letture

  • Calcio. Zarate fa il saluto fascista insieme ai tifosi della Lazio
    16 March 2010
    ROMA (16 marzo) - Domenica scorsa non poteva giocare perché squalificato dopo l'espulsione con la Sampdoria e così l'attaccante argentino della Lazio Mauro Zarate, invece di andare nella tribuna vip, è andato nella curva biancoceleste a seguire la partita persa dalla sua squadra a Bari.
  • Mestre. Bimbo tira una sedia alla maestra e la manda in ospedale
    16 March 2010
    MESTRE (16 marzo) - Uno sfogo improvviso, uno scatto di rabbia e la sedia che vola verso la maestra. Così un bambino di una scuola elementare della periferia mestrina ha colpito l'insegnante. Che è finita all'ospedale con una prognosi di 15 giorni di guarigione.
  • Mestre. Bimbo tira una sedia alla maestra e la manda in ospedale
    16 March 2010
    MESTRE (16 marzo) - Uno sfogo improvviso, uno scatto di rabbia e la sedia che vola verso la maestra. Così un bambino di una scuola elementare della periferia mestrina ha colpito l'insegnante. Che è finita all'ospedale con una prognosi di 15 giorni di guarigione.
  • Basilea: il bordello va a fuoco, uomo nudo scappa dal cornicione/ Foto
    16 March 2010
    BASILEA (15 marzo) - Terrore e vergogna per un svizzero, rimasto bloccato sul cornicione di un palazzo in fiamme completamente nudo. Ne parla Leggo.it Siamo a Basilea e il locale in fiamme da cui lo sventurato sta scappando è un noto sex club della città. Nell'appartamento, in cui si organizzano incontri sessuali, è divampato un incendio oggi pomeriggio e l'uomo ha cercato di sfuggire alle fiamme, scappando dalla
  • Now Upload Videos to your Tumblr Blog
    13 March 2010
    Tumblr, the most beautiful blogging platform, just got a little more powerful. You can now upload videos files as large as 100 MB directly to your Tumblr account. The cool thing is that, unlike Youtube where you to wait for the system to finish transcoding, videos uploaded to Tumblr will instantly show up in your blog. While the service is often seen as a quick-blogging platform for sharing snippets and web clippings, the company is working hard to become a full-feature blogging service. They’ve recently added support for Pages and their new Community feature looking like a good option for blogs who accept guest bloggers. Coming back to video uploads, while can can embed a fairly large video file to your Tumblr blog, you are limited to five minutes of video per day. That looks like a small limit for sure but Tumblr fans still have another reason to cheer for. And there’s absolutely no waiting time. Now Upload Videos to your Tumblr BlogOriginally published at Digital Inspiration by Amit Agarwal.      
  • Dopo Milano tocca a Venezia: fra due settimane arrivano i body scanner
    15 March 2010
    VENEZIA (15 marzo) - I tanto annunciati body scanner, le apparecchiature di controllo negli aeroporti, dovrebbero arrivare anche al marco polo di venezia entro due settimane. Ad annunciarlo il ministro dell'Interno, Roberto Maroni.
  • TNS: social network sempre più usati in mobilità
    15 March 2010
    Di ritorno da Demystifying Digital, conferenza organizzata da Digital PR a Londra, condivido con voi alcuni dati inediti contenuti nell’intervento di Matthew Froggatt (TNS) teso a sottineare come il mobile stia diventando la casa naturale del social networking. - l’accesso alle reti sociali in mobilità è trainato dai giovani (16-30 anni) - la percentuale degli utenti mobili che accedono ai social network vede l’Italia al 16%, sopra la media europea, e ad un soffio dagli Stati Uniti - la percentuale degli utenti che accedono quotidianamente ai social network mostra il nostro paese al 30%, ancora sotto la media europea - l’uso dei SNS da cellulare, a differenza delle altre attività possibili da dispositivo mobile, copre tutte le ore della giornata, per poi crescere con particolare forza dopo cena e prima di addormentarsi. Update: la presentazione completa Potresti apprezzare:MySpace acquisisce iLike: il download sempre più social Social network: gli italiani preferiscono MySpace e Badoo La fedeltà ai social network
  • A me sto circolo fa schifo perché non mi danno la tessera
    15 March 2010
    Cioè, in pratica, Marcellino non chiederebbe di meglio che scrivere su Repubblica, o sul Corrierone; insomma, su un giornale di quelli davéro-davéro. Ma siccome quelli non lo filano, je tocca  scrivere sul Giornale. Un po’ come Bondi, che soffriva perché le sue poesie non venivano recensite dai critici comunisti. E’ curioso notare come le più belle menti della destra, sotto sotto, non odino l’intellighenzia di sinistra. Si lagnano di non farne parte.
