Archivio per la categoria lifestream
Quale formaggio scelgo? Aggregatori di social network e cose così…
Scritto da catepol in comunicazione, conversazioni, facebook, friendfeed, lifestream, reti sociali, social media, social network, socialsfera, twitter il 6 giugno 2009
Grandioso il paragone di Techcrunch, quasi meglio del mio “Ci son più social network che stelle in cielo“.
Borat che ha necessità di capire se tutto è “Cheese” come si fa a scegliere. Noi che tra Twitter, Friendfeed, Facebook, Meemi ecc. abbiamo necessità di capire cosa utilizzare, come utilizzarlo e soprattutto come aggregare tutta questa digital life e questo lifestreaming che produciamo in giro?
Ogni giorno nascono come funghi startup e servizi 2.0 e nuove applicazioni, siano esse per desktop, da utilizzare via Web e/o sui nostri stratosferici telefonini di ultimissima generazione. Tutte che si propongono di diventare la nostra porta di accesso principale al digital streaming nostro e dei nostri contatti. Io ebbi necessità di fare il disegnino, disegnino che dovrei pure aggiornare perchè col passare del tempo son cambiate le dinamiche del mio lifestreaming, in parte.
Ma quanta gente conosciamo a parte noi che ha veramente necessità di gestire account multipli e diversificati mediante una applicazione di terze parti che raggruppi insieme, che aggreghi in uno, tutti i nostri social network?
Solo per Twitter esistono tante di quelle applicazioni che ne ho perso anche il conto (questo post infatti andrebbe aggiornato prima o poi) eppure Twitter dalla pagina web rimane il modo migliore di Twittare alla faccia delle varie, seppur ottime, dozzine di applicazioni come TweetDeck, Twhirl / Seesmic Desktop, PeopleBrowsr, Sobees, Streamy, Tweetie, Nambu, TwitterBerry, e chi più ne ha più ne metta.
Io ad esempio uso la webpage di Twitter con l’accorgimento di PowerTwitter o il Twittergadget da Gmail
E Friendfeed? Alla fine il modo migliore per utilizzarlo è la web page (e le notifiche mail a cui si può rispondere direttamente).
Per non parlare delle svariate applicazioni che oramai permettono di utilizzare contemporaneamente, inviando messaggi sincronizzati da una parte all’altra tra FriendFeed, Facebook e Twitter. E tutti i sedicenti “social media strategist and expert” che esaltano le lodi degli account multipli e dei migliori aggregatori che possano offrire la “best-user-experience-known-to-mankind”, la miglior esperienza utente possibile per aggiornare dappertutto il proprio status.
It’s the ultimate social networking service aggregator update management tool, baby!
Ehy, baby, sappi che questo è il miglior servizio al mondo per l’aggiornamento dello status aggregato su tutti i servizi in modo che tu possa seguire ed interagire coi tuoi amici di facebook, twitter, friendfeed, meemi, e anche quelli su marte che utilizzano quel social network strano…tutto in questo meraviglioso nuovo cazzabubolo social che non puoi non avere, non installare, non provare ecc.
Arifaccio la domanda di Techcrunch a voi miei lettori :
Ma quanta gente conosciamo a parte noi che ha veramente necessità di gestire account multipli e diversificati mediante una applicazione di terze parti che raggruppi insieme, che aggreghi in uno, tutti i nostri social network?
Quanta gente ha davvero necessità di tutto ciò? Non si rischia con gli aggregatori di social network di fare solo più rumore, perdere solo più tempo, distrarsi troppo su cose meno importanti per la smania di seguire il flusso di tutto e di tutti (spesso e volentieri ripetuto e rilanciato ovunque, in maniera automatica)?
Quale formaggio scegliere tra gli aggregatori di social network? In un prossimo post vi spiego quale formaggio ho scelto io.
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La crisi del Word Write Web
Scritto da admin in conversazioni, elearning, lifestream, social media, social network, socialsfera, technorati il 12 febbraio 2009
Noi blogger siamo liquidi, curiosi e parecchio intrigati dalle nuove tendenze. Però abbiamo anche un fondamento “storico” basato su una dinamica che, per molti, viene messa in discussione per colpa o per merito del lifestream.
