Articoli con tag catepol
Facebook OUT: su Ibridamenti la narrazione collettiva esce dal social network
Scritto da catepol in facebook, ibridamenti il 7 luglio 2009
Massimo Giuliani, Ibridamenti, Facebook, una sperimentazione: una narrazione collettiva. Dentro e fuori i social network. Il flusso dei messaggi scorre continuo, occorre a volte canalizzare e veicolare. Raccontare insieme attingendo dalle singole voci per raccontare collettivo, condividere, diffondere, mettere insieme pezzi di informazione o semplicemente sensazioni trasmesse su uno stesso tema in maniera frastagliata e liquida. Ma discontinua. Come mettere insieme tanti pezzi di puzzle e far venir fuori il collettivo.
La prima puntata di OUT Facebook era stata dedicata alle elezioni europee 2009: Di Status in status: le elezioni versione Facebook . La seconda sul prima e dopo terremoto.
Possiamo collaborare alla narrazione collettiva segnalando status su Facebook pubblicati nel periodo precedente e successivo al terremoto sugli account Facebook di Ibridamenti ( http://facebook.com/ibridamenti ) o di Massimo Giuliani ( http://www.facebook.com/massimogiuliani). E’ importante che siano indicate con precisione la data e l’ora, come potete vedere nel post Di Status in Status: il terremoto versione Facebook .
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Quale formaggio scelgo? Aggregatori di social network e cose così…
Scritto da catepol in comunicazione, conversazioni, facebook, friendfeed, lifestream, reti sociali, social media, social network, socialsfera, twitter il 6 giugno 2009
Grandioso il paragone di Techcrunch, quasi meglio del mio “Ci son più social network che stelle in cielo“.
Borat che ha necessità di capire se tutto è “Cheese” come si fa a scegliere. Noi che tra Twitter, Friendfeed, Facebook, Meemi ecc. abbiamo necessità di capire cosa utilizzare, come utilizzarlo e soprattutto come aggregare tutta questa digital life e questo lifestreaming che produciamo in giro?
Ogni giorno nascono come funghi startup e servizi 2.0 e nuove applicazioni, siano esse per desktop, da utilizzare via Web e/o sui nostri stratosferici telefonini di ultimissima generazione. Tutte che si propongono di diventare la nostra porta di accesso principale al digital streaming nostro e dei nostri contatti. Io ebbi necessità di fare il disegnino, disegnino che dovrei pure aggiornare perchè col passare del tempo son cambiate le dinamiche del mio lifestreaming, in parte.
Ma quanta gente conosciamo a parte noi che ha veramente necessità di gestire account multipli e diversificati mediante una applicazione di terze parti che raggruppi insieme, che aggreghi in uno, tutti i nostri social network?
Solo per Twitter esistono tante di quelle applicazioni che ne ho perso anche il conto (questo post infatti andrebbe aggiornato prima o poi) eppure Twitter dalla pagina web rimane il modo migliore di Twittare alla faccia delle varie, seppur ottime, dozzine di applicazioni come TweetDeck, Twhirl / Seesmic Desktop, PeopleBrowsr, Sobees, Streamy, Tweetie, Nambu, TwitterBerry, e chi più ne ha più ne metta.
Io ad esempio uso la webpage di Twitter con l’accorgimento di PowerTwitter o il Twittergadget da Gmail
E Friendfeed? Alla fine il modo migliore per utilizzarlo è la web page (e le notifiche mail a cui si può rispondere direttamente).
Per non parlare delle svariate applicazioni che oramai permettono di utilizzare contemporaneamente, inviando messaggi sincronizzati da una parte all’altra tra FriendFeed, Facebook e Twitter. E tutti i sedicenti “social media strategist and expert” che esaltano le lodi degli account multipli e dei migliori aggregatori che possano offrire la “best-user-experience-known-to-mankind”, la miglior esperienza utente possibile per aggiornare dappertutto il proprio status.
It’s the ultimate social networking service aggregator update management tool, baby!