  • Epifani:«Il Veneto è l'area del Paeseche soffre di più»
    13 March 2010
    Il segretario della Cgil a margine dello sciopero: «Il sindacato non può dimenticare i 13 suicidi. Questo dà il segno del dramma»
  • La tristezza dei tasti
    15 March 2010
    BlocScor. Ogni tanto lo guardo, e lo compatisco un po’. BlocScor è uno di quei tasti che non usi mai, non sai a cosa serve, ti chiedi perché debba star lì a sprecare spazio sulla tua bella tastiera;  se hai un portatile, poi, non ha neppure la dignità di un posto tutto suo: deve abitare nello scantinato di un altro tasto e ci arrivi solo se premi “Fn”. Che poi BlocScor non è neppure il più sfigato: almeno in Excel o su linux ha un qualche (in)utilizzo. Ha perfino una lucetta. Tu lo premi e si accende una luce sulla tua tastiera. Ecco, forse serve a quello: illuminare la tua tastiera quando lei si sente giù. L’unica funzione seria che gli rimane è lontana dai lustrini e dal chiasso delle animazioni Flash: in sala server spesso si usa per attivare le funzioni di uno switch KVM che permette di collegare una solta tastiera, monitor e mouse a diversi computer. No, non è BlocScor il più triste ed inutile dei tasti. Il punto più basso della dignità tastierica, il paria, la vestigia di una vecchia gloria, è appannaggio di RSist. RSist (o SysReq), come recita impietosa la documentazione tecnica, “has no standard use“. E’ letteralmente un fantasma di un passato in cui si usavano terminali chiamati IBM 3270. E’ talmente sfigato che un eventuale programmatore che lo volesse usare deve addirittura utilizzare metodi diversi rispetto ai soliti, perché il BIOS del vostro computer non lo tratta come gli altri e ne ignora la pressione, se non in reconditi recessi che vorrebbe dimenticare. Ecco, RSist se ne sta lì, imbruttito, inattivo, inutile. Passa le sue giornate a bere birra sbracato davanti al monitor, mantenuto dal lavoro degli altri tasti che lo odiano, quel parassita maledetto. Si arrovella nel ricordo di un passato di splendore e attività che non tornerà mai più. Io, se scrivessi un software, un qualche uso per RSist lo troverei. Una particina, un cameo, una comparsata: qualcosa per restituirgli la fiducia in sé stesso e permettergli di trascorrere la sua vecchiaia più serenamente, povero tasto. Tags: Quisquilie
  • La città “taggata”: da Internet al mondo reale e ritorno
    15 March 2010
       Vi è mai capitato di trovarvi davanti ad un monumento importante - una chiesa oppure un palazzo antico - non avere con voi la classica guida turistica, e desiderare di saperne di più! Da oggi il vostro SmartPhone potrà aiutarvi... Se scaricate l'applicazione "Tag Reader" sul vostro telefonino dall'indirizzo http://gettag.mobi/  e inquadrate il simbolo a colori (Tag) dellimmagine soprastante verrete automaticamente portati in un portale web ottimizzato per dispositivi mobili dedicato al Teatro Carignano" di Torino con tutte le informazioni su questo splendido edificio e momumento nazionale! Una piastrella con una immagine ed una Tag di questo tipo è stata sistemata settimana scorsa presso le principali attrazioni turistiche della Città di Torino per offrire ai visitatori informazioni interattive utilizzando i telefoni cellulari di nuova generazione. Venerdì scorso ho avuto il piacere di presentare - proprio al Teatro Carignano - per conto di Microsoft questo progetto denominato "Torino a colori: la prima città taggata a colori al mondo". Oltre al nuovo portale http://www.turismotorino.org/ rinnovato nei contenuti ed aperto verso le nuove istanze del web 2.0 è stata presentata l'integrazione con la tecnologia Microsoft Tag grazie alla quale Torino diventa la prima città "taggata a colori" al mondo! I Microsoft Tag offrono una nuova possibilità per connettere il mondo fisico al mondo digitale semplicemente inquadrando con il proprio telefono cellulare "un simbolo colorato". Grazie a questa semplice operazione, i visitatori possono accedere a video, contenuti multimediali e informazioni approfondite che riguardano le attrazioni che stanno visitando accedendo alla ricca storia e cultura che una città è in grado di offrire. Il turismo sta diventando un terreno fecondo di applicazione delle nuove tecnologie sia sul fronte del marketing digitale (comunicazione, ricerca e prenotazione di viaggi online) sia per la gestione del viaggio stesso e la fruizione dei contenuti durante la vacanza. Le città fanno a gara per riqualificare la propria offerta turistica con nuovi servizi e attenzione verso un pubblico sempre più sofisticato e con l'obiettivo di attrarre visitatori da tutto il mondo.  Torino ed il Piemonte sono stati tra i primi in Italia a cogliere queste tendenze e il lavoro svolto con levento delle Olimpiadi attraverso la riqualificazione territoriale ed il lancio della città nel mondo lo dimostra ad ogni osservatore attento. Con questo progetto Torino, grazie allaccorta visione di Turismo Torino e Provincia che soprassiede alle attività di promozione turistica del territorio provinciale lo dimostra ancora di più.
