Articoli con tag Alitalia

Decolla il cellulare

Il mobile check-in di Alitalia si svolgerà più o meno così:

A) Collegarsi con un cazzabubbolo mobile al sito http://mobile.alitalia.it (pagando la connessione) per poi inserire nome, cognome e numero del biglietto;

B) Rimanere collegati (non si sa quanto, dipende dalla velocità dell’HDSPA o di altri 3G) per attendere che i cricetini del server Alitalia mostrino i posti da scegliere. A quel punto scegliere il posto e chiudere la connessione;

C) Ricevere un SMS il cui contenuto sarà un link a cui collegarsi nuovamente (pagando ancora la connessione) per visualizzare la carta di imbarco elettronica.

Alè! Viva l’RFID e le vere tecnologie mobile…….ovviamente, in un altro pianeta :-)

 Decolla il cellulareclipped from www.textually.org

Mobile phone users can book a flight, see a seating chart of the aircraft, select their seat, have a bar-code and other key travel information e-mailed to their phone — and go to your departure gate just by producing their encrypted cell phone at airport security.

ANA

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Social network anche per CAI?

Ovviamente nel comunicato stampa non si fa nessuna menzione sui possibili scenari digitali indotti dall’alleanza di CAI con AirFrance e KLM.

Ma, mentre in Italia non si è nemmeno pensato a far convergere i due portali di Alitalia e Airone in un unico sistema di interazione con gli utenti, gli amici francesi e olandesi sono già una pista avanti:

 Social network anche per CAI?

Bluenity è infatti il social network dei viaggiatori Air France e Klm.

 Social network anche per CAI?clipped from www.bluenity.fr
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Chissà se con i 3 miliardi di intervento pubblico, Colannino & C. riusciranno a darci uno strumento conversazionale con la nuova compagnia. Ho i miei dubbi!

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Senso di responsabilità

Ormai più che un appello sembra una supplica: “Date ascolto alla CAI e al premier, non c’è più tempo, vi state infilando in un vicolo cieco“.

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E non si sottrae nessuno, a destra, al centro e a sinistra. Perchè?

Premesso che un analisi sulle colpe dello sfacelo avrebbe bisogno di più tempo. Premesso che i vari dati andrebbero analizzati, confrontati e studiati: ruolo dei sindacati, ruolo della politica, ruolo delle varie lobby (fornitori, categorie, enti/società areoportuali, ecc.) …ne deduco che il “vicolo cieco” è stato preparato ad hoc. Con tutto questo stress e questa fretta, ci dimenticheremo dei Cimoli, delle OO.SS. maramalde, dell’assunzione di scagnozzi di partito alla Magliana, di sub-appalti piuttosto “grigi” e di tante altre porcherie.

IMHO, penso che tutto sommato una soluzione straniera sarebbe logica, intelligente e auspicabile.

La prima considerazione da fare è la seguente: SIAMO IN EUROPA O FACCIAMO FINTA DI ESSERCI? Non mi sembra che altri paesi abbiano sofferto la perdita di asset strategici. Sta nelle regole dell’Europa. Non possiamo continuare ad occuparci di tutto e a fare profitto su tutto.

La Svizzera, il Belgio hanno rinunciato alla compagnia di bandiera e si sono riattrezzati per far rinascere delle compagnie più leggere a carattere regionale. La Spagna si è accordata con l’Inghilterra (BA e Iberia), la Francia con l’Olanda (Air France e KLM). Che c’è di male?

Mia figlia ha 21 anni e gira per l’Europa senza chiedersi se la compagnia con la quale vola ha una sede e un capitale italianio ma, scegliendo di volta in volta, quella che costa meno e le offre i servizi su misura.

Dove sta scritto che dobbiamo avere una compagnia di bandiera nel 2008?
Abbiamo forse la grande distribuzione che avevamo? O siamo in mano ai francesi.
Avevamo la telecomunicazioni che avevamo? O abbiamo venduto Olivetti.
I nostri prodotti alimentari sono ancora italiani o sono in mano alla svizzera Nestlè? Ah già, ce ne siam dimenticati.

Motta? Buitoni? Perugina? ecc…date, date un occhiata! Al made in Italy!

Perchè su alcuni asset rinunciamo (o giustamente ci riconvertiamo) e su altri no? Perchè ci incaponiamo per considerarlo un asset strategico quello che non è.

Ok, qualcuno dirà che l’Italia è un paese che vive di turismo e indotto sul turismo. Quindi bisogna favorirne lo sviluppo. Certo, giusto, e poi quando il turista atterrà a Roma come ci arriva a Reggio Calabria?
O se passa per Napoli che spettacolo vede?
Siamo un paese che non è ancora in Europa. L’Italia ha ancora il “culo” in Africa.
Lo dicono le mafie che si stanno spingendo sempre più verso Nord.
Lo dice il degrado culturale e politico che ci fa tornare indietro di secoli.

Lo dice la scarsa attitudine a creare “sistema” su ogni cosa.