Di questo avevo già elucubrato a suo tempo assieme ad alcuni amici su questo post e in particolare questa mia rivendicazione mi sembra ancora attuale:
|
In aiuto a questo mio ulteriore approfondimento è emerso in questi ultimi giorni, un atteggiamento strano ma interessante che si è sviluppato attorno a un tema preciso.
Due elementi forti si sono rimodellati attorno a questo tema:
- La comunità professionale
- Il media di supporto alle relazioni
Per contestualizzare meglio, quasi tutti gli operatori della comunità professionale dell’eLearning sono blogger della prima ora e hanno da sempre utilizzato il blog sia per la didattica che per altri scopi.
Molti di loro hanno ritenuto ormai assodato che il sistema migliore per sviluppare “temi” e su questi “conversazioni” fosse il trackback e quindi il blog.
Invece la discussione si è sviluppata su Facebook.
Nulla di strano è il media killer del momento ma, se riuscite a leggere i commenti attorno alla discussione, moltissimi blogger della comunità professionale continuano a invitare i protagonisti a tornare sul proprio “personal-blog” per approfondire la discussione.
Che sta succedendo?
Nulla di strano, le conversazioni sono liquide e si propagano dove trovano il canale è meno “drenante”. E sembra che Facebook lo sia. Almeno per alcuni.
Ma tornando al concetto di Word Write Web, era alquanto convincente e consolidato che un sistema di tracciamento delle conversazioni basato sul trackback, come Technorati (servizio a cui avevo dedicato un approfondimento) fosse bastante e sufficientemente disposto ad evolvere in seguito alle naturali evoluzioni della blogosfera.
Invece c’è un sintomo che nessuno può tacere. Technorati sta evidenziando che le conversazioni italiane sono in crisi. Basta guardare il sistema di ranking (il contatore di link in entrata per capirsi) che inesorabilmente sta calando per tutti i blog italiani.
Che succede? Siamo i peggiori? Siamo dei cazzari?
No, semplicemente siamo i più fanatici e intrigati dalle nuove tendenze e stiamo abbandonando il blog per rincorrere Facebook.
Una soluzione ci sarebbe e tecnicamente andrebbe studiata. Come IntensDebate riesce a legare le discussioni che avvengono fra FriendFeed e il proprio blog, analoga soluzione andrebbe studiata per Facebook.
Altrimenti, continueremo a disperdere le discussioni nei rivoli meno “drenanti” che non troveranno mai il fiume principale e resteranno degli affluenti morti!
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Meemi.com si rifà il look
Scritto da admin in lifestream, meemi, microblogging il 20 novembre 2008
Cari amici, voi pensavate che vi parlassi del nuovo look di Gmail? Nemmeno per sogno. Nulla al confronto di quello che stanno facendo i talenti di casa nostra.
E ovviamente sto parlando di Enrico! E questa marketta è dovuta anche perchè devo ringraziarlo della cartolina che mi ha spedito dalla grande mela :-)
Quindi, via con le novità e………..iscrivetevi a Meemi è un microblogging tutto a base di mozzarelle di bufala e pastiera :-)
Come annunciato, sono arrivate le novità. Meemi.com muove il primo
“grande” passo introducendo alcune importanti novità.
* Utente speciale
Abbiamo con noi un utente speciale che posterà news, curiosità e tutto
ciò che riguarda il mondo di Meemi. Segui quest’utente per essere sempre
aggiornato sulle ultime novità.
http://meemi.com/meemi
* Ricerca
A grande richiesta è stata implementata la ricerca semplice tra i meemi,
potrai scoprire chi parla di te, gli argomenti in primo piano e tantissimi
meemi divertenti.
http://meemi.com/p/help
* Termini del servizio
Sono stati aggiornati i “termini del servizio”.
http://meemi.com/p/tos
* URL unica
Come opzione è stata introdotta la possibilità di avere un URL unica per
ogni meme in modo da facilitarne la condivisione (esempio:
http://meemi.com/user/123 -> http://meemi.com/user/u/url-
utente avrà la lista completa delle propie URL uniche nella barra
laterale.
http://meemi.com/p/help
http://meemi.com/meemi/u/
* Nuovo stile per i memi evento
I meemi evento hanno un nuovo stile di visualizzazione.
http://meemi.com/p/meme-sfera/
* Nuova grafica
La grafica è stata interamente ridisegnata per essere più user friendly
(attendiamo feedback: feedback@meemi.com).
