Archivio per la categoria social network
Non usi Twitter? Sei passibile di arresto!
Scritto da gigicogo in social network, twitter il 24 novembre 2009
E’ quello che è successo vicino a New York al centro commerciale Roosvelt Field dove centinaia di ragazzine tamarre erano in attesa del cantante canadese Justin Bieber che, purtroppo, sembrava restio a presentarsi.
Gli organizzatori avevano imposto a un funzionario della Island di “twittare” nel caso la situazione fosse degenerata. Bene (o male), il tizio non lo ha fatto e quindi è stato arrestato.
Fine delle trasmissioni dal pianeta “next future is now”!
Post correlati
Un po’ meno professionale
Scritto da gigicogo in conoscenza, social network il 10 novembre 2009
Linkedin si allea con Twitter (o viceversa).
L’annuncio, pone fine a rumors e indiscrezioni e, nei prossimi giorni, potremo far interagire il nostro status o i nostri post su Twitter direttamente nella streamline di Linkedin.
La cosa non mi entusiasma. Amo la sobrietà di Linkedin e questa contaminazione rischia di rendere il tutto un po’ troppo tamarro. Ma son personalissime considerazioni.
Post correlati
Garanti a confronto
Scritto da gigicogo in conoscenza, social network il 4 novembre 2009
Si apre oggi a Madrid la la 31ma Conferenza internazionale sulla protezione dei dati, alla quale partecipera’ anche l’Autorita’ italiana.
Alla Conferenza si parlera’ anche di social network, Web 2.0, di responsabilita’ delle imprese, di giornalismo digitale, di nuove tecniche pubblicitarie: “…De este modo una de las principales cuestiones sobre las que se hará un profundo análisis será el imparable desarrollo que están experimentando las tecnologías de la información y sobre todas ellas Internet, una herramienta imprescindible en la sociedad actual, pero sobre la que hay que reflexionar ante la proliferación de nuevos servicios, como las redes sociales, por su impacto en el ámbito de la protección de datos y
la privacidad….”
Aspettiamo gli atti, con un certo interesse.
Post correlati
I social network al tempo della retorica
Scritto da gigicogo in My Life, reti sociali, social network, socialsfera, web 2.0 il 21 settembre 2009
Che il bloggante si sia espresso in tempi non sospetti sui fenomeni del microblogging e del lifestream è ormai scritto su Wikipedia! (la voce l’ho davvero aggiunta io con il contributo di @Catepol). Ma più in generale è il tema del Social Networking che è stato trattato in questo spazio diverse volte, animando dibattiti e riflessioni.
L’amico Stefano (con il quale abbiamo conversato spesso in rete su questi argomenti) torna a stimolare il dibattito mettendo sul piatto una visione prospettica e geometrica di assimetria fra la dinamica del bloggare e quella del partecipare allo scorrere della vita sociale (lifestreaming?). Stefano tocca il tasto dolente dell’abbandono dei blog e punta il dito sulla mancanza di incisività delle “conversazioni liquide e frenetiche” tipiche del lifestream.
Il bloggante, ha osservato questo fenomeno con particolare attenzione nel corso degli ultimi anni e, diciamo, che la storia del lifestream che si è mangiato i blog, non lo convince del tutto. Interessante è anche l’osservazione di Gianluca: “FF non è simmetrico, per cui, al contrario di FB (almeno in certa misura) ricrea (almeno in potenza) il fenomeno dei 1000 follower/100 following con formazione spontanea di Friendfeedstar (che in certi casi ricalcano le Blogstar, ma non sempre)“.
Su queste analisi, comunque, si gioca un po’ la credibilità del fenomeno “socialsfera” (ormai ex-blogosfera) che, diciamolo, in Italia non ha espresso mai un grande valore e nemmeno un movimento incisivo e credibile.
Il blogger italico (o per lo meno quella sporca trentina che dal 2003 si è costituita in clan) ha fondato la sua esistenza su due fattori portanti e importanti: il narcisismo del consenso e le relazioni esclusive.
Il narcisismo del consenso è un nettare essenziale alla sopravvivenza della specie. Il commento, il backlink, sono il riscontro ossessivo ma indispensabile al lavoro di redazione del post. Mentre la relazione esclusiva rafforza il clan, lo contestualizza e lo eleva ad elite (sarebbe banale chiamarlo blogroll, ma di fatto, tecnicamente, lo è!).
