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Archive for the ‘folksonomia’ Category:


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wordle.net

Carino davvero questo servizio di tag clouding. E’ il giochino dell’estate. Collegatevi al sito di Wordle.net, dategli in pasto il vostro screename di Del.icio.us e il gioco è fatto.   http://webeconoscenza.blogspot.com/ Tweet

 
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Tu tagghi e io pago! E il criceto fa il resto!

Incredibile servizio. Ma mica tanto! Ho trattato spesso il tema della “fatica” ai tempi del 2.0 e, più in generale, la “fatica da partecipazione”. Anche la marcatura (taggatura) dei contenuti costa fatica. Eppure è un fondamento delle folksonomie, del social bookmarking e di mille altre diavolerie più o meno 2.0 Per farla breve, taggare le foto costa fatica e, leggendo Techcrunch scopro un servizio che tagga a pagamento per noi. Tagcow fa tutto questo, secondo il vecchio principio dell’ “unione fa la forza”. Uomini, si uomini che lavorano per noi pagati pochi centesimi di dollaro. clipped from www.techcrunch.com I haven’t confirmed this yet. I’ve emailed the company for a description of how the service works but have yet to hear

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Geotaggare le foto

Non è un giro di parole. Ma il titolo del video che (in lingua inglese) insegna a fornire un contesto geografico alle nostre foto su Picasa. Il video illustra la modalità combinata con Google Earth e quella nativa con Google Maps. Picasa è stato il primo servizio a cui mi sono abbonato per condividere le mie foto. E’ sicuramente meno aperto all’interoperabilità di Flickr, ma non ho dubbi……solo questione di tempo. Big G sa il fatto suo! http://webeconoscenza.blogspot.com/ Tweet

 
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PLE (Personal Learning Environment) con Tutorom

L’idea di Personal Learning Environment (PLE) è emersa recentemente nel dibattito sugli ambienti di apprendimento in rete, come ricerca di un nuovo modo di pensare l’e-learning, non più soltanto come formazione a distanza gestita da istituzioni (apprendimento formale) ma come ambiente gestito dall’individuo, nel quale far confluire anche elementi di apprendimento informale, provenienti da siti web, blog, servizi di social networking e di condivisione di informazioni. Il PLE è considerato generalmente più un “concetto” che un vero e proprio sistema tecnologico, potendo essere interpretato come un insieme di servizi Web pubblici connessi tra loro. Per altri, al contrario, un PLE può essere anche un vero e proprio strumento software, inteso come un “centro operativo personale”, in grado di interfacciarsi con

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Social e geo tagging con Picasa di Google e un idea di Microsoft

Ammetto, come abitante della rete, cerco in modo ossessivo di capire quali servizi diventino davvero killer e mi permettano di gestire al meglio le mie risorse. Ma mi permettano, anche, di interoperare con altri servizi e applicazioni. Provo a spiegarmi meglio. Le foto! Il tema delle foto on-line. Diverse sono le prospettive con le quali un utente smart si affaccia a un servizio come Flickr, Picasa, WebShots ecc. Album personale Photo sharing Back-up Supporto per altre applicazioni Social networking Printing on demand ecc. E’ indubbio che Flickr di Yahoo sia riconosciuto come il servizio più aperto alle applicazioni. Interoperare con Flickr, grazie alle API aperte e disponibili, è ormai un gioco alla portata di tutti. Inoltre Flickr interopera nativamente con

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Samapedia.org. Come collegare la conoscenza virtuale con quella reale

Samapedia.org è un progetto con l’obiettivo di collegare il mondo virtuale con quello fisico. Lo slogan, per un blog come il mio che si occupa di conoscenza, è un invito a nozze: clipped from www.semapedia.org Noi crediamo che la divulgazione del sapere possa cambiare il mondo e la sua mentalità. Ciò che ci ha spinto a creare Semapedia è permettere a chiunque, con spirito collaborativo, di linkare fisicamente il mondo che ci circonda, condividendo la conoscenza ed il sapere, rendendoli accessibili e soprattutto utili in modo costruttivo. Crediamo fermamente che la diffusione del sapere e della conoscenza possano aiutare altri a comprendere il nostro magnifico e complesso Mondo. Gli strumenti richiesti sono semplici. E’ sufficente una connessione al web, una

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Piattaforme per la condivisione della conoscenza

Alcune considerazioni sulle piattaforme di social networking e di elearning.E’ ancora valida questa differenza? Diciamo che questi strumenti (piattaforme), molto spesso, vengono tarati dall’autore/i in base ai suoi desiderata o alle sue prospettive. In effetti, specialmente nelle piattaforme open-source, è molto difficile trovare degli strumenti che siano in grado di plasmarsi e personalizzarsi in base alle mutevoli esigenze.Le piattaforme proprietarie hanno prezzi mostruosi ma dalla loro, hanno il vantaggio di presentarsi aperte per uno sviluppo più personalizzato. Anche questo carissimo in termini economici. Per fortuna aggregare le persone su interessi comuni, comunità di ecellenza, comunità professionali e di pratiche, reti di interessi o di business ora, è facilissimo perchè ci sono molti strumenti strumenti disponibili! Lo possiamo fare con una

