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Archive for the ‘giornali’ Category:


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Stampa indignata

In Spagna ormai si indignano tutti, e non è una moda, piuttosto è un sussulto generale e largamente condiviso. Gli spagnoli vogliono tenere la schiena ben dritta e sono stanchi delle menzogne del potere. Dunque anche i giornalisti si sono ritrovati in rete e, grazie al tam tam su twitter (#sinpreguntasnocobertura), stanno sabotando tutte le conferenze stampa dove non si accettano domande o, molto più spesso, dove si accettano solo domande preconfezionate. A supporto di questa tematica condivido un video spagnolo che critica i comportamenti del Ministro della difesa e apre il dibattito sul movimento #sinpreguntasnocobertura. Va detto, per dovere di completezza, che molte testate giornalistiche non partecipano all’iniziativa e, probabilmente, continueranno a sottostare a quelle regole che noi italiani

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Liberi tutti

L’ottimo Pierluca (autorevole fonte, nonchè acuto osservatore del settore), si chiede come sia possibile un “silenzio stampa” bipartisan, difronte ai dati allucinanti dell’ultimo rapporto sulla libertà di stampa. Del giornalismo ????? asservito, sono abbastanza nauseato. Della querelle stucchevole, e mal interpretata, dai vari Mentana, Travaglio, Belpietro e De Gregorio giovedì sera da Santoro, sono disgustato. Credo che il settore italiano (editori in testa), debba essere rifondato attraverso due semplici regole: Eliminazione dei contributi di stato Scioglimento dell’ordine……ooops, corporazione! Insomma liberi tutti e che vinca il migliore. A chi obbietta che, senza regole e senza contributi, si andrebbe incontro a una situazione paradossale con i giornali pilotati dai potenti e pieni zeppi di pubblicità, rispondo: E ADESSO? p.s. la mia risposta

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Cultura digitale

Via Giorgio Jannis Tweet

 
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Ma il lettore cosa guadagna?

Apple è pronta ad annunciare le tariffe di sottoscrizione per la lettura dei quotidiani on-line. Quest’ultimi sono obbligati a sviluppare in fretta apps dedicate per le proprie testate, anche per non perdere i lettori. Le entrate pubblicitarie, secondo accordi tutti da inventare, potrebbe essere distrubuite, divise o condivise. Ma il lettore, che ci guadagna? Tweet

 
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Titolista

Fare i…….. titoli, è un arte! (via) Tweet

 
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Repubblica social

Repubblica attacca bottoni dappertutto, compreso quello di Twitter. Qualcuno gli ha mai spiegato che Twitter funziona con 140 caratteri e che esistono un sacco di servizi utili ad accorciare gli indirizzi? Cito Tinyurl, Notlong e tanti altri? Come l’indirizzo corto di questo post? http://wp.me/pR56n-1VM Suvvia, assumete un blogger :-) Tweet

 
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50 secondi

Published on 28 aprile 2010 by in giornali

Quelli di Repubblica dovrebbero spiegarmi perchè non hanno tagliato 50 secondi di bip bip a vuoto. Provare per credere. Tweet

 
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Introducing the New RollingStone.com

Il sito del mitico RollingStone (43 anni di carriera), da domani sarà tutto nuovo. Fra le tante novità, la possibilità di ascoltare sul web la musica relativa alle recensioni pubblicate on-line. Per i sottoscrittori a pagamento, pieno accesso all’archivio completo. Mezzo secolo di musica rock a portata di mouse! Tweet

 
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Autorevolezza

Oggi lurkavo, su Friendfeed, un paio di discussioni sulla home page odierna del Corriere della Sera on-line, che vedete qui sotto. Fra i commentatori ci sono, come è ovvio che sia in questi social network, anche esperti del settore, uomini di comunicazione, di marketing, ecc. Quasi tutti gridano allo scandalo! La cosa mi sorprende un po’, e denota l’ennesimo paradosso. Chi si nutre di innovazione tecnologica dovrebbe lasciarsi trapassare dalle nuove dinamiche, specialmente se aderenti ai must del web sociale e dell’economia immateriale. Insomma è un BUZZ! Mi spiego meglio. Come è possibile che da più parti si continui a dire che il mainstream deve cambiare e farsi avvolgere dagli strumenti e dai servizi (nonchè dai paradigmi) del web 2 e

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Tarocchi

Via Giorgio, apprendo di questi taroccamenti. In rete, le bugie hanno le gambe corte :-) Tweet

 
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Eretici digitali un libro importante, una discussione aperta

Di Salvatore Valerio Salve amici, in questi giorni ho avuto l’occasione e il tempo di leggere Eretici digitali di Russo e Zambardino.   Con gli “eretici” c’ho sempre avuto a che fare, fin dai tempi della versione 1.0 di webeconoscenza con il mitico Clifford Stoll  . Gli eretici, i bastiancontrari, i maverick, cioè quelle persone che scelgono di non seguire la corrente, suscitano in me un naturale sentimento di identificazione e simpatia. Nel titolo di questo post ho scritto che, questo è un libro importante. Per quel migliaio di amici – 1395 RSS nel momento in cui scrivo – che sono interessati al mondo digitale, questo libro è importante e dovrebbero leggerlo perché con le loro dieci tesi, gli autori, mettono

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Abituati bene?