Queste carenze le paghiamo. Le pagheremo sempre e non è giusto attrarre turisti con una compagnia di bandiera che si divide il traffico fra Milano e Roma e non è in grado di garantire un volo da Genova a Venezia o da Torino a Trieste.

Deve ridimensionarsi, come appendice di un grande vettore europeo del calibro di Lufthansa o Air France. Punto.

Tutto il resto è una furbizia per assecondare gli interessi finanziari di un gruppo di imprenditori vicini al premier ma anche all’opposizione. Una serie di furbetti che hanno distrutto questo paese dal punto di vista economico.

Che non hanno mai combattuto veramente il pizzo. Che non hanno mai esportato i capitali al Sud. Che non hanno mai investito le loro rendite e, soprattutto, che hanno sempre avuto dalla loro parte una classe politica assecondante con aiuti di stato e salvataggi a spese dei contribuenti. Come questa volta. Per l’ennesima volta ancora.

Prepariamoci, perchè la pacchia è finita. Per andare a Los Angeles o Buenes Aires bisognerà fare scalo a Francoforte. Ed è giusto e sacrosanto così. Siamo in Europa e non mi sembra che i tedeschi abbiano mai preteso di esportare il vino o il pomodoro a nostro discapito.

Infatti, non nascondiamoci che…………
…….tra cinque anni Cai avrà registrato una cospicua plusvalenza patrimoniale, gli azionisti venderanno e incasseranno. Cai entrerà a far parte di un bel “network” internazionale, tedesco o franco-olandese, perché nell’economia globale non c’è posto per una compagnia di volo come Alitalia, troppo grande per esser piccola e troppo piccola per esser grande. Così saremo tornati alla casella di partenza avendo perso un sacco di soldi e di tempo. Intanto il pifferaio suona il suo piffero e gli allocchi lo seguono incantati.
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Non mi faccio ingannare dai proclami degli zerbini della CAI che, vestiti da ministri o da oppositori dialoganti, non fanno altro che portare per l’ennesima volta gli interessi di una classe imprenditoriale incapace, avida e provinciale come non mai.

CAI:

- Roberto Colaninno (attraverso IMMSI), Presidente

- Gruppo Benetton attraverso Atlantia

- Gruppo Aponte

- Gruppo Riva

- Gruppo Fratini attraverso FINGEN

- Gruppo Ligresti attraverso FONSAI

- Equinox

- Clessidra

- Gruppo Toto (Airone)

- Gruppo Fossati attraverso FINDIM

- Marcegaglia(Presidente di Confindustria)

- Caltagirone Bellavista attraverso Acqua marcia

- Gruppo Gavio attraverso ARGO

- Davide Maccagnani attraverso MACCA

- Tronchetti Provera

- Intesa Sanpaolo

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In rigoroso ordine

In rigoroso ordine dall’alto verso il basso:

  • la Cai
  • i lavoratori di Alitalia
  • i cittadini italiani

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Riscuotere le Millemiglia

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Sarebbe interessante riscuotere, tutti assieme, le Millemiglia accumulate proprio lunedì mattina.

1 Riscuotere le Millemiglia

Comunque, scommettiamo che stasera il nostro amato premier uscirà da palazzo Chigi urlando al mondo VITTORIA: “Nonostante i comunisti abbiano cercato di ostacolarli, un gruppo di cavalieri senza macchia e senza paura hanno sacrificato le loro fortune imprenditoriali per rilanciare Alitalia“.

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Oltre la siepe

di Claudio Marino

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Stamattina su RadioDue, nel corso di uno dei migliori programmi radio degli ultimi decenni, i conduttori Presta e Dose commentavano l’aut-aut di Fantozzi (il Commissario, non quello più famoso) ai sindacati con la frase “E’ proprio vero, il lavoro mobilita l’uomo”. Confermando ancora una volta come la soluzione ai problemi arriva sempre troppo in ritardo, quando c’è poco da fare oltre a tagliare carne e ossa, facendo saltare budget insieme a prospettive e speranze di famiglie incredule, che speravano invano di essere “comprate” (mi scuso per la crudezza del termine) insieme ad aerei e nastri bagagli.

Questa situazione stride con le affermazioni del nostro governo, in base alle quali “L’italia è un paese molto solido, con un alto livello di vita e di benessere” perché quasi tutti hanno due telefonini. Il telefonino tornerà comodo per esaminare ricerche di lavoro, forse potrebbe essere questo il senso delle affermazioni.

Poi, però, lo stesso governo scopre che qualcuno, invisibile e sconosciuto, fa la cresta sul prezzo della benzina: per questo è importante puntare sul nucleare. E qualcun altro fa la cresta sugli alimentari: e qui che cacchio facciamo, ci mangiamo le scorie nucleari?

Siamo circondati da speculatori e non lo sapevamo. Non dimentichiamoci che abbiamo un alto livello di vita e di benessere: forse vuol dire che possiamo permetterci, senza grandi traumi, di scendere un pochino. Un pelino appena, giusto quello che serve per risollevare l’economia: una ICIna in più oggi, una addizionalina IRPEF regionale in più domani, e il gioco è fatto.

