Articoli con tag bbs

Vintage

Un bellissimo articolo su Techradar ci racconta la storia del modem, che è anche la storia delle BBS prima e di internet poi.

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FIRST MODEM: AT&T’s 1958 modem. Not exactly your small, white unobtrusive box of today, is it? [Image credit: AT&T]

Mi vengono i brividi a pensare che il primo modem è stato sviluppato l’anno in cui son nato. E mi riporta ancora una volta a questo vecchio post, con la lacrimuccia :-)

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Mondo BBS

Ho trovato questo video su YouTube. Ve ne sono pochissimi su questo argomento.

Son passati solo 15 anni e moltissimi ragazzi che oggi “abitano” la rete e contribuiscono all’esplosione dei social network, non potrebbero nemmeno immaginare come noi vecchietti provavamo gioia nel socializzare con le BBS! Davanti a un monitor nero e con il solo ausilio dei caratteri, senza nessuna mediazione grafica o multimediale.

Quel mondo scomparve con l’esplosione del web. Ricordo che negli anni ‘90 scrivevo questi articoli per Punto Informatico proprio sul mondo delle BBS che, allora, erano diffusissime. Articoli che ora non dicono più nulla ma, che in quegli anni fotografavano le dinamiche di un mondo ancora lontano da venire.

Insomma, vedendo questo video vintage mi è venuta la lacrimuccia. Anche se per molti dei miei lettori tutto ciò non significherà nulla perchè, per loro fortuna, sono nati e cresciuti con il web, ho voluto condividerlo lo stesso, perchè il bloggante è un nostalgico!

p.s. il sottofondo è fastidiosissimo :-(

 Mondo BBS

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Che mi sto perdendo?

Due giorni distante dall’Italia e ne sucedono di tutti i colori:

Dini prova a far incavolare Prodi

Dalla mi diventa Teodem

oscarpolaroidkn1 Che mi sto perdendo?

ma, soprattutto, mentre io me la spasso in vacanza, la mia amica scatena un casino. Quindi, per dimostrare che la penso esattamente come Lei, metto tre bei link così da apparire sulla home di BB anche quando sono in ferie :-)

Perchè non si dica che i “talebani” della conoscenza e del “lifestream” non sono sempre on-line e reattivi!

Un salutone a tutti.
p.s. forse ho bevuto troppa birra, che dite?

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Feedburner la miniguida

Chi frequenta questo blog sa che sto scrivendo una guida per Feedburner. Lo faccio quando l’ispirazione e il tempo lo permettono. Per ora siamo a 8 puntate e il lavoro non è ancora finito.

Gli amici di Radio2 Versionebeta mi chiedono di preparare un sunto utile per l’intervista di domani sera. Vedo, a questo punto, di dilettarmi in un articolo sintetico.


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Cos’è Feedburner?
Feedburner è un servizio di Google che riformatta in modalità standard i feed rss di un sito web o di un blog, aggiungendo diverse funzionalità che ne migliorano l’usabilità, la leggibilità, la pubblicizzazione e le statistiche d’uso.

Perchè Feedburner?
Perchè ancora oggi i formati dei file xml che producono i feed sono in piena evoluzione, e non si può dire che esistano degli standard affermati. Forse ci sono troppi standard di produzione e Feedburner è l’unico servizio in grado di capirli tutti e rimodularli in un ulteriore formato riconosciuto valido dalla maggior parte dei lettori di feed che dovranno, poi, renderli leggibili all’utente finale.

Chi utilizza Feedburner?
Il servizio di Feedburner è utilizzato principalmente dai blogger, i produttori di articoli e diari che tanto successo stanno riscuotendo in rete. I blogger, infatti, sanno che i loro colleghi, ma anche i loro lettori, utilizzano gli aggregatori e quindi usano Feedburner principalmente per la funzione statistica.
I blogger sanno che i feed sono un metodo molto in voga per leggere gli articoli dei blog e quindi cercano il formato ideale per accontentare tutti i loro lettori. Solo Feedburner è in grado di dare loro questa garanzia e, quindi, di servire al meglio i lettori affezzionati.
Inoltre, come ho già detto, Feedburner permette di seguire il comportamento dei lettori (con le funzioni statistiche) anche allo scopo di migliorare i contenuti dei propri blog.