Ed era così prima che si spezzasse l’incantesimo. Prima che l’onda anomala del lifestream mettesse (o rimettesse) in discussione tutto. Quanti eravamo su Facebook fino a 2 anni fa? Pochi credo. Qualche decina di migliaia in tutta Italia e qualche centinaio fra i blogger che, in qualche modo, si relazionano attraverso gli hub forti!
![]()
Ed eccoli li! I 6 gradi di separazione sono scoppiati. Esplosi, implosi, frantumati in un Big Bang…….che ha generato nuove relazioni, nuovi link, nuovi piccoli e grandi attori della parte abitata della rete che non hanno mai conosciuto: il prima.
Ieri ho chiesto alle mie figlie (22 e 18 anni) che cos’è OGGI il web. Mi hanno risposto senza esitazione: “E’ Facebook!”. Questa consapevolezza ancora non è così permeata nel vecchio clan. Qualcuno ha provato a capire, a collegare, a relazionare i vari mondi con Friendfeed e altri cazzabubboli. Ma il Big Bang ha creato nuove galassie, non ha rimodulato quelle esistenti.
Il Big Bang ha creato nuovi pianeti, incoscenti del prima e privi di relazioni subordinate. Un esempio su tutti (tecnico purtroppo): Ho chiesto a molti miei contatti di Facebook che si divertono a commentare i miei post direttamente da DENTRO la piattaforma di Facebook (grazie alla funzione dell’app Networkedblogs), se fossero a conoscenza che quella era una funzione che collegava il mio blog personale (L’ORIGINALE) a Facebook. Ovviamente no. Ma non gli e ne frega nulla! Il fatto che esista o non esista un blog da decenni, non gli sposta una virgola. E’ solo retorica, puro esercizio dialettico su “definizioni”. Blog, Social Network? E’ il web bellezza! Le sue sfumature sono dettagli.
Alla fine qualcuno se ne sta andando. Del vecchio clan si stan perdendo le traccie. Il Big Bang ha ucciso il loro narcisismo? Ha ucciso la loro creatività? O ha messo in discussione le relazioni esclusive? Non ho la risposta, anche perchè io stesso mi muovo con difficoltà e con una certa schizzofrenia dentro questi ambienti mutevoli e mutanti.
Twitter ad esempio. Nel 2006 ne ero un fan. Oggi che lo usa la casalinga di Voghera (e che i contenuti sono davvero discutibili) non mi attrae quasi più. Quindi il virus del clan ha colpito anche me? Forse si! E’ la solita storia, vecchia come il cucco. Si stava meglio quando si stava peggio! Si stava meglio quando eravamo 4 gatti!
Cosa insegna tutto ciò? Forse che le dinamiche non si possono determinare in pochi ma, che le stesse, sono frutto di diversi e differenti approcci. Gli stili di vita si subiscono e non si determinano. Ahimè! E forse quelle di BJ Fogg sono solo delle pie illusioni.
La follia dell’uomo non ha limiti e anche il Social Networking non sa come definire se stesso, perchè chi lo anima è ancora alla ricerca di un identità che, troppo spesso, si confonde solo con la visibilità. E quando questa ne risente, tutto si rimette in discussione.
A proposito. Che fine ha fatto Wave?
Post correlati
I twitt di Frattini
Scritto da gigicogo in social network, twitter il 29 giugno 2009
Il nostro ministro più dandy, si fa geek e sbarca su Twitter. Vuoi vedere che è la volta buona che convinco…….il datore di lavoro!
Post correlati
Pulizie d’estate – Comunità di viaggi
Scritto da gigicogo in social media, social network il 26 giugno 2009
Dopo aver messo ordine a Dopplr e Tripit, due servizi di organizzazione e condivisione viaggi, ieri sera ho messo ordine alle comunità.
Sinora ho avuto modo di utilizzare pochissimo MyBaggy, EverTrail e Travelpod (chissà quanti altri ce ne sono), ma ho compreso le potenzialità e le opportunità derivate da un buon uso degli stessi.
MyBaggy è un servizio italiano molto orientato ai “reportage”, curato dalla Freetravel Srl. Su questo portale di community è possibile caricare contenuti di tutti i tipi (recensioni testuali, foto, video, racconti in podcast, ecc.).
