Sto monitorando da tempo una serie di servizi che offrono valore aggiunto a Twitter. Oggi, è probabile che la mia Twitterboard: http://twitter.com/#!/webeconoscenza spari diversi update automatici. Dunque, allacciate le cinture e seguite i miei tweet di oggi Tweet
Archive for the ‘social network’ Category:
Continuare a condividere da Google Reader ai social
Google Reader cambia, per decisione di Google. Cambia la grafica, Google Reader viene praticamente unito a Google+, spariscono i contatti e quindi le loro risorse condivise, sparisce il bottoncino Share/condividi, rimane solo il +1, spariscono i Google Shared, molte funzioni sociali di Google Reader vengono eliminate. Da social diventa a-social, in pratica. Si, avete capito bene. Lo strumento che fino a poco fa ci permetteva di aggregare gli RSS di quello che ci interessava leggere e poi condividere le risorse interessanti con i nostri contatti su Google reader stesso oppure inviandole anche sui nostri social network con un solo clic sull’icona Share, perde tutto questo. Google Reader ritira la possibilità di following, friending, shared link. Rimane l’aggregazione degli RSS, si
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Aggregatori personali
Riprendo da dove mi ero fermato, ovvero dagli aggregatori personali, per analizzare l’evoluzione di quelli professionali. Credo che, alla fine, i tentativi di automatizzare degli aggregatori di notizie “ready for you”, sia funzionale alle nuove device, iPad in primis e alla capacità degli utenti di ergersi (sometimes) a veri e propri citizen journalist o semplicemnte pusher di news. Anche l’esperimento di Linkedin Today va in questo senso e non a caso viene definito: Social Wall Street Journal LinkedIn Mobile News Cafes from Manifold on Vimeo. Resto dell’idea che il buon vecchio aggregatore di feed (Google reader in primis) con la sua capacità di categorizzare e di ricevere suggerimenti social, resti ancora il miglior strumento per aggregare news e segnalazioni
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Il traino del mainstream
Chi ha seguito le mie lezioni sui social media e social network (o ha solo dato un occhiata alle mie slides su Slideshare) sa che imputo al mainstream, e alla televisione in primis, una grande responsabilità di traino. Ovviamente sto parlando del contesto italiano dove You Tube è stato sdoganato dal Tg1 e dai servizi (negativi) sul bullismo, o di Facebook che si sviluppa anche grazie al traino delle trasmissioni radiofoniche e televisive che invitano alla “fan mania”. Twitter non è da meno e lentamente si sta guadagnando un traino dal mainstream, specialmente dai canali SKY. Il video che segue è uno spaccato del futuro prossimo che, grazie al traino porterà a un ibridazione fra mainstream e new media…….o forse,
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1 GB in più su Dropbox per tutti
Dropbox, il servizio utilissimo per archiviare, sincronizzare con tutti i device e condividere i nostri file, regala 1GB di spazio in più a chi risolve il Dropquest. Se non sei ancora registrato, registrati da qui: http://www.dropbox.com Si comincia da qui https://www.dropbox.com/dropquest2011 e si dovrebbero risolvere e indovinare tutti gli step per guadagnare 1 GB di spazio alla fine del gioco. Ovviamente si trovano già le soluzioni in rete. Io le ho trovate qui su questo forum, le ho seguite passo passo, ho ottenuto il GB in pochissimo tempo: http://www.fatwallet.com/forums/hot-deals/1066357/ Ve le riporto: Step 1 Si comincia da qui: https://www.dropbox.com/dropquest2011 Step 2 https://www.dropbox.com/dropquest2011/D Domanda: 5305404/18681 = ? Risposta: 284 La risposta è cliccare il link successivo: Step 3 http://forums.dropbox.com/topic.php?id=284 cliccare il link
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E tu che utente Faccialibro sei?
Post di catepol Alcune tipologie di utenti Facebook in questo video in spagnolo (ma comprensibilissimo). Facebook ha cambiato la vita veramente a tutti, notare l’età media degli utenti del filmato. C’è l’utente Pragmatico…capace di annunciare la morte del marito in tempo reale su Facebook. C’è l’utente Ossessionato il cui obiettivo è avere quanti più amici possibile. Per ottenerli si inventa account di parenti defunti e diventa amico anche di Beethoven e Mario Bros. Altra tipologia di utente Facebook: quello che ti deve raccontare la sua vita minuto per minuto. Son le 7.30 e sto cagando. Son le 7.31 e ho finito di cagare… Ultima tipologia di utente Facebook nel video: l’Imprudente. Colui che mette tutte le foto su Facebook, soprattutto
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Internet è morta. Facebook indagato.