Ma cos’è un feed?
I feed sono sostanzialmente dei file xml che permettono agli utenti di seguire articoli e contenuti pubblicati sui blog o sui siti web che attivano questa funzionalità. Tutto questo senza dover visitare continuamente le pagine web.
In pratica con l’uso dei feed si passa dalla modalità di fruizione “pull” a quella “push”. Sarà la rete a SPINGERE gli articoli verso il lettore di feed e non l’utente a dover TIRARE (PRELEVARE) gli articoli collegandosi ogni volta a quel sito o a quel blog.

Come ci si iscrive o ci si abbona ad un feed?
Per poter leggere i feed occorre dotarsi di un “lettore di feed” detto anche aggregatore o feed reader. Il più usato è sicuramente Google Reader ma molti altri sono disponibili per la lettura direttamente su web o per essere scaricati e installati nel proprio computer. Va inotre detto che , ormai, tutti i moderni programmi di posta elettronica permettono di leggere i feed come se gli articoli dei siti e dei blog fossero inviati via email.

Una guida IN ITALIANO sulla configurazione dei vari aggregatori è disponibile sul sito di Cordis della Comunità Europea.

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Pianeta BBS/Metro.it, integrazione a tutto campo

Articolo originale per Punto Informatico:
http://www.gigicogo.it/articoli/bbs26.html

31/03/98 – Roma – Non molto tempo fa, in un altro articolo su questa rubrica, avevo affrontato il tema dei sistemi client/server in ambiente Windows che stavano invadendo le BBS italiane: http://www.geocities.com/SiliconValley/Heights/7526/archivio.html, descrivendo l’evoluzione degli stessi e l’integrazione con il mondo Internet.

Fra i browser proposti figurava Wildcat della Mustang che aveva il pregio di integrarsi pienamente con il mondo Internet. Purtroppo questo Sw (molto costoso) non aveva riscosso molta adesione fra i sysop italiani mentre ora, un sistema complesso come Metro.it lo propone come interfaccia grafica per il proprio sistema bbs.

Vale dunque la pena loggarsi scegliendo una delle tre modalità: webtelnet.

Scegliendo la modalità web si entra in un classico ambiente html dove si viene accolti da una home page condita da pochi links molto esaustivi.

Le wildcat puntano direttamente ai vari gateway di messaggistica FIDOLIKE fra i quali vanno menzionati FIDONET, PEACELINK, SCOUTnet, CYBERNET, RPGnet, Aree Metro ecc.

Anche l’area aree messaggi è molto ben curata e contiene tutto il software classico per le BBS quali policies, riviste dei vari net e un cd rom mirror di windows95.com. Si può accedere all’ftp anche attraverso un client separato oppure con una chiamata via browser all’indirizzo: Ftp.

L’interfaccia permette anche di interrogare il sistema per sapere quanti utenti sono connessi ai vari nodi (ftp://ftp.metro.it/), ed è veramente un peccato non poter usufruire di una web chat integrata al client della Mustang.

Scegliendo, invece, la modalità telnet si apre una sessione ansi e si accede al più classico dei mondi BBS ANSI che molti sysop ricordano ancora con piacere. Anche in questa modalità (in layout carattere) sono disponibili le classiche funzioni di messaggistica, files, chat ecc.

Se, invece, si vogliono gustare le potenzialità di Wildcat è necessario per prima cosa procurarsi il client presso il sito della http://bbs.metro.it/client?who.wcn e finalmente loggarsi usando un efficientissimo client grafico multitasking che permette di accedere alle funzioni più performanti della BBS come ad esempio le chat e i gateway di messaggistica.

Il Wildcat Navigator può essere usato anche come plugin di un browser html e in questo modo verranno lanciati tutti i links delle web page come comandi wildcat.

Una considerazione finale va fatta su questo sistema veramente all’avanguardia, ed è quella che riguarda i contenuti. Assieme a Mustang, il gateway firstclass della Rete civica di Milano) Metro Bbs risulta essere uno dei nodi di messaggistica più completi nel nostro paese e, nonostante la continua emorragia di bbs fido, mantiene un costante aggiornamento dei messaggi circolanti ancor oggi sulla rete mondiale di BBS Fidolike.