  • Il Buon Giornalismo
    15 March 2010
    Tomàs Eloy Martinez, sul quotidiano argentino La Nacion, pubblica alcune riflessioni sul giornalismo e la sua evoluzione. Il pezzo è la trascrizione del discorso pronunciato a Bogotà il 28 giugno 2005 ad un convegno organizzato dalla CAF in collaborazione con la FNPI. Il riassunto finale, composto di dodici punti essenziali, delle caratteristiche fondamentali di un buon giornalismo [ed un buon giornalista] mi è sembrato di interesse e di attualità straordinaria, inducendomi a tradurli tout court. 1.L’unico patrimonio di un giornalista è il suo buon nome. Ogni volta che si firma un testo inadeguato o infedele alla propria coscienza, si perde una parte [o tutto] di questo patrimonio. 2.Bisogna difendere davanti agli editori il tempo necessario per scrivere un buon testo. 3.Bisogna difendere lo spazio necessario per la redazione di un buon testo dalla dittatura degli impaginatori e delle fotografie con funzione esclusivamente decorativa. 4.Una foto che serva esclusivamente come illustrazione e non aggiunga nulla non appartiene al giornalismo. A volte, senza dubbio, una foto può essere più eloquente di mille parole. 5.Bisogna lavorare in gruppo. Una redazione è un laboratorio nel quale tutti devono condividere i successi e gli insuccessi, e nel quale tutti devono sentire che quel che accade ad uno succede a tutti. 6.Non bisogna scrivere una sola parola della quale non si è sicuri, né dare una sola informazione della quale non si abbia certezza. 7.Bisogna lavorare sempre con i dati a portata di mano, verificandoli singolarmente e stabilendo con chiarezza il significato di ogni parola che si scrive. 8.Evitare il rischio di servire come veicolo degli interessi di gruppi pubblici o privati. Un giornalista che si dedica a pubblicare tutti i comunicati stampa che gli vengono passati senza verificarli, dovrebbe cambiare professione e diventare postino. 9.La classe politica ed imprenditoriale e, in generale, i gruppi di potere all’interno della società , cercano di impregnare i mezzi di comunicazione con informazioni proprie, aggiungendo, a volte, enfasi alla realtà. Il giornalista non deve farsi intrappolare dall’agenda setting altrui. Deve collaborare per creare una propria agenda. 10.E’ necessario usare sempre un linguaggio chiaro, conciso e trasparente. In generale, quello che si dice con dieci parole può essere detto in nove o sette. 11.Identificare il cuore e l’inizio di una notizia non sempre è un compito facile. Non lo è nemmeno narrare una notizia. Non bisogna mai iniziare a scrivere se non si è certi di poterlo fare con chiarezza, efficacia e con il pensiero rivolto agli interessi del lettore invece che al proprio. 12.Ricordarsi sempre che il giornalismo è un atto di servizio. Il giornalismo è mettersi al posto dell’altro, comprendere l’altro e, a volte, essere l’altro. Sono concetti che oltre a dover essere a mio avviso inclusi a pieno titolo nel manifesto per la slow communication, ricordano i principi basici dell’etica professionale e del servizio al lettore, elementi imprescindibili di una proposta di valore per i fruitori di notizie, ancorpiù, evidentemente, se a pagamento. Archiviato in:Comunicazione, Scenari Editoriali Tagged: customer value proposition, editoria, etica, futuro editoria, giornali, giornalismo, la nacion, media e giornalismi, prodotti editoriali, slow communication, sopravvivenza editoria, strategie editoriali, valore giornalismo
  • Polverini poverina
    14 March 2010
    Va bene tutto, capisco che c’è la campagna elettorale, però, insomma. A me vedere questa signora, prossima ai 50 anni, sulla ringhiera di una curva atteggiarsi a capo ultras, magari di una squadra per cui non fa neppure il tifo, violando la legge perchè si dovrebbe stare seduti sul proprio posto, oltretutto portando malissimo (oggi la Lazio ha perso in casa 2 a 0 contro il Bari), suscita una grande tristezza. Sono contento che non sia candidata nella mia regione, così non posso votarla nemmeno per sbaglio e sopratutto non c’è la possibilità che diventi la mia presidente.
