Articoli con tag Blog
La riscossa delle mamme
Un bellissimo articolo del NYT analizza la trasformazione social-mediale delle nuove trentenni. Un esercito di blogger riunite al Bloggy Boot Camp per discutere su come far evolvere e conoscere la propria professionalità ed il brand personale.

Non più amatoriali scrapbookers ma vere e proprie professioniste che ora sono contese anche dalle grandi multinazionali, pronte ad accaparrarsele come opinion leaders.
Un articolo pieno di ottimismo, lontano dai luoghi comuni, una speranza per l’economia immateriale. Anche quella delle mamme e delle casalinghe digitali.
Post correlati
Blogopalla
Scritto da gigicogo in Blog, blogosfera il 1 febbraio 2010
Il prezioso lavoro/studio di Vincenzo ha favorito le prime riflessioni fra gli addatti ai lavori (blogger professionisti e non).
Ci son le riflessioni cazzare che rivendicano palle più grandi o motori di ricerca palle più raffinati, e quelle più serie che mirano a definire un improbabile criterio scientifico che dia a queste ricerche una parvenza di “certificazione”.
Ora non credo che l’intento sia questo. Vincenzo è uomo di business e la sua agenzia studia i fenomeni sociali per suggerire ai committenti alternative di successo al marketing convenzionale.
Nel merito vedo alcune problematiche ancora in evoluzione:
A) Il traino è generato dagli Hub Forti ed è logico che sia così. Chi non vive di luce propria prova a vivere di luce riflessa.
B) I giornalisti professionisti stanno sull’olimpo del backlink. Ed è abbastanza logico in quanto riescono a presidiare diversi canali di distribuzione dello stesso contenuto anche se in futuro, sembra, la differenza si assottiglierà sempre di più.
C) Technorati è ancora credibile? E’ ancora uno dei parametri che stanno alimentando l’algoritmo di Blogbabel? Solo Liquida docet!
D) E chi è fuori dal perimetro? Chi non usa sistemi di tracciatura? Fra i blog che leggo ce ne sono a centinaia!
E) Negli ultimi due anni ho assistito a una spinta centripeta che ha spinto molti blog generalisti verso la ricerca di una “tematica” che li distinguesse. Ciò, stranamente, ha favorito invece la crescita di influenza di quelli generalisti o, per lo meno, generalisti nel contesto dei temi web/informazione/sociologia della rete che, fatalità, emergono dalla ricerca di Vincenzo come i più esposti.
F) Possiamo dire che i blog più influenti sono leggermente sbilanciati a sinistra? E possiamo chiederci se è davvero così, o qualcosa non funziona nell’algoritmo visto che il paese, invece, è sbilanciato altrove?
G) Investireste in pubblicità (più o meno subliminale :-) ) in simil-testate come i blog per veicolare una campagna di marketing in esclusiva. Cioè, non “anche”, ma “solo” su un blog gettonatissimo!
Per quanto mi riguarda, infine, trovo intrigante la seconda fase della ricerca che Vincenzo ci anticipa: “Nei prossimi giorni approfondirò l’analisi, mostrando come questo groviglio indistinto di relazioni nasconda legami forti, cluster, spesso basati su affinità tematiche”.
Ecco, questa seconda fase mi affascina molto di più perchè entra nel concreto e si pone alla ricerca di un “valore” che emerga da relazioni forti e non sporadiche legate alla “visibilità” come uno criterio per emergere. Ma su queste riflessioni legate al “metodo”, non posso non consigliare le splendide riflessioni di Marco che ogni giorno ci illumina la via!
Nel frattempo…….calda di forno, ecco la ricerca dell’Economist!
Post correlati
Mi sento onorato
Oggi mi hanno hackerato il blog :-)