* API Sono state rilasciate le nuove API e già alcune applicazioni iniziano ad
usarle. http://meemi.com/p/api
* Maggiore velocità
Incremento della velocità grazie ad una ottimizzazione del codice e del
DataBase
* In arrivo
Ricerca avanzata, posting tramite MAIL ed EMOTICONS
Aspettiamo i tuoi feedback sulle novità e siamo aperti a suggerimenti ed
idee per il futuro.
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Socialsfera
Scritto da admin in conoscenza, lifestream, social media, social network, socialsfera il 27 settembre 2008
L’altro giorno ho coniato il termine “SOCIALSFERA” per contestualizzare (opera assai ardua) quell’ insieme di persone, di servizi e di conversazioni che si intrecciano e si sviluppano grazie alla capacità di alcuni strumenti (detti anche aggregatori di lifestream) di non drenare i contenuti e le conversazioni che sugli stessi si sviluppano.
Affermare che una persona o il suo blog o il suo spazio su Flickr piuttosto che il feed del suo reader siano parte di un insieme è cosa assai ardua. Ma grazie agli strumenti di aggregazione si potrebbe definire questo contesto social-digitale come “SOCIALSFERA”.
Non è come l’appartenenza a un singolo Social Network. E’ l’appartenenza a qualcosa di più liquido.
Che ne pensate?
Io non lo deposito come suggerisce Maurizio :-) Piuttosto, se decolla, lo proponiamo per Wikipedia :-) LOL!
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Ancora sul lifestream……
Scritto da admin in lifestream, tools il 18 agosto 2008
Ieri si discuteva su FriendFeed sull’annosa questione relativa al “dominio” dei commenti sui vari Social Media.
Un paio di link utili per Tumblr e Blogger , per Moviabletype e per Wordpress!
Così per condividere. (Thanks to Antonio e Lezionidistile)
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Tanti nemici tanto onore
Scritto da admin in conoscenza, conversazioni, economia, friendfeed, lifestream, social media, tools, twitter il 15 agosto 2008
E tanti amici?
Sono questi giorni di Agosto, secondo me, che stanno facendo esplodere definitivamente la dimensione del “lifestream”!
Ne parlavo diversi mesi fa quando i primi vagiti degli aggregatori di servizi 2.0 facevano intravvedere delle opportunità che, oggi, sono tangibili attraverso i SOLITI strumenti abilitanti. I social media. E primo fra tutti Friend Feed.
Per ora la maggior parte del tempo da decicare a questa attività avviene via web, ma non manca poi molto alla diffusione in mobilità!
Il lifesream è fatica!
Nulla di nuovo, lo dicevo già in tempi non sospetti. E lo pensano in molti. E’ l’affermarsi della “partecipazione” sul web: per mantenere le relazioni e, attraverso le stesse, apprendere. Nutrirsi di conoscenza.
L’aspetto sociale di queste attività in rete mi intriga parecchio. Chi mi segue sa che in questi giorni ho cercato di approfondire i temi legati ai link fra persone e fra reti. Relazioni insomma.
Sa anche che, per quanto mi riguarda, SOLO ad Agosto riesco ad avere una soglia di attenzione così alta. Son convinto che non potrei farlo durante altri periodi.
Perimetro o globalità senza filtri?
Due nuovi strumenti stanno incuriosendo gfli abitanti della rete in questi ultimi giorni: FireEagle e e Brightkite. Sono l’estensione e la logica conseguenza di altri strumenti/servizi già affermati come Dopplr, solo per citare un esempio.
Con questi servizi si arriva a condividere con tutti i potenziali utenti, o con la propria rete di “friends”, la posizione geografica in tempo reale, condita magari da foto scattate con il cellulare e/o commenti testuali ed altri contenuti. Intrigante vero?
Aggregare tutto
Frequentando lo scorrere della vita dei miei “friends” mi incuriosiva la richiesta di Donato di stamane: “aggregare il proprio lifestreaming in una sola pagina“. Sembra questa, infatti, la necessità dei più talentuosi sul web. Diminuire la fatica indotta dai troppi strumenti e individuare un aggregatore intelligente che permetta di tenere tutto sottocontrollo.
C’è quindi la necessità di restare all’erta. In tempo reale acquisire più conoscenza possibile. Magari dai contatti fiduciati. Dalla rete di fiducia, dal cosidetto “circle of trust”! Quanto di ludico e quanto di professionale c’è in questo?
