Articoli con tag blogger

La riscossa delle mamme

Un bellissimo articolo del NYT analizza la trasformazione social-mediale delle nuove trentenni. Un esercito di blogger riunite al Bloggy Boot Camp per discutere su come far evolvere e conoscere la propria professionalità ed il brand personale.

bogger

Non più amatoriali scrapbookers ma vere e proprie professioniste che ora sono contese anche dalle grandi multinazionali, pronte ad accaparrarsele come opinion leaders.

Un articolo pieno di ottimismo, lontano dai luoghi comuni, una speranza per l’economia immateriale. Anche quella delle mamme e delle casalinghe digitali.

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Giornalisti contaminati o contaminanti?

Mentre il cazzeggio sull’articolo del Corriere di oggi prosegue il suo delirio sullo stream di Friendfeed, grazie a Roberto e agli amici del Corriere (Macri Puricelli e Federico Palomba) abbiamo organizzato un mini talk su questo tema e sulla provocazione, indotta.

Questo tema è anche la conseguenza diretta e logica del laboratorio di idee che si è tenuto, sempre qui a Venezia, a inizio settimana.

Insomma è il narcisismo dei blogger contaminante anche per i giornalisti di carta o, assieme ai giornali, possimo bruciare anche i giornalisti che si stanno avvicinando alle dinamiche del web sociale?

Immagine anteprima YouTube

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Messaggio alla nazione

cena veneziana

A reti unificate (Twitter, Facebook, Friendfeed, ecc.) vi prego di diffondere questo annuncio:

Venerdì 23 e sabato 24 Ottobre in occasione del Barcamp di Venezia, organizziamo due cene.
E’ IMPORTANTISSIMO che si diffonda URGENTEMENTE la notizia per raccogliere le adesioni sul wiki:

http://barcamp.org/veneziacamp2009

Grazie

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Masochismo

Non so se dalle parti di Google sapranno spiegarmi questa:

google Masochismo

Blog ufficiale di Big G

Browser ufficiale di Big G

Blogger (piattaforma di Big G) giudica il SUO contenuto: “Inaccettabile”!

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Happy Birthday

Blogger compie dieci anni. Anche il blog che state leggendo è nato su questa piattaforma ora di proprietà di Google.

Alcuni anni fa chiesi ai manager di Google Italia se c’era in previsione una modalità di rilascio in tipologia self-hosted. Più o meno come già faceva Wordpress. Mi dissero di si e uscì Google Sites, che non è proprio quello che noi blogger intendiamo.

Sotto sotto a Google interessano più i niubbi degli smanettoni e questo mi ha convinto a muovere il blog su Wordpress self-hosted.

Comunque auguri!

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The day after

Propongo anche qui il commento che ho lasciato sul blog di Michele, in quanto citato e invitato alla discussione. Spero sia utile per comprendere il contributo PROPOSITIVO e PROATTIVO sul tema, anche se è solo un commento e quindi buttato giù di getto senza ponderare :-).

La lettura dei commenti è appassionante fino a un certo punto, secondo la mia modestissima opinione.
E provo a spiegarvi perchè.

E’ indubbio che le “iniziative” della blogopalla italica stentino a diventare qualcosa su cui riconoscersi universalmente al di là dello schieramento politico a cui ognuno appartiene.

Non vi è un comune senso di appartenenza al “sistema blogosfera italia” e forse non ci sarà mai.

Negli anni scorsi ho guardato un po’ all’estero: Spagna, USA, ecc. In questi paesi quando si fa un azione (cito ad esempio: http://www.bloggersunite.org/) vi è una grande sensibilizazzione e un passa parola che ha dell’incredibile. Si rinuncia alla rendita del proprio bloggino (ognuno percepisce la sua) per aderire a una campagna generalmente utile al “sistema” ma, soprattutto utile a chi si approccia al sistema.

Qua da noi la questione è sempre la stessa. Un gruppo stimabile in circa 2/300 di noi che si conosce di persona e si frequenta non solo digitalmente, eccelle per rissosità e distinguo continui, per affermare una leadership che non avvantaggia il movimento.

Ho letto diversi ottimi propositi nei post del “day after” al 14 Luglio. E quasi tutti dicevano: “partiamo da qui!

Facile a dirsi, difficile a concretizzarsi.

Gilioli, in un commento sul mio blog diceva: “Secondo me, eventuali modi plurali e fantasiosi per ampliare gli spazi di libertà in tutte le forme di comunicazione sono un arricchimento, non un “io sono più bravo di te”.

Se partissimo da questa considerazione, ogni azione della blogopalla italica che mira a un coinvolgimento in senso ampio e plurale, dovrebbe essere mediata da una discussione, magari poggiandosi su sistemi digitali che possano favorire poi la scelta (rating, poll, wiki, ecc.).

Così, purtroppo, non è successo. E si è sfruttato il solito sistema degli “hub forti”. In pratica con un inconscia aderenza al sano principio dei 6 gradi di separazione, si sono accodati a quelli che (più o meno appartenenti al gruppone dei 300), sostenevano la causa e, tramite l’adesione alla stessa, potevano mettere in luce anche la loro posizione, riflessione, appartenenza. Nulla di male, sia chiaro. Ma non funziona.