Post di catepol. Guido Scorza (intervistato da Byoblu) ci spiega un paio di cosette su Facebook, privacy e chi decide se i nostri contenuti siano degni o meno di stare sul Faccialibro ecc. Tutto riassumibile nel mio “Facebook dà, Facebook toglie” o anche “Quello che metti su Facebook non è tuo ma è di Facebook”. Buona visione. Il tuo Facebook non è esattamente il tuo Facebook. I contenuti che gli affidi non sono più tuoi. Hai voglia a protestare perchè ti hanno segato il profilo o chiuso una pagina. Buona visione. Tweet
La visibilità su Facebook dipende dalla socialità
La visibilità su Facebook è una questione di socialità, interazione e conversazione con i propri contatti e fan, non di numeri. E’ questione di socialsfera e di come la gestiamo. Volendo spiegarlo come se avessimo tutti 5 anni: il compagno delle elementari che mi ha chiesto l’amicizia e che ho aggiunto come contatto perchè non lo vedo mai in bacheca? Può essere che abbia una vita banale e non aggiorni mai il suo status? Poi vado sulla sua bacheca e scopro che non è così. Se non abbiamo mai interagito in qualche modo dopo la richiesta/approvazione di amicizia non vedremo i nostri reciproci aggiornamenti (a meno che non abbiamo entrambi meno di 250 tra amici e pagine a cui siamo iscritti).
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Geolocalizzativillo!!!
Post originale di catepol. Geolocalizzazione anche da Facebook, lanciata stanotte. Si tratta della nuova funzionalità basata sulla geolocalizzazione chiamata Places (Luoghi, in Italiano) Si accede o dalla Facebook application for iPhone oppure da questo link touch.facebook.com (se il browser del telefonino supporta HTML 5 e geolocalizzazione). Prima di cominciare a geolocalizzarvi ovunque leggete almeno le FAQ sulla funzione Luoghi di Facebook e andate a rivedere le impostazioni sulla privacy per controllare i tag e chi può vedere i check in (di default solo gli amici, ma possiamo cambiare e decidere a chi far vedere). Con Places possiamo inserire automaticamente sul nostro status, quando lo aggiorniamo, anche le informazioni riguardanti il dove siamo in quel momento, geolocalizzato dal nostro telefonino. Tutto ciò finisce sulla bacheca, quindi sul
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Nearby
In questo mesetto estivo, nel quale sto girovagando per l’America’ faccio uso quotidiano dei servizi di geolocalizzazione. Essendo armato di solo palmare, nell’ordine, privilegio Aroundme, Tripwolf, Forsquare e Gowalla. Con i primi due e’ abbastanza semplice ed immediato venire a conoscenza di quali attrazioni, servizi o esercizi commerciali si trovano nel raggio di pochi chilometri. Grazie alla capillarita’ di hotspot gratuiti quasi dappertutto, una volta individuato il punto di interesse e’ sufficente attivare il percorso assistito per raggiungere la destinazione senza gravare sulla bolletta telefonica. Una volta raggiunto il luogo di interesse, entrano in gioco Forsquare e Gowalla. Entrambi sono utilissimi per la scelta degli esercizi commerciali. Infatti, la funzione piu’ interessante di questi due social network emergenti e’ quella
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Il 2.0 spiegato dai Beatles
(via Funky Professor) The Beatles 2.0 View more videos from Tal Dromi. (NB ciao sono @catepol e non riesco a far vedere le slides direttamente nel post, il titolare non c’è, come sapete passo di qua ad innaffiare il giardino, se riesco a risolvere questa questione tecnica vedrete le slides, altrimenti cliccate sul link) Tweet
Cloud Company now?