Gigi Cogo

Il redattore di questa rubrica è raggiungibile via Email e Web ai seguenti indirizzi: RCMEmail – BBS excalibur IP: @bbs.venezia.net

I sysops interessati possono contattarlo per recensioni. Nei limiti del possibile cercheremo di visitare tutti i sistemi proposti.

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PIANETA BBS – Worldchat

Articolo originale per Punto Informatico:
http://www.gigicogo.it/articoli/bbs25.html

23/01/98 – Ginevra – La SDS, giovane softwarehouse svizzera, ha iniziato la distribuzione in beta test di un innovativo prodotto legato al mondo delle BBs Excalibur: il programma denominato Worldchat.

Questo rappresenta un grandissimo salto di qualità nel tentativo di creare un gateway fra gli utenti connessi in dial-up alle varie BBs Excalibur del mondo e i navigatori di Internet.

Worldchat è un sistema client/server basato su specifici programmi a 16 e a 32 bit (ricordiamo che Excalibur è un prodotto ancora legato al mondo 16 bit) che favorisce una molteplicità di eventi interattivi fra le BBs e il Client nativo che gira in modalità autonoma (stand-alone).

Un utente che attiva worldchat stand-alone avrà a disposizione un interfaccia grafica user-friendly per poter selezionare diversi server sparsi in ogni località del pianeta e corrispondenti ad altrettante BBs Excalibur con accesso TCP/IP.

Non sarà necessario possedere il programma di navigazione di Excalibur client, perché Worldchat consentirà di loggarsi in uno specifico modulo server del sistema ospitante che fungerà da gateway anche verso gli utenti locali (connessi in modalità telefonica commutata).

L’effetto è straordinario perché gli utenti delle ExcalBBs italiane potranno interagire con ospiti stranieri senza il supporto di una connessione Internet e scambiare con loro chat, Filetransfer, posta locale ecc. ecc.

Ogni utente potrà cerarsi una room personalizzata e sfruttare altre potenzialità come la voice chat, la futura videochat e altri servizi che lo sviluppatore Dominique Mikes metterà a disposizione nelle prossime release.

Il prodotto verrà supportato a breve da un sistema di riflettori che permetterà di conoscere anzi tempo gli eventuali utenti connessi.

Per scaricare il programma è necessario procurarsi una copia presso i vari distributori mondiali. In Italia (ftp://www.cdq.it/Pub/worldchatw.exe); (ftp://bbs.venezia.net/excalibur/worldchatw.exe). Dopo averlo scaricato è sufficiente lanciare un comodo setup che non richiede alcun parametro particolare di configurazione.

Per conoscere gli sviluppi di questo prodotto è possibile aderire ad un’apposita mailing-list che segnalerà ai sottoscrittori le implementazioni future.

“Pianeta BBs” si ferma qui, e con questo articolo conclude una lunga serie di osservazioni sul mondo delle BBS che non sembra destinato, a breve, a sollevarsi dalla caduta di utenti e di interesse generati dall’esplosione di Internet e dalla trasformazione delle BBs tradizionali in sistemi web complessi che inglobano le tecnologie classiche delle vecchie Bulettin Board System.

Il redattore di questi articoli manterrà una costante opera di monitoraggio su questi sistemi (un nuovo client è in fase di alpha test proprio mentre scriviamo) e non tarderà a recensire i nuovi scenari che si delineeranno in un futuro prossimo.