  • Il processo telematico sarà mai una realtà?
    14 March 2010
    Su Nova24 di giovedì 3 marzo 2010 è stato pubblicato un interessante approfondimento di Alessandro Longo sullo stato dell’arte del processo telematico nel nostro Paese dal quale emerge, grazie a dati e pareri (tra cui quello di chi scrive), il fallimento delle politiche fin qui poste in essere. Di processo telematico si parla da anni in incontri, conferenze stampa e – persino – in provvedimenti normativi (il regolamento sul Processo Civile Telematico fu emanato con il D.P.R. n. 123 del lontano 13 febbraio 2001) ma, a dispetto dei roboanti annunci (e dei cospicui investimenti), il nostro sistema-giustizia è ancora saldamente legato al cartaceo. Come spesso accade in Italia il problema non è fare le leggi, ma farle applicare; per non parlare del fatto che mancano seri meccanismi di monitoraggio dell’efficacia delle politiche perseguite. Troppo grande, forse, lo iato tra la realtà  di “anarchia organizzata“ degli Uffici e i favolosi obiettivi di una giustizia dematerializzata. Con l’ovvia conseguenza che, in considerazione del rapido evolversi delle tecnologie, le norme diventano obsolete senza essere mai state davvero applicate. Su tutto il territorio nazionale, quindi, il processo telematico è una chimera. Discorso a parte merita il foro di Milano dove già da tempo sono divenute telematiche parte delle notifiche e alcuni procedimenti (in particolare quelli per ingiunzione); per quanto il risultato di queste sperimentazioni possa essere positivo, nel 2010 le sedi-campione e i progetti-pilota non possono certamente bastare. In questo momento l’unica cosa che funziona davvero è il c.d. PolisWeb cioè un sistema che consente all’avvocato di consultare, previa autenticazione, lo stato dei procedimenti in cui è parte dinanzi a tutti i Tribunali, le Corti di Appello e la Corte di Cassazione. Comodo, si, ma – ad oggi – non esiste ancora il fascicolo telematico, né è possibile notificare atti e provvedimenti a mezzo posta elettronica (né certificata, né semplice). Le cose dovrebbero cambiare dopo la conversione in legge del Decreto Legge n. 193/2009 (avvenuta con la Legge n. 24/2010) ma, come la storia recente ci insegna, il rischio è che, anche questa volta, l’innovazione rimanga sulla carta. E comunque, anche se venissero completamente attuate, le regole del 2001 non potrebbero mai consentire di sfruttare appieno le tecnologie del 2010. Sarebbe opportuno, quindi, azzerare tutto e  pensare ad un processo davvero digitale. Dieci anni fa l’idea del processo digitale era probabilmente risibile. Ora, se le nuove riforme entreranno davvero a regime, tutti gli atti potranno essere notificati e depositati attraverso l’uso di un browser e della posta elettronica (certificata). E poi, le riforme al codice di procedura civile hanno già introdotto la possibilità di utilizzare la testimonianza scritta; perché non prevedere la possibilità per avvocati e testi di comparire davanti al giudice in modalità digitale (ad esempio in videoconferenza tramite skype)? L’idea non è del tutto assurda e consentirebbe notevoli risparmi di denaro. Gli avvocati non avrebbero bisogno di spostarsi da e verso i Tribunali, risparmiando tempo e soldi (e ciò farebbe risparmiare anche i clienti) e riducendo le emissioni di gas serra. I giudici potrebbero tenere le udienze dai loro Uffici, con l’ovvia riduzione di spese dell’Amministrazione (personale, sicurezza, bollette); il risparmio dei costi del sistema potrebbe portare ad una riduzione del  contributo unificato (la tassa che il cittadino paga sulla giustizia) e, quindi, consentire a più persone l’accesso al sistema giudiziario. Mi rendo perfettamente conto che questo condurrebbe ad un ripensamento dell’intera attività processuale (e forense) e porrebbe alcune criticità. Bisognerebbe, ad esempio,  pensare a strumenti per garantire ancora la pubblicità delle