Ehy, baby, sappi che questo è il miglior servizio al mondo per l’aggiornamento dello status aggregato su tutti i servizi in modo che tu possa seguire ed interagire coi tuoi amici di facebook, twitter, friendfeed, meemi, e anche quelli su marte che utilizzano quel social network strano…tutto in questo meraviglioso nuovo cazzabubolo social che non puoi non avere, non installare, non provare ecc.
Arifaccio la domanda di Techcrunch a voi miei lettori :
Ma quanta gente conosciamo a parte noi che ha veramente necessità di gestire account multipli e diversificati mediante una applicazione di terze parti che raggruppi insieme, che aggreghi in uno, tutti i nostri social network?
Quanta gente ha davvero necessità di tutto ciò? Non si rischia con gli aggregatori di social network di fare solo più rumore, perdere solo più tempo, distrarsi troppo su cose meno importanti per la smania di seguire il flusso di tutto e di tutti (spesso e volentieri ripetuto e rilanciato ovunque, in maniera automatica)?
Quale formaggio scegliere tra gli aggregatori di social network? In un prossimo post vi spiego quale formaggio ho scelto io.
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Feedsharing: segnalazioni condivise (1)
Scritto da catepol in blogosfera, conoscenza, e-learning, facebook, microblogging, reti sociali, serendipity, social media, social network, social web, socialsfera, tools, twitter il 24 maggio 2009
Propongo anche qui la rubrica Feedscrolling by catepol .
Brevi segnalazioni, cose veloci che mi passano sotto gli occhi mentre faccio scrolling nel mio feed reader. Cose che magari possono interessare qualcuno. Cose che magari condivido velocemente su Friendfeed per appuntarmele, cose che vorrei farci un post, cose che poi magari il post non lo scrivo e finiscono nel flusso. Brevi dalla Blogosfera e non solo. Segnalazioni condivise
Didattica, tecnologie, web 2.0 & co.
Dal blog ai social network: in questo libro si parla anche di catepol.
Come gestire la propria Social Life dalla sidebar (solo per Win, purtroppo)
Flowgram: gli screencast diventano slide condivisibili
Aggiungi il bottoncino dei visitatori sul blog.
Più di 80 video sulla Media Literacy.
Educate – iPhone iPod Touch App for teachers
Mobile learning: un nuovo plugin per Moodle
The Mobile Learning Engine (MLE) for Moodle
HOW TO: Create Custom Twitter Backgrounds: non hai più scuse per non personalizzare il tuo account Twitter
FileTwt – Sharing Files On Twitter, made easy: condividere file su Twitter si può con questi accorgimenti.
25 Twitter Apps to Manage Multiple Accounts
Less Friend: per conoscere e organizzare le relazioni tra i tuoi follower e i tuoi following. Scopri chi ti segue non ricambiato da te e viceversa, chi segui tu senza essere ricambiato. Facilmente.
Stessa cosa fa Friendorfollow (capire chi ci segue su Twitter ecc.)
Ben 5 modi diversi per condividere video su Twitter.
MindMeTo: un modo per ricordarsi le cose via Twitter. Utile.
Su Facebook profili di donne che si spogliano a pagamento: ecco Mara
Facebook «entra» anche all’oratorio
Se l’account Facebook risulta violato, che fare?
Fessbuc: la sitcom su Facebook è su Youtube.
Blogosfera
Rosanna Banfi racconta il cancro con un blog.
32 motivi per non aprire un blog. Il blog non è cosa di tutti.
Letture consigliate
Cazzeggio
La risposta alla domanda “ma dove ca**o siamo???”
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Cerco disperatamente Caterina
Gli amici di Big G, in onore del decennale, ci regalano una chicca.
E visto che mi diverto a difendere la mia amica social da tutte le critiche di spam e di invasione della blogopalla, vi dimostro che Lei era 1.0 e invadeva i Forum chiaccherando anche di calcio già nel 2001 :-)
Catepol è sempre Catepol! E sempre sarà!
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Vota la cattiveria, vota catepol
Scritto da admin in Senza categoria il 8 settembre 2008
Il tenutario mi ha chiesto di prendermi cura “anche” del suo blog dal momento che è in montagna. Allora approfitto del mezzo pubblico e del mio account per chiedere a voi lettori di Gigi un favore grande.