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elearning e web 2.0

Le “etichette” stanno generando discussioni infinite sulla materia dell’elearning e non si contano più le discussioni sul “sesso degli angeli”: elearning 2.0 informal learning personal learning deschooling knowledge sharing …..insomma chiamiamola come vogliamo. Ma questa rivoluzione permette o no di fare ad ognuno come gli pare nell’ aggregare e disaggregare gli “e_content” della conoscenza? Mi sembra anche ovvio che, se stiamo fermi immobili e passivi rispetto ai modelli della didattica, tutto ciò viene vanificato e rimangono solo le “etichette” su cui discutere. Per fortuna i guru ci vengono in aiuto.Chi meglio di Stephen Downes, indiscusso GURU canadese della materia ce lo può spiegare?Ecco quindi, grazie ai materiali pubblicati alla conferenza di Toronto del 14 Agosto, il pensiero di Stephen su

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Versionebeta secondo atto

Continua la collaborazione fra 2puntozeropertutti e Versionebeta con la seconda puntata andata in onda lunedì scorso che ha visto la partecipazione del sottoscritto di Catepol. Lo scopo della puntata era quello di rendere semplice e comprensibile l’approccio a termini come “social tagging” e “folksonomie”. Bhe, ecco il mio podcast valutate voi! Clicca per avviare Oppure incollate questo link su iTunes: http://gigicogo.blip.tv/rss/itunes Lunedì prossimo, invece, si tratterà di allargare il palinsesto della trasmissione con una partecipazione più ampia della blogosfera. Infatti, le due trasmissioni che hanno visto la collaborazione con i blogger sono state seguite sia su Ustream che su Twitter e su Skypechat! A questo punto la RAI vuol capire come ci muoviamo noi della blogosfera e ci chiede una

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Navigazione web con le nuvole della folksonomia. Un nuovo approccio alla ipermedialità (sesta parte).

……continua dalla quinta puntata. Ma a che tipo di navigazione viene indotto l’utilizzatore di un sito di questo tipo? Il paradosso, ora, diventa proprio l’aumento infinito delle proprietà di connessione di ogni singolo elemento. Se, nel percorso strutturale, le connessioni fra gli elementi sono derivate dalla struttura predeterminata degli alberi di navigazione, con le folksonomie si apre un diverso approccio e una diversa predisposizione a modalità nuove di navigazione fra gli elementi ipermediali. Va da subito evidenziato come i “nodi” dell’ipertesto a cui i tag-links fanno riferimento (capitoli, paragrafi, pagine, cartelle, ecc.) non sono più gestiti in modo gerarchico, più o meno sequenziale. Possiamo dire che, finalmente, si possono seguire i percorsi desiderati? Di fatto, il concetto di “directory”, con

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2.0, 2.0, 2.0 ! Ma chi lo usa? E chi lo sfrutta?

Ritorno sull’argomento che già avevo trattato alcuni giorni fa. Il web 2.0 piace agli utenti ma le aziende non lo sfruttano! Eravamo rimasti a questa convinzione. Improvvisamente mi torna in mente quanto Jakob Nielsen’s diceva nel suo “Participation Inequality: Encouraging More Users to Contribute“ cit:…..90% of users are lurkers (i.e., read or observe, but don’t contribute).9% of users contribute from time to time, but other priorities dominate their time.1% of users participate a lot and account for most contributions: it can seem as if they don’t have lives because they often post just minutes after whatever event they’re commenting on occurs. Quindi, Jakob (il guru), dice esattamente il contrario. Nemmeno gli utenti lo usano e lo sfruttano! Non c’è crescita

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Ascolto interessante su Folksonomie e web 3.0

Ho ascoltato con interesse questo file audio di Antonio Sofi:http://www.apogeonline.com/webzine/2007/04/26/25/20070426250101_audio.mp3 e lo ripropongo ai miei lettori in quanto su questo tema sto scrivendo diversi post. Buon ascolto clipped from http://www.apogeonline.com/webzine/2007/04/26/25/200704262501 Quinta di copertina: il social tagging e la conoscenza tra aziende, motori di ricerca e piaceri condivisi – quindi My Space per giornalismo, politica e lavoro Social tagging verso il Web 3.0 di Antonio Sofi Technorati tags: blog,conoscenza,innovazione,folksonomia http://webeconoscenza.blogspot.com/ Tweet

 
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Navigazione web con le nuvole della folksonomia. Un nuovo approccio alla ipermedialità (quinta parte).