Post correlati
Mr. Obamaaaaaaaaaa!
Scritto da gigicogo in Blog, conoscenza, web 2.0 il 22 settembre 2009
Non ha fatto molto scalpore l’intervista di Obama rilasciata al «Pittsburgh Post-Gazette» e a «The Blade» alla vigilia del summit del G20 che si terrà a partire da giovedì in Pennsylvania.
La blogosfera italiana ha quasi ignorato il tema che, secondo me, va connotato più con una declinazione economica piuttosto che culturale.
A dire il vero c’è anche chi parla apertamente di tradimento nei confronti di un presidente che ha beneficiato dei blog per la corsa vittoriosa alla Casa Bianca. Ma è il solito polemicissimo Nicoletti :-)
Secondo me Obama ha fatto delle osservazioni giuste e abbstanza ovvie, considerato un sistema come quello americano. Ma in Italia, dove finanziamo i giornali con il denaro pubblico senza battere ciglio, la faccenda non ha riscosso molto appeal.
Obama, in un paese dove vige la cultura e soprattutto la consolidata prassi di VERA libera concorrenza, ha voluto far notare che il modello di business a sostegno dell’editoria on-line, dovrà essere chiaro e sostenibile.
Se davvero la carta stampata migrerà sul web (come tutti gli analisti prevedono), allora le regole etiche (verifica della fonte, critica costruttiva, ecc.) potranno prevalere sul chiasso e sulle tante falsità portate dal passaparola della blogosfera e dei social network……….. detto fra noi: non mi sembra che i gruppi facinorosi di Facebook siano costruttivi!
Mr. Obama said he noted the trend. “I am concerned that if the direction of the news is all blogosphere, all opinions, with no serious fact-checking, no serious attempts to put stories in context, that what you will end up getting is people shouting at each other across the void but not a lot of mutual understanding,” the President said.
“What I hope is that people start understanding if you’re getting your newspaper over the Internet, that’s not free and there’s got to be a way to find a business model that supports that.”
Mi sembra corretto che si privilegi chi davvero mette a rischio professionalità e investimenti rispetto a chi vive di “copia e incolla” e di “passa parola”!
Oviamente da questa critica si salva chi usa il blog con professionalità. E penso che molti dei blog che hanno sostenuto la campagna di Obama non si sentano attaccati dalla sua premessa, specialmente quelli che “hanno contestualizzato le loro argomentazioni” e non si sono “scannati urlando l’uno contro l’altro”!
Post correlati
The day after
Scritto da gigicogo in Blog, blogger, blogosfera il 16 luglio 2009
Propongo anche qui il commento che ho lasciato sul blog di Michele, in quanto citato e invitato alla discussione. Spero sia utile per comprendere il contributo PROPOSITIVO e PROATTIVO sul tema, anche se è solo un commento e quindi buttato giù di getto senza ponderare :-).
La lettura dei commenti è appassionante fino a un certo punto, secondo la mia modestissima opinione.
E provo a spiegarvi perchè.
E’ indubbio che le “iniziative” della blogopalla italica stentino a diventare qualcosa su cui riconoscersi universalmente al di là dello schieramento politico a cui ognuno appartiene.
Non vi è un comune senso di appartenenza al “sistema blogosfera italia” e forse non ci sarà mai.
Negli anni scorsi ho guardato un po’ all’estero: Spagna, USA, ecc. In questi paesi quando si fa un azione (cito ad esempio: http://www.bloggersunite.org/) vi è una grande sensibilizazzione e un passa parola che ha dell’incredibile. Si rinuncia alla rendita del proprio bloggino (ognuno percepisce la sua) per aderire a una campagna generalmente utile al “sistema” ma, soprattutto utile a chi si approccia al sistema.
Qua da noi la questione è sempre la stessa. Un gruppo stimabile in circa 2/300 di noi che si conosce di persona e si frequenta non solo digitalmente, eccelle per rissosità e distinguo continui, per affermare una leadership che non avvantaggia il movimento.
Ho letto diversi ottimi propositi nei post del “day after” al 14 Luglio. E quasi tutti dicevano: “partiamo da qui!“
Facile a dirsi, difficile a concretizzarsi.
Gilioli, in un commento sul mio blog diceva: “Secondo me, eventuali modi plurali e fantasiosi per ampliare gli spazi di libertà in tutte le forme di comunicazione sono un arricchimento, non un “io sono più bravo di te”.
Se partissimo da questa considerazione, ogni azione della blogopalla italica che mira a un coinvolgimento in senso ampio e plurale, dovrebbe essere mediata da una discussione, magari poggiandosi su sistemi digitali che possano favorire poi la scelta (rating, poll, wiki, ecc.).
Così, purtroppo, non è successo. E si è sfruttato il solito sistema degli “hub forti”. In pratica con un inconscia aderenza al sano principio dei 6 gradi di separazione, si sono accodati a quelli che (più o meno appartenenti al gruppone dei 300), sostenevano la causa e, tramite l’adesione alla stessa, potevano mettere in luce anche la loro posizione, riflessione, appartenenza. Nulla di male, sia chiaro. Ma non funziona.
Non funziona perchè la prima regola del web sociale è che solo attraverso la “partecipazione” e la “condivisione” si fa sistema. Senza, si fa solo “somma”.
Detto questo, apro e chiudo l’ultimo capitolo. Vi è una tacita ma consapevole indole nei blogger italici, che è quella di usare il proprio blog, e la sua visibilità, come trampolino verso il mondo del mainstream. Aspirazione non di tutti sia chiaro, ma di moltissimi.
Quando uomini ponte come Alessandro, che rappresentano un po’ l’ideale (blogger/giornalista) accendono la miccia è chiaro che l’emulazione è quasi obbligata. Lui è un hub forte.
Secondo me andrebbe analizzato meglio il contesto. Io son più daccordo con Luca De Biase (anche lui uomo ponte fra i due ecosistemi) che un giorno mi raccontava di un idea niente male. Quella di chiarire meglio cosa sia il “citizen journalism” in Italia, e provare a fissarne dei perimetri dentro i quali fare scuola, paradigma, etica, ecc.
Pensateci. Le opportunità ci sono.
E, un altra volta, proviamo davvero a mettere a confronto le due o tre anime prima e non dopo.
La blogopalla litigata lasciamola per le cose buffe, cazzare, piccanti che, per fortuna, ci permettono di buttare via lo stress giornaliero…magari su FF che, secondo me, è il posto ideale.
Ciao a tutti
Post correlati
14 Luglio i blogger italiani sempre in prima linea per l’informazione
Scritto da gigicogo in Blog, blogger, blogosfera il 14 luglio 2009
In un paese ormai narcotizzato, piegato e rassegnato alla disinformazione televisiva.
In un paese dove la maggioranza dei giornalisti è al servizio degli editori e ha perso la passione, la grinta e soprattutto l’etica e la professionalità.
Molti, moltissimi blogger, hanno deciso di continuare ad esercitare il loro importante ruolo anche oggi 14 Luglio 2009.
Credono in quel ruolo che li rende ormai un elemento fondamentale e indispensabile di controinformazione e di riflessione continua.
Altri (pochi per fortuna) hanno deciso di tacere, di “scioperare” contro un odiosa proposta di legge.
Questi blogger hanno scelto, in libertà e in coscienza, di aderire all’appello di un giornalista di Repubblica. Il blog che leggete, e tantissimi altri, invece no!
Questo blog non si autospegne. Questo blog non è disposto a fare un ennesimo favore a chi vorrebbe tutti i blog spenti.
Questo blog è convinto che tutti possono esercitare un ruolo di informazione e di riflessione attiva, personale o di gruppo, nella rete delle reti, ultimo baluardo della libertà di informazione.





Commenti recenti