Gigi Cogo

Email: gigi.cogo@bigfoot.com

Web: http://bbs.venezia.net

BBS excalibur IP: @bbs.venezia.net

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Curiosando negli States

Articolo originale per Mondo Bit:
http://www.gigicogo.it/articoli/reti5.html

Dopo aver visionato alcune reti civiche italiane non ho potuto sottrarmi alla curiosità di fare una visita anche a quelle straniere. Il punto di partenza è, per ovvie ragioni, l’America, per cui cercherò di addentrarmi nei siti governativi degli Stati Uniti e analizzare lo sviluppo delle loro reti civiche.
La prima considerazione va fatta sulla nominazione dei siti e dei domini che, in base all’organizzazione federale degli stati, viene standardizzata per favorire un rapido accesso e un’identificazione univoca. Ogni organismo statale è visibile nel web attraverso la semplice estensione del dominio state seguito dalla sigla dello stato stesso.
Alcuni esempi ci aiutano a capire meglio. Se vogliamo accedere ai servizi della California basterà digitare l’indirizzo http://www.state.ca.us/, per lo stato di New York http://www.state.ny.us/, per quello della Pennsylvania http://www.state.pa.us/ e per quello dell’Illinois http://www.state.il.us/.
Questo modo di operare differisce molto dal nostro e denota una forma di collaborazione e coordinamento fra i vari soggetti pubblici coinvolti. La Pennsylvania è un ottimo sito di partenza e mostra un approccio istituzionale molto originale. Nella home page non c’è la foto del governatore (che appare in quasi tutti gli altri web degli USA), non c’è lo stemma dello stato e non si dà assolutamente per scontato che chi si collega sia dotato dell’ultimo browser in commercio. Fra la foto di un cerbiatto e di un airone, posti nel mezzo di un paesaggio naturalistico, appaiono due link che puntano ad una versione “text-only” per coloro, ancora molti, che non sono dotati di browser evoluti o non vogliono perdere tempo con suoni, animazioni e diavolerie varie che mettono sotto pressione la larghezza di banda.
Sfogliando il web nei suo servizi principali ci accorgiamo subito che tutte le attività pubblicizzate sono legate in modo indissolubile alla persona del governatore, questo perchè il modello americano identifica il servizio erogato con il suo erogatore, nel bene e nel male. Ecco che i servizi tecnologici innovativi (http://www.state.pa.us/Technology_Initiatives/index.html) come la Telemedicina, la Metropolitan Area Networking, la Sanità, il progetto per il 2000 ecc. ecc., vengono illustrate e proposte dallo stesso governatore. Un esempio viene dato dalla pagina promozionale http://www.state.pa.us/Technology_Initiatives/l2l.html denominata Link to learn dove il governatore Tom Ridge illustara un suo progetto triennale da 127 milioni di dollari per lo sviluppo tecnologico delle infrastrutture di rete e del conseguente aggiornamento professionale di tutti i soggetti concorrenti.

Didattica in USA

Il governatore della Pennsylvania presso un centro di formazione sulle nuove tecnologie di rete.

Per cadere in uno stato di frustrazione profonda potremmo raffrontare queste cifre, che al cambio attuale sono 216 miliardi circa, con gli impegni assunti dei nostri amministratori pubblici, ma non servirebbe a giustificare il divario enorme che ci divide dal modo di pensare la rete e il suo utilizzo in ambito istituzionale. Il progetto PEN (Pennsylvania Education Network: http://www.BuildPEN.org/) ne è un esempio lampante perchè vengono messe al centro delle iniziative le risorse attive e fondamentali per costruire le città cablate del futuro. Il PEN è, infatti, una “network of community-based networks” (una rete di reti pubbliche) che collega scuole, biblioteche, college, università, comunità, associazioni, istituzioni, ecc., attraverso una grossa Man Intranet (http://www.state.pa.us/Technology_Initiatives/man.html) cablata per mezzo di fibre ottiche ed a sua volta collegata alla Rete delle Reti. Il tutto condito da un grandissimo progetto di formazione e aggiornamento professionale di 100.000 insegnanti.

Come primo approccio alle reti civiche d’oltre oceano ho volutamente tralasciato tutti quei servizi web che sono considerati “normali”, come la pubblicizzazione del calendario delle manifestazioni, lo stato del tempo e del traffico, i newsgroup animati dai cittadini, le tabelle dei profitti scolastici, ed altro ancora. Tutto ciò che è normale nelle city.net americane diventa eccezionale nel nostro paese dove, ancora, si convoca una conferenza stampa per informare i giornalisti che i risultati delle elezioni amministrative saranno disponibili su Internet. In Pennsylvania, invece, si eleggono i giudici via Internet (http://www.dos.state.pa.us/cafinal.htm) e forse un giorno anche da noi sarà una cosa “normale”.