Alcuni di questi sono vere e proprie markette della redazione, con annesse pubblicità alla struttura proposta ma, ovviamente, ci deve essere un modello di business dietro e le sponsorizzazioni che si evincono dall’ultimo contest, sono tutte tese a proporre dei pacchetti vacanza tipici ma, con l’apertura al commento, alla valutazione da parte degli utenti e alla discussione sugli stessi. Insomma, sempre di web sociale si tratta :-)
Tutti gli strumenti di social-sharing, infatti, vengono utilizzati al meglio e i mash-up con le mappe aiutano a contestualizzare bene gli argomenti.
Nonostante il canale Facebook, quello Twitter, ecc., il servizio non ha attecchito molto fra i soliti abitanti della rete, ma forse non è quello l’obiettivo, anche perchè i blogger raccontano le loro avventure negli spazi personali del loro diario.
EverTrail si muove, invece, più sulla dinamica della georeferenziazione. Infatti è basato sulla condivisione di percorsi fra gli amanti del GPS. Anche in questo caso è d’obbligo l’interoperabilità, ed ecco che ci viene in aiuto la possibilità di inserire le foto da Flickr per arricchire i racconti dei nostri percorsi. E poi, soliti sistemi di notifica, in primis Facebook e Twitter.
L’apoteosi si raggiunge sfruttando l’applicazione per iPhone che permette di inserire le coordinate e di inviare in real time a EverTrail il proprio percorso.

Su questo servizio ho trovato pochi abitanti digitali che conosco, ma va bene così, vediamo se questo post, dopo quello di Giovy, aiuta ad allargare la combriccola.
Il mio parere è che sia assolutamente adatto per gli appassionati di bicicletta, piuttosto che di escursionismo e molto meno per chi deve raccontare viaggi ed esperienze, ma in questo ci aiuta Travelpod che si predispone a gestire un vero e proprio blog di viaggio per gli aderenti al servizio.
Su questo portale davvero killer, non mi dilungherò molto in quanto ho da poco registrato il profilo e provveduto ad inserire l’ultimo viaggio effettuato.
La gestione del blog è un po’ macchinosa, ma poi riesce ad offrire una serie di vantaggi derivati dall’enorme visibilità del servizio e, in particolar modo, dalle incredibili opportunità di scoprire tariffe, giudizi e commenti sui luoghi e sulle strutture visitate e proposte anche dai provider più famosi com Expedia, Booking.com o Tripadvisor.
Vabbè, ho rimesso in ordine i gradimenti e le considerazioni su quest’area dei miei socialcazzabubboli, la prossima settimana mi dedicherò ai servizi di fotosharing. Ma anche no :-)
Post correlati
Pulizie d’estate – Dopplr
Scritto da gigicogo in social media, social network il 24 giugno 2009
Dopo aver messo un po’di ordine a TripIt e rivisitato la categoria “viaggi” nell’aggregatore della sociopalla, mi son messo di buzzo buono e ho ravanato il mio profilo di Dopplr che, negli ultimi mesi, avevo lasciato ammuffire.
Ho trovato davvero intrigante l’interoperabilità con Flickr e in due click Dopplr ha riconosciuto le foto scattate durante i miei viaggi recenti, pubblicandole con estrema coerenza.
Certo, questa funzionalità (ma anche l’accoppiata con Facebook) fa percepire immediatamente che Dopplr ha una connotazione più sociale e quindi diversa da TripIt, il quale si predispone meglio all’utilizzo professionale. Ma va bene così, anzi ho notato che il servizio è molto utilizzato dagli abitanti della rete e questo lo si evince dal fatto che ho già il triplo di friends su Dopplr rispetto a Tripit. Gli altri me li ha sugeriti stasera in modo esemplare sfogliandoli fra i servizi con cui interopera :-)
Accattivante è anche il report sui viaggi, sulle coincidenze con i friends, ecc. che, diversamente da Tripit viene offerto in formato pdf, davvero ben costruito e simpatico da stampare:
Cosa manca? Un aplicazione mobile, ovviamente. Penso che un servizio basato sui viaggi debba ormai prevedere un aplicazione di instant status e blogging, inoltre manca una seria interoperabilità con servizi che possano suggerre tariffe aeree, tariffe alberghiere (Tablet e Zagat non mi sembrano servizi general purpose) e suggestion commerciali sui posti da visitare durante il viaggio. Tropo poco il rating degli utenti e una rivendita di guide on-line.