Bello, questo sistema: ti consente di fare tutto, di osservare tutto sotto una luce nuova, più obiettiva e confortante. E’ una bella siepe che nasconde le brutture, come il terreno che copre le discariche abusive in Campania (e chissà dove altro).

E così, scopriamo che molti dei fatti che ogni giorno ci inquietano possono essere ricondotti a fastidi sopportabili.

I lavoratori Alitalia non stanno uscendo dal mondo del lavoro per colpe altrui: il vecchio ed il nuovo management, con il placet dei sindacati, si sono accordati per dar loro un’opportunità unica, quella di dimostrare a tutto il mondo produttivo che non è impossibile cambiare lavoro e vita a cinquant’anni, che ognuno può essere artefice del proprio destino alla faccia delle banche.

Capiamo che l’attentato dell’11 settembre 2001 è stato un atto esagerato, ma è servito agli USA per consolidare la loro autorevolezza nel panorama politico internazionale, che oggi tutti i paesi , Russia e Cina in testa, riconoscono.

Continuiamo a constatare che la benzina costa cara, ma in fondo è giusto ricompensare i petrolieri per il loro grande impegno mirato a salvarci dai rischi del nucleare.

Personalmente devo ammettere che il ministro Brunetta non è un politico come gli altri, vuole veramente premiare i più bravi perché ha interesse che la P.A. funzioni bene e non esistano più raccomandati e dirigenti piegati alla volontà politica.

E’ di tutta evidenza che la globalizzazione, in assenza di una guida oculata, ha creato un lieve e temporaneo scompiglio nel tessuto economico e sociale, ma alla lunga porterà benessere diffuso a tutto il mondo.

E risulta chiaro che la sinistra fa bene ad arroccarsi nella cultura, la sua cultura, inafferrabile, irraggiungibile e incomprensibile per gli altri, perché servirà qualcuno che guidi le masse quando avranno coscienza del loro stato.

E chi critica e polemizza con questo modo di pensare, non è utile al progresso della società, è una palla al piede del progresso e della crescita, è un qualunquista, retrogrado e nostalgico di vecchi schemi ormai tramontati. Non fa che guardare indietro, non vedendo che ciò che vuole.

L’uomo intelligente e moderno non si scoraggia, è ottimista perché sa che la felicità è alla sua portata. Egli non guarda indietro ma intorno a sé, gli basta questo per vedere le cose come stanno in realtà, una realtà forse leggermente instabile ma rassicurante per il futuro.

Ed è vero: intorno a sé è tutto così come lo vede. Ma se si sporgesse, cosa vedrebbe oltre la siepe?

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Nulla di più certo.

Non c’è nulla di più certo e scontato di ciò che, puntualmente, verrà smentito dai fatti!
Pronti a scommettere?

Se poi vogliamo mettere i puntini sulle "i": Come si entra nella Pubblica Amministrazione? Solo per concorso pubblico? Ma Sacconi ci fà o ci è?

 Nulla di più certo.clipped from www.repubblica.it
Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha spiegato che non ci saranno aggravi per la Pubblica Amministrazione. "Non abbiamo mai pensato che i lavoratori in esubero di Alitalia potessero essere ricollocati nella Pubblica amministrazione, dove si entra solo per concorso pubblico. Fin dal primo giorno abbiamo indicato il settore privato" ha precisato Sacconi.
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Farlo per amore

Ho letto il lungo articolo di Eugenio Scalfari che, di fatto, ha promosso Corrado Passera e il suo piano. Con molti distinguo certo, con molti dubbi, ok! Ma. C’è un "ma" di fondo.

Concordo spesso con gli articoli di Scalfari e, immagino, che se lui conosce bene Passera qualcosa di intelligente e serio ci debba essere nel piano. Ma veniamo al "ma"!

 Farlo per amoreclipped from www.repubblica.it
Ci abbracciammo. Corrado era contento della lunga rimpatriata e io pure. Ti auguro il successo che ti meriti, gli dissi montando nella mia auto. Lui agitò il braccio e chiuse lo sportello della sua. Gli passai accanto sulla strada sterrata e gli dissi ancora: era meglio vendere ad Air France. Lui rispose: "Può darsi, ma a noi ci hanno chiamato dopo".
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Ma a noi ci hanno chiamato dopo?

Ma se Passera ama tanto il suo paese, perchè non si è offerto prima? Perchè questi grandi manager di stato se la tirano tanto e devono essere nominati "advisor" a suon di milioni di euro? Dov’è il senso dello stato a prescindere? L’amore per il proprio stato e per il sistema che lo regge?

Se si potevano salvare 5000 famiglie perchè non lo si è fatto? Ora è un buon piano. Certo, AirFrance ne licenziava 2000, Passera arriverà a 7000. Ma per amor di patria.

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