Se ne parla, se n’è parlato, se ne parlerà ancora. Sembra che il primo a passare dalle parole ai fatti sarà il Times. Ora c’è anche da capire questo (o surrogati dello stesso), come possibile effetto! Diciamo che la rete potrebbe trovare gli antidoti per sostenere quel paradigma che ci ha abituati bene. Tweet

 
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Bella notizia a Nord Est

“el Gazetin” non è mai mancato a casa nostra. Per mio padre era un rito e oggi mia madre continua la tradizione. Io lo leggo un po’ più spesso grazie all’edizione on-line che ho salutato positivamente sin dalla sua nascita. Oggi apprendo, con grande gioia, che la gestione dell’on-line, farà capo a una carissima persona: appassionata, competente e ostinata quanto basta per rendere questo gioiellino ancora più utile. Non so se oggi avrà avuto il tempo di leggere il post e i commenti di PierLuca che sembrano caduti a fagiolo. Da parte mia gli rinnovo gli auguri già fatti sul suo blog e l’invito ad accettare le stesse provocazioni che abbiamo affrontato con gli amici del Corriere.it. Un grosso in

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Quantità e qualità dell’informazione

Published on 1 febbraio 2009 by in cultura, giornali

Leggevo il post di Gino e riflettevo su alcuni paradigmi. Non tanto quelli tecnologici (sinceramente le tendenze mi intrigano, ma se sia meglio scrivere su feisbuc, FF o sul proprio blog non lo considero importante). Mi interessa di più la “funzione” di noi digital writer di questo nuovo millennio. Non voglio tornare sulla questione blogger e giornalisti ma, piuttosto, sulle dinamiche che portano ognuno di noi a diventare un “citizen journalist” in erba. Cosa rimane della circolazione liquida e ossessiva delle informazioni su web? Si può affermare che il valore di queste informazioni possa essere paragonabile a quello della tradizionale narrativa? Ecco, su queste elucubrazioni vi sparo un pistolotto che avevo in bozza e che un articolo del prof. Longo

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A NordEst qualcosa si muove

Il Gazzettino (anzi, “el gazetin”) è qualcosa che fa parte della venezianità. Da quando son nato ho sempre sentito dire: “ti gà comprà el gazetin” e mai “ti gà comprà el giornal”! Il Gazzettino è stato fondato nel marzo del 1887 da Giampietro Talamini (Vodo di Cadore 1845 – 1934) ed è tra i più antichi quotidiani d’Italia, era inizialmente stampato su un solo foglio e aveva una diffusione locale. Sul giornale per lungo tempo furono pubblicate novelle e romanzi a puntate, e questo contribuì notevolmente alla sua diffusione e alla sua perdurante fortuna (fonte Wikipedia) Dire che il Gazzettino e Venezia sono la stessa cosa è forse azzardato ma per molti non può esistere Venezia senza il Gazzettino. Non

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Lacrime di coccodrillo

di Claudio Marino Dal punto di vista della maturità intellettuale, ero appena un ragazzino quando un gruppetto di persone decise di parlare di politica, di cultura, di società e di economia in un modo nuovo: adorato da qualcuno che lo accolse come un primo risveglio delle coscienze, una breccia nel mondo del pensiero unico ante litteram; incomprensibile per molti, che preferirono sempre il modo rassicurante dell’informazione dogmatica, standardizzata, fintamente super partes e altrettanto fintamente distaccata e obiettiva; osteggiato da alcuni altri, che vi trovavano spesso ostacoli all’avanzata delle loro sedicenti idee liberali, innovative in un modo che don Sturzo avrebbe probabilmente trovato contraddittorio. Anche dopo l’esplosione di Tele Kabul, non fui in grado di capire quello che stava accadendo. Non

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Come dire……

..che su Youtube c’è solo bullismo e che su MySpace solo i tamarri e che su Twitter solo i funerali. Ma insomma il mainstream non sa andare oltre il gossip? Il mezzo non può essere confuso con il fine, quando lo capirete? E poi un buon giornalista potrebbe far emergere il valore del mezzo e spiegare come si può “bonificare” il canale nel caso ne venga fatto un uso distorto. IMHO. http://webeconoscenza.blogspot.com/ Tweet

 
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