O meglio un voto: pare che sia stata nominata come “cattivona” della blogosfera.
Dove? Ma ai Macchianera Blog Awards 2008 no? Il premio iù ambito dalla blogosfera italiana!!!
Ora occorre votare perchè io sia premiata davvero come tale:
vai qui su questo post, vota tutte le categorie come più ti aggrada perchè bisogna votarle tutte perchè il voto sia valido, poi arrivati in basso, in massa votate CATEPOL come “Cattivo più temibile della blogosfera“.
Il titolo spetterebbe anche a Gigi, mio compare di epurazione da BlogBabel. Prometto che lo condividerò volentieri con lui se, con il vostro aiuto, lo vinco.
Grazie in anticipo dalla grande cattiva della blogosfera italiana!
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Tutto per il micro-blogginig
Scritto da admin in microblogging, tools, twitter, web 2.0 il 7 luglio 2008
L’elenco più esaustivo dei servizi di microblogging e ad esso correlati lo poteva scovare e pubblicare solo Caterina. (via)
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Tu chiamali come vuoi ma l’importante è comunicare
Scritto da admin in social network, tools il 15 giugno 2008
Un’idea per un post scaturisce spesso da sinapsi che si attivano quando ragionando su qualcosa ti vengono in mente degli esempi e dei parallelismi. Ragionavo infatti sul discorso intrapreso (qui e là) della collaborazione e della condivisione della conoscenza utilizzando gli strumenti che, mediante la rete, ci permettono di allargare in maniera esponenziale questi processi in maniera immediata e che non può e non deve essere chiusa in gabbie o cluster di nessun tipo.
E ragionavo su concetti sentiti, studiati e fatti miei già molto tempo fa. Quando non si parlava di social network ma di community online. Quando il web 2.0 non c’era e si parlava di CMC (computer mediated communication). Ma cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia.
Ecco la mia idea di post partiva dal presupposto che avevo letto da qualche parte in altri momenti della vita qualcosa di Wenger sulle comunità di pratica e stavo cercando in rete i riferimenti ai concetti che volevo utilizzare per fare un parallelismo con i social networking (che altro non sono IMHO che una estensione e un aggiornamento alla modalità 2.0 del web del concetto di online community of practice).
E, corsi e ricorsi storici, partiamo proprio da una frase di Trentin:
Ora prendiamo un qualsiasi numero di persone, maggiore di 3, che svolgono online una qualsiasi attività affine e di conseguenza si relazionano e interagiscono tra loro in modo soprattutto informale. La rete infatti annulla le differenze di ceto, genere, importanza sociale. Non c’è bisogno di formalità.
La forte coesione che viene a crearsi per motivi i più disparati (da situazioni di apprendimento alla condivisione di video, dal Blog a Twitter passando da ogni altro social network che ci viene in mente) e una sorta di spirito di gruppo che viene a crearsi e che ha come collante uno strumento di comunicazione aggregante e online, sono il sottile filo rosso che tiene insieme questo tipo di aggregazioni sociali.
Le relazioni sociali online e i gruppi (di solito sempre allargati) nascono e si sviluppano spesso e volentieri come accade in qualunque organizzazione di persone, per affinità di qualunque tipo.
E come in tutte le organizzazioni di persone, non detto che si vada sempre d’amore e daccordo con tutti, anzi è proprio la diversità di teste la linfa vitale dei contraddittori e degli scambi.
Il processo di socializzazione online è in generale finalizzato alla condivisione di esperienze quotidiane e allo scambio di conoscenze e di pratiche (lavorative, tecniche, settoriali e non) comuni. Non è e non può essere “Io uso questo strumento cool, io sono the best, io sono il più cool”. Questi atteggiamenti hanno vita breve in un social network.
Caratteristiche dei gruppi sociali che si relazionano online sono:
- un impegno in una qualsiasi attività che accomuna
- una coesione sociale che in qualche modo unisce
- la condivisione di un tipo di cultura specifica che mantiene questi network attivi.
