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Archive for the ‘social web’ Category:


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Continuare a condividere da Google Reader ai social

Google Reader cambia, per decisione di Google. Cambia la grafica, Google Reader viene praticamente unito a Google+, spariscono i contatti e quindi le loro risorse condivise, sparisce il bottoncino Share/condividi, rimane solo il +1, spariscono i Google Shared, molte funzioni sociali di Google Reader vengono eliminate. Da social diventa a-social, in pratica. Si, avete capito bene. Lo strumento che fino a poco fa ci permetteva di aggregare gli RSS di quello che ci interessava leggere e poi condividere le risorse interessanti con i nostri contatti su Google reader stesso oppure inviandole anche sui nostri social network con un solo clic sull’icona Share, perde tutto questo. Google Reader ritira la possibilità di following, friending, shared link. Rimane l’aggregazione degli RSS, si

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Aggregatori personali

Riprendo da dove mi ero fermato, ovvero dagli aggregatori personali, per analizzare l’evoluzione di quelli professionali. Credo che, alla fine, i tentativi di automatizzare degli aggregatori di notizie “ready for you”, sia funzionale alle nuove device, iPad in primis e alla capacità degli utenti di ergersi (sometimes) a veri e propri citizen journalist o semplicemnte pusher di news. Anche l’esperimento di Linkedin Today va in questo senso e non a caso viene definito: Social Wall Street Journal LinkedIn Mobile News Cafes from Manifold on Vimeo.   Resto dell’idea che il buon vecchio aggregatore di feed (Google reader in primis) con la sua capacità di categorizzare e di ricevere suggerimenti social, resti ancora il miglior strumento per aggregare news e segnalazioni

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Omo senza lettere ieri, nel web sociale oggi

(post di catepol via Didattica col web 2.0) L’omo vitruviano di Leonardo, senza lettere un tempo, nel web sociale oggi. Per calcolare le proporzioni dell’uomo moderno non bastano più solo cerchio e quadrato. Il giusto equilibrio comprende anche la rete e i vari pezzi di identità che lasciamo in giro. Tweet

 
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La visibilità su Facebook dipende dalla socialità

La visibilità su Facebook è una questione di socialità, interazione e conversazione con i propri contatti e fan, non di numeri. E’ questione di socialsfera e di come la gestiamo. Volendo spiegarlo come se avessimo tutti 5 anni:  il compagno delle elementari che mi ha chiesto l’amicizia e che ho aggiunto come contatto perchè non lo vedo mai in bacheca? Può essere che abbia una vita banale e non aggiorni mai il suo status? Poi vado sulla sua bacheca e scopro che non è così. Se non abbiamo mai interagito in qualche modo dopo la richiesta/approvazione di amicizia non vedremo i nostri reciproci aggiornamenti (a meno che non abbiamo entrambi meno di 250 tra amici e pagine a cui siamo iscritti).

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Geolocalizzativillo!!!

Post originale di catepol. Geolocalizzazione anche da Facebook, lanciata stanotte. Si tratta della nuova funzionalità basata sulla geolocalizzazione chiamata Places (Luoghi, in Italiano) Si accede o dalla Facebook application for iPhone oppure da questo link touch.facebook.com (se il browser del telefonino supporta HTML 5 e geolocalizzazione). Prima di cominciare a geolocalizzarvi ovunque leggete almeno le FAQ sulla funzione Luoghi di Facebook e andate a rivedere le impostazioni sulla privacy per controllare i tag e chi può vedere i check in (di default solo gli amici, ma possiamo cambiare e decidere a chi far vedere). Con Places possiamo inserire automaticamente sul nostro status, quando lo aggiorniamo, anche le informazioni riguardanti il dove siamo in quel momento, geolocalizzato dal nostro telefonino. Tutto ciò finisce sulla bacheca, quindi sul

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Wikipedia vs Meemi

Avete presente Meemi? Il social network o servizio di microblogging che dir si voglia, tutto italiano con questi onorabilissimi numeri di utenza e diffusione, presente sul web italiano da almeno 3 anni? E’ accaduto un fatto grave. Su Wikipedia qualcuno degli stessi utenti Meemi ha provato a creare giustamente la voce Meemi (esiste per Twitter, Facebook e, diciamocelo, esiste una voce Wikipedia per qualuque cazzata 2.0 e non che vi venga in mente). La voce “Meemi” viene creata prendendo esempio dalla struttura delle voci di altri Social Network quali Facebook, FriendFeed e Twitter… E visto che ne abbiamo l’immagine, giudicate voi se abbia o meno diritto di stare su Wikipedia. Due amministratori di Wikipedia decidono “arbitrariamente” in pochi minuti dalla pubblicazione che è pubblicitarie e un

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2001: odissea nelle tecnologie mobile e sociali

(di catepol temporaneamente impossibilitata a postare sul suo blog) Un video pensato nel 2000 per pubblicizzare una compagnia telefonica svedese lanciata nel 2001 (da qui il nome) e poi, credo, finita nella bolla delle dotcom. Un cartone godibile che racconta i cambiamenti sociali e tecnologici della comunicazione attraverso telefonia e web. (via) [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=BFxZTqkOy9c[/youtube] Il focus è sulla facilità d’uso che devono avere le tecnologie per abilitare l’utente all’uso, perchè possano diventare sociali, perchè servano davvero a mettere in relazione le persone.  La visione è quella del “connettere le persone di tutto il mondo”. Comunicare: bisogno dell’uomo sin dall’età della pietra. Attraverso la comunicazione e l’interazione l’uomo ha potuto già da allora condividere informazioni e conoscenza. La tecnologia come l’invenzione della

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Feedsharing: segnalazioni condivise (1)

Propongo anche qui la rubrica Feedscrolling by catepol . Brevi segnalazioni, cose veloci che mi passano sotto gli occhi mentre faccio scrolling nel mio feed reader. Cose che magari possono interessare qualcuno. Cose che magari condivido velocemente su Friendfeed per appuntarmele, cose che vorrei farci un post, cose che poi magari il post non lo scrivo e finiscono nel flusso. Brevi dalla Blogosfera e non solo. Segnalazioni condivise Didattica, tecnologie, web 2.0 & co. Dal blog ai social network: in questo libro si parla anche di catepol. Education 2.0 Come gestire la propria Social Life dalla sidebar (solo per Win, purtroppo) Flowgram: gli screencast diventano slide condivisibili Learning Theories Aggiungi il bottoncino dei visitatori sul blog. Web 2.0 e disillusione.

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Animare per competere

Della necessità di animare le reti sociali avevo già scritto l’anno scorso su questo blog. Torno ora sull’argomento, stimolato da alcune recenti attività professionali e sociali che mi permettono di contestualizzarlo meglio. La crescita esponenziale dei fenomeni legati al “web partecipato” (o se volete chiamarlo web 2.0 va bene lo stesso) ha già messo in primo piano le persone a discapito, parzialmente, dei contenuti. Nel mondo business, infatti, si assiste ormai da diversi anni a una mutata attenzione nei confronti degli attori che ruotano attorno al brand o al prodotto. Per attori intendo sia quelli delle comunità aziendali (dipendenti e consulenti) ma ovviamente anche ai i consumatori/clienti. Il Cluetrain Manifesto, d’altronde, nel momento in cui aveva tracciato la strada che

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