La solita ganga
Solo due giorni fa con Gino e Maddalena si conveniva sul fatto che i “talenti” del web in Italia sono sempre gli stessi, tutti noti e tutti interconnessi. E qui si concentra un po’ la riflessione. Il fatto che son sempre gli stessi a utilizzare e promuovere queste tecnologie, e che perdono più tempo o investono più tempo. Tutto ciò è economicamente un vantaggio?
Molti di loro (di cui sono contentissimo di essere diventato conoscente e anche amico) hanno, secondo me, lo spirito giusto. Sentono che il ruolo che si sono ricavati non è un opportunità solo per la loro crescita professionale, ma lo è anche per la crescita del sistema paese. E sanno evangelizzare e anche includere. Altri si chiudono in cluster e contaminano il cluster dal di dentro. Diciamo che sono più conservativi. Per carità nulla di polemico. Questi comportamenti sono dettati da fiducia reciproca, conoscenza diretta, magari anche condivisione di valori e ideali generazionali. Ma non generano economia.
Sono come il bar o la parrocchia dove esiste un concetto di economia chiusa ma sostenibile. Dove ci si scambiano le dritte, i favori e le opportunità: “quell’idraulico è amico mio e te lo consiglio”, “vai da quell’artigiano e di che ti mando io”, ecc. O come diceva Niki: “Ci si rivolge più volentieri agli amici degli amici, si procede per presentazioni, ecc. D’altro canto, se dovessi aver bisogno di una consulenza in un campo qualsiasi mi rivolgerei prima a chi conosco“.
Tanti amici poca economia
Ieri sera condividevo su FriendFeed questo post di Jessica Hagy e l’immagine che acccompagnava l’articolo:
La discussione, generata sul lifestream di FriendFeed, ha portato Gino a farne una modifica. O meglio una riflessione.
Stiamo generando economia e competitività?
Dipende. Infatti, molti dei miei “friends”, condividono con me anche dei momenti professionali. Molti degli abitanti della rete che conosco direttamente, mi invitano a partecipare e condividere momenti professionali. E io pure li invito a tutti gli eventi/momenti professionali di cui ho un certo governo. Se poi, per mia fortuna, ho un incidenza sulle scelte dell’azienda o del sistema dove lavoro, questi interlocutori professionali diventano strategici.
L’armonia di intenti e di metodologie favorisce infatti, oltre allo scambio culturale, anche una visione economica che ci porta a fare meglio. Ma non è da tutti. Per altri la palestra ideale è il perimetro del proprio cluster. L’ecosistema si sviluppa e si rafforza solo dentro quel cluster. E diventa “pensiero unico“, come manifestava un commentatore su questo blog riferendosi ad altre tematiche.
Ma il concetto mi fa paura. L’abilità dentro il cluster, la contaminazione interna e il “pensiero unico” dentro un ecosistema chiuso e fiduciato, non generano economia, am stagnazione. La relazione professionale quasi ossessiva, mette in contatto i talenti ma li mette anche in contradittorio e genera dubbi. Questo è positivo, perchè emergono le scelte migliori non per i singoli, ma per il sistema.
Link o relazione professionale?
E’ ovvio che sviluppando un link non si stabilisce automaticamente una relazione professionale. Partecipare agli aggregatori di lifestream non è sempre proattivo. A volte è reattivo e individuale.
Questo aspetto mi lascia perplesso. Conservare il link per acquisire conoscenza, ma non riuscire a sviluppare economia dalla conoscenza è un po’ sterile. Per alcuni magari “ludico”. Ma serve davvero poco!
Nel lavoro
Queste dinamiche mi sono utilissime nel mio ambito lavorativo. Proprio in questi giorni, in azienda, abbiamo terminato la migrazione alla nuova versione di Sharepoint dove gli strumenti abilitanti sono tutti presenti: aggregatori, comunicazione sincrona, social networking, presenza e georeferenziazione.
Dell’impatto sull’utenza ma, soprattutto, sul valore che potrà scaturire dall’adozione di questi media abilitanti vi relazionerò.
Per ora constato che è Agosto e riesco a stare al passo. Rinunciando un po’ alle attenzioni per i miei cari. Ma non può essere sempre così. Il Lifestream è possibile se hai una moglie molto paziente.






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