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I giovani come protagonisti della Rete civica di Torino

Articolo originale per Mondo Bit:
http://www.gigicogo.it/articoli/reti4.html

E’ veramente interessante la scelta effettuata dall’Amministrazione Comunale di Torino (http://www.comune.torino.it) nella pubblicazione on-line di servizi orientati soprattutto ai giovani e alle attivita’ giovanili in genere. Va lodata la scelta di privilegiare un target esigente e critico come quello giovanile che, spesso, non si accontenta di web statici e banali, ricchi d’immagine ma scarni d’interattivita’.
Fra le pagine della rete civica spicca da subito un frame che indica i servizi di Informagiovani, Informambiente, Informahandicap e Informalavoro, indicandoli come elementi informativi di base da privilegiare rispetto a quelli piu’ orientati al servizio amministrativo vero e proprio.
Non mi soffermero’ ad analizzare i servizi tipici del comune perche’, come piu’ volte detto, finche’ non vi sara’ una vera e propria interazione (con relativo rilascio di certificazioni e/o autorizzazioni varie e la possibilita’ di interrogare gli archivi comunali con delle semplici query) non reputo assolutamente utili a nessuno gli elenchi statici di uffici e impiegati corredati (poche volte) di indirizzo di posta elettronica.
Vorrei invece sottolineare come il Comune di Torino abbia scelto di informare i giovani attraverso la messa on-line del periodico “Informagiovani” a loro dedicato (http://www.comune.torino.it/~infogio/rivista/homepag.htm) pubblicato dall’Assessorato al Sistema Educativo Settore Gioventu’ e completamente disponibile via web con la possibilita’ di consultare anche i numeri arretrati.
Spicca poi l’ottima iniziativa dell’Ufficio Scambi:
http://www.comune.torino.it/~infogio/scambi/home.htm che permette di compilare una form di iscrizione molto analitica dove il giovane offre o cerca uno scambio internazionale per scoprire altre culture, praticare l’uso delle lingue straniere, confrontarsi con altre realta’ europee. Quest’attivita’ e’ monitorata dall’Assessorato e sono disponibili statistiche aggiornate dei giovani partiti da Torino o arrivati in citta’ e numerosi altri dati utili.
Il Comune, in collaborazione con il CSI Piemonte offre, inoltre, il Servizio Telematico Pubblico, un contenitore di informazioni accessibile a tutti e soprattutto gratuito. L’amministrazione, emulando l’iniziativa gia’ sperimentata a Bologna “[...]… offre la possibilita’ di immergersi, con qualche piccola limitazione, nella rete Internet e navigare nel vasto oceano di informazioni, dati, programmi, presenti sui computer che in tutto il mondo sono collegati alla Grande Rete. [...]“.
L’iniziativa piu’ simpatica e’ indubbiamente quella del tazebao elettronico, ovvero la “lavagna per URLare” (http://www.comune.torino.it/lavagna/), un vero e proprio spazio pubblico dove e’ possibile scrivere ed esprimere le proprie impressioni o leggere i messaggi proposti dagli altri utenti. Non e’ un link a gruppi di discussione, come nel caso dei comuni di Milano e Roma, ma un programma (probabilmente realizzato in CGI) che permette, attraverso delle form in HTML, di scrivere e leggere messaggi direttamente dal browser. Il tutto e’ moderato da una preliminare iscrizione filtrata dallo staff del web site del comune.
Non manca il progetto Scuole On Line (http://www.comune.torino.it/scuole/progetto.htm) che, grazie alla collaborazione fra vari enti, promuove l’interazione fra le realta’ scolastiche attraverso le pagine web e soprattutto le liste di discussione cui i vari istituti partecipano.

Quello di Torino appare, dunque, un web giovane e dinamico, dove le varie notizie statiche si mischiano ad un interattivita’ mirata ad un pubblico che usa la rete in modo intelligente. Non mancano le banalita’ e i soliti richiami alla “celebrazione”, ma sono poca cosa e non sviliscono i progetti (non solo quelli recensiti in questo articolo) ambiziosi e soprattutto utili.

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