udienze (ad esempio creando delle stanze reali e virtuali in cui gli interessati possano scegliere di assistere all’udienza che vogliono); per non parlare del fatto che, per un avvocato, parlare davanti ad una webcam non è la stessa cosa che parlare in un’aula in cui ci sono Magistrato, controparti e pubblico. I vantaggi che deriverebbero sono indubbi e vale quindi la pena di affrontare i problemi; credo sia il momento di cominciare a cambiare. Che ne dite: chiedo troppo? Le automobili volanti arriveranno prima del processo digitale? Ascoltaquesto post Technorati Tags avvocato 2.0, decreto legge 193/2009, legge n. 24/2010, polisweb, processo telematico
  • Mestre. Trova un ostacolo, scivola sulle rotaie del tram e si prende la multa
    14 March 2010
    MESTRE (14 marzo) - Dopo il danno anche la beffa. Prima è finito in ospedale perché il suo scooter è finito sulle rotaie del tram, poi ha ricevuto a casa la multa. La vittima - in tutti i sensi - è un trentenne bengalese, Shahin Chowdury, che lavora alla pizzeria "da Piero" sulla Triestina e che quel giorno, era il 19 dicembre dell'anno scorso,
  • Coming Soon
    14 March 2010
    Sono tornata. Nelle modalità previste. Sto riaggiornando il sito. A presto.
  • Abitare la rete. Giorgio Jannis
    14 March 2010
    Della serie: “persone che val la pena seguire”, questa è la volta di Giorgio Jannis, vespista, già capellone, semiologo, tenutario di vari blog come [semioblog], il blog di Nuovi Abitanti Dice di sè Qui sono guru. Asistematizzo. Vado in Vespa, leggo, suono, e altre navicelle per l’ingegno. Necessità di gangherologia: l’interpretazione di ciò che è, il dar senso agli accadimenti, avviene attraverso la soglia della semiosi infinita.Per Giano bifronte, per Hermes che corre veloce, quali cardini sorreggono la porta del mio cambiamento? Giorgio è uno di quelli che .. come usa dire lui stesso … abita la rete. Ci vive; vi lavora; ci riflette in e su …. E’ sempre un piacere leggerlo e ascoltarlo. Mai cose scontate, trite, ritrite … Quasi un sociologo del territorio… digitale L’ultima, per me, è un bel commento che ha fatto nel blog di Mario Agati che ha postato per “chiedere consiglio”  su cosa dire in un convegno cui è stato invitato (“Innovazione didattica e  nuove tecnologie”, tema davvero nuovo …..) Giorgio suggerisce a Mario: E poi mi (ci) chiedi uno scenario educativo? ehehehhe di nuovo. Però pensavo questo: l’idea di apprendimento come accumulo nella testa ben piena è in qualche modo figlia della rivoluzione agricola, possesso, territorio, riconoscibilità identitaria degli abitanti stanziali (al fine di poter dinanzi l’autorità rivendicare il possesso del coltivato). E se invece (forse per le primarie, meglio) si adottasse un approccio “caccia e raccolta“, da nomadi, pre-neolitico? Nei primi anni scolastici devo insegnare a imparare, a esplorare, a saper leggere il paesaggio, a orientarmi, a trovare piste di altri, a prestare attenzione a segnali deboli. Puoi buttarla anche su scrittura vs. oralità di ritorno, come diverse strategie di ascolto e narrazione. Mi piace l’idea di una scuola che si muove nella metafora nomadica, pre-neolitica della caccia, della raccolta, piuttosto che nella pratica della stanzialità cognitiva, della pratica dell’accumulo inerte, della pratica del possesso del vuoto
  • Treviso. Papà disperato: «Mia moglie ha rapito mio figlio, non lo vedo da 3 anni»
    14 March 2010
    TREVISO (14 marzo) - Ad agosto "Pavel" (nome di fantasia) compirà cinque anni. Suo padre non lo abbraccia da due anni, fatto salvo un fugace incontro di qualche ora più di dodici mesi fa. Poi il bimbo è sparito, irraggiungibile in Slovacchia, come la madre. E ad Andrea Cavalcanti, di suo figlio, restano un ricordo sempre più lancinante,
  • Sì, può fare
    14 March 2010
    - Anche il Partito Democratico è sceso in piazza! - A rivendicare il vuoto che ha lasciato il Parlamento.
