Da queste parti abbiamo analizzato spessissimo il fenomeno delle fan page. Il bloggante ne ha descritto gli usi possibili per i marchi, le aziende, le organizzazioni pubbliche, nonchè l’opportunità per chi detiene un blog, di usarle come canale, megafono, amplificatore delle propie attività e del proprio personal branding. Non è comunque facile, per l’utenza di Facebook, districarsi fra i meandri e i significati di profilo, fanpage, activity, group, vanity, ecc. E ora la situazione si complica con l’introduzione delle “community pages“. L’intento di Facebook, però, è abbastanza chiaro e risponde ad esigenze interne di controllo, e di contrasto, alle comunità non ufficiali che imperversano dentro il più grande social network del mondo. Il fenomeno delle “unofficial pages” e dei “fake”
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