Cosa accade quando un gruppo, un network si aggrega in rete per un qualche motivo (utilizzando uno strumento di comunicazione online)?
Accade che i partecipanti al network definiscono e attuano comportamenti di vario genere ma che possono essere facilmente generalizzati come segue (anche se poi la casistica varia di strumento in strumento e potrei scriverci un libro, non un post):
- C’è chi comincia a condividere il suo expertise (quanto è, quanto sa, quanto sa fare) volontariamente o su richiesta di aiuto di altri
- Si crea con gli altri partecipanti (chiamiamoli followers, friends o come vogliamo) una doppia dimensione: partecipativa e informativa (che va dal personale al tecnico passando per tante altre cose)
- Ci si organizza in qualche modo attorno ad attività, idee o compiti condivisi in cui ognuno assume il suo ruolo. Bastano poche idee, non ci vuole certo un piano industriale e uno staff management per fare network. Basta poco anche solo per far casino.
- I ruoli dei membri vanno dal novizio del gruppo all’esperto o decano che per vari motivi viene riconosciuto come tale e si guadagna una stima imperitura nei secoli dei secoli
- Si usano soprattutto le tecnologie per comunicare (dalla mail a Twitter passando per i blog, Facebook, Plurk o quello che si vuole, basta che si poss ain qualche modo interagire)
- Si apprende sempre qualcosa (volenti o nolenti)
- I ruoli ricoperti di volta in volta dai partecipanti non sono statici ma legati ad un grado di autorevolezza che si guadagna sul campo delle relazioni e delle interrelazioni e che si mantiene nel tempo. e passare di ruolo in ruolo può essere anche un bel gioco.
- Si comunica in sincrono o in asincrono utilizzando la rete e i suoi strumenti, si aboliscono le distanze.
- Si cerca di essere presenti ed essere riconosciuti per la propria presenza online e ci si inventa la propria identità online che per quanto si possa essere creativi, rispecchierà sempre quello che si è nella vita reale. Chi nasce tondo nella real life non muore quadrato nella digital life.
Il valore intrinseco di un network sociale di persone che si interrelazionano online per qualche motivo è lo scambio e la creazione di conoscenza. E non importa dove e come ciò avvenga. Comunque avviene.
Ci son pratiche che diventano socialmente strutturate ed accettate. Al suo ingresso in un social network o in una community online una persona possiede poche conoscenze, ha timore ed osserva. Ma conquisterà man mano sempre più conoscenze e sicurezze anche grazie agli utenti esperti in un processo che vedrà lo spostamento dell’utente dalla periferia al centro del network stesso contibuendo alla vivacità della community stessa.
Torniamo un attimo a Wenger e al ciclo di vita delle community online, leggendo penserete al ciclo di vita di uno qualunque dei social network conosciuti, dalla sua scoperta, al buzz che vi si crea intorno, all’uso o alla decisione di non uso, fino alla sua sparizione perchè soppiantato da uno più nuovo e più cool:
Nei network sociali online sempre secondo Wenger esistono dei ruoli di leadership del gruppo ben riconosciuti, tipo
- Gli esperti (riconosciuti da tutti, anche dalle periferie e dai nuovi arrivati)
- Gli organizzatori
- I comunicatori coloro che intessono relazioni e cercano di mantenere i contatti e di coinvolgere.
Cioè (e concludo il post ma magari tornerò su questi argomenti) la serendipity da cui sono partita per scrivere questo post mi ha portato alle slides di una mia lezione di tempo fa.
Toh, mi son detta, queste slides non mi son nuove. E infatti i concetti di Wenger che cercavo erano proprio qui. Nella mia mente e nelle mie slides.
Comunità di pratica o social network?
Tu chiamali come vuoi, l’importante son le persone dietro che hanno voglia di comunicare e condividere qualcosa IMHO, che siano le foto della comunione o un video in cui si discetta dei massimi sistemi, che sia cazzeggio tra amici o un progetto molto più grande.
Il valore del networking online sta sempre nelle persone.








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