L’architettura dell’informazione. Secondo Luca Rosati: http://trovabile.org/articoli/assi-architettura-informazione , “…Molto spesso nella progettazione dell’architettura informativa ci si concentra soprattutto sul rapporto gerarchico fra gli elementi: la tassonomia. Accanto a questa dimensione verticale, esiste tuttavia una dimensione orizzontale complementare altrettanto importante: il rapporto fra elementi (che pur appartenendo a categorie diverse o distanti) possiedono una correlazione semantica fra loro (similitudine, vicinanza etc.).Questa seconda dimensione, talvolta trascurata rispetto alla prima, possiede in realtà un valore strategico, poiché permette quel modello di navigazione/esplorazione delle risorse noto come raccolta delle bacche berrypicking: http://www.gseis.ucla.edu/faculty/bates/berrypicking.html ) e ormai universalmente riconosciuto come meccanismo tipico della navigazione su web…..” Qui, in effetti, si gioca la sfida. Da un lato si tende a preconfigurare un architettura informativa basata sulle relazioni gerarchiche

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Navigazione web con le nuvole della folksonomia. Un nuovo approccio alla ipermedialità (quarta parte).

Il social bookmarking Wikipedia lo definisce come “un servizio basato sul web, dove vengono resi disponibili elenchi di segnalibri (bookmark) creati dagli utenti” E’ una metodologia di condivisione “sociale” della conoscenza basata su un semplice concetto: condividere i segnalibri via web attraverso l’ausilio di provider dedicati. Il più conosciuto è senz’altro del.icio.us di Yahoo.Nell’universo delle informazioni disaggregate il segnalibro, assieme alla cache, e agli allegati delle email è una fonte inesauribile di conoscenza. I browser hanno, da sempre, consentito di categorizzare i propri segnalibri etichettandoli per categorie e sottocategorie. Quindi un tagging personale è alla base di questa tecnologia “bottom-up” che consente ora di classificare socialmente i preferiti appoggiandosi a uno o più provider. Attraverso l’utilizzo di plugin per i

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Navigazione web con le nuvole della folksonomia. Un nuovo approccio alla ipermedialità (terza parte).

I motori di ricerca. Sicuramente i motori di ricerca riescono a scardinare la logica del “percorso strutturale” e quindi danno la sensazione di poter saltare da un oggetto ipermediale all’altro grazie alla definizione di particolari keywords!Dovremo conoscere non solo gli algoritmi dei motori di ricerca ma, soprattutto, la logica si indicizzazione determinata da veri e propri “pattern” predefiniti.Gli algoritmi di un motore di ricerca permettono, innanzitutto, la creazione di cataloghi. Dato per certo che la creazione di un catalogo è, anch’essa, determinabile, attraverso le definizioni del contesto (subnet di rete, file system, data base, web pages, ecc.) e la creazione di “elementi” atti a definire più o meno “rilevante” una o più parole, rispetto ad altre.In wikipedia un pattern è

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Nuvole su Panorama

La pubblicità mi ha convinto a visitare panorama.it il nuovo palinsesto 2.o del magazine di Mondadori. Prima occhiata “nuvole”. Si blog cloud e social bookmarking con del.icio.us, e Forum e blog dei giornalisti.Che sia la volta buona? E gli altri? Aspettandoli io uso ancora wikio.it social newspaper di casa nostra. Espresso e Repubblica offrono il servizio blog ma di passare al social ancora non se ne parla. Da sempre utilizzano i Forum, è vero, ma il tagging ancora stenta e la tassonomia impera! Corriere Forum e Rss…….e all’estero: Usa today permette i commenti, Wall street journal permette di aggregare i canali sulla pagina personale. Cosa che da noi non permette ancora nessuno.Persino il conservatore Times permette i commenti e apre

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Navigazione web con le nuvole della folksonomia. Un nuovo approccio alla ipermedialità (seconda parte).

Escursione nel campo comunicativo/linguistico: Se vogliamo significare un qualsiasi segno rintracciabile nella navigazione nel word wide web come ad esempio un concetto, un informazione, una icona i e vogliamo dargli una connotazione personale, o sociale, abbiamo bisogno di strumenti specifici. Se un oggetto web è di tipo informativo/autoreferenziale è improbabile che metta a disposizione degli strumenti tali da consentire agli utenti di significare, quindi referenziare e condividere dei significati. Nel mondo 2.0, ma anche prima, l’ oggetto non si presta facilmente a significati differenti rispetto a quelli voluti dall’autore. Quindi tende a limitare fortemente l’interpretazione a quella che vuole l’autore.. Pensiamo ad un qualsiasi sito web di “presentazione” autoreferenziale. Non contiene nulla di VERAMENTE interattivo e tutti i contenuti ipermediali

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