  • Camminare con i Piedi e/o con le Mani
    14 March 2010
    Sarà pur vero che la crossmedialità è la linea guida da seguire per risollevare le sorti dell'informazione e per fare in modo che, per gli Editori che fanno della sua distribuzione un Business, il Business stesso non si trasformi in un'attività a perdere ma...qualcosa non mi torna.Almeno in questo spazio si è parlato di crossmedialità sulle vie della ricerca del [miglior] Modello di Business dell'informazione distribuita su Carta e su Web, ma credo che non sia del tutto mal posta la questione che condivido con voi e che provo ad enucleare partendo da una domanda: quanti saranno stati quelli che, delusi dalla mancata messa in onda di Ballarò, hanno deciso di servirsi di Mentana Condicio?Forse arrivo troppo in fretta a delle conclusioni ma mi viene da pensare che la crossmedialità sia ancora un concetto culturalmente troppo avanzato per noi italiani. I due mondi, quello delle vie d'asfalto [che nella metafora penso come percorribili a piedi] e quello delle vie digitali [che, sempre rimanendo nella metafora, immagino come percorribili con le dita, con le mani], sono ancora troppo distanti e, a questo punto, soltanto la naturale ed istintiva predisposizione dei nativi digitali potrà risolvere la questione. Per loro camminare sulle prime intrecciandosi alle seconde [e viceversa] sono sicuro non rappresenterà una fatica [ammesso che poi, il mondo che gli si parerà davanti, avrà avuto gli stessi connotati di questo brodo primordiale e confuso che viviamo oggi (*)].Ho notato, dal mio ristrettissimo ossevatorio delle strade d'asfalto [fatto di gente che percorre essenzialmente solo quelle], che la chiusura dei talk show non ha scandalizzato tante persone. Molte hanno dovuto superare solo il piccolo shok di reinventarsi il proprio personale palinsesto serale del Martedì! Molti potranno dire che alle regionali del Lazio sono interessati soltanto i laziali, è vero ma il dubbio mi resta!Sulle strade digitali [percorse da gente che soltanto la scarsa offerta tiene lontane dalle TV] ho invece osservato molta più partecipazione, molto più interesse ad un fenomeno che ha davvero dell'incredibile e, soprattutto, molta meno fatica [direi praticamente nulla] ad adattarsi ad una mancanza. Notevole, a dir la verità, è la condivisibile positiva accoglienza nei confronti di un esperimento che tutti si augurano abbia un seguito.Ripeto, probabilmente arrivo a conclusioni sbagliate, ma, considerando le diverse reazioni [di chi cammina con i piedi e di chi cammina con le mani], vedo questi mondi molto lontani e distanti anche dal punto di vista materiale. La misura di tale distanza genera in me il dubbio sul nostro essere pronti ad una rivoluzione crossmediale.Concludendo: siamo davvero pronti noi italiani a intrecciare i due mondi? Siamo davvero pronti a transitare sul Web quando il contenuto classico [la TV, la carta] non sarà più sostenibile [economicamente per chi lo distribuisce e qualitativamente per chi ne fruisce]?E dire che finora avevo creduto che crossmediale fosse il mondo al quale gli editori dovevano adattarsi; che crossmediale, cioè, fosse lo scenario che già viviamo poichè da noi stessi costruito nel tempo!Forse sto sbagliando tutto in questo ragionamento...ma se lo condivido è proprio perchè ho bisogno di altri punti di vista!Una cosa è certa: se chi percorre solo strade d'asfalto cominciasse a fare un pò di scuola guida pure per quelle digitali, faremmo sicuramente più bella figura ed avremmo tutti meno problemi.(*) da intendersi con ottimismo e positività :)
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