I cambiamenti sono già avvenuti. Open innovation, l’innovazione aperta è realtà. [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Naf0jxDd-R0[/youtube] In questo momento il numero degli account aperti sui social network ha superato il numero degli account email. L’utilizzo dei social network è praticamente due volte l’utilizzo della mail. ah, son 2 anni e mezzo che le mail sono state superate dai social network…non è questione di oggi. Linkedin, social network professionale, ha milioni di nuovi utenti al mese. Negli USA, facebook la fa da padrone. Su Facebook ogni giorno viaggiano circa 3 miliardi e mezzo di contenuti condivisi dagli utenti. 400 milioni di utenti su Facebook, di cui almeno la metà ci entrano ogni giorno. Di questi, 100 milioni accedono a Facebook da un telefonino, da connessioni
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Wikipedia vs Meemi
Avete presente Meemi? Il social network o servizio di microblogging che dir si voglia, tutto italiano con questi onorabilissimi numeri di utenza e diffusione, presente sul web italiano da almeno 3 anni? E’ accaduto un fatto grave. Su Wikipedia qualcuno degli stessi utenti Meemi ha provato a creare giustamente la voce Meemi (esiste per Twitter, Facebook e, diciamocelo, esiste una voce Wikipedia per qualuque cazzata 2.0 e non che vi venga in mente). La voce “Meemi” viene creata prendendo esempio dalla struttura delle voci di altri Social Network quali Facebook, FriendFeed e Twitter… E visto che ne abbiamo l’immagine, giudicate voi se abbia o meno diritto di stare su Wikipedia. Due amministratori di Wikipedia decidono “arbitrariamente” in pochi minuti dalla pubblicazione che è pubblicitarie e un
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La sindrome del bottone
Son tempi duri per i link! Molto duri. Sabato ho ascoltato con interesse lo speech, e il successivo Q&A, di Mr. Jimbo mentre gran parte della chiaccherata scivolava via sulle tecnologie e sul potere delle connessioni. Già, il potere delle connessioni. In questi giorni sembra che la teoria dei sei gradi di separazione sia tornata in auge come non mai. Sembra che, come conseguenza ai nuovi scenari annunciati da Zuckerberg, la smania da bottone pervada la socialsfera come non mai. Perchè? Quale lo scopo! Allargare le relazioni attraverso nuove connessioni. What else? Ma è poi così importante o, riferito ovviamente al piccolo contesto della blogosfera, è meglio concentrarsi sui contenuti? Marco Freccero lo dice sempre nei suoi post, la qualità del
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Bye bye Ning
La decisione di Ning di abbandonare i servizi Free non mi trova impreparato e nemmeno mi crea particolari ansie. Ultimamente c’era un overload insopportabile, troppo spam, e non avevo certo intenzione di aderire ad ogni nuova proposta di partecipazione sulle reti create nel palinsesto di Ning che, ormai, piovevano da ogni dove. Ne parlavamo ieri sera a cena. Anni orsono ho utilizzato Ning per diversi progetti e sviluppo di comunità. Non era male, anzi, un buon prodotto per reti di contesto, associazioni, intranet on the cloud, ecc. Ci sarà una grande mortalità nel mondo dell’associazionismo, specialmente negli USA, ed è un peccato ma, forse, questo strumento potrebbe evolvere verso un ottica di corporate social networking. Fastcompany ne descrive molto bene la
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Connessi possiamo di più
di catepol Connessi possiamo di più. Che sia via telefono o via internet. Connessi possiamo di più. [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=qpN2v6oXKeY[/youtube] Connected we can do more (Movistar Peru). Un operatore di telefonia, uno spot sull’importanza di essere connessi con il resto del mondo o col proprio vicino di casa, connessi possiamo di più. Altro che Belen, più internet per Totti e la Hunziker delle connessioni e della telefonia mobile de noantri. Altro che le faide friendfeediane che tirano in ballo le aziende ti telecomunicazione nazionale. Le tecnologie connettono persone, prima di tutto. Persone che hanno voglia di comunicare. Un triliardo di nodi connessi in rete, ricordate? Connessi possiamo di più. Connected we can do more. Tweet
Un triliardo di nodi connessi in rete
di catepol E tu sai quanto è grande un triliardo? E un triliardo di persone connesse sai quante sono? Dove le mettiamo? Il video che segue non è esclusivo sui social media ed il loro sviluppo, ma sulla rete internet più in generale e sulla sua crescita. Troppe informazioni. Un triliardo di nodi di uno stesso ecosistema connesso in vari modi. Persone dietro le informazioni che circolano, persone chiamate a far parte della rete, ad essere un nodo tra i nodi, a connettere e connettersi. Internet è il futuro di internet. Enjoy. (via Twittown) [vimeo]http://vimeo.com/7395079[/vimeo] Tweet