Non funziona perchè la prima regola del web sociale è che solo attraverso la “partecipazione” e la “condivisione” si fa sistema. Senza, si fa solo “somma”.

Detto questo, apro e chiudo l’ultimo capitolo. Vi è una tacita ma consapevole indole nei blogger italici, che è quella di usare il proprio blog, e la sua visibilità, come trampolino verso il mondo del mainstream. Aspirazione non di tutti sia chiaro, ma di moltissimi.

Quando uomini ponte come Alessandro, che rappresentano un po’ l’ideale (blogger/giornalista) accendono la miccia è chiaro che l’emulazione è quasi obbligata. Lui è un hub forte.

Secondo me andrebbe analizzato meglio il contesto. Io son più daccordo con Luca De Biase (anche lui uomo ponte fra i due ecosistemi) che  un giorno mi raccontava di un idea niente male. Quella di chiarire meglio cosa sia il “citizen journalism” in Italia, e provare a fissarne dei perimetri dentro i quali fare scuola, paradigma, etica, ecc.

Pensateci. Le opportunità ci sono.
E, un altra volta, proviamo davvero a mettere a confronto le due o tre anime prima e non dopo.

La blogopalla litigata lasciamola per le cose buffe, cazzare, piccanti che, per fortuna, ci permettono di buttare via lo stress giornaliero…magari su FF che, secondo me, è il posto ideale.

Ciao a tutti

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Sfruttamento

Rileggendo il pezzo di PierLuca mi è tornato prepotentemente all’attenzione un tema che volevo dibattere alcuni mesi fa. Lo sfruttamento del blogger da parte del mainstream.

La frase di PierLuca, riferita alla campagna 10 domande di Repubblica: “….coinvolti solo per essere sfruttati come amplificatori del messaggio del quotidiano senza coinvolgimento e riconoscimento alcuno……”, riapre un tema che parte da lontano.

Già ai tempi della massima attenzione all’ormai agonizzante BB, scrissi che rilanciare (linkando e citando) gli articoli del mainstream, era un pratica diffusa che manifestava la sterilità di argomentazioni da parte della blogopalla.

Sia chiaro, faccio autocritica diretta, in quanto non riesco (e credo non riuscirò mai) a distaccarmi dalla lettura dei quotidiani on-line e dalla citazione (chi mi legge sa quanto ami Clipmarks). Ma invito (e mi autoimpongo) di ricercare qualcosa che vada al di là delle argomentazioni attorno a un tema determinato dall’attenzione, dallo stile e dalla diffusione propria del mainstream.

Adoro chi è immune a tutto ciò, io no. Ma rilevo che è davvero difficile scatenare conversazioni dalla coda lunga senza dover per forza citare o prendere spunto dal mainstream.

Più azzardata e interessante è la divagazione (ma direi considerazione da ripensare e rileggere) di PierLuca sullo “sfruttamento”. Io stesso, alcuni giorni, fa quando vidi il famigerato badge, fui portatore di cattivi pensieri.

Già Netmonitor mi sembra un gran marchettone che, in accordo con i reduci ostinati di BB, riesce a portare un po’ di traffico e di godimento ai blogger citati (l’ho riscontrato personalemnte prima dell’epurazione), ma come risultato primario amplifica e marketta l’opera editoriale di Repubblica. Punto!

L’originalità e la percezione di visioni e argomentazioni dalla coda lunga è una qualità rara, ma andrebbe coltivata con ostinazione (basta leggere a tal proposito le ottime motivazioni sul blog di Marco).

La ricerca di hub forti (blogger influenti o mainstream) non è una prassi vincente per proporre le proprie argomentazioni. Di solito riesce ad aumentare l’esposizione dell’autore nei palinsesti sociali solo nei primi mesi, ma poi determina un logoramento e una disaffezione pericolosa. Su questo dobbiamo ripensarci spesso. I nostri lettori sono ANCHE i blogger, non SOLO i blogger.

Come dice Marco, con passione e ostinazione, è il lettore che dobbiamo curare. Chi arriva dai motori di ricerca, chi arriva con il passa parola, chi frequentiamo in ambiti istituzionali (convegni, manifestazioni, studi) e al quale passimo l’indirizzo del blog come biglietto da visita, è il primo obiettivo della nostra passione.

My two cents, sull’argomento.

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Descanse en Paz

La notizia riportata da diversi giornali mi ha toccato non solo per il “ruolo” dell’anziana scomparsa, ma anche perchè amo la Galizia e nella mia immaginazione c’è un posto che mi aspetta su una scogliera dentro un “ria” dove poter scrivere con ritmo lento. Molto lento. Chissà!

maria 561555a Descanse en Paz

The world’s oldest blogger – a 97-year-old Spanish grandmother introduced to the internet by her grandchildren two years ago – has died.

Maria Amelia Lopez’s posts touched on many aspects of her long life, from political memories of the Franco era to intimate musings on her increasingly fragile state of health.

Mrs Lopez blogged from the seaside town of Muxia, where she was born in 1911, or from the farmhouse in Galicia belonging to her grandson, Daniel.

blog it

Il suo blog: http://amis95.blogspot.com/

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