Keep in touch perchè ne sto provando altri e……suggerimenti su altri servizi analoghi sempre ben accetti.
Post correlati
Quale formaggio scelgo? Aggregatori di social network e cose così…
Scritto da catepol in comunicazione, conversazioni, facebook, friendfeed, lifestream, reti sociali, social media, social network, socialsfera, twitter il 6 giugno 2009
Grandioso il paragone di Techcrunch, quasi meglio del mio “Ci son più social network che stelle in cielo“.
Borat che ha necessità di capire se tutto è “Cheese” come si fa a scegliere. Noi che tra Twitter, Friendfeed, Facebook, Meemi ecc. abbiamo necessità di capire cosa utilizzare, come utilizzarlo e soprattutto come aggregare tutta questa digital life e questo lifestreaming che produciamo in giro?
Ogni giorno nascono come funghi startup e servizi 2.0 e nuove applicazioni, siano esse per desktop, da utilizzare via Web e/o sui nostri stratosferici telefonini di ultimissima generazione. Tutte che si propongono di diventare la nostra porta di accesso principale al digital streaming nostro e dei nostri contatti. Io ebbi necessità di fare il disegnino, disegnino che dovrei pure aggiornare perchè col passare del tempo son cambiate le dinamiche del mio lifestreaming, in parte.
Ma quanta gente conosciamo a parte noi che ha veramente necessità di gestire account multipli e diversificati mediante una applicazione di terze parti che raggruppi insieme, che aggreghi in uno, tutti i nostri social network?
Solo per Twitter esistono tante di quelle applicazioni che ne ho perso anche il conto (questo post infatti andrebbe aggiornato prima o poi) eppure Twitter dalla pagina web rimane il modo migliore di Twittare alla faccia delle varie, seppur ottime, dozzine di applicazioni come TweetDeck, Twhirl / Seesmic Desktop, PeopleBrowsr, Sobees, Streamy, Tweetie, Nambu, TwitterBerry, e chi più ne ha più ne metta.
Io ad esempio uso la webpage di Twitter con l’accorgimento di PowerTwitter o il Twittergadget da Gmail
E Friendfeed? Alla fine il modo migliore per utilizzarlo è la web page (e le notifiche mail a cui si può rispondere direttamente).
Per non parlare delle svariate applicazioni che oramai permettono di utilizzare contemporaneamente, inviando messaggi sincronizzati da una parte all’altra tra FriendFeed, Facebook e Twitter. E tutti i sedicenti “social media strategist and expert” che esaltano le lodi degli account multipli e dei migliori aggregatori che possano offrire la “best-user-experience-known-to-mankind”, la miglior esperienza utente possibile per aggiornare dappertutto il proprio status.
It’s the ultimate social networking service aggregator update management tool, baby!
Ehy, baby, sappi che questo è il miglior servizio al mondo per l’aggiornamento dello status aggregato su tutti i servizi in modo che tu possa seguire ed interagire coi tuoi amici di facebook, twitter, friendfeed, meemi, e anche quelli su marte che utilizzano quel social network strano…tutto in questo meraviglioso nuovo cazzabubolo social che non puoi non avere, non installare, non provare ecc.
Arifaccio la domanda di Techcrunch a voi miei lettori :
Ma quanta gente conosciamo a parte noi che ha veramente necessità di gestire account multipli e diversificati mediante una applicazione di terze parti che raggruppi insieme, che aggreghi in uno, tutti i nostri social network?
Quanta gente ha davvero necessità di tutto ciò? Non si rischia con gli aggregatori di social network di fare solo più rumore, perdere solo più tempo, distrarsi troppo su cose meno importanti per la smania di seguire il flusso di tutto e di tutti (spesso e volentieri ripetuto e rilanciato ovunque, in maniera automatica)?
Quale formaggio scegliere tra gli aggregatori di social network? In un prossimo post vi spiego quale formaggio ho scelto io.
![privacy[1] privacy[1]](http://www.webeconoscenza.net/wp-content/uploads/2009/11/privacy1.png)



Commenti recenti