(post di catepol via Didattica col web 2.0) L’omo vitruviano di Leonardo, senza lettere un tempo, nel web sociale oggi. Per calcolare le proporzioni dell’uomo moderno non bastano più solo cerchio e quadrato. Il giusto equilibrio comprende anche la rete e i vari pezzi di identità che lasciamo in giro. Tweet
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Eretici digitali un libro importante, una discussione aperta
Di Salvatore Valerio Salve amici, in questi giorni ho avuto l’occasione e il tempo di leggere Eretici digitali di Russo e Zambardino. Con gli “eretici” c’ho sempre avuto a che fare, fin dai tempi della versione 1.0 di webeconoscenza con il mitico Clifford Stoll . Gli eretici, i bastiancontrari, i maverick, cioè quelle persone che scelgono di non seguire la corrente, suscitano in me un naturale sentimento di identificazione e simpatia. Nel titolo di questo post ho scritto che, questo è un libro importante. Per quel migliaio di amici – 1395 RSS nel momento in cui scrivo – che sono interessati al mondo digitale, questo libro è importante e dovrebbero leggerlo perché con le loro dieci tesi, gli autori, mettono
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Dal 3 verso il ………..
Copio e incollo l’articolo di Giacomo, per sottoscrivere TUTTO in pieno, per far circolare le sue ottime considerazioni e garantire a chi legge i nostri blog che, da queste parti nel nebbioso Nord-Est, ci stiamo muovendo dal modello 3 verso il ………….dobbiamo ancora trovargli il nome, ma assomiglia molto a “VINCA IL MIGLIORE“! Intranet e la torta dei contenuti I progetti intranet, in genere, pur nella diversità che caratterizza ogni organizzazione, tendono ad avere degli andamenti piuttosto tipici, sia nella metodologia che nel design tecnologico. Questi andamenti sono lo specchio fedele della visione, esplicita o implicita, che guida il progetto, ovvero gli scopi che la intranet dovrebbe assolvere, i cambiamenti che dovrebbe apportare, il tipo di strategia nella quale la
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Web 1.99
di Claudio Marino Questo era un commento a due articoli del tenutario del blog, ma improvvisamente è cresciuto ed ha subito una mutazione, assumendo vita propria. C’erano una volta l’enciclopedia in 22 tomi, il telefono, gli sportelli per il pubblico. Chi voleva, poteva accedervi con una relativa sicurezza di ottenere informazioni corrette. Nessuno si poneva il problema dell’autorevolezza, perché non esistevano altre fonti. Poi venne Internet, prima timidamente, poi un’esplosione di notizie, dati, informazioni: i siti internet, il web 1.0, dove tutti potevano accedere come alternativa alle fonti tradizionali. Informazioni da prendere con le molle, indicative e non esaustive, aggiornate ma non in modo costante. Poi qualcuno ebbe una bella pensata: perché non “aprire” i siti? Incrociandoli con le chat,
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anoressia culturale
Stamane, durante la colazione, mi son letto l’articolo di Ilvo Diamanti su Repubblica.it di oggi: "Maledetti professori" che vale davvero la pena di conservare! Difficile non trovare in questa riflessione lo specchio attuale del nostro paese. Svuotato ormai di cervelli e di telenti, e completamente in balia a una decadenza che è difficile attribuire solo ai pessimisti. L’entusiasmo di chi scrive su questo blog lo ha portato spesso ed enfatizzare concetti legati alla "conoscenza", alla "cultura digitale" e a quel movimento di intelletti in rete, che si può definire "nuovo umanesimo". Tuttavia non ho mai nascosto la diffidenza sul pressapochismo imperante sul web, e sulla mancanza di approfondimento che spesso accompagna la scrittura in rete. Nella vita reale e, sopprattutto
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Informazione e conoscenza
di Caterina Policaro L’informazione è come l’acqua… | View | Upload your own Se l’informazione è l’acqua, la conoscenza è il suolo sul quale innaffiare le nuove idee. | View | Upload your own http://webeconoscenza.blogspot.com/ Tweet











