Articoli con tag calcio
Controcorrente
Sarò sicuramente fuori dal coro. Ma la contestazione a Maldini, che ha suscitato orrore, scandalo, indignazione e altri paroloni fuori luogo è stata, secondo me, una sacrosanta manifestazione di democrazia.
Quei tifosi hanno pagato un regolare biglietto e, come ad ogni spettacolo pubblico, avevano il diritto legittimo di applaudire o fischiare.
Hanno esposto il loro pensiero (condivisibile o no) con degli striscioni, e poi hanno fischiato. Cosa c’è di tanto indegno? Non si devono forse toccare i totem? I simulacri?
Per una volta tanto non c’è stata violenza. Quindi un passo avanti, direi!
Per non creare fraintendimenti, sia chiaro che sono milanista da sempre, e grande estimatore di Maldini. Ma perchè tutta la stampa radical-chic, che grida allo scandalo quando tutti si piegano al “pensiero unico” in politica, non si limita a registrare un dissenso? No, questa stessa stampa ora scatena la “violenza” verbale!
No, non si doveva arrivare a tanto? E’ stato profanata una festa (parole di Mario Sconcerti). Ma che siamo impazzti? Vogliamo creare luoghi e personaggi intoccabili? Non conosco nemmeno bene la storia relativa all’acredine fra Maldini e alcuni tifosi. Ma chi se ne frega. Io plaudo alla democrazia, non certo al pensiero unico.
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Fondo di solidarietà
Galliani dichiara che il problema del calcio è “economico“.
Direi che potremmo costituire un fondo di solidarità. Secondo me gli italiani son così coglioni (non l’ho detto io ma il suo Presidente) che accetterebbero!
Per Adriano Galliani (nella foto acmilan.com) la crisi delle squadre italiane, compreso il Milan, è da rintracciare in fattori economici.
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Elogio della mediocrità
Scritto da admin in calcio, conoscenza il 23 giugno 2008
Il calcio non mi appassiona più da anni: quando capita di parlarne con amici o colleghi mi sento fuori dal mondo, mi accorgo di non sapere o capire nulla della discussione in corso, guardo gli altri come marziani. Ma oggi anche a me la sconfitta con la Spagna brucia, lascia il segno, mi mette di malumore.
Di chi è la colpa? Dell’allenatore, ovviamente: che non ha convocato quello, che ha utilizzato poco quell’altro, la colpa è sua. Povero Roberto: prima sull’altare, oggi nella polvere. Ma è proprio una colpa, la sua? Poteva fare meglio? Doveva fare un miracolo?

Forse no, forse non è da tutti fare i miracoli, o semplicemente essere i migliori. Si può credere fermamente nella concezione umanistica dell’uomo che è padrone e artefice del suo destino, ma ognuno nel suo ruolo. Migliorarsi, crescere, ma senza violentare la propria indole, le proprie profonde aspirazioni, anche se a volte nascoste o apparentemente incomprensibili.
Alcuni nascono per essere i migliori, altri no. Niente di grave.
Alcuni hanno dei miti che tentano di raggiungere, di eguagliare, che invidiano in modo costruttivo, per crescere e migliorarsi. Io non ho mai avuto miti, a differenza della maggior parte di tutti noi. Non avevo un cantante rock, un attore, un personaggio dei fumetti con cui identificarmi, in cui bearmi, in cui trasporre la mia esistenza come in uno specchio magico, cercando di assomigliargli. Il mio mito, l’ho capito solo di recente, è Zeno. Lo Zeno Cosini di sveviana memoria: Zeno il fallito, Zeno il complessato, Zeno l’inetto, Zeno il mediocre. Ecco: io sono l’inetto, il mediocre.
Mediocrità, IMHO, non è un’offesa, non è mancanza di valore. E’ una condizione, uno stato d’animo, una posizione di attesa.
Condizione di calma, di coscienza delle proprie capacità ma anche dei propri limiti. I limiti di tutti, non ci si deve vergognare di averli e conoscerli.
Stato d’animo diffuso, mai concentrato, senza acuti né baratri, sempre un po’ evanescente rispetto alla frenesia della vita.
Attesa di qualcosa che può venire, di situazioni a cui doversi adeguare in modo flessibile, elastico, senza strafare; attesa di cambiamenti forse prossimi, forse remoti, forse solo immaginari.
Mediocrità non è inedia, sufficienza, banalità. E’ attenzione al mondo, da un punto di vista diverso; è conoscere le leggi che governano il mondo e prepararsi all’incontro, o allo scontro, con la vita; è sapere di essere pronti a vivere con i propri, finiti, mezzi, senza rifletterci sopra; è scegliere di non passare tutta la vita a cercare il modo di viverla meglio.
La mediocrità, quella vera, quella dell’animo, non è l’opposto della competenza o della capacità: è l’opposto, casomai, della genialità.
Non tutti possono essere dei geni. Ma chi oggi non si sente un genio, ha almeno l’opportunità di sentirsi un mediocre. Con orgoglio di esserlo e di saperlo. E pazienza se non arriveremo in finale: è un gioco, e noi abbiamo giocato.
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Italia fuori dagli europei…. allegria!
Scritto da admin in calcio, conoscenza il 23 giugno 2008
Di Salvatore Valerio
Dopo la sconfitta dell’Italia ai rigori di ieri sera, questa mattina tutti i giornali Italiani hanno aperto con un generale lamento funebre, mentre quelli Spagnoli parlano di svolta storica, quasi avessero già vinto gli europei.
Questa mattina andando in giro volti lunghi, depressivi di chi sente questa sconfitta come segno del destino.
Prima ci hanno battuti sul PIL, ora anche sul calcio!
Hei! È solo una partita di pallone! Ce ne saranno altre. Dopo 88 anni pure agli spagnoli tocca vincere per una volta. E per quanto riguarda il PIL. Come direbbe l’ON. Cettola Qualunque “cchiù PILo pé gli Spagnoli, cchiù PILo pé l’Italia, cchiù PILo pé tutti”.
Oggi è una bella giornata di sole, anche se non abbiamo molti motivi personali per essere allegri, fate il miracolo di farvi venire la voglia di essere allegri. È la strada per la santità. Non c’è ragione di avere guai e preoccupazioni. Voi che campate qua state in paradiso. Se vi viene la voglia, cantate sta canzone.





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