopiulunghismo
Scritto da gigicogo in Autoreferenza, facebook il 30 giugno 2009
All’alba del 13 Giugno (se non erro), molti di noi si sono svegliati presto per la conquista del secolo: “il proprio nome su Facebook”!
Il markettone (al quale ho aderito in modo divertito e curioso) ha funzionato perfettamente. In tutto il mondo l’annuncio ha suscitato interesse e anche preoccupazione per gli effetti di cybersquatting, attesi e possibili!
Ma l’effetto desiderato dai gestori di Facebook ha sicuramente generato un affluenza di massa verso il social network del buon Zuckerberg e, quasi tutti, son riusciti alla fine ad accapararsi l’agognato nome: http://www.facebook.com/username/!
Non paghi della marketta, quelli di Facebook ci ripensano, ed ecco la trovata:
Your Facebook Page must meet two requirements: it must have been live on Facebook prior to the May 31, 2009 cut-off date and have had a minimum 1,000 fans at that time.This limitation is temporary. All Pages created after May 31, 2009 or that had less than 1,000 fans on that day will be eligible to claim usernames on Sunday, June 28, 2009 if they have more than 100 fans.
In pratica devi markettare la tua FAN PAGE e raccimolare 100 ammiratori. Insomma devi autopromuovere te stesso (che poi possiamo anche chiamarlo SPAM a favore di Facebook) e convincere gli altri che sei una celebrità.
Ho volutamente accettato la sfida per capirne meglio le implicazioni. La mia FAN PAGE: http://www.facebook.com/gigicogo sino a ieri, era ferma a 80 simpaticissimi ammiratori che alla chetichella si erano legati al bloggante per vera amicizia o ammirazione di vedute, conversazione, cazzeggio in rete o come lo si voglia etichettare.
Con un piccolo sforzo (SPAM) son riuscito a raccimolarne altri 20 ed ecco che il traguardo è visibile e ben fissato.
Bene! Cui prodest?
Secondo me se la filosofia fosse quella di distinguere un uso professionale (non per forza di business) da quello sociale, tutto ciò non ha senso. Perchè la FAN PAGE, dopo le ultime rivisitazioni al look & feel del sistema, è ormai simile in tutto e per tutto al PROFILE.
Se la filosofia fosse quella di aggregare utenti attorno a temi, conversazioni (insomma rendere la fan page il blog di un autore), ho ancora più dubbi. Basta infatti linkare i propri post sul profilo e l’amplificazione è garantita dall’effetto lifestream.
Se la filosofia fosse quella di legare il nome al riconoscimento dell’autore, bastava quello associabile al profilo: http://www.facebook.com/gianluigi.cogo
Quindi? Marketta e basta. Cambiare le regole, generare attesa e curiosità, genera solo traffico e quindi banner pubblicitari che girano.
Infine, nei SN, siamo dominati o dominanti?
My two cents!
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Cybersquatting
Scritto da gigicogo in conoscenza, facebook il 15 giugno 2009

Se vi hanno fottuto il nome o il marchio e non riuscite più a farvene una ragione, sappiate che c’è un bel modulino. Auguri!
Da oggi si inaugura la professione di “avvocato di facebook”!
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Quale formaggio scelgo? Aggregatori di social network e cose così…
Scritto da catepol in comunicazione, conversazioni, facebook, friendfeed, lifestream, reti sociali, social media, social network, socialsfera, twitter il 6 giugno 2009
Grandioso il paragone di Techcrunch, quasi meglio del mio “Ci son più social network che stelle in cielo“.
Borat che ha necessità di capire se tutto è “Cheese” come si fa a scegliere. Noi che tra Twitter, Friendfeed, Facebook, Meemi ecc. abbiamo necessità di capire cosa utilizzare, come utilizzarlo e soprattutto come aggregare tutta questa digital life e questo lifestreaming che produciamo in giro?
Ogni giorno nascono come funghi startup e servizi 2.0 e nuove applicazioni, siano esse per desktop, da utilizzare via Web e/o sui nostri stratosferici telefonini di ultimissima generazione. Tutte che si propongono di diventare la nostra porta di accesso principale al digital streaming nostro e dei nostri contatti. Io ebbi necessità di fare il disegnino, disegnino che dovrei pure aggiornare perchè col passare del tempo son cambiate le dinamiche del mio lifestreaming, in parte.
Ma quanta gente conosciamo a parte noi che ha veramente necessità di gestire account multipli e diversificati mediante una applicazione di terze parti che raggruppi insieme, che aggreghi in uno, tutti i nostri social network?
Solo per Twitter esistono tante di quelle applicazioni che ne ho perso anche il conto (questo post infatti andrebbe aggiornato prima o poi) eppure Twitter dalla pagina web rimane il modo migliore di Twittare alla faccia delle varie, seppur ottime, dozzine di applicazioni come TweetDeck, Twhirl / Seesmic Desktop, PeopleBrowsr, Sobees, Streamy, Tweetie, Nambu, TwitterBerry, e chi più ne ha più ne metta.
Io ad esempio uso la webpage di Twitter con l’accorgimento di PowerTwitter o il Twittergadget da Gmail
E Friendfeed? Alla fine il modo migliore per utilizzarlo è la web page (e le notifiche mail a cui si può rispondere direttamente).
Per non parlare delle svariate applicazioni che oramai permettono di utilizzare contemporaneamente, inviando messaggi sincronizzati da una parte all’altra tra FriendFeed, Facebook e Twitter. E tutti i sedicenti “social media strategist and expert” che esaltano le lodi degli account multipli e dei migliori aggregatori che possano offrire la “best-user-experience-known-to-mankind”, la miglior esperienza utente possibile per aggiornare dappertutto il proprio status.
It’s the ultimate social networking service aggregator update management tool, baby!
Ehy, baby, sappi che questo è il miglior servizio al mondo per l’aggiornamento dello status aggregato su tutti i servizi in modo che tu possa seguire ed interagire coi tuoi amici di facebook, twitter, friendfeed, meemi, e anche quelli su marte che utilizzano quel social network strano…tutto in questo meraviglioso nuovo cazzabubolo social che non puoi non avere, non installare, non provare ecc.
Arifaccio la domanda di Techcrunch a voi miei lettori :
Ma quanta gente conosciamo a parte noi che ha veramente necessità di gestire account multipli e diversificati mediante una applicazione di terze parti che raggruppi insieme, che aggreghi in uno, tutti i nostri social network?
Quanta gente ha davvero necessità di tutto ciò? Non si rischia con gli aggregatori di social network di fare solo più rumore, perdere solo più tempo, distrarsi troppo su cose meno importanti per la smania di seguire il flusso di tutto e di tutti (spesso e volentieri ripetuto e rilanciato ovunque, in maniera automatica)?
Quale formaggio scegliere tra gli aggregatori di social network? In un prossimo post vi spiego quale formaggio ho scelto io.
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Feedsharing: segnalazioni condivise (1)
Scritto da catepol in blogosfera, conoscenza, e-learning, facebook, microblogging, reti sociali, serendipity, social media, social network, social web, socialsfera, tools, twitter il 24 maggio 2009
Propongo anche qui la rubrica Feedscrolling by catepol .
Brevi segnalazioni, cose veloci che mi passano sotto gli occhi mentre faccio scrolling nel mio feed reader. Cose che magari possono interessare qualcuno. Cose che magari condivido velocemente su Friendfeed per appuntarmele, cose che vorrei farci un post, cose che poi magari il post non lo scrivo e finiscono nel flusso. Brevi dalla Blogosfera e non solo. Segnalazioni condivise
Didattica, tecnologie, web 2.0 & co.
Dal blog ai social network: in questo libro si parla anche di catepol.
Come gestire la propria Social Life dalla sidebar (solo per Win, purtroppo)
Flowgram: gli screencast diventano slide condivisibili
Aggiungi il bottoncino dei visitatori sul blog.
Più di 80 video sulla Media Literacy.
Educate – iPhone iPod Touch App for teachers
Mobile learning: un nuovo plugin per Moodle
The Mobile Learning Engine (MLE) for Moodle
HOW TO: Create Custom Twitter Backgrounds: non hai più scuse per non personalizzare il tuo account Twitter
FileTwt – Sharing Files On Twitter, made easy: condividere file su Twitter si può con questi accorgimenti.
25 Twitter Apps to Manage Multiple Accounts
Less Friend: per conoscere e organizzare le relazioni tra i tuoi follower e i tuoi following. Scopri chi ti segue non ricambiato da te e viceversa, chi segui tu senza essere ricambiato. Facilmente.
Stessa cosa fa Friendorfollow (capire chi ci segue